Ridván Messages

Italian · Universal House of Justice

il seguente messaggio di Ridván è sotto forma di telegramma in quanto è stato inviato via cablo a varie aree lontane dalla Terra Santa per assicurarne l'arrivo in tempo per le Convenzioni Nazionali.

"In occasione della Festa più grande, consideriamo con cuori grati le realizzazioni del primo anno del Piano di cinque anni: l'elezione per questo Ridván di cinque nuove Assemblee Nazionali (quattro in Africa e una in Asia) malgrado l'aggravarsi della situazione di una società moribonda e prove dell'addensarsi di nubi di diffusa opposizione al messaggio divino, i credenti di tutto il mondo stanno avanzando nella realizzazione delle mete. 386 pionieri già sistemati, 152 si preparano a raggiungere il loro posto. Un nuovo programma mondiale di insegnamento viaggiante, tracciato dal Centro Internazionale Insegnamento, sta ora per essere lanciato dalle Assemblee Nazionali in consultazione con i Consiglieri. le Amate Mani della Causa, che sono l'avanguardia dell'esercito della luce, offrono una costante guida affettuosa, incoraggiamento, protezione per gli amici che lavorano alla vigna divina. Il Centro Mondiale della Fede, riccamente benedetto con l'acquisto della santa casa del Maestro, luogo di nascita di Shoghi Effendi, entro le mura di Akká, presto sarà testimone, sul suolo consacrato delle pendici del monte Carmelo, dell'inizio dello scavo delle fondamenta della sede permanente della Casa Universale di Giustizia e, in Italia, della firma del contratto per i marmi richiesti per l'augusto edificio. In questo momento critico della storia umana, i tre principali obiettivi del Piano e le sue mete specifiche offrono una precisa, pressante sfida ad ogni individuo Bahá'í, adulto, giovane o bambino, ad ogni famiglia Bahá'í ad ogni comunità locale e, soprattutto, ad ogni Assemblea Locale, il cui sviluppo è vitale per il successo del Piano quinquennale, e per una progressiva evoluzione della società Bahá'í decretata da Dio. Possano i rimanenti 395 pionieri sorgere presto e l'esercito di volontari rispondere al programma di insegnamento viaggiante appena lanciato. Le Assemblee Spirituali Nazionali e Locali, i singoli credenti sono sollecitati ad offrire generosamente tempo, sforzo e traboccanti risorse materiali per appoggiare ogni fase della realizzazione del Piano del prossimo anno. Facciamo appello al credenti di ogni terra che si uniscano a noi nelle preghiere e suppliche alla Bellezza Benedetta perché guidi, sostenga, protegga i suoi devoti seguaci nei loro fervidi sforzi per purificare le loro anime, innalzare il Suo stendardo e servire la Sua Causa".

un breve spazio di diciotto anni ci separa dal centenario dell'Ascensione di Bahá'u'lláh e dalla rivelazione del Suo Onnipossente Patto. Nessuno può predire quale sarà la sorte dell'umanità durante questo periodo. Possiamo comunque prevedere fiduciosamente che la Causa di Dio, sospinta dalle potenti forze di vita insite in essa, deve sempre più rafforzarsi aumentando in estensione e sviluppando poteri sempre più grandi per adempiere lo scopo di Dio sulla terra.

Le copiose prove della Divina confermazione che hanno ricompensato gli strenui e devoti sforzi della Comunità Bahá'í durante il passato decennio, sono evidenti in tutto il mondo, ed offrono la certezza indiscutibile della sua capacità di meritare il compiacimento di Bahá'u'lláh e di rispondere ad ogni appello fatto ad essa al Suo servizio.

Il Piano di Cinque Anni al quale questa comunità è ora chiamata segna l'inizio della campagna di questi critici anni. Questo è il terzo Piano globale nel quale l'Esercito della Luce si impegna per realizzare il Piano Divino di Abdu'l Bahá, quel programma, palesato nelle Sue esplicite Tavole, che abbraccia il mondo intero, e descritto dal Custode della Causa di Dio come la Carta per la propagazione della Fede in tutto il mondo. Fu il Custode stesso, il benamato "segno di Dio" che, per mezzo della sua esposizione ed interpretazione della Rivelazione, con la disciplina ed educazione date alla comunità Bahá'í, con una serie di piani nazionali assegnati ai vari elementi di questa Comunità, plasmò l'Ordine Amministrativo della Fede facendo di esso uno strumento per la realizzazione di questa grande Carta. Egli stesso progettò e varò il primo piano globale, la Crociata Decennale, unica, brillante e spiritualmente gloriosa. Le vittorie di quella Crociata fissarono la bandiera di Bahá'u'lláh in tutto il pianeta e il Piano Novennale che seguì, rafforzò ed estese i baluardi della Fede ed elevò il numero della Assemblee Spirituali Nazionali - i pilastri che sostengono la Casa Universale di Giustizia - a centotredici, aumentate ora a centoquindici con la formazione a questo Ridván delle Assemblee Spirituali Nazionali di Hong Kong e dell'Arabia del Sud-Est.

Questo Piano di Cinque Anni ha tre obiettivi principali: preservazione e consolidamento delle vittorie già conseguite; vasta e diffusa espansione della comunità Bahá'í; sviluppo del carattere che contraddistingue la vita Bahá'í, in particolare nelle comunità locali. Il raggiungimento di queste mete generali richiederà, l'adempimento di compiti particolari sia al Centro Mondiale della Fede che da parte delle comunità nazionali e locali.

Al Centro Mondiale continuerà il lavoro di esame e classificazione dei Testi Sacri. Saranno eseguite e pubblicate traduzioni autorizzate di tre compilazioni delle Scritture e cioè di Tavole di Bahá'u'lláh rivelate dopo il Kitab-i-Aqdas; di preghiere ed estratti dagli Scritti del Báb che aumenteranno così di molto i frammenti dei Suoi Detti che sono ora disponibili nell'Occidente, e di opere del Maestro comprendenti un'ampia selezione dalla vasta gamma di soggetti illuminati dalla Sua Divina Saggezza. Sul Monte Carmelo sarà iniziata la costruzione dell'edificio destinato ad essere la sede della Casa Universale di Giustizia e si spera di completarlo durante il Piano di Cinque Anni; i giardini e i terreni che circondano i Luoghi Santi saranno ulteriormente estesi ed abbelliti; continuerà il rafforzamento delle relazioni fra la Comunità Internazionale Bahá'í e le Nazioni Unite; saranno fatti costantemente sforzi per proteggere la Fede dalla persecuzione e liberarla dalle restrizioni imposte dalla ortodossia religiosa.

In campo internazionale avrà inizio la costruzione di due Templi, uno in India e uno in Samoa. Otto Conferenze Internazionali di Insegnamento avranno luogo verso la metà del Piano di Cinque Anni: due nell'Artico ad Anchorage e ad Helsinki nel Luglio 1976; una a Parigi nell'Agosto 1976; una a Nairobi nell'Ottobre 1976, una ad Hong Kong nel novembre 1976, una ad Auckland ed una a Bahia (Brasile) nel gennaio 1977 ed una a Merida (Messico) nel Febbraio 1977.

Si dovranno formare sedici nuove Assemblee Spirituali Nazionali e cioè: nelle Bahamas, Burundi, Cipro, Antille Francesi, Grecia, Giordania, Mali, Mauritania, Nuove Ebridi, Niger, Senegal, Sierra Leone, Somalia, Surinam, Guyana Francese, Togo, Alto Volta; saranno acquistate le loro Hazíratu'l-Quds, i Terreni dei Templi e quelli di dotazione. La diffusione delle notizie e dei messaggi, così vitali ai fini dell'istruzione, dell'incoraggiamento e dell'unità delle comunità Bahá'í, dovrà essere resa efficiente e rapida; in previsione di una vasta espansione del numero dei credenti, delle Assemblee Spirituali Locali e delle località in cui risiedono Bahá'í, si devono sviluppare un programma coordinato di traduzioni e di pubblicazioni della letteratura Bahá'í allo scopo finale di provvedere il Testo Sacro e gli insegnamenti della Fede a tutta l'umanità - programma. che comprenderà la fondazione di sei Case Editrici Bahá'í e la continua disponibilità di letteratura Bahá'í. Sono previsti 409 progetti di assistenza fra Assemblee Nazionali e all'inizio del Piano vi è l'appello per 557 pionieri.

Una delle caratteristiche che distinguono la Causa di Dio è il suo principio di non accettare contribuzioni finanziarie per i propri scopi da non Bahá'í. Sostenere il Fondo Bahá'í è una benedizione riservata da Bahá'u'lláh ai Suoi seguaci dichiarati. Questa benedizione impone ai soli credenti la piena responsabilità per il sostegno finanziario della Fede ed ognuno di essi è chiamato a fare il massimo sforzo per assicurare che sia mantenuto ed aumentato un costante e generoso flusso di mezzi per venire incontro alle crescenti necessità della Causa. Molte comunità Bahá'í attualmente dipendono dall'aiuto esterno, e per esse la meta deve essere quella di divenire autosufficienti, fiduciose che il Signore Generoso con l'aumentare dei loro sforzi le metterà sicuramente in grado di offrire beni materiali per il progresso della Sua Fede, così come offrono la loro devozione, le loro energie ed il loro amore.

La proclamazione della Fede deve essere vigorosamente perseguita, secondo piani stabiliti con lo scopo di far uso su scala sempre crescente di ogni mezzo idoneo per la comunicazione alle masse. Si dovrebbe ricordare che il fine della proclamazione è di far conoscere a tutta l'umanità lo scopo principale della nuova Rivelazione, mentre i programmi d'insegnamento devono essere pianificati per confermare i singoli individui provenienti da ogni strato della società.

La vasta riserva di energie spirituali, di zelo e di idealismo esistenti nei che tanto efficacemente hanno contribuito al successo del Piano Novennale, deve essere diretta e largamente usata per la proclamazione, l'insegnamento ed il Consolidamento della Causa. Le Assemblee Spirituali sono sollecitate a fornire consultazione ed a offrire guida ai giovani Bahá'í che cercano di pianificare le loro vite in modo da essere del massimo servizio alla Causa di Dio.

Educare i fanciulli negli insegnamenti della Fede deve essere considerato obbligo essenziale di ogni genitore Bahá'í di ogni comunità locale e nazionale, e deve divenire una attività Bahá'í saldamente stabilita durante il corso di questo Piano. Ciò dovrà includere istruzione morale data con la parola e con l'esempio e attiva partecipazione dei fanciulli alla vita della comunità Bahá'í.

Questo Piano di Cinque Anni deve vedere lo sviluppo nella comunità mondiale Bahá'í di quelle caratteristiche che la contraddistinguono, inculcate in essa da Bahá'u'lláh stesso. L'unità dell'umanità è il perno principale della Sua Rivelazione; le comunità Bahá'í debbono perciò essere celebrate per l'esempio che offriranno di tale unità. In un mondo che diviene ogni giorno sempre più diviso da fazioni e da interessi di gruppo, la comunità Bahá'í deve distinguersi per la concordia e l'armonia dei suoi rapporti. Il compimento della maggiore età della razza umana deve essere preceduto da una matura responsabile comprensione dei problemi umani e da una saggia amministrazione dei loro affari da parte della comunità Bahá'í stessa. La pratica e lo sviluppo di tali caratteristiche Bahá'í sono responsabilità egualmente condivise sia dai Bahá'í singolarmente, che dalle istituzioni amministrative, sebbene la maggiore opportunità di promuovere il loro sviluppo dipenda dalle Assemblee Spirituali Locali.

L'istituzione dell'Assemblea Spirituale Locale, divinamente ordinata,, opera ai primi livelli della società umana ed è l'unità amministrativa basilare dell'Ordine Mondiale di Bahá'u'lláh. Essa ha rapporto con i singoli e le famiglie che deve costantemente incoraggiare ad unirsi in una società Bahá'í che si distingua, vitalizzata e protetta dalle leggi, ordinanze e principi della Rivelazione di Bahá'u'lláh; protegge la Causa di Dio ed agisce come un amorevole pastore del gregge Bahá'í.

Il rafforzamento e lo sviluppo delle Assemblee Spirituali Locali è un obiettivo del Piano di Cinque Anni. Avere successo in questa sola meta significherà arricchire il valore della vita Bahá'í, accrescere la capacità della Fede di poter accogliere l'entrata in gruppi - che già da ora sta avvenendo - e, soprattutto, dimostrare la solidarietà e la distinzione sempre crescente della comunità Bahá'í. In tal modo si attireranno alla Fede anime ricettive in numero crescente offrendo un rifugio ai milioni di infelici senza guida di questa società moribonda e in bancarotta spirituale.

"Queste Assemblee Spirituali" scrive 'Abdu'l Bahá "sono aiutate dallo Spirito di Dio; il loro difensore è Abdu'l Bahá. Egli le copre con le Sue Ali. Che grazia più grande di questa?" Ed ancora "Queste Assemblee Spirituali sono lampade risplendenti e giardini celesti dai quali le fragranze della santità sono sparse su tutte le regioni e le luci della sapienza sono diffuse sopra tutte le cose create. Da esse lo spirito della vita scorre in ogni direzione. Esse sono invero le potenti fonti del progresso umano, sempre e in ogni condizione".

Durante il Piano di cinque anni le Assemblee Spirituali Locali che si vanno formando per la prima volta devono formarsi dovunque vi siano nove o più credenti adulti nell'area interessata; in seguito saranno formalmente elette o dichiarato al Ridván.

Entro la struttura generale del Piano di Cinque Anni le Assemblee Spirituali Nazionali sono chiamate ad assegnare alle Assemblee Spirituali Locali delle mete, incoraggiandole a stabilirne altre, consultandosi con esse ed assistendole nel grande sforzo di assumere gradatamente le proprie giuste funzioni e responsabilità entro l'Ordine Mondiale di Bahá'u'lláh. Gli amici sono chiamati a dare il loro completo aiuto e la loro collaborazione alla Assemblea Spirituale Locale prima votando per l'elezione dei suoi membri e quindi attuando energicamente i suoi piani e programmi, volgendosi ad essa nel momento dell'afflizione o delle difficoltà, e pregando per il suo successo, rallegrandosi per l'accrescersi della sua influenza ed onore. Questo grande premio (l'Assemblea Spirituale), questo dono di Dio in ogni comunità deve essere tenuto caro, curato, amato, assistito, obbedito e si deve pregare per esso.

Simile vita di comunità saldamente stabilita, attiva e felice quale è quella prevista nel caso in cui le Assemblee Spirituali Locali siano realmente efficaci, provvederà una salda base domestica da cui gli amici potranno trarre coraggio, sostegno ed affettuoso aiuto nel recare il Divino Messaggio ai loro simili e nel conformare le loro vite alla Sua benefica regola.

Gli atti i programmi, tutte queste molteplici attività mondiali a cui siete chiamati, non hanno che un solo fine - lo stabilirsi del Regno di Dio in terra. Ad ogni stadio di questo processo e a tutti i livelli di responsabilità Bahá'í, individuali, locali o nazionali, voi sarete incoraggiati, consigliati ed assistiti dalla istituzione divinamente ordinata delle Mani della Causa di Dio, istituzione potentemente rafforzata dal vittorioso stabilirsi del Centro Internazionale di Insegnamento. Con l'emergere di questo Centro è stato posto il sigillo all'adempimento della meta, annunziata quasi dieci anni fa, di assicurare l'estendersi nel futuro delle funzioni specifiche di protezione e propagazione, conferite alle Mari della Causa nel Sacro Testo. Per mezzo del lavoro del Centro Internazionale di Insegnamento che sovrintende e coordina il lavoro dei Consigli Continentali in tutto il mondo, l'amore, la guida e l'assistenza delle Mani, attraverso i Consigli Continentali e i Membri Ausiliari e loro assistenti, si diffonde nell'intera struttura della società Bahá'í.

Questi Interventi Supremi (le Mani) dell'embrionale comunità mondiale di Bahá'u'lláh hanno veramente assicurato a questa crescente comunità la cura per il suo benessere, per lo sviluppo del suo carattere e per il suo incoraggiamento spirituale che sono fra i doveri del loro alto ufficio.

Mentre il vecchio ordine lascia il posto al nuovo, i cambiamenti che dovranno aver luogo nelle vicende umane sono tali da far vacillare la mente. Questa è una opportunità per le schiere del Signore. Senza timore e senza lasciarsi stornare dal naufragio di "ideali a lungo amati da istituzioni un tempo onorate" e che ora sono "spazzato via e relegate nel limbo di dottrine cadute in disuso e dimenticate", la comunità mondiale Bahá'í deve levarsi impetuosamente e con sempre crescente energia costruire queste nuove istituzioni divine da cui verrà diffusa la luce dei santi principi e degli insegnamenti inviati da Dio in questo giorno, per la salvazione di tutta l'umanità.

Annunciamo con cuori gioiosi e grati il completamente con una vittoria travolgente del Piano Mondiale Novennale. L'esercito della luce ha vinto la sua seconda campagna globale; ha superato le mete postegli per l'espansione ed ha raggiunto un grado veramente impressionante di partecipazione universale, che erano i due obiettivi del Piano. Con gratitudine ed amore diamo testimonianza delle incessanti confermazioni che Bahá'u'lláh ha fatto piovere sui suoi servi, rendendo possibile a ciascuno di noi di offrire a Lui parte del lavoro, della devozione, del sacrificio, delle suppliche che così generosamente Egli ha ricompensato. In questo Centenario della Rivelazione del Libro Più Santo la comunità del Più Grande Nome depone il suo tributo di vittoria ai Suoi piedi, riconoscendo che è Lui che l'ha conferita.

la Causa di Dio alla fine del Piano Novennale è immensamente più diffusa, più solidamente fondata, e le sue relazioni internazionali sono più strettamente saldate che nel 1964 quando il Piano fu lanciato. 95 nuovi territori sono stati aperti alla Fede; le 69 Assemblee Spirituali Nazionali che sostenevano il compito della comunità mondiale sono divenute113, 5 più di quelle previste. Queste secondarie Case di Giustizia embrionali sono sostenute da più di 17.000 Assemblee Spirituali Locali, 3.000 in Più delle mete Previste e 12.000 di più che al principio del Piano. I Bahá'í risiedono in 69.500 località, 15.000 di più di quelle previste, e 54.000 di più che nel 1964.I Testi Bahá'í sono stati tradotti in altre 225 lingue portando il totale a 571; 63 terreni per i Templi, 56 Hazírat'ul Quds Nazionali, e 62 dotazioni nazionali sono state acquistate, il che porta il numero totale di queste proprietà rispettivamente a 98, 112 e 104; 50 Istituti d'insegnamento e Scuole estive ed Invernali hanno la loro parte ora nell'insegnamento Bahá'í e 15 Case Editrici producono libri. Bahá'í nelle principali lingue del mondo. Il Tempio Madre dell'America Latina è stato costruito e inaugurato. Fra le mete la cui realizzazione dipende da circostanze favorevoli che sono fuori del nostro controllo vi sono il riconoscimento giuridico di Assemblee e il riconoscimento dei Giorni Santi Bahá'í. È motivo di gioia registrare che 90 Assemblee Spirituali Nazionali e 1.556 Assemblee Spirituali Locali - 181 di più del numero totale previsto, - sono state riconosciute giuridicamente, mentre i Giorni Sacri Bahá'í sono stati riconosciuti in 64 Paesi e il certificato di matrimonio Bahá'í è riconosciuto in 40 Paesi.

Questa grande espansione della Fede ha richiesto un esercito di pionieri internazionali. Sono stati fatti due inviti principali per pionieri, cioè per 461 e 733 pionieri, il che insieme con altri per posti particolari hanno raggiunto il totale di 1.344. La Comunità del Più Grande Nome ha risposto con 3.553 pionieri, che hanno effettivamente lasciato le loro case, e 2.265 dei quali sono ancora ai loro posti.

Al Centro Mondiale della Fede è stata portata avanti la comparazione e la classificazione degli Scritti Sacri Bahá'í e degli Scritti di Shoghi Effendi e, in sempre maggiore abbondanza, compito appoggiato e arricchito dall'opera di un comitato speciale nominato dall'Assemblea Spirituale Persiana.

Il materiale al Centro Mondiale include circa 2.600 Tavole originali di Bahá'u'lláh, 6.000 di Abdu'l Bahá e 2.300 lettere di Shoghi Effendi. Vi sono inoltre circa 18.000 copie autenticate di altre Tavole e di lettere. Tutte queste sono state studiate, passi importanti sono stati estratti da esse e classificati e l'indice delle materie porta 400 titoli generali.

Una sinossi e codificazione delle Leggi e Ordinanze del Kitab-i-Aqdas - che completa il considerevole progresso compiuto dal diletto Custode in questo compito - sta per essere pubblicato nel centenario della Rivelazione del libro Più Santo che, come già annunciato, verrà celebrato sia in Terra Santa che in tutto il mondo Bahá'í durante questo Ridván.

È stata formulata e pubblicata la Costituzione della Casa Universale di Giustizia, annunciata da Shoghi Effendi come la più grande Legge della Fede di Bahá'u'lláh.

I giardini a Bahji e sul Monte Carmelo sono stati in modo significativo estesi e sono stati approvati i piani per l'adeguato ampliamento ed abbellimento dell'intera area delle proprietà Bahá'í che circondano le Sacre Tombe a Bahji e ad Haifa.

La proclamazione mondiale della Fede, processo intensivo e a lungo sostenuto iniziato durante la terza fase del Piano, si è aperta nell'ottobre 1967 con la commemorazione del centenario della Proclamazione di Bahá'u'lláh ai re e ai governanti, che è stata centrata intorno alla Sua Rivelazione della Suriy-i-Muluk ad Adrianopoli. Questo evento storico venne commemorato alle sei Conferenze Intercontinentali tenute simultaneamente in tutto il mondo; altre nove Conferenze Oceaniche e Continentali tenute durante il Piano hanno dato grande impulso a questo programma di proclamazione. Le quindici Conferenze cui parteciparono circa 17.000 credenti attrassero grande pubblicità della stampa e della radio e furono l'occasione per far conoscere il Messaggio Divino a personalità e autorità. La presentazione da parte della Casa Universale di Giustizia a 142 Capi di Stato di un libro specialmente prodotto, contenente la traduzione in inglese di Tavole e passi delle Scritture con cui Bahá'u'lláh cento anni prima aveva emanato la Sua possente proclamazione all'umanità, dette inizio a questa campagna che continuerà a lungo, oltre il termine del Piano novennale.

Il notevole sviluppo nelle relazioni della Comunità Internazionale Bahá'í con le Nazioni Unite è stata l'accreditazione di quella Comunità come un'organizzazione non governativa con statuto consultivo nel Consiglio Sociale ed Economico delle Nazioni Unite. La Comunità Internazionale Bahá'í ora ha un rappresentante alle Nazioni Unite e mantiene un ufficio a New York.

Le amate e venerate Mani della Causa hanno reso con grande sacrificio distinti servigi durante tutto il Piano Novennale. In tutte le parti del mondo esse hanno ispirato gli amici, assistito Assemblee Spirituali Nazionali, promosso l'opera d'insegnamento ed hanno avuto una parte vitale nel successo del Piano. Te sorti languenti di più di una comunità nazionale sono state rivoluzionate dalla visita di una Mano della Causa; un'azione rapida ed energica ispirata da una Mano della Causa, è stata seguita da risultati sorprendenti che hanno completamente capovolto le prospettive di quella comunità. Lo Mani della Causa hanno aggiunto alla letteratura della Fede opere preziose.

La meta del Piano di sviluppare " La Istituzione delle Mani della Causa di Dio, in consultazione con il corpo delle Mani della Causa, in vista della futura estensione delle sue designate funzioni di protezione e di propagazione" è stata adempiuta in vari stadi, con la formazione degli undici Consigli Continentali i cui membri furono nominati dalla Casa Universale di Giustizia, ed assunsero la responsabilità dei Corpi Ausiliari per la protezione e la propagazione della Fede. Con ciò le care Mani della Causa non vennero più identificate individualmente con nessun particolare continente - eccetto che per la loro residenza - ma estesero la loro sfera d'azione all'intero pianeta. I Consigli Continentali, guidati dalle Mani della Causa e lavorando in stretta collaborazione con esse hanno già, nel breve periodo del loro ufficio, realizzato eccezionali e distinti servigi.

Tre portentosi sviluppi hanno avuto luogo durante il Piano Novennale, cioè l'avanzamento della gioventù verso la prima linea dell'insegnamento, un grande aumento nelle risorse finanziarie della Fede, e una sorprendente proliferazione di progetti di assistenza fra Assemblee Nazionali.

Il primo sviluppo, l'incoraggiante sorgere della Gioventù Bahá'í, ha cambiato il volto del lavoro d'insegnamento; barriere impenetrabili sono state spezzate, oltrepassate da gruppi arditi di giovani Bahá'í devoti in spirito di preghiera che hanno presentato il Messaggio Divino in modi accettabili alla loro stessa generazione, così che il Messaggio si è diffuso e si sta diffondendo in tutta la struttura sociale; l'intero mondo Bahá'í è stato scosso da questo avvenimento. Avendo respinto i valori ed i metodi del vecchio mondo i giovani Bahá'í sono avidi di imparare e di adattare se stessi ai metodi di Bahá'u'lláh ed offrire così il Programma Divino per colmare la lacuna lasciata dall'abbandono del vecchio mondo.

L'ampio aumento delle risorse finanziarie della Fede auspicato nel Piano Novennale ha evocato una consolante risposta da parte dell'intera comunità Bahá'í. Non soltanto il Fondo Internazionale Bahá'í, ma anche quelli. locali, nazionali, e continentali, sono stati sostenuti con sacrificio. Questa prova pratica dell'amore che gli amici portano alla Fede ha permesso che tutto il lavoro vada innanzi: sostegno di pionieri e di insegnanti viaggianti costruzione di Mashriqu'l-Adhikars e acquisto di proprietà Bahá'í; acquisto di luoghi Santi nella culla della Fede e al Centro Mondiale; sviluppo di istituzioni educative e di tutte le molteplici attività di una vigorosa comunità mondiale costruttiva ed avanzante. È interessante notare che il 60%, dei fondi internazionali della Fede sia usato per assistere il lavoro di Assemblee Spirituali Nazionali, per promuovere l'opera di insegnamento e per difendere la Causa dagli attacchi in varie parti del mondo. Senza questo aiuto dalla comunità Bahá'í internazionale molte Assemblee Nazionali sarebbero paralizzate nei loro sforzi di espansione e di approfondimento. L'amministrazione dell'Huququ'lláh è stata rafforzata in preparazione della sua estensione ad altre parti del mondo. Un Fondo Internazionale di Deputizzazione è stato stabilito al Centro Mondiale per assistere pionieri e insegnanti viaggianti che erano pronti a servire, ma non erano in grado di provvedere alle proprie spese, e questo Fondo è stato più tardi esteso per sostenere progetti sui fronti interni nazionali. Contribuire al Fondo è un servizio che non cesserà mai di essere aperto a tutti i credenti ; la crescita della Fede e la creazione del suo Ordine Amministrativo richiedono sempre maggiori donazioni delle nostre sostanze, adeguate, anche se in piccola misura, con la generosità e la liberalità delle confermazioni che ci giungono da Bahá'u'lláh.

Quando il Piano fu lanciato, furono formulati 219 progetti di assistenza per cui comunità nazionali avrebbero dovuto dare aiuto finanziario ad altre, generalmente lontane da esse geograficamente, per progetti di pionierismo o di insegnamento. Scopo di ciò era di rafforzare i legami di unità esistenti fra località lontane del mondo Bahá'í, aventi precedenti sociali, culturali e storici differenti. Alla fine del Piano erano stati attuati più di 600 di tali progetti; la cooperazione fra comunità e stata ulteriormente sviluppata nel campo delle pubblicazioni della letteratura Bahá'í, specialmente in Spagnolo, Francese e nelle lingue dell'Africa. Un vasto campo di fruttiferi sforzi è aperto da questo punto di vista.

A causa della mancanza di libertà in alcuni paesi, a causa di vere e proprie repressioni in altri, in altri ancora a causa di ostacoli legali e fisici, certe mete particolari, specialmente quelle che richiedevano il riconoscimento giuridico, non hanno potuto essere raggiunte. Prevedendo ciò la Casa Universale di Giustizia ha invitato le comunità nazionali in paesi dove c'è libertà, a superare le loro stesse mete così da assicurare il raggiungimento delle mete in senso totale. È stato ancora impossibile iniziare il lavoro per la costruzione del Mashriqu’l-Adhkár a Teheran, ma sono stati firmati contratti per la preparazione di disegni dettagliati, si stanno facendo ricerche geologiche e si sta preparando tutto per poter agire immediatamente quando la situazione in Persia sarà propizia.

Durante il periodo del Piano Novennale hanno avuto luogo importanti e interessanti avvenimenti non direttamente associati con esso. Prima e anzitutto, vi fu la commemorazione nei recinti del Qiblih del mondo Bahá'í, del centenario dell'arrivo alla città-prigione di Akká, e del Promesso di tutti i tempi, come predetto nelle Scritture.

La Magione di Mazra'ih a cui spesso il diletto Custode fece riferimento come ad una delle "Magioni gemelle" in cui la Bellezza Benedetta aveva risieduto dopo nove anni passati entro le mura della città-prigione di Akká, e cara ai cuori dei credenti per essere state associata con il loro Signore, è stata finalmente acquistata insieme a 24.000 mq di terreno che si estendono nella campagna dal lato orientale.

L'innalzamento dell'obelisco che segna il sito dove sorgerà il futuro Mashiqu'l Adhkar sul Monte Carmelo, completa un progetto iniziato dal diletto Custode.

È stata presa la decisione ed è stato annunciato al mondo Bahá'í, che sono stati fatti i passi iniziali per la costruzione sul Monte Carmelo, nell'arco previsto da Shoghi Effendi, dell'edificio che servirà come Sede della Casa Universale di Giustizia.

Il progresso della Causa di Dio aumenta continuamente di intensità, e noi possiamo con fiducia anticipare il giorno in cui questa Comunità, nel tempo da Dio voluto, avrà attraversato gli stadi predetti per essa dal suo Custode, e avrà innalzato su questo tormentato pianeta il bell'edificio del Regno di Dio in cui l'umanità potrà trovare cessazione alla confusione, al caos, alla rovina da essa stessa provocati, e gli odi e la violenza di quest'epoca saranno tramutati in un durevole sentimento di fratellanza mondiale e di pace. Tutto ciò sarà compiuto entro il Patto dell'eterno Padre, il Patto di Bahá'u'lláh.

l'inizio dell'ultimo anno del Piano Novennale vede la Comunità mondiale Bahá'í avviata verso la travolgente vittoria. Con cuori grati riconosciamo le continue confermazioni che hanno coronato i suoi sforzi e le misericordie Divine che non hanno mai cessato di piovere sopra questo benedetto embrionico ordine mondiale, in continuo sviluppo.

Il Mashriqu'l-Adhkár di Panama, il Tempio Madre dell'America Latina, sarà dedicato questo Ridván. Alla storica cerimonia presenzieranno tre amate Mani della Causa: Amatu'l Bahá Rúhíyyih Khánum, in rappresentanza della Casa Universale di Giustizia, Ugo Giachery e Dhikru'lláh Khádem.

Il fantasioso ed ispirato progetto dell'architetto Peter Tillotson è stato magnificamente realizzato e noi, da parte de l'intero mondo Bahá'í, estendiamo all'Assemblea Spirituale Nazionale di Panama affettuose congratulazioni per il conseguimento dell'impresa.

Nonostante lo scioglimento dell'Assemblea Spirituale Nazionale dell'Iraq, dovuto sfortunatamente alle persecuzioni della Fede in quel paese, le 13 Assemblee Spirituali Nazionali che si formeranno in questo Ridván porteranno a 113 il numero totale di questi pilastri della Casa Universale di Giustizia.

Le mete per l'acquisto di proprietà e la fondazione di Istituti di Insegnamento sono a buon punto; e quelle per l'incorporazione delle Assemblee e il riconoscimento del matrimonio Bahá'í e dei Giorni Sacri stanno facendo grandi progressi nei Paesi in cui le circostanze legali li permettono.

Sono le mete d'insegnamento quelle che devono impegnare la nostra attenzione e i nostri sforzi. Sebbene più di 260 territori abbiano raggiunto e talvolta superato le mete loro assegnate di località dove i Bahá'í risiedono, rallegrando la comunità mondiale Bahá'í per aver sorpassato su larga, scala il numero totale del le località previste nel Piano, tuttavia vi sono ancora circa 60 territori dove queste mete non sono ancora state raggiunte e alle quali bisogna dare l'assoluta precedenza da ora al Ridván 1973.

Ci si attende che per il Ridván un gran numero di Assemblee Spirituali Locali sarà formato e appena sarà accertata la posizione di queste mete, un elenco dettagliato di tutti i territori in tutto il mondo che non hanno ancora raggiunto le mete sia per località che per Assemblee Spirituali Locali, sarà inviato a tutte le Assemblee Spirituali Nazionali perché ne informino urgentemente gli amici.

Si spera che, durante quest'ultimo anno del Piano, il principio della collaborazione tra le Assemblee Spirituali Nazionali sarà esteso ben oltre i compiti speciali stabiliti nel piano Novennale. Quelle comunità che hanno già conseguito le loro mete o stanno per conseguirle, dovrebbero considerare il quadro mondiale alla luce dell'elenco su menzionato e, senza mettere in pericolo i propri successi, fare tutto quello che possono per assistere le comunità vicine con pionieri e insegnanti viaggianti, o con ogni altro mezzo possibile. Tale processo consoliderà fortemente l'unità e la fratellanza della comunità mondiale Bahá'í.

Nello stesso tempo richiamiamo l'attenzione di tutti i credenti affinché devotamente considerino le proprie personali situazioni e si levino, mentre c'è ancora tempo, a coprire le mete Internazionali pionieristiche del Piano. Vi è ancora bisogno di 267 pionieri: 75 in Africa, 57 nelle Americhe, 40 in Asia, 30 in Australasia, 65 in Europa.

Gli straordinari progressi fatti sin da quel Ridván 1964, quando iniziò il Piano Novennale, che continuavano l'organizzato e premeditato processo di insegnamento su scala mondiale istituito dall'Amato Custode quando lanciò la Crociata Decennale, impongono alla nostra attenzione nuove esigenze di questo sempre crescente ordine mondiale, sia per la sua vita organica che in relazione alla società in disfacimento in cui esso è posto. La divergenza tra le vie del mondo e quella della Causa di Dio diventa sempre più evidente. Eppure le due devono convergere. La comunità Bahá'í deve dimostrare in modo sempre crescente, la propria capacità a redimere il disordine, la mancanza di coesione, la eccessiva tolleranza, l'empietà della società moderna; le leggi, gli obblighi religiosi, le osservanze della vita Bahá'í e il livello di dignità, decoro e rispetto devono essere profondamente radicati nella coscienza Bahá'í e sempre più devono guidare e caratterizzare questa comunità. Questo processo richiederà un grande sviluppo nella maturità e nella efficienza delle Assemblee Spirituali Locali; gli scopi e le norme della Causa devono essere sempre più compresi e coraggiosamente sostenuti. L'influenza dei corpi dei Consiglieri Continentali e il lavoro dei loro Membri Ausiliari devono svilupparsi e diffondersi per l'intero edificio della Comunità Bahá'í. Un vasto e sistematico programma deve essere promosso per la produzione della letteratura Bahá'í.

Nostro immediato ed inevitabile compito tuttavia è di assicurare che ogni possibile meta del Piano Novennale sia raggiunta. Questo deve essere fatto ad ogni costo. Nessun sacrificio, nessun rinvio di progetti anche desiderati, deve essere scartato per adempiere questo "massimamente importante" dei molti "importanti" doveri che ci stanno di fronte. Chi può dubitare che un ultimo supremo sforzo non sarà coronato dal successo? Già ora la comunità nazionale che ha il vanto di essere la prima ad aver realizzato ogni compito assegnatole, Fiji, guida la processione di comunità giubilanti e vittoriose entro l'Armata della Luce. Noi possiamo ben emulare i giovani Bahá'í, la cui recente impetuosa avanzata nell'ambito della proclamazione e dell'insegnamento, è uno dei più incoraggianti e significativi caratteri nella Fede e che scuote le porte del cielo chiedendo aiuto nelle loro imprese con preghiera persistente e continua.

Tutti noi possiamo chiedere a Bahá'u'lláh il Suo divino e potente soccorso ed Egli certamente ci aiuterà poiché Egli è Colui che ascolta le preghiere, l'Esauditore.

Il 28 Novembre 1971 il Mondo Bahá’í commemorerà il cinquantesimo anniversario del Trapasso di Abdu’l Bahá, il Centro del Patto, l'Insegna dell’Unità dell'Umanità, il Mistero di Dio, un evento che segnò contemporaneamente la fine dell'età Eroica della nostra Fede, l'apertura dell’età Formativa e la nascita dell'Ordine Amministrativo, il nucleo e modello dell'ordine Mondiale di Bahá'u'lláh. Mentre, contempliamo i frutti del Ministero del Maestro raccolti durante i primi cinquant'anni dell'Età Formativa, un periodo dominato dalla dinamica ed amata figura di Shoghi Effendi, la cui vita fu dedicata alla sistematica messa in atto delle disposizioni dell'Ultima Volontà e Testamento di Abdu'l Bahá e delle Tavole del Piano Divino - le due carte fornite dal Maestro per l'amministrazione e l'insegnamento della Causa di Dio - noi possiamo bene provare un senso di sacro sgomento alla prospettiva dei prossimi cinquant'anni. Quel primo mezzo secolo dell'Età Formativa ha visto la Comunità Bahá'í crescere da poche centinaia di centri in 35 paesi nel 1921, a oltre 46.000 centri in 135 stati indipendenti e 182 importanti territori e isole al giorno d'oggi, è stato caratterizzato dall'erezione in tutto il mondo dell'intelaiatura dell'Ordine Amministrativo, che a sua volta ha portato al riconoscimento della Fede da parte di molti Governi e autorità civili, ed al suo accreditamento in status consultivo al Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, ed ha testimoniato la diffusione in molte parti del mondo di quella entrata a "schiere" promessa dal Maestro e così lungamente e così ardentemente attesa dagli amici.

Si può ora discernere un nuovo orizzonte, fulgido di accenni di frementi sviluppi nella vita della Causa di Dio in continuo dispiegamento. Una completa vittoria nel Piano Novennale significa l'avvicinarsi a questo orizzonte. Poiché non dovremmo mai dimenticare che la Crociata Decennale dell'amato Custode, il presente Piano Novennale, altri piani che seguiranno attraverso le successive epoche dell'età Formativa della Fede, sono tutte fasi nella realizzazione del Piano Divino di Abdu'l Bahá, stabilito in quattordici delle Sue Tavole all'America del Nord.

Il Piano Novennale procede bene, e questo Ridván testimonierà lo stabilirsi di altre sette Assemblee Spirituali Nazionali, cinque in Africa, una, nell'America del Sud ed una nel Pacifico, portando il numero totale di questi alti consessi a 101. Il prossimo Ridván saranno formate le nove già annunciate, insieme con altre 4, una ciascuna in Afganistan, Arabia, Isole Windward e Porto Rico, portando il totale a 114, sei di più di quanto stabilito nel Piano Novennale.

I membri di tutte le Assemblee Spirituali Nazionali che saranno eletti al Ridván 1972 prenderanno parte all'elezione della Casa Universale di Giustizia al Ridván 1973, quando una convenzione internazionale sarà tenuta al Centro Mondiale.

Si prevede che il Tempio Madre dell'America Latina, il Mashrìqu'l Adhkar di Panama sarà completato nel Dicembre 1971 e lei sua dedicazione avrà luogo al seguente Ridván.

Il meraviglioso spirito sprigionato alle quattro Conferenze Oceaniche e Intercontinentali, insieme con i benefici pratici da esse apportati alla Causa, rinforza le nostre grandi speranze che le quattro Conferenze che saranno tenute quest'anno avranno risonante successo e daranno come risultato più pionieri, più insegnanti viaggianti, maggiore proclamazione del Messaggio ed una elevazione degli spiriti e della devozione degli amici.

Il nostro appello agli amici nel Dicembre 1970 per sostenere il Fondo Internazionale Bahá'í, che si è trovato in serie condizioni dovute a varie, impreviste circostanze ha avuto una magnifica risposta da molte parti della Comunità Bahá'í di tutto il mondo, e siamo incoraggiati a credere che questa manifestazione di devozione e di sacrificio, continuando e diventando più diffusa, risolverà la condizione che ha rischiato di pregiudicare seriamente il raggiungimento di ambite mete del Piano Novennale.

I viaggi e altri servizi dello Mani della Causa di Dio suscitano la nostra gratitudine e la nostra gioia, persino meraviglia e stupore. Le loro azioni sono tali da eclissare gli atti degli apostoli dell'antichità, e da conferire eterno splendore a questo periodo dell'Età Formativa. A nome di tutti gli amici ovunque, offriamo loro il nostro reverente amore e gratitudine. E' opportuno registrare qui il trapasso, dopo settant'anni di esemplare servizio alla Fede, della Mano della Causa Agnes Alexander, della quale il Maestro disse che i suoi primi servizi nelle Hawaii erano stati più grandi che Se avesse fondato un impero.

Misure restrittive, diretto contro la Fede, e di vario rigore, da una vera e propria oppressione fino alla imposizione di restrizioni, rendono virtualmente impossibile il raggiungimento delle mete del Piano Novennale in un certo numero di paesi, particolarmente nel Medio Oriente, nell'Africa nord occidentale, lungo le frange dell'Africa orientale ed in certe aree dell'Asia Sud Orientale. Si spera che quelle comunità Bahá'í che godono la libertà di insegnare la loro Fede sorpasseranno tanto le loro proprie mete da compensare ampiamente per le restrizioni dai loro meno fortunati fratelli. L'armata di insegnanti viaggianti deve essere rinforzata e gli amici, particolarmente la gioventù Bahá'í, sono chiamati a considerare seriamente quanto tempo essi possono offrire alla Fede durante i restanti due anni del Piano Novennale. Visite di insegnamento di breve o lunga durata, deputazione di altri, l'assumersi compiti che libererebbe altri amici per il lavoro di insegnamento, sono tutti mezzi per costruire, all'unisono, quella finale ondata che porterà il Piano alla Vittoria.

Due maggiori obbiettivi del Piano sono la formazione di nuove Assemblee Spirituali Locali e l'apertura di nuove località. Sono richieste 13.996 Assemblee Spirituali Locali; ne esistono ora 10.360.

54.503 località richiedono un Bahá'í residente; 46.334 sono ora aperte. La meta è in vista, il tempo breve. Tuttavia, lo sviluppo riflesso nelle suddette statistiche non ha avuto luogo a tutti i livelli ed in tutte le aree. Poiché mentre un certo numero di comunità nazionali ha già raggiunto, o perfino superato le mete loro assegnate, molte si trovano di fronte ad estreme difficoltà nel raggiungerle. Con mutuo aiuto ed un incremento nello slancio già colà generato non vi è dubbio che la comunità del Più Grande Nome è capace di balzare verso la totale vittoria, ottenendo cosi una visione di quei panorami affascinanti che stanno ora oltre l'orizzonte.

Il duplice processo descritto così chiaramente dall'amato Custode nel suo saggio "The Unfoldment of World Civilization" - il continuo progresso e consolidamento della Causa di Dio da una parte e la progressiva disintegrazione di un mondo moribondo dall'altra - ci imporrà indubbiamente nuovi compiti, l'impegno di immaginare nuovi modi d'insegnamento, di dimostrare più chiaramente a un mondo deluso il modo Bahá'í di vita e di rendere più effettive le istituzioni amministrative della Fede. L'autorità e l'influenza delle Assemblee Spirituali Nazionali e Locali dovrà essere rafforzata in vista del loro agire con più larghe comunità Bahá'í; il carattere internazionale della Causa avrà bisogno di essere sviluppato, mentre sarà stabilito un organo internazionale d'insegnamento al Centro Mondiale, a cui già ci siamo riferiti in precedenti lettere generali.

Per quanto siano affascinanti tali considerazioni, che verranno verosimilmente forzatamente poste alla vostra attenzione nel prossimo futuro, esse non debbono deviare le nostre energie e la nostra volontà dal compito immediato - le mete del Piano Novennale. Il loro raggiungimento è la migliore preparazione per il futuro ed il mezzo per sviluppare nuovi poteri e capacità nella Comunità Bahá'í. Noi siamo fiduciosi che l'Armata di Luce, crescendo in forza ed unità avrà, nel 1973, l'anno centenario della rivelazione del Kitáb-i-Aqdas, scalato le altezze di ancora un'altra vetta sul sentiero che conduce alla fine verso i vasti altipiani della Più Grande pace.

Con affettuosi saluti Bahá'í

Qui di seguito il testo del nostro messaggio al mondo Bahá'í che è stato inviato per cablo ad alcune Assemblee Spirituali razionali: "La Comunità mondiale Bahá'í, entrando nel settimo anno del Piano Novennale, ha ampiamente dimostrato la sua capacità di scalare eccelse vette di devozione e di sacrificio per ottenere stupefacenti vittorie alla Fede che redime, risana e unisce il mondo. In questo Ridván diamo un affettuoso benvenuto alle 11 nuove Assemblee Spirituali nazionali che si stanno formando, 7 in Africa, 1 nel Continente Americano, 1 in Asia, 2 in Australasia, portando così a 94 il numero delle colonne che sostengono la Casa Universale di Giustizia. Siamo spinti a dare un affettuoso tributo alle Mani della Causa di Dio per i loro brillanti servigi nell'aprire luminose strade d'insegnamento su tutta la superficie del pianeta, nel sostenere e consigliare le Assemblee e gli amici in tutti i continenti. Allo scopo di rinforzare efficacemente questo nobile lavoro mediante i capaci a devoti Consiglieri Continentali e i loro Consigli Ausiliari, e tenendo presente il bisogno e l'espansione crescente della Comunità Mondiale, annunciamo l'ampliamento di questa vitale istituzione con la nomina di tre altri Consiglieri Continentali, Iraj Ayman per 1'Asia Occidentale, Annelise Bopp e Berry Reed per l'Europa, e l'autorizzazione alla nomina di 45 Membri addizionali dei Consigli Ausiliari, 9 in Africa, 16 in Asia, 2 in Australasia, 18 nell'emisfero occidentale. Prevediamo la formazione di 4 Assemblee Spirituali Nazionali per il Ridván 1971, cioè Lesotho con sede a Maseru, Costa d'avorio, Mali e Alto Volta con sede in Abidjan, Trinidad e Tobago con sede in Port of Spain, Isole Salomone con sede a Honiara. Il Piano Novennale ha già ottenuto grandi successi nei campi del pionierismo, della proclamazione, del riconoscimento della Fede, dell'attività dei giovani, dell'acquisto di proprietà, dell'inizio della costruzione del Tempio di Panama, dello sviluppo al Centro Mondiale. È urgente, immediato, vitale bisogno quello di concentrare al massimo l'attenzione sull'aumento del numero di località, Assemblee Spirituali Locali, e dei credenti, e sull'occupazione dei restanti posti vacanti di pionieri. L'appello fatto al Ridván dell'anno passato ha dato 733 pionieri come richiesta minima. 479 posti specifici sono ancora da occupare. La vittoria totale richiede più pionieri, più fondi, più nuovi credenti. Le Mani della Causa, i Consiglieri Continentali, i Membri dei Consigli Ausiliari, le Assemblee Spirituali Nazionali, le Assemblee Spirituali Locali, ogni singolo seguace di Bahá'u'lláh, tutti sono esortati a fare il massimo sforzo nei restanti anni del Piano Novennale. I raggiungimento di questo stadio del Piano Divino del Maestro doterà la Comunità della capacità, nei suoi organi amministrativi, di intraprendere il prossimo passo per realizzare lo scopo supremo della Rivelazione di Bahá'u'lláh, cioè l'unificazione dell'umanità, e lo stabilimento del Regno di Dio sulla terra, da tanto tempo promesso. Assicuriamo ardenti, amorose preghiere alle Sacre Tombe".

Con affettuosi saluti Bahá'í

Il continuo progresso della Causa di Dio si erge in vivido contrasto con la cronica agitazione che affligge la società umana, contrasto che gli eventi dello scorso anno, sia all'interno sia al di fuori della Fede, hanno contribuito soltanto ad intensificare. Mentre il vecchio ordine va disintegrandosi la Causa di Dio ha proseguito il suo maestoso corso estendendo l'ampiezza delle sue attività ed influenze e compiendo un ulteriore evolversi del suo sistema amministrativo.

Aprendosi con la convocazione, in terra Santa, della seconda Convenzione Internazionale per l’elezione della Casa Universale di giustizia, l’anno è stato testimone di una notevole attività per la causa. Lo sviluppo più significativo e di lunga portata è stato, senza dubbio, la nomina degli undici Consiglieri Continentali, che veniva a adempiere la meta del Piano Novennale che prevedeva lo sviluppo dell’istituzione delle Mani della causa di Dio in vista della futura estensione delle sue designate funzioni di protezione e propagazione. Questo passo, preso dopo piena consultazione con le Mani della causa, ha contemporaneamente fortemente rinforzate le attività di quell’Istituzione e reso possibile alle Mani stesse di estendere l’ampiezza dei loro individuali servizi di là della sfera continentale, rendendo con ciò universalmente disponibile agli amici l’amore, la saggezza e lo spirito di dedizione che anima queste persone designate dal Custode. Desideriamo ora rendere omaggio alla maniera esemplare con cui i Consiglieri, sotto la guida delle Mani, si sono accinti ai loro alti compiti.

La prima conferenza oceanica Bahá’í, tenutasi in agosto a Palermo, ha commemorato il viaggio di Bahá’u’lláh nel mare Mediterraneo, sulla via verso la Più Grande Prigione. I partecipanti a questa Conferenza vennero subito dopo alla Qiblih della loro Fede, per rendere omaggio alla Tomba del suo Fondatore e per commemorare con profonda consapevolezza del suo significato spirituale, l’arrivo da lungo tempo profetizzato del Signore degli Eserciti sulle sponde della Terra Santa. Questa riunione di più di duemila credenti ha offerto un inesprimibile stridente contrasto con il reale arrivo di Bahá’u’lláh cento anni prima, respinto dai governanti di questa terra, e deriso dalla popolazione locale. Questo è il potere conquistatore del Suo Messaggio, questa l’invincibile potenza del Re dei Re.

Quello stesso Messaggio è ora proclamato dai Suoi seguaci da un capo all’altro del mondo. Il dono della speciale edizione della "Proclamazione di Bahá’u’lláh" è già stato offerto a centoventidue Capi di Stato, e copie di esso sono già state ricevute da migliaia di altre personalità.

Approfittando della designazione del 1968 da parte delle Nazioni Unite come l’Anno dei Diritti Umani le comunità Bahá’í hanno, in tutto il mondo, non soltanto rafforzato i legami fra la Comunità Internazionale Bahá’í e le Nazioni Unite, ma nello stesso tempo hanno proclamato la Fede e il suo Messaggio risanatore. In un paese dopo l’altro la Causa è stata tratteggiata per la prima volta per mezzo dei moderni sistemi di comunicazione. La grandezza di questo appello ai popoli del mondo sta aumentando giorno per giorno e deve tanto continuare, da penetrare in ogni strato della società fino alla conclusione del Piano, ed oltre.

Come stimolo ed aiuto a questo lavoro vitale, così come anche per promuovere il conseguimento di tutte le mete del Piano, annunziamo la convocazione fra l’agosto del 1970 e il settembre 1971 di una serie di otto Conferenze Oceaniche Continentali, divise come segue: a La Paz, Bolivia, e Rose Hill, Isola di Maurizio, nell'agosto del 1970; a Monrovia, Liberia e Giakarta, Indonesia nel gennaio 1971; a Suva, Isole Figi a Kingston Giamaica, nel maggio del 1971; a Sapporo, Giappone e a Reykjavik, Islanda nel settembre del 1971.

Una revisione dei progressi ottenuti nel Piano Novennale rivela che grandi passi sono stati fatti nell’acquisto di Haziratu’l Quds, terreni per Templi e Istituti di Insegnamento; traduzione di letteratura Bahá’í in un maggior numero di lingue, e riconoscimento giuridico di Assemblee Locali e Nazionali. Il luogo dove sorgerà il Tempio di Panama è stato preparato e la costruzione avrà inizio non appena saranno stati approvati i progetti finali ed ogni particolare nonché la stesura del contratto.

Come risultato del ritmo accelerato che si è iniziato nella espansione e consolidazione, e che, se promosso ed alimentato diverrà un ampio flusso di vittoriosi conseguimenti, annunziamo con gioia la formazione di altre dodici Assemblee Spirituali Nazionali delle quali due si formeranno durante il Ridván 1969 e cioè: l’Assemblea Spirituale Nazionale dei Bahá’í del Burundi e Ruanda con sede a Bujumbura e l’Assemblea Spirituale Nazionale dei Bahá’í di Papua e Nuova Guinea con sede a Lae. Le altre dieci si formeranno durante il Ridván 1970 e cioè: sei in Africa, l’Assemblea Spirituale Nazionale della Repubblica del Congo (Kinshasa); del Ghana; di Dahomei; del Togo e Niger; di Malawi; di Botswana, del Gambia, Senegal, Guinea Portoghese e le Isole del Capo Verde. Una nelle Americhe, l’Assemblea Spirituale Nazionale dei Bahá’í delle Guiane; una in Asia, l’Assemblea Spirituale Nazionale dei Bahá’í del Medio Oriente, e due in Australasia, l’Assemblea Spirituale Nazionale dei Bahá’í di Tonga e delle Isole Cook e l’Assemblea Spirituale Nazionale dei Bahá’í di Samoa. Così al Ridván del 1970 il numero delle Assemblee Spirituali Nazionali sarà elevato a 93.

In armonia con la crescita mondiale della Causa, il Centro Mondiale della Fede si sta anche sviluppando rapidamente. Il diletto Custode ha definito i pellegrini come la linfa vitale di questo Centro Mondiale, ed è stato da lungo tempo ardente desiderio del nostro cuore di potere accordare la benedizione del pellegrinaggio in Terra Santa a tutti quelli che possono avvalersene. È perciò con grande gioia che ora ci possibile aprire la porta del pellegrinaggio ad un numero molto maggiore di credenti. A cominciare dall’ottobre di quest’anno la quantità di ogni gruppo di amici da invitare sarà quadruplicata, ed il numero dei gruppi sarà aumentato ogni anno, così che quasi sei volte il numero attuale di pellegrini avrà l’opportunità ogni anno di pregare alle Tombe delle Figure Centrali della loro Fede, di visitare i luoghi santificati dai passi, dalle sofferenze e dai trionfi di Bahá’u’lláh e Abdu’l Bahá, e di meditare nella tranquillità di questi sacri recinti, abbelliti con tanta amorosa cura dal nostro diletto Custode.

Questo maggior flusso di pellegrini aumenterà grandemente lo sviluppo spirituale della comunità mondiale che ora, dopo cinque anni di strenuo lavoro sta entrando nella quarta fase del Piano Novennale recando gli allori di eccezionali vittorie. La maggiore e più pressante necessità in questo stadio del Piano è il rapido accrescimento del numero dei credenti, un maggiore avanzamento nell’apertura di altre località così come la formazione di ben salde Assemblee Spirituali Locali richieste dal Piano. Questa attività mondiale, che caratterizza la quarta fase del Piano, rispondendo alle formidabili opportunità offerte dall’attuale condizione dell’umanità, sarà grandemente rinforzata dalla continuazione della Proclamazione ed è la base essenziale per la erezione delle rimanenti Assemblee Spirituali Nazionali; ciò recherà sempre più testimonianza dei benefici dell’insegnamento internazionale viaggiante e della cooperazione tra le Assemblee. Sopra tutto tale attività richiede una effusione di sacrifici da parte degli amici, di contribuzioni a sostegno dei Fondi della Fede e del levarsi di un potente esercito di pionieri.

Durante il secondo anno del Piano il mondo Bahá’í ha realizzato il più grande avvenimento nella storia del pionierismo organizzato: il giorno in cui un totale di 505 credenti si levò per stabilirsi in territori non aperti ancora alla fede o debolmente costituiti. Questo meraviglioso conseguimento deve essere superato: ora viene lanciato l’appello perché settecentotrentatre credenti lascino le loro case per andare a stabilirsi in territori che hanno estrema necessità del sostegno di pionieri, o che hanno ancora non sono stati aperti alla Fede. Questi devoti credenti, che dovrebbero levarsi senza ritardo, è necessario si stabiliscano durante la quarta fase del Piano in 184 territori del globo così suddivisi: 48 in Africa, 40 nelle Americhe, 40 in Asia, 18 in Australasia e 38 in Europa. Sebbene la principale responsabilità sia stata assegnata a quelle comunità nazionali Bahá’í che sono più in grado di provvedere pionieri, tutti dovrebbero ponderare nei loro cuori se possono rispondere a questo appello, sia andando loro stessi o – in risposta alla ingiunzione di Bahá’u’lláh mandando chi può andare in loro vece. Informazioni dettagliate vengono mandate alle Assemblee Spirituale Nazionali per assicurare che questa vitale mobilitazione di combattenti Bahá’í sia compiuta il più rapidamente possibile.

Diletti amici, il Piano Novennale è bene avanzato, il nostro lavoro è benedetto dalla incessante assistenza di Bahá’u’lláh e l’intera comunità mondiale Bahá’í è impegnata a conseguire la completa vittoria. Questo felice adempimento, che ora si discerne debolmente sul lontano orizzonte, potrà essere raggiunto per mezzo di un duro lavoro, di realistiche pianificazioni, di azioni colme di sacrificio, con l’intensificare il lavoro di insegnamento e, soprattutto, per mezzo del costante sforzo da parte di ogni singolo Bahá’í per conformare la sua vita interiore a quel glorioso ideale stabilito da Bahá’u’lláh per l’umanità, ed esemplificato da Abdu’l Bahá. Nel contemplare il divino esempio del Maestro noi possiamo ben riflettere che la Sua vita e le Sue azioni non si adeguarono ad un modello di convenienza, ma furono invece la inevitabile e spontanea espressione del Suo intimo essere. Noi similmente agiremo secondo il Suo esempio solo se il nostro spirito interiore, crescendo e maturando attraverso le discipline della preghiera e della pratica dei divini insegnamenti, sarà diventato la sorgente di tutti i nostri atteggiamenti ed azioni. Questo promuoverà il conseguimento dello scopo di Dio, assicurerà il trionfo della Sua Fede e ci metterà in grado di edificare l’attuale movimento della Causa fino a infondergli un grandioso impulso la cui forza porterà la comunità del Più Grande Nome alla gloriosa vittoria nel 1973 ed oltre, verso le ancora incomprese prospettive della Più Grande Pace.

Giunti alla conclusione del terzo anno del Piano Novennale, noi riconosciamo con cuori grati le prove del favore Divino col quale Bahá'u'lláh sostiene infallibilmente e conferma gli sforzi devoti dei Suoi servi ovunque, e noi affermiamo senza esitazione la nostra fiducia che la comunità del Più Grande Nome con i suoi sforzi di sacrificio e di determinazione potrà raggiungere la vittoria completa.

Lo scorso anno è stato fatto un appello per la formazione di undici nuove Assemblee Spirituali Nazionali nel 1967. Tutte saranno elette durante il periodo del Ridván. Noi diamo il benvenuto con grande gioia alle Assemblee Spirituali Nazionali dei Bahá'í di Algeria e di Tunisia con sede in Algeri; Repubblica del Cameroon con sede in Victoria; Swaziland, Lesotho e Mozambico con sede a Mbabane; Zambia con sede a Lusaka; Belize con sede a Belize; le Isole Leeward, e Virginia con sede a Charlotte Amalie; Arabia Orientale e Meridionale con sede a Bahrayn; Laos con sede a Vientiane; Sikkim con sede a Gangtok; Taiwan con sede a Taipeh; le Isole Gilbert ed Ellice con sede a Tarawa. Il Centro Mondiale della Fede sarà rappresentato ad ogni Convenzione Nazionale da una Mano della Causa di Dio, che presenterà un messaggio della Casa Universale di Giustizia dando il benvenuto alla nuova comunità nazionale ed assegnandole la sua parte delle mete del Piano Novennale.

A questo Ridván saranno stabilite ottantuno delle 108 Assemblee Spirituali Nazionali, ed oltre seimila delle 13.737 Assemblee Spirituali Locali previste per il 1973; delle 54.102 località dove risiedano Bahá'í ve ne sono ora 28.217; quindici dei sessantacinque Riconoscimenti Nazionali previsti sono stati raggiunti; diciassette delle cinquantadue Hazitatu'l-Quds Nazionali, sette dei sessantadue terreni per il Tempio, tredici delle cinquantaquattro Dotazioni Nazionali, quattordici dei trentadue Istituti d'Insegnamento, sono stati acquistati; dei 973 Riconoscimenti Locali previsti nel Piano, 123 sono stati completati; le Hazíratu’l-Quds Locali acquistate sono, ventiquattro in India, diciassette in Kenya, nove in Uganda, due in Sud Africa, due in Turchia ed un certo numero nel Congo (Kinshasa), mentre per altre otto sono stati acquistati terreni nel Kenya, per quattro nel Cameroon, per due nel Pakistan e per uno in Mauritius; in otto paesi sono state acquistate Dotazioni Locali supplementari a quelle previste nel Piano.

Islanda, Korea, Liberia, Lussemburgo e Rodesia ora riconoscono il Certificato di Matrimonio Bahá'í; la Repubblica Dominicana, Guyana, Hawaii, Islanda, Italia, Kenya e Lussemburgo riconoscono i Giorni Sacri Bahá'í. Una Scuola Estiva è stata fondata in Liberia, ed una, in più sulle esigenze del Piano, in Canada, mentre il terreno per altre è stato acquistato in Argentina, Etiopia e Samoa. Venticinque nuove lingue sono state aggiunte alla lista di quelle nelle quali è disponibile letteratura Bahá'í, portandole ad un numero totale di 397. I territori ora aperti alla Fede hanno raggiunto il numero di 311, includendo le aree vergini recentemente stabilite dell'Arcipelago di Chiloé, Bonaire, Isole Phoenix e S.Martino, e due territori in più di quelli previsti nel Piano, cioè le Isole Melville in Australia e Montserrat nelle Isole Windward.

Dopo un lungo periodo di insuccessi l'Assemblea Spirituale Nazionale della Persia ha finalmente preso possesso della fortezza storica di Chihriq, la cittadella squallida e solitaria che fu l'ultima residenza terrena del Báb, e dalla quale fu portato al Suo martirio in Tabriz. La realizzazione del lungamente atteso riconoscimento della Fede in Italia è una vittoria meravigliosa che ha come risultato non solo il riconoscimento dell'Assemblea Spirituale Nazionale, ma anche quello di tutte le Assemblee Spirituali Locali in Italia ed il diritto di fondare la Casa Editrice di quella A.S.N. In Islanda la Fede è stata riconosciuta come una delle religioni dell'isola. Questo apre !a via non solo al riconoscimento dell'Assemblea Spirituale Locale di Reykjavik ma autorizza il presidente di quella Assemblea ad eseguire matrimoni e funerali Bahá'í, esenta la Fede da alcune tasse, permette l'osservanza dei Giorni Sacri Bahá'í e prepara la via per il riconoscimento dell'Assemblea Spirituale Nazionale di quel paese quando sarà formata. Il numero completo di Assemblee Spirituali Locali, Gruppi e Località previste nel Piano stato già stabilito in cinquantatré territori ed isole sotto la direzione di ventisei Assemblee Spirituali Nazionali; cinque territori hanno formato il numero richiesto di Assemblee Spirituali Locali e sette hanno raggiunto il numero specificato di Località.

Da quando fu fatto l'appello un anno fa, è stato costituito un comitato internazionale per l'insegnamento viaggiante diffuso sui cinque continenti e che interessa quasi tutte le comunità nazionali. Settantotto progetti sono stati completati in Europa, quarantatré in America, ventisette in Asia, venticinque in Australasia; questi, con quelli dell'Africa, portano il numero totale a circa duecento. Speriamo fortemente che questa stimolante attività, cosi cara al cuore dell'amato Maestro, avrà una costante espansione.

A sostegno di questi successi visibili nell'intero mondo vi è nella comunità Bahá’í una costante attività di insegnamento ed amministrazione - un perpetuo movimento, come l’ondata incessante del mare, che è la vera causa della sua crescita. Le Assemblee Spirituali Nazionali e Locali che fronteggiano problemi difficili, ideano nuovi piani, assumono responsabilità per una comunità crescente in numero ed in consapevolezza; i Comitati che cercano di raggiungere i loro obbiettivi; la Gioventù Bahá’í in attività entusiasmante e devota; i singoli Bahá’í e le famiglie che si sforzano per la Causa, e per portare il Messaggio, per tenere riunioni; sono questi servigi costanti che attraggono la confermazione di Bahá’u’lláh, e più sono sostenuti con preghiere ed intensa dedizione, e più diventano estensivi, più lanciano nel mondo una carica spirituale a cui nessuna forza sulla terra può resistere, e che alla fine produrrà il completo trionfo della Causa. È questa vitalità organica della Fede, così prontamente avvertita al Centro Mondiale, che speriamo sia gioiosamente condivisa da ogni credente.

Al centro Mondiale della fede è continuata la codificazione del Kitáb-i-Aqdas a la collazione di altri importanti Testi. Il lavoro del compito importantissimo di formulare la Costituzione della Casa Universale di Giustizia è ben avanzato. Lo sviluppo e l’estensione dei giardini circostanti le sacre Tombe sia in Haifa sia a Bahjí stanno continuando. La pubblicazione del Volume XIII del "Bahá’í World" è stata intrapresa; questo libro copre nove anni, dal 1954 al 1963, quasi l’intero periodo della Crociata Decennale, ed include un ampio articolo sul benamato Custode di Amatu’l-Bahá Ruhiyyih Khanum. Viene attivamente perseguito un prestabilito sviluppo delle relazioni con le Nazioni Unite. Un successo supplementare importante è la fondazione di un Centro Audiovisivo Bahá’í Internazionale la cui funzione è di fornire aiuti per l’insegnamento e l’approfondimento a tutte le Assemblee Spirituali Nazionali, come anche raccogliere e catalogare i materiali audiovisivi.

Durante l’anno i servigi delle benamate Mani della Causa hanno brillato con una luce inestinguibile. Il loro costante incoraggiamento alle Assemblee Spirituali Nazionali ed ai credenti ovunque a perseguire le mete del Piano e ad ottenere una più profonda comprensione del vero significato della Rivelazione di Bahá’u’lláh sta contribuendo in una misura non indifferente al progresso di quel Piano ed esercita un effetto durevole sullo sviluppo della comunità Bahá’í. Questi pochi credenti valorosi e devoti, a cui è assicurato per sempre un posto nella storia in virtù della nomina al loro alto incarico, sono veramente un dono prezioso lasciato a noi dal nostro benamato Custode, e col passare degli anni aumenta sempre più l’onore ed il rispetto che è loro dovuto in ragione del loro eccelso rango, e dell’amore e dell'ammirazione degli amici evocati dai loro costanti servigi.

In rispondenza a speciali bisogni due cambiamenti sono stati fatti nella disposizione delle Mani durante l’anno, la Mano della Causa John Robarts ritorna nell'Emisfero Occidentale con uno speciale incarico per il Canada, suo paese nativo, e, la Mano della Causa, William Sears ritorna in Africa. Inoltre siamo lieti di annunciare che la Mano della Causa Tarazu'llah Samandari, i cui occhi sono stati benedetti dal mirare Bahá’u’lláh, rappresenterà la Casa Universale di Giustizia alla Conferenza Intercontinentale di Chicago, sostituendo la defunta Mano della Causa Leroy Ioas.

Nella sfera internazionale il grande progetto di erigere il Tempio di Panama è cominciato con la scelta di un disegno proposto dal Sig. Peter Tillotson, un architetto Inglese. Il Sig. Robert McLaughlin, già membro dell'Assemblea Spirituale Nazionale degli Stati Uniti e Preside emerito della Scuola di Architettura dell'Università di Princeton, che è stato membro del Consiglio Tecnico Consultivo per la costruzione dell'interno del Teripio-Madre dell’Occidente a Wilmette, è stato nominato Consulente Architettonico della Casa Universale di Giust

Annunciamo ai Delegati riuniti alle Convenzioni Nazionali la lieta notizia del completamento degli scavi sul Monte Carmelo che preparano la costruzione del maestoso centro legislativo della Fede di Dio in quel sacro luogo e della firma, in Italia, del contratto di cinque milioni e mezzo di dollari per la fornitura di oltre duemila cinquecento metri cubi di marmo Pantelikon dalla Grecia con cui verranno rivestite le colonne che orneranno quel monumentale edificio. Siamo profondamente commossi per l'entusiastica risposta dei credenti da tutte le parti del mondo per questo ardito e glorioso compito. Gli sviluppi al Centro Mondiale vanno di pari passo con l'ulteriore rafforzamento della struttura amministrativa a livello continentale e nazionale, con l'aumento del numero dei Consiglieri Continentali a sessantuno, con la nomina di: Thelma Khelghati per l'Africa Occidentale, Wìlliam Masehla per l'Africa Meridionale, Burhani'd-din Afshin per l'Asia Centro Meridionale, Hideya Suzuki per l'Asia Nord Orientale, Owen Battrick per l'Australasia e Adíb Taherzadeh per l'Europa; con l'autorizzazione data ai Consigli Continentali di nominare altri novanta membri dei Consigli Ausiliari e con l'elezione al Ridván 1977 di sette nuove Assemblee Spirituali Nazionali: due in Africa, Mali con sede a Bamako e Alto Volta con sede a Ouagadougou; due nelle Americhe, le Antille Francesi con sede a Pointe a Pitre e Suriname e Guyana Francese con sede a Paramaribo; una in Europa con sede ad Atene in Grecia; e due nel Pacifico, le Nuove Ebridi con sede a Port Vila e Isole Marshall con sede a Majuro, quest'ultima, meta supplementare del Piano. Il numero delle Assemblee Spirituali Nazionali viene così elevato a cento ventiquattro per lo scioglimento, dovuto a restrizioni locali delle Assemblee Spirituali Nazionali della Guinea Equatoriale e del Nepal. Dei novecentocinquantatre pionieri richiesti per coprire mete specifiche, quattrocentonovantadue si sono già stabiliti, mentre altri quattrocentosettantasette stanno avviandosi verso i paesi meta. Si segnala un grande afflusso di insegnanti viaggianti internazionali. Rendiamo commosso omaggio agli infaticabili servizi delle Mani della Causa di Dio durante lo scorso anno nel raggiungere i successi sopra citati, e nel lavoro svolto nei campi dell'insegnamento della protezione, della preservazione e proclamazione come pure nello sviluppo della letteratura della Fede e cosi anche per i preziosi servizi prestati al Centro Internazionale di Insegnamento che costituisco un grandissimo rafforzamento del Centro Mondiale ed hanno alleviato il peso del lavoro che grava sulle spalle della Casa Universale di Giustizia. L'anno di mezzo del Piano dei Cinque Anni, che ha ora inizio, vedrà l'incontro dei seguaci di Bahá'u'lláh alle otto Conferenze Internazionali di insegnamento destinate a generare un potente impulso per il progresso del Piano e per il conseguimento di quelle mete rimaste ora indietro in maniera preoccupante. La necessità più urgente della Fede in questo momento critico della sua missione redentrice del genere umano, sta nel concentrarsi di ogni credente e di tutte le Assemblee Nazionali e Locali sul raggiungimento delle mete poste dinanzi al mondo Bahá'í nel promuovere l'entrata nella Fede in gruppi; nel raggiungere un vasto aumento nella dimensione della Comunità e del numero di credenti saldi, pronti al sacrificio, devoti, che uniformino ogni aspetto della loro vita agli alti livelli spirituali delineati nei Testi Sacri. Il campo è vasto, il tempo breve, i lavoratori purtroppo sono pochi, ma dagli sforzi che noi, seguaci della Bellezza Benedetta, faremo e dal grado con il quale noi proclameremo e insegneremo con successo e celerità il Suo Messaggio, agli uomini nostri fratelli, dipenderà in larga misura il corso della storia dell'umanità nei più prossimi decenni.

Il seguente messaggio è stato inviato a Wilmette per pubblicazione nel Bahá'í News.

Rallegriamoci per gli importanti eventi e realizzazioni che segnano l'anno centrale del Piano Quinquennale: pubblicazione in inglese dell'Antologia degli scritti del Benedetto Báb che apre agli occhi dei seguaci occidentali della Fede il tesoro dei Suoi detti immortali, una grazia che non mancherà di attrarre i cuori sempre più verso il giovane Martire-Profeta; il successo che ha coronato le otto conferenze internazionali che hanno fatto brillare il nome della Causa di Dio di fronte a un pubblico recettivo, intrecciando più strettamente i legami che uniscono gli amici in tutti i paesi, e hanno avuto come risultato un aumento di intensa attività di insegnamento e di pionierismo conferendo la coscienza della urgente sfida offerta dalle mete del Piano in questo periodo critico; la visita, profondamente significativa alla tomba dell'amato Custode da parte del primo monarca regnante ad accettare la Fede di Bahá'u'lláh; la partenza dei precedenti occupanti della casa di Abdu'llah Pashá, che ha reso possibile alla Fede di ottenere il possesso di quel luogo santo recentemente acquistato e di iniziare il processo di restauro per la preparazione, in seguito, dell'apertura alla visita di pellegrini; l'arrivo a Haifa delle prime quattro spedizioni di marmo e l'inizio della effettiva costruzione della sede della Casa Universale di Giustizia sul monte Carmelo; la nomina di tre nuovi Consiglieri per l'America settentrionale, l'America centrale e l'Australasia; il raggiungimento della meta consistente nell'insediamento, al momento centrale del Piano, della maggioranza dei pionieri chiamati durante la prima fase, accompagnato da un grande flusso di insegnanti viaggianti internazionali; la stupefacente rinascita dell'opera di insegnamento nella culla della Fede da parte di credenti individuali sotto la guida di Piani locali; finalmente, l'elezione in questo Ridván di sei nuovi pilastri della Casa Universale di Giustizia, cioè le Assemblee Spirituali nazionali dell'Alto Volta in Africa, delle Antille francesi nei Caraibi, del Suriname e Guyana francese nel sud America, delle isole Marshall e Nuove Ebridi nell'oceano Pacifico, della Grecia in Europa, il che porta il numero totale delle Assemblee Spirituali Nazionali a 123, che parteciperanno alla quarta elezione della Casa universale di Giustizia in Terra Santa nel Ridván 1978.

Le Convenzioni nazionali del 1978 saranno tenute nel fine settimana precedente o seguente il 23 maggio, festa della dichiarazione del Báb. In quel momento dovranno essere formate altre sei Assemblee Spirituali nazionali: Burundi e Mauritania in Africa, le Isole Bahamas in America, Oman e Qatar in Asia e le isole Marianne nel Pacifico.

L'attuale ritmo di incremento della comunità e la presente accelerazione del processo di entrata in massa nella Fede e della sua diffusione in nuove aree ci spingono a rafforzare ancor più i Consigli Ausiliari, i cui servigi sono così vitali per un sano sviluppo della comunità. Annunciamo l'autorizzazione di aumentare il numero dei membri dei Consigli Ausiliari a 297, portando così il totale a 675, 279 dei quali per la protezione e 396 per la propagazione della Fede.

Ai primi di giugno del 1877 Bahá'u'lláh lasciò la città di Akká e prese residenza a Mazráih. Per celebrare il centenario di questo evento che segna la fine del confinamento della Antica Bellezza dentro le mura della città prigione, noi invitiamo i suoi seguaci in tutti i paesi a dedicare la Festa dei Diciannove giorni di Nur alla commemorazione dello storico evento, ridedicandosi agli urgenti compiti che ancora li attendono, in modo che le energie nascoste della Sua preziosa Fede possano essere sprigionate per raggiungere un numero sempre più grande di anime ricercatrici in un ambito sempre più ampio del genere umano.

La sfida più grande che confronta i seguaci di Bahá'u'lláh negli ultimi due anni del Piano è nel campo dell'espansione e del consolidamento. È necessario un grandioso incremento nei servigi dei credenti individuali, dalle azioni dei quali dipende in ultima analisi ogni progresso. L'impulso generato dalle conferenze internazionali deve essere accelerato senza indugio e lo spirito da esse sprigionato deve permeare tutte le comunità. Deve aumentare grandemente l'entusiastico insegnamento portato avanti con fiducia, immaginazione e perseveranza da giovani e vecchi, ricchi e poveri, dotti e ignoranti, in casa propria o in viaggio. Invitiamo particolarmente le donne Bahá'í le cui capacità in molti paesi sono ancora in larga parte inutilizzate e il cui potenziale per il servizio alla Causa è così grande, di sorgere e dimostrare la parte importante che devono fare in tutti i campi del servizio alla Fede.

Grazie in abbondanza attendono di discendere dalle Schiere Celesti. Che gli amici di Dio si spingano ora sempre più avanti con spirito raggiante e risoluto in ogni continente e nelle isole dei mari a portare il messaggio di Bahá'u'lláh alle anime in attesa e a ottenere la loro adesione alla Sua Causa, assicurando la travolgente vittoria del Piano al quale ora sono dedicati, è la nostra suprema speranza e la nostra ardente preghiera alla Sacra Soglia.

La Casa Universale di Giustizia ha il grande piacere di rivolgersi ai membri delle Assemblee Spirituali Nazionali radunati nella Terra Santa, alla presenza delle Mani della Causa di Dio e dei Consiglieri di tutti i continenti, in questa quarta Convenzione Internazionale, fermandosi con voi a rivedere il corso e i bisogni del Piano Quinquennale, mentre attraversiamo la soglia del suo anno finale.

L'apertura del Piano ha visto la risposta entusiastica degli amici, lo studio accurato delle sue esigenze e delle sue implicazioni fatto dalle Istituzioni Nazionali della Fede, lo stabilirsi dei meccanismi e l'impianto dei progetti per realizzare le mete, e la lotta spesso ardua per raggiungere il primo dei suoi tre obiettivi principali, cioè la salvaguardia e il consolidamento di tutti i risultati ottenuti nelle campagne precedenti. Questa fase si è prolungata in molti paesi per un periodo di parecchi mesi, mentre in altri è continuata fino alla metà del Piano.

L'anno centrale del Piano ha visto la convocazione delle Conferenze Intercontinentali e di quelle numerose conferenze regionali e nazionali che furono tenute in connessione con le precedenti e che hanno diffuso dappertutto l'ispirazione che è fluita da quelle otto grandi assemblee di credenti. Queste riunioni hanno causato una grande accelerazione del lavoro e hanno aiutato i credenti di tutto il mondo a giungere a una nuova coscienza della responsabilità che incombe sui seguaci del Più Grande Nome per la rigenerazione spirituale dei loro simili.

Siamo ora all'ultimo stadio del Piano, e questa Convenzione ci fornisce un momento benvenuto e augurale in cui constatare il nostro progresso e dirigere i nostri pensieri alla completa realizzazione delle mete.

Delle 130 Assemblee Spirituali nazionali che funzioneranno durante l'ultimo anno del Piano, 50 hanno già raggiunto, o stanno per raggiungere, le loro mete di insegnamento. Delle restanti 80 Assemblee Nazionali circa 40 stanno andando avanti con fiducia e sono sicure della vittoria, se il ritmo attuale del loro lavoro di insegnamento sarà mantenuto. Nove Assemblee Spirituali Nazionali sono impedite da condizioni che rendono la realizzazione delle loro mete interne dipendenti da circostanze fuori dal loro controllo. Le restanti 30 comunità nazionali sono, ahimè, seriamente indietro, e solo uno estremo sforzo e grandi sacrifici renderanno loro possibile di raggiungere le mete.

Il secondo dei tre obiettivi principali del Piano - una vasta e diffusa espansione delle comunità Bahá'í - ha visto un grande progresso, anche se diseguale geograficamente. Ci sono ora più di 19.000 Assemblee Spirituali Locali e il numero delle località dove risiedono i Bahá'í è di oltre 83.000. questa espansione è stata accompagnata da una intensificazione degli sforzi di proclamazione e da un aumentato uso di mezzi di comunicazione di massa come radio e televisione.

Ci sono stati notevoli progressi nel processo di ottenimento di riconoscimenti sempre più ampi per la Causa di Dio e nel promuovere cordiali relazioni con le autorità civili, argomento di vitale importanza in questi giorni, nei quali si nota un aumento di opposizione alla Fede da parte di coloro che - fraintendendone la vera natura e i veri scopi - si allarmano per il suo progresso.

Alcune delle più significative realizzazioni del Piano si sono avute nella direzione del suo terzo obiettivo principale - lo sviluppo del carattere distintivo della vita Bahá'í - e nel consolidamento e nel rafforzamento della struttura della comunità Bahá'í. Le amate Mani della Causa di Dio, che sono state in prima linea in tanti aspetti del lavoro per la Fede, hanno reso servigi di grande portata in questo campo.

Le Assemblee Spirituali Locali, centri focali per l'insegnamento della Fede e il consolidamento delle comunità, stanno crescendo di esperienza, maturità e saggezza, si dimostrano potenti strumenti per promuovere la vita Bahá'í e, in numero sempre maggiore, stanno portando avanti piani per lo stabilimento della Fede in aree fuori dal loro ambito di giurisdizione, sotto la guida totale delle loro Assemblee Spirituali nazionali e l'incoraggiamento e l'aiuto dei Consigli Ausiliari e dei loro Assistenti. Il lavoro per sviluppare le Assemblee Spirituali Locali è un compito senza fine in un futuro prevedibile. Mentre la comunità Bahá'í, che è ancora diffusa molto scarsamente nel mondo, penetra continuamente con crescente rapidità in zone nuove, saranno create nuove Assemblee che abbisogneranno di aiuto e addestramento paziente nei loro sacro doveri.

La devozione e lo spirito di sacrificio degli amici, che hanno attratto verso di loro le confermazioni di Bahá'u'lláh, hanno prodotto i grandi progressi fatti finora. Prove evidenti di questo sforzo sono il numero crescente di comunità nazionali che, sotto la saggia direzione la ardita guida delle loro Assemblee Spirituali nazionali, stanno divenendo finanziariamente autosufficienti; il fatto che un numero sempre maggiore di credenti adottano mete specifiche e piani di servizio individuali per l'avanzamento della Fede; lo stabilirsi di più di 2.000 pionieri nel corso del Piano; l'ondata di viaggi di insegnamento individuali e a gruppi; una più grande coscienza del potere della preghiera e molti altri modi. Tre aspetti vitali della vita Bahá'í di comunità che hanno visto un notevole progresso durante i trascorsi quattro anni sono lo sviluppo di servizi di donne e giovani e l'educazione Bahá'í dei bambini. Già da tempo i giovani erano in prima linea nell'opera dell'insegnamento, e ora i nostri cuori gioiscono nel vedere le donne, in tanti paesi dove precedentemente le loro capacità restavano in gran parte inutilizzate, dedicare i loro efficienti servigi alla vita della comunità Bahá'í. Molta attenzione viene anche data all'educazione dei bambini Bahá'í, il che fa ben presagire per le future generazioni Bahá'í.

L'esperienza ha mostrato che l'attiva e affettuosa collaborazione fra i Consigli Continentali e le Assemblee Spirituali Nazionali è stata un fattore particolarmente vigoroso ed efficace nel progresso della Causa in tutti gli aspetti del suo lavoro. In relazione alla crescita della comunità, il numero dei Consiglieri Continentali è stato elevato a 64 durante il Piano, e il numero dei Consiglieri Ausiliari a 675. In seguito all'autorizzazione loro concessa, i Membri dei Consigli Ausiliari hanno finora nominato 3.358 assistenti, che stanno già assumendo una parte importante nella formazione e nel consolidamento delle Assemblee Spirituali Locali e nel promuovere il modo di vita Bahá'í nelle comunità locali. Per coordinare e dirigere l'opera di questi Consigli Continentali dalla Terra Santa, il Centro Internazionale di Insegnamento è ora ben stabilito nell'espletamento delle sue responsabilità in preparazione della vitale parte che è destinato ad avere nel funzionamento dell'Ordine Amministrativo di Bahá'u'lláh.

La Fede sta attraversando un periodo di enormi possibilità e di sviluppo come anche di crescente opposizione e di aumentata complessità dei problemi da affrontare. Queste opportunità devono essere colte e questi problemi superati perché questo periodo è così cruciale che il corso futuro della storia umana ne dipende giorno per giorno. Durante questo anno la Casa Universale di Giustizia si consulterà sulla natura, la durata e le mete del prossimo stadio di realizzazione del Piano Divino. La solida base del raggiungimento delle mete del Piano Quinquennale, sia qualitative che quantitative, è perciò la necessità urgente dei mesi che ci stanno davanti. Avanziamo in uno spirito di ottimismo, con fiducia, determinazione, coraggio e unità. Quanto più grande sarà l'amore e l'unità fra gli amici, tanto più rapidamente avanzerà il lavoro.

Possa l'Onnipotente benedire gli sforzi dei Suoi servi e ispirare i loro cuori a levarsi nella Sua Causa con il grado di fede radiante e di spirito di sacrificio che attrarrà in loro aiuto le armate vittoriose delle Schieri Celesti.

Trionfi d'inestimabile portento per lo sviluppo della Causa di Dio, per la maggior parte diretto risultato dell'incrollabile eroismo mostrato dagli amati Persiani di fronte alle selvagge persecuzioni loro inflitte, hanno caratterizzato l'anno che sta per finire. Questi avvenimenti hanno prodotto tali preziose opportunità d'insegnamento e di ulteriore proclamazione, quali potranno, se colte con energia ed entusiasmo, solo sfociare in una massiccia conversione e in un aumento di prestigio.

I rincuoranti progressi nella costruzione dei Mashriqu'l Adhkar in India e in Samoa Occidentale, l'apertura in Perù della seconda stazione radio dell'America Latina, la fondazione a Ginevra dell'Ufficio Europeo della Comunità Internazionale Bahá'í, i costanti progressi nella seconda fase del Piano Settennale, l'incoraggiante espansione della sistematica educazione Bahá’í dei bambini, il sacrificio e la generosa elargizione di fondi da parte di un crescente numero di amici, tutto testimonia le abbondanti confermazioni con cui Bahá’u’lláh ricompensa i devoti sforzi dei Suoi amati in tutto il mondo. L'interessamento accordato alla Fede dai mass-media in tutto il mondo, che ha spalancato le porte a un'imponente proclamazione del Messaggio Divino, e le favorevoli discussioni che se ne sono fatte nei più alti consessi dell'umanità con le conseguenti azioni intraprese da governi sovrani e autorità internazionali non hanno precedenti nella Storia Bahá'í.

Tutto questo, cari amici, è di buon auspicio per l'incipiente anno, che si presenta ricco di eventi Bahá’í. Il cinquantenario dei trapasso della Più Grande Foglia Santa sarà commemorato durante le cinque Conferenze Internazionali e con la pubblicazione di un libro compilato presso il Centro Mondiale, comprendenti testi che la riguardano e un centinaio di lettere da lei scritte; la Casa Universale di Giustizia si trasferirà nella sua Sede Permanente; in novembre il venticinquesimo anniversario del trapasso del nostro amato Custode coinciderà con il punto di mezzo del Piano Settennale e la quinta Convenzione Internazionale, durante la quale i membri delle Assemblee Spirituali Nazionali di tutto il mondo si recheranno ad Haifa per eleggere la Casa Universale di Giustizia, chiuderà l'anno.

Le nobili e preziosissime attività delle amate Mani della Causa sono fonte di orgoglio e di gioia per l'intero mondo Bahá’í. L'assunzione di più alte responsabilità da parte di ciascun Consesso Continentale dei Consiglieri si sta rivelando un immenso successo ed esprimiamo la nostra profonda gratitudine e ammirazione per il Centro Internazionale d'Insegnamento e tutti i Consiglieri per la grandiosa opera che essi sempre più vanno svolgendo quale contributo alla stabilizzazione e allo sviluppo dell'embrionale ordine mondiale di Bahá’u’lláh.

In quanto ai giovani Bahá’í, eredi dei primi eroici credenti e incrollabili ora sulle loro spalle, li invitiamo a raddoppiare i loro sforzi in questo giorno di generale interesse per la Causa di Dio, ad infiammare i loro contemporanei con il Messaggio Divino così preparandosi per il giorno in cui diventeranno sperimentati credenti capaci di assumersi qualunque compito potrà toccare loro. Offriamo loro questo passo stilato dalla Penna di Bahá’u’lláh:

"Benedetto colui che nel fiore della giovinezza e nel pieno rigoglio della vita si leva a servire la Causa dei Signore dei principio e della fine, e adorna il proprio cuore col suo amore. La manifestazione di tale grazia è più grande della creazione dei cieli e della terra. Benedetti gli incrollabili e fortunati i perseveranti."

Gli effetti del sole nascente della Rivelazione di Bahá'u'lláh sono ora visibili nel mondo e nelle comunità Bahá’í. Vagheggiate opportunità d'insegnamento, seguite da copiose confermazioni, sfidano ora, sempre più numerose, ogni credente, ogni Assemblea Spirituale Locale e Nazionale. I possenti semi sparsi da 'Abdu'l Bahá cominciano a germogliare nell'ordine divinamente decretato che l'amato Custode ha spiegato e solidamente fondato. L'umanità è quasi in ginocchio, disorientata, derelitta, bramosa del pane di vita. Questo è il nostro giorno del servizio; noi abbiamo quel pane celestiale da offrire. I popoli sono stanchi di teorie politiche, sistemi e ordini sociali insufficienti; consapevolmente o inconsapevolmente, essi anelano all'amor di Dio e al ricongiungimento a Lui. A questa crescente sfida noi dobbiamo rispondere con un possente erompere di efficace insegnamento per trasmettere il fuoco divino che Bahá'u'lláh ha acceso nel nostro cuore finché un incendio creato da milioni di anime infiammate d'amore per Lui finalmente testimonierà che il Giorno per il quale i Principali Luminari della nostra Fede hanno così ardentemente pregato è finalmente sorto.

l'evidente accelerazione, durante il trascorso decennio, dei due processi descritti dal nostro amato Custode, la disintegrazione dei vecchio ordine e il progresso e il consolidamento del Nuovo Ordine Mondiale di Bahá’u’lláh, sarà sicuramente considerata dagli storici futuri una delle caratteristiche più notevoli di questo periodo. E recentemente l'incremento di questa accelerazione si è fatto ancor più palese.

Forze potenti, operanti all'interno e all'esterno della Causa di Dio, stanno portando al parossismo la duplice tendenza di questo portentoso secolo. Fra i molti segni che rivelano tale processo possiamo citare da un lato il continuo aumento dell'arbitrio, del terrorismo, della confusione economica, dell'immoralità e la crescente minaccia della proliferazione degli armamenti, dall'altro l'espansione, il consolidamento e la rapida comparsa della Causa alla ribalta degli affari dei mondo, un processo mondiale, voluto da Dio, coronato dalla meravigliosa fioritura del monte Carmelo, la montagna di Dio, la cui divina primavera sta ora sbocciando in tanta magnificenza.

Nel corso degli ultimi cinque anni, la dialettica storica del trionfo e del disastro ha operato simultaneamente all'interno della Causa di Dio. L'Esercito di Luce ha subito la perdita di sei Mani della Causa e ondate di amara persecuzione si sono ancora abbattute sulla comunità iraniana, da lungo tempo tribolata, sfociando nella distruzione della Casa del Báb, nella demolizione della dimora avita di Bahá’u’lláh a Takur e nel martirio di molte anime valorose. E tuttavia questi disastri hanno suscitato nuove energie nei cuori degli amici, hanno dato nutrimento alle profonde radici della Causa e hanno fatto crescere un'abbondante messe di segnalate vittorie. Le principali fra queste sono la vittoriosa conclusione del Piano Quinquennale, il varo dei Piano Settennale, ora giunto all'ultimo anno della sua seconda fase e l'eccezionale proclamazione della Fede a Capi di Stato, parlamenti e parlamentari, ministri e funzionari di governo, eminenti uomini di pensiero e professionisti, che ha prodotto un cambiamento nell'atteggiamento dei mass media, che ora sempre più spesso ci interpellano per avere informazioni sulla Causa.

A questi avvenimenti vanno aggiunte le cerimonie commemorative mondiali del cinquantenario del trapasso della più grande Santa Foglia; il completamento del restauro del piano superiore della Casa di Abdu' lláh Páshá e la sua apertura, proprio ora, ai primi visitatori; l'insediamento della Casa Universale di Giustizia nella sua Sede permanente, ulteriore adempimento della grande profezia contenuta nella Tavola dei Carmelo; il costante progresso nella costruzione dei primo Mashriqu'l Adhkar delle Isole del Pacifico e del Tempio Madre del Subcontinente Indiano a New Delhi.

Fra le caratteristiche più importanti dell'opera di insegnamento e consolidamento vi sono i persistenti effetti della partecipazione di oltre sedicimila credenti da tutte le parti del mondo alle cinque Conferenze Internazionali; le campagne di insegnamento intensivo svolte con l'attivo sostegno di tutti

l'emersione dall'oscurità, che è stata una caratteristica così considerevole della Causa di Dio durante il primo quinquennio del Piano Settennale, è stata accompagnata da trasformazioni, esterne e interne, riguardanti l'intera comunità mondiale Bahá’í. All'esterno, vi sono segni di una cristallizzazione di un'immagine pubblica della Causa -alquanto imprecisa, ma comunque amichevole - mentre all’interno una maggiore maturità e fiducia sono indicate da una maggiore perizia amministrativa, dal desiderio presente nelle comunità Bahá’í di prestare servizi alle grandi masse dell'umanità e da una crescente comprensione di quanto il Messaggio divino sia pertinente ai problemi moderni. Questi due aspetti della trasformazione devono essere entrambi tenuti in considerazione ora che entriamo nella terza fase, la fase finale, del Piano Settennale.

L'anno che sta per concludersi è stato oscurato dalle continue persecuzioni degli amici in Iran. Essi sono stati costretti a sciogliere la loro struttura amministrativa, sono stati vessati, spogliati dei loro beni, licenziati dagli impieghi, cacciati dalle loro case e ai loro figli è stata negata l'istruzione. Circa seicento persone - uomini, donne e bambini - si trovano ora in prigione, ad alcuni è vietato ogni contatto con amici e parenti, altri sono posti alla tortura: tutti sono pressati affinché rinneghino la loro fede. La loro eroica ed esemplare fermezza è stata la molla principale dell'emersione della Causa dall'oscurità e i loro cuori sono ricreati al vedere che le loro sofferenze si risolvono in uno straordinario progresso nell'insegnamento e nella proclamazione del Messaggio divino a un mondo che ha così disperatamente bisogno del suo potere risanatore. Per questo essi accettano l'estremo sacrificio del martirio. Il nostro obbligo è chiarissimo: non possiamo tradirli ora. Un'azione espiatoria di insegnamento e promozione della Causa di Dio segua ogni nuovo episodio di pubblicità che sorga dalla loro persecuzione. Sia questo il nostro messaggio per loro di amore e di unità spirituale.

In campo internazionale, le amate Mani della Causa, sempre crescenti nel nostro amore e nella nostra ammirazione, ogniqualvolta la salute lo ha permesso, hanno continuato a edificare e incoraggiare gli amici e a promuovere l'unità e il progresso dell'esercito della vita. Il Centro Internazionale per l'Insegnamento, operante dalla sua sede mondiale, ha elargito, con amore e saggezza, guida e direttive ai Collegi dei Consiglieri. L'ambito del suo servizio è stato oltremodo ampliato con l'assegnazione di nuove responsabilità e con l'aumento a sette del numero dei Consiglieri che ne fanno parte. I devoti servigi resi in tutti i continenti dai Consiglieri, abilmente sostenuti dai membri dei Consigli Ausiliari, sono stati preziosissimi nel promuovere in tutto il mondo la salute e l'integrità spirituali della comunità. Per dare un ulteriore sviluppo a questo vitale organo dell'Ordine Amministrativo, è stato deciso di porre un limite di cinque anni al servizio di coloro che sono nominati nei Consigli Ausiliari, a partire dal 26 novembre 1986. Il lavoro della Comunità Internazionale Bahá'í in rapporto alle Nazioni Unite ha portato un maggior apprezzamento delle nostre concezioni e principi sociali, e talvolta - specialmente nelle sessioni per i diritti umani - la partecipazione Bahá’í è stata grandiosa, ulteriore risultato dell’eroismo degli amici persiani. L'ufficio di Ginevra è stato consolidato e altro personale assunto a occuparsi delle sue crescenti attività. Malgrado i gravi problemi, la costruzione dei Templi Indiano e Samoano ha compiuto progressi soddisfacenti e quest'ultimo sarà consacrato e aperto al culto fra il 30 agosto e il 3 settembre 1984, occasione nella quale la Casa Universale di Giustizia, sarà rappresentata dalla Mano della Causa Amatu'l Bahá Rúhíyyih Khánum. Immediatamente dopo la Convenzione Internazionale, lo scorso Ridván, sono state formate due nuove Assemblee Spirituali Nazionali nelle isole di Santa Lucia e Dominica. Due nuove stazioni radio manderanno in onda le loro trasmissioni inaugurali quest'anno, e cioè Radio Bahá'í della Bolivia, a Caracollo, e WLGI, la stazione radio Bahá’í presso l'Istituto Louis Gregory, negli Stati Uniti. In undici Paesi, tutti nel Terzo Mondo, nove dei quali comunità isolane, il numero dei Bahá'í ha raggiunto o oltrepassato l'un per cento della popolazione totale.

Negli ultimi mesi della seconda fase del Piano Settennale, credenti e istituzioni hanno dato una generosa risposta a un appello che notificava le crescenti necessità del Fondo Internazionale. Confidiamo che il continuo e regolare afflusso di contribuzioni durante la fase finale del Piano permetta che le sue mete e i suoi obiettivi siano pienamente realizzati.

Che la Causa sia giunta ora sulla ribalta del mondo è evidente da alcune dichiarazioni pubbliche in cui siamo definiti "cittadini modello", "cortesi", "obbedienti alle leggi", "innocenti di qualunque offesa o crimine politico", attributi eccellenti ma affatto inadeguati per definire la realtà della Fede, delle sue mete e dei suoi scopi. Nondimeno la gente è disposta a sentir parlare della Fede e noi dobbiamo cogliere l'occasione. È necessario persistere e compiere sforzi sempre maggiori per far conoscere ai più importanti personaggi del mondo, di tutti i settori della vita, la vera natura della rivelazione di Bahá’u’lláh quale unica speranza per la pacificazione e l'unificazione del mondo. Assieme a questo programma si deve portare avanti vigorosamente, e senza demordere, il lavoro dell'insegnamento in tal guisa da essere visti come una comunità fiorente, mentre l'universale osservanza da parte degli amici delle regole di vita personale Bahá’í testimonieranno la completezza dello stile di vita Bahá’í e susciteranno negli altri il desiderio di esserne partecipi. Grazie a tutti questi mezzi la pubblica immagine della Fede diverrà, gradatamente, ma costantemente più vicina alle sue reali caratteristiche.

L’esplosione di zelo che ha colto il mondo Bahá’í per l'esplorazione della nuova dimensione dello sviluppo sociale ed economico è consolante ed esaltante per tutte le nostre speranze. Questa energia presente nella comunità, prudentemente e saggiamente guidata, inaugurerà indubbiamente una nuova era di consolidamento e di espansione, che a sua volta attrarrà ulteriormente la generale attenzione, sì che i due aspetti della trasformazione nella comunità mondiale Bahá’í si influenzeranno e accelereranno reciprocamente.

Un elemento primario nella prudente e saggia guida necessaria è il conseguimento della vittoria nel Piano Settennale, curando con grande attenzione lo sviluppo e il rafforzamento delle Assemblee Locali. Grandi sforzi devono essere compiuti per incoraggiarle a svolgere i loro doveri fondamentali di riunirsi regolarmente, di celebrare le Feste del Diciannovesimo Giorno e di solennizzare le Festività Sacre, di organizzare classi per fanciulli, di incoraggiare l'abitudine della preghiera familiare, di intraprendere progetti estensivi di insegnamento, di amministrare il Fondo Bahá'í e di incoraggiare e di guidare costantemente le loro comunità in tutte le attività Bahá’í. La parità fra uomini e donne non è per il momento universalmente applicata. In quelle zone dove la tradizionale diseguaglianza ne ostacola tuttora il progresso dobbiamo essere i primi ad applicare questo principio Bahá’í. Donne e ragazze Bahá’í devono essere incoraggiate a partecipare alle attività sociali, spirituali e amministrative delle loro comunità. I giovani Bahá’í, che stanno ora svolgendo un esemplare e devoto servizio nelle avanguardie dell'esercito della vita, devono essere incoraggiati, mentre si preparano a futuri servizi, a formulare e svolgere particolari piani per l'insegnamento fra i loro coetanei.

Entrando nel biennio finale del Piano Settennale, esultiamo per l'aggiunta di nove nuove Assemblee Spirituali Nazionali: tre in Africa, tre nelle Americhe, due in Asia e una in Europa, per un totale di 143. Nel Ridván 1985 se ne formeranno altre cinque e cioè Cískeí, Mali e Mozambico in Africa, Isole Cook e Isole Carolíne Occidentali in Australasia. Per allora dovranno essere approvati i piani per il completamento dell'arco attorno ai Giardini Monumentali sul monte Carmelo, inclusi l’ubicazione e i disegni dei restanti tre edifici da costruire attorno all'arco.

Non v'è dubbio che da ora in avanti il progresso della Causa sarà caratterizzato da un sempre crescente rapporto con gli enti, le attività, le istituzioni e i principali personaggi del mondo non Bahá’í. Cresceremo di statura presso le Nazioni Unite, diverremo più conosciuti nelle deliberazioni dei governi, figura familiare per i mass media, tema di interesse per gli accademici e inevitabilmente oggetto di invidia per decadenti istituzioni. In tale situazione, nostra preparazione e risposta siano un continuo approfondimento della nostra fede, un'incrollabile adesione ai suoi principi di astensione da partigianerie politiche e di libertà da pregiudizi e soprattutto da una sempre maggiore comprensione delle sue verità fondamentali e della sua adeguatezza al mondo moderno.

Assieme a questo messaggio di Ridván vi sono un appello per 298 pionieri che si stabiliscano in 79 comunità nazionali e i messaggi specifici indirizzati a ciascuna delle attuali 143 comunità nazionali. Essi sono il frutto di un intenso studio e di una profonda consultazione fra la Casa Universale di Giustizia e il Centro Internazionale per l'Insegnamento e assegnano alle comunità nazionali le mete da raggiungere e gli obiettivi da perseguire così che il Ridván 1986 possa testimoniare la gloriosa vittoria del completamento di questo importantissimo Piano. Esso si sarà svolto durante un periodo di confusione mondiale senza precedenti, testimoniando la vitalità, l'irresistibile progresso e il potere socialmente creativo della Causa di Dio, in netto contrasto con l'accelerante declino delle sorti della gran massa dell'umanità.

Amati Amici, le benedizioni e la protezione con cui la Bellezza Benedetta alimenta e custodisce l'infante organismo del Suo nuovo ordine mondiale in questo violento periodo di transizione e di cimenti forniscono ampia certezza di vittorie avvenire, sol che noi seguiamo la via della Sua guida. Egli ricompensa i nostri umili sforzi con effusioni di grazia che comportano non solo progresso della Causa, ma anche sicurezza e felicità nei nostri cuori, sì che noi possiamo veramente guardare al prossimo con volti luminosi e fulgenti, fiduciosi che dai nostri attuali servizi scaturirà quel beato futuro che i nostri discendenti erediteranno, glorificando Bahá'u'lláh, il Principe della Pace, il Redentore dell'Umanità.

entrando nell'ultimo anno del Piano Settennale, la fiducia nella vittoria e un crescente sentimento dell'aprirsi di un nuovo stadio nel progresso della Fede devono suscitare in ogni cuore Bahá’í sentimenti di gratitudine e di fervida attesa. La vittoria del Piano è ormai imminente e una volta completato l'insieme delle sue vittorie potrebbe anche stupirci tutti. Ma la grande caratteristica storica di questo periodo è l'emergere della Fede dall'oscurità, determinato dall'incrollabile eroismo della famosa, infaticabile, amatissima comunità Bahá’í della terra natale di Bahá'u'lláh e del Báb.

Questa drammatica trasformazione della condizione della Fede di Dio, avvenuta in un momento così caotico della storia del mondo, un momento in cui gli statisti, i leader e i governanti delle istituzioni umane stanno testimoniando, con crescente disperazione, il fallimento e la totale inefficacia dei loro migliori sforzi intesi ad arrestare la marea della distruzione impone a noi, Bahá'í, l'obbligo di esaminare ancora una volta e di ponderare profondamente la dichiarazione del Custode che "il principio dell'Unità del genere umano - perno attorno al quale gravitano tutti gli insegnamenti di Bahá'u'lláh - ...implica una trasformazione organica nella struttura dell'attuale società, una trasformazione quale il mondo non ha mai sperimentato".

Le avvisaglie nel mondo non Bahá’í di una crescente consapevolezza del fatto che l'umanità sta veramente entrando in una nuova fase della sua evoluzione ci offrono occasioni mai viste per dimostrare che la comunità mondiale Bahá’í è "non solo il nucleo ma il modello" di quella società mondiale la cui fondazione è lo scopo di Bahá'u'lláh e per la quale questa umanità travagliata, anche se per lo più senza saperlo, sta lottando.

È arrivato il momento in cui la comunità Bahá’í deve partecipare di più alla vita della società che la circonda, senza minimamente appoggiare alcuno dei moribondi e divisivi concetti del mondo, ma piuttosto con la presenza, esercitando la propria influenza nel senso dell'unità, dimostrando di essere capace di appianare divergenze con la consultazione invece che con l'opposizione, la violenza e lo scisma e dichiarando la propria fede nello scopo divino dell'esistenza umana.

I Giovani Bahá'í stanno avvantaggiandosi della designazione da parte delle Nazioni Unite del 1985 quale Anno della Gioventù per lanciare la loro campagna di attiva collaborazione con altri gruppi giovanili, informandoli degli ideali Bahá’í e della visione di quello che essi intendono fare del mondo. In questo stesso anno la comunità Bahá’í sarà presente con una forte rappresentanza all'evento culminante della Decade delle Donne proclamato dalle Nazioni Unite. Il 1986 è stato chiamato Anno della Pace e la Fede non rimarrà certamente in silenzio o in disparte. Già ora la Casa di Giustizia sta facendo progetti per presentare i concetti Bahá’í sulla pace ai governi e ai leader del mondo e, tramite la comunità mondiale Bahá’í, alle autorità nazionali e locali e a tutte le sezioni della variegata società mondiale. Ma è nelle comunità locali Bahá’í che potrà aver luogo la più ampia presentazione della Fede. È qui che si potrà vedere il vero modello della vita Bahá’í. È qui che potrà diventare più evidente il potere che Bahá'u'lláh ha di organizzare gli affari umani su una base di unità spirituale. Qualunque Assemblea Spirituale Locale lotti unita per crescere in maturità ed efficienza e incoraggi la propria comunità a compiere il proprio destino di pietra fondamentale dell'Ordine Mondiale di Bahá'u'lláh può contribuire a far crescere l'interesse verso la Causa di Dio e la consapevolezza che essa è l'unica speranza per l'umanità.

Considerazioni come queste sono ora oggetto della più solerte attenzione da parte della Casa Universale di Giustizia. La loro attuazione specifica formerà una grande parte del prossimo Piano che seguirà immediatamente quello attuale e avrà una durata di sei anni. Completando il Piano Settennale, consolidando le nostre comunità locali, ma soprattutto rafforzando e approfondendo la nostra comprensione dello scopo della Rivelazione di Bahá'u'lláh ci prepareremo a svolgere la nostra parte nel determinare quella trasformazione della vita umana su questo pianeta che dovrà verificarsi prima che esso possa diventare adatto a ricevere le grazie e le benedizioni del Regno di Dio.

La primavera divina avanza celermente e ogni atomo della terra sta rispondendo alla vibrante influenza della rivelazione di Bahá’u’lláh. I segni di questa nuova vita sono chiaramente manifesti nel progresso della causa di Dio. Se ne osserviamo, sia pur per un istante, lo sviluppo, non possiamo non riconoscere, con stupore e gratitudine, l’irresistibile potere di quella Mano Onnipotente che ne guida i destini.

Questo progresso è stato molto più veloce durante il piano settennale: lo dimostrano la realizzazione di molte notevoli imprese in tutto il mondo Bahá’í e gli importanti sviluppi avvenuti nel cuore della causa. La restaurazione e l'apertura al pubblico dell’ala meridionale della casa di Abdu’lláh Pashá; il completamento e l'occupazione della sede della casa universale di giustizia; l'approvazione dei piani dettagliati per i restanti edifici dell'arco; l'aumento del numero dei membri e dei compiti del centro internazionale per l'insegnamento e degli Consessi continentali dei Consiglieri; la fondazione degli uffici per loro sviluppo sociale ed economico e per l'informazione del pubblico; l'inaugurazione del tempio madre del pacifico e gli enormi progressi dei lavori per la costruzione del tempio in India; l'espansione del lavoro d’insegnamento in tutto il mondo, con la conseguente formazione di 23 nuove assemblee spirituali nazionali e di quasi otto mila nuove assemblee spirituali locali, l’apertura di oltre 16 mila nuove località e l'ingresso nella comunità Bahá’í di rappresentanti di 300 nuove tribù; l'emissione di 2.196 nuove pubblicazioni, 898 delle quali sono edizioni dei testi sacri e l'arricchimento della letteratura Bahá’í con produzioni in 114 nuove lingue; l'avvio di 737 nuovi progetti di sviluppo sociale ed economico; l'aggiunta di tre stazioni radio, mentre altre tre saranno presto inaugurate - queste sono fra le più in importanti vittorie di un piano che sarà ricordato per avere posto fine alla terza epoca dell’età formativa.

L'inizio del piano settennale coincide con una selvaggia recrudescenza delle persecuzioni contro la comunità Bahá’í in Iran, un deliberato sforzo inteso a eliminare la causa di Dio dalla sua terra di origine. L’eroica fermezza degli amici persiani è stata la causa principale del focalizzarsi dell'attenzione internazionale sulla causa, a tal punto da portarla nell’agenda della assemblea generale delle nazioni unite e completare - data anche la pubblicità fatta dai mass media di tutto il mondo - la sua emersione da quell’oscurità che aveva caratterizzato e avvolto il primo periodo della sua vita. Questo sensazionale processo spinse la casa universale di giustizia a rivolgere ai popoli del mondo una dichiarazione sulla pace e a disporre che questa dichiarazione fosse consegnata ai capi di stato ed a tutti gli uomini di governo.

Contemporaneamente a questi importanti eventi vi è stato uno straordinario progresso nel processo di maturazione strutturale delle istituzioni della causa. Lo sviluppo delle loro capacità e responsabilità e la concessione di un'autonomia sempre maggiore sono state favorite dall'incoraggiamento di una sempre più stretta collaborazione fra i rami gemelli dell'ordine amministrativo. Questo processo compie ora un grande balzo avanti mentre le assemblee spirituali nazionali e i consiglieri si consultano fra loro per formulare, per la prima volta, le mete nazionali di un piano internazionale per l'insegnamento. Insieme devono realizzarle; insieme devono conseguire gli obiettivi mondiali del piano di sei anni in ciascun paese.

Questo importante sviluppo, degno inizio della quarta epoca dell’età formativa, mette in moto un processo che indubbiamente caratterizzerò quell'epoca nella quale le comunità nazionali conseguiranno maggior forza e influenza e potranno così diffondere nei rispettivi paesi lo spirito di amore e di unità sociale che è il contrassegno della causa di Dio.

Fra le mete che dovranno essere conseguite nel centro mondiale vi sono la pubblicazione della traduzione inglese del Kitáb-i-Aqdas e relativi testi corredata da copiose annotazioni, l'educazione del mondo Bahá’í alla legge dell’Huququ’lláh, il perseguimento dei piani per l'erezione dei restanti edifici dell'arco e l'ampliamento delle basi dei rapporti internazionali della fede.

I principali obiettivi mondiali del piano sono già stati inviati alle assemblee spirituali nazionali e ai consessi continentali dei consiglieri perché si consultino e li pongano in atto.

Cari amici, mentre il mondo attraversa l’ora più tenebrosa che precede l'alba, la causa di Dio, risplendendo ancora più luminosa, preme verso il sorgere glorioso di quel giorno in cui lo stendardo di Dio sarà spiegato e l'usignolo del paradiso gorgheggerà il suo canto.

il lancio del piano dei Sei Anni nel Ridván 1986 ha coinciso con l'inizio di una nuova epoca - la quarta - nello sviluppo organico dell'Età Formativa della nostra Fede. Le istituzioni amministrative di questa evolvente Causa di Dio avevano già incominciato a mostrare segni di una crescente maturità, mentre già stavano emergendo dalla protettiva oscurità dei loro primi giorni per entrare nella più vasta arena della notorietà. Questi due processi paralleli sono stati contrassegnati da una evoluzione esterna così vasta da non avere precedenti nella nuova storia.

La prima è stata un conferimento di responsabilità per cui tutte le comunità nazionali, tramite le loro Assemblee Spirituali Nazionali, in consultazione con i Consiglieri, le Assemblee Spirituali Locali e la compagine dei credenti, sono state invitate a formulare, per la prima volta, i propri obiettivi da conseguire durante il nuovo Piano. Di fronte a questa stimolante aspettativa di maturità, le comunità nazionali hanno adeguatamente risposto formulando piani nazionali da sottoporre al Centro Mondiale che li coordini nel globale Piano dei Sei Anni.

La seconda è stata un solidale impegno dell'intera comunità mondiale Bahá’í nella distribuzione della dichiarazione "La Promessa della Pace Mondiale", emanata nell'ottobre 1985, ai popoli del mondo. La dichiarazione è stata presentata a Capi di Stato, numerosi membri di governi nazionali, diplomatici, insegnanti, sindacalisti, capi religiosi, eminenti membri della magistratura, della polizia, delle professioni legale, medica e altre, autorità locali, membri di club e associazioni e migliaia di persone. Si calcola che fino ad ora siano state distribuite un milione di copie, in circa settanta lingue. Queste due attività, da sole, hanno notevolmente consolidato la forza e la maturità crescenti della comunità mondiale Bahá’í e le hanno procurato un'immagine pubblica più chiaramente definita e più rapidamente riconoscibile.

Altri fattori hanno notevolmente contribuito al rapido ingresso della Fede nella ribalta del mondo. In verità sembra che ogni attività del disseminato Esercito della Vita venga ora osservata o commentata da vari settori dell'opinione pubblica, che vanno dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a piccole e sperdute comunità locali. L'incrollabilità dei duramente provati credenti persiani continua a essere la ragione fondamentale per cui l'attenzione mondiale va sempre più concentrandosi sulla Fede. Mentre le brutali esecuzioni di eroici martiri sono ora meno frequenti, le vessazioni e le privazioni, le umiliazioni e le spoliazioni di questa comunità da lungo tempo perseguitata proseguono - oltre 200 persone si trovano ancora nelle prigioni - dando ai rappresentanti della Comunità Internazionale Bahá'í presso le Nazioni Unite valide ragioni per presentare energici e persistenti appelli che hanno suscitato il sollecito interesse dell'Assemblea Generale e ottenuto le proteste presso il Governo Iraniano a favore degli indifesi Bahá'í da parte della Commissione per i Diritti Umani e di molte potenti nazioni, fra le quali vi sono i vari governi che formano la Comunità Europea.

Tutto questo ha mantenuto sulla nostra amata Fede l'attenzione internazionale, un interesse accresciuto non solo dalla distribuzione della Dichiarazione sulla Pace ma anche dalle attività in rapida espansione nell'ambito dello sviluppo economico e sociale, si tratti di inaugurazioni e attività di stazioni radio - ve ne sono ora sette funzionanti - o di scuole, di programmi di alfabetizzazione, di opere di assistenza rurale o di uno stuolo di piccoli ma preziosi interventi compiuti nei villaggi in molte parti del mondo.

Le comunità nazionali Bahá’í hanno organizzato e felicemente condotto convegni interreligiosi, seminari sulla pace, simposi sul razzismo e altri temi nel cui ambito abbiamo specifiche contribuzioni da offrire, ottenendo più volte ampia pubblicità e l'interesse di alte personalità del mondo. I giovani Bahá’í, ispirati ed entusiasmati dalla visione e dall'ideale della "nuova razza d'uomini", hanno organizzato molte riunioni attraendo numerosi coetanei e stimolando la gioventù Bahá’í ad orientare la loro vita verso il servizio in quei molti campi nei quali una ricca messe attende ogni devoto lavoratore Bahá’í.

Oltre a questa sbocciante associazione dei nostri simili con le attività Bahá’í, v'è stata un'ulteriore importante, magnifica impresa: il completamento e l'inaugurazione del meraviglioso Tempio Bahá'í di Nuova Delhi, che a trenta giorni dalla sua consacrazione al culto di Dio, ha ricevuto oltre 120.000 visitatori. Questo simbolo di purezza, proclamante l'Unicità di Dio e, dei Suoi Messaggeri in una terra dove esiste una miriade di differenti credi religiosi, esprime convenientemente la potenza e la magnificenza conferiti a questi portentosi giorni nella vita della Santa Causa di Dio.

La scena è pronta per una crescita universale, rapida e massiccia della Causa di Dio. La sfida immediata e fondamentale è il perseguimento delle mete del Piano di Sei Anni, i cui stadi preliminari sono già iniziati. L'importantissimo lavoro d'insegnamento deve essere proseguito con fantasia, costanza e spirito di sacrificio, in modo da assicurare l'arruolamento di masse sempre più vaste che forniscano le energie, le risorse e le forze spirituali necessarie perché l'amata Causa possa svolgere degnamente la propria parte nella redenzione dell'umanità. Per consolidare questo processo sono state fissate alcune mete internazionali, che richiedono lo svolgimento di centinaia di progetti di assistenza interassembleare, la riformazione dell'Assemblea Spirituale Nazionale dello Zaire nel Ridván 1987 e la formazione, durante il Piano, di nuove Assemblee Spirituali Nazionali, fra le quali sono già state approvate quelle dell'Angola, della Guinea, della Guinea Bissau e di Macao. Durante il primo anno del Piano dei Sei Anni si sono già levati 338 pionieri che, guidati dalle necessità esposte nei piani precedenti, si sono insediati in 119 paesi. Si sta ora preparando un nuovo appello, i cui dettagli saranno annunziati fra breve. Si chiede ora di promuovere e favorire progetti di servizio per i giovani Bahá’í nei paesi emergenti del mondo. Le Assemblee Spirituali Nazionali sono invitate a fornire, in consultazione con altre Assemblee Nazionali e con l'assistenza dei Corpi Continentali dei Consiglieri, i migliori strumenti per assicurare l'efficiente servizio di coloro che risponderanno.

Sono già incominciati i preparativi per l'Anno Santo 1992, quando si commemorerà il Centenario dell'Ascensione della Bellezza Benedetta e l'inizio del Patto. È dunque opportuno che il Patto di Bahá'u'lláh, che lega il passato e il futuro agli stadi progressivi nel compimento dell'antica Promessa di Dio, sia il tema più importante del Piano dei Sei Anni. Concentrandoci su questo tema potremo ottenere una più profonda comprensione del significato e dello scopo della Sua Rivelazione - "una Rivelazione salutata" nelle parole del Custode, "come promessa e gloria coronante di età e secoli passati e consumazione di tutte le Dispensazioni nell'ambito del Ciclo Adamico, inaugurante un’era di almeno mille anni e un ciclo destinato a durare non meno di cinquemila secoli, segnalante la fine dell'Era Profetica e l'inizio dell'Era dell'Adempimento, insuperata sia per la durata del ministero del suo Autore sia per la fecondità e lo splendore della Sua missione ... " Le domande alle quali questo studio concentrato risponderà includeranno indubbiamente il significato e l'origine del Patto Bahá'í e il nostro giusto atteggiamento verso di esso.

Sempre presente mentre contempliamo questi profondi problemi v'è la magnetica figura di 'Abdu'l Bahá, il Centro del Patto, il Mistero di Dio, l'Esempio perfetto, che con la Sua infallibile interpretazione dei Santi Testi e i Suoi luminosi esempi della loro applicazione alla condotta personale mise in luce uno stile di vita che noi dobbiamo diligentemente sforzarci di seguire. Nel corso del Piano dei Sei Anni si commemorerà, con adeguate celebrazioni e attività di proclamazione, il 75' anniversario della Sua visita in Occidente. Contemporaneamente si osserverà il cinquantenario del primo Piano Settennale americano che, lanciato nel 1937 in seguito alle esortazioni di Shoghi Effendi, mise in moto la sistematica esecuzione del grande disegno di 'Abdu'l Bahá per la conquista spirituale del pianeta, e segnò l'inizio della prima epoca del Piano Divino.

Compiti grandi e meravigliosi ci lanciano oggi una sfida senza precedenti. Essi esigono grandi e straordinari sacrifici, dedizione e unanime devozione da ciascuno di noi e in egual misura. Attualmente il Fondo Internazionale Bahá'í è assolutamente insufficiente a sostenere la straordinaria espansione che oggi si richiede in tutte le molteplici attività della comunità mondiale Bahá’í. La storia del Piano Settennale, appena completato, sta a testimoniare che siamo in grado di affrontare le crescenti esigenze della Causa. L'eroismo degli amati amici in Iran, la pronta risposta di 3.694 devoti pionieri all'appello lanciato per questo essenziale servizio, l'incessante attività di insegnanti, amministratori, comunità locali e singoli credenti in tutto l'organismo dell'embrionico ordine mondiale, hanno conferito a questo crescente Esercito della Vita nuove forze e capacità. Mentre ci protendiamo nel futuro possiamo essere pienamente certi della Sua grazia sempre presente e della vittoria finale dei nostri sforzi intesi a instaurare il Suo Regno in questo mondo travagliato.

l'amato Maestro ha promesso e che Shoghi Effendi ha detto avrebbe preceduto la conversione di massa. Le possibilità immediate offerte da questa provvidenziale situazione ci spingono a prevedere un'imminente espansione della Comunità del Più Grande Nome, quale non era mai stata vista.

La scintilla che ha acceso tale crescente interesse verso la Causa di Bahá'u'lláh è stata l’eroica forza e la pazienza degli amati amici in Iran, che hanno indotto la comunità mondiale Bahá’í a condurre un persistente, accuratamente concertato programma di appelli alla coscienza del mondo. Questa vasta impresa - che ha impegnato l'intera comunità in un'azione congiunta attraverso il suo ordine Amministrativo - è stata accompagnata da attività comunitarie altrettanto vigorose e visibili in altri campi, attività che sono state dettagliatamente descritte a parte. Tuttavia, siamo spinti a ricordare che un importante risultato di questo sforzo universale è il nostro riconoscimento che è iniziata una nuova fase negli affari esterni della Causa, caratterizzata da una notevole maturazione delle Assemblee Spirituali Nazionali nelle loro crescenti relazioni con organismi governativi e non governativi e con il pubblico in generale.

Questo riconoscimento ha suggerito un incontro in Germania lo scorso novembre di rappresentanti nazionali Bahá’í per gli affari esteri provenienti dall'Europa e dal Nord America e di rappresentanti anziani degli Uffici della Comunità Internazionale Bahá'í, decisi a realizzare un maggiore coordinamento del loro lavoro. Si è trattato di un passo preliminare al raggruppamento di un numero sempre maggiore di Assemblee Spirituali Nazionali in una rete internazionale, armoniosamente funzionante, capace di realizzare imprese globali in questo campo in rapida espansione. Collegato a questi sviluppi è stato l'importante riconoscimento internazionale accordato alla Fede con la sua ammissione formale alla Lega per la Conservazione e Religione del famoso Fondo Mondiale per la Natura.

In uno dei periodi più oscuri della persistente oppressione degli amatissimi, incrollabili amici in Iran, Shoghi Effendi fu spinto a confortarli in una lettera di stupefacente intuizione. "È il sacro sangue versato dai martiri in Persia" egli scrisse "che in questa fulgida era, questa risplendente età Bahá’í costellata di gemme, trasformerà la faccia della terra in un paradiso e, come è stato rivelato nelle Tavole, innalzerà il tabernacolo dell’unità del genere umano nel cuore del mondo, rivelerà agli occhi degli uomini la realtà dell’unità della razza umana, fonderà la Più Grande Pace, farà di questo reame inferiore uno specchio del Paradiso di Abhá e dimostrerà al di là di ogni dubbio di fronte a tutti i popoli dei mondo la verità dei versetto: ... il giorno in cui la Terra sarà trasformata in un'altra Terra". Riflessioni come queste, nel citare future così meravigliose conseguenze delle raccapriccianti sofferenze cui i nostri amici iraniani sono sottoposti, evidenziano l'opportunità e la sfida di fronte alla quale noi tutti ci troviamo in questo cruciale momento nelle sorti della Causa.

I grandi progetti già lanciati devono essere portati a compimento. Le Terrazze sottostanti e soprastanti il Mausoleo dei Báb e l'Arco sul monte Carmelo devono essere completati, realizzando la gloriosa visione della fioritura della santa montagna di Dio; il secondo Congresso Mondiale dovrà aver luogo nella Città del Patto per celebrare il centenario dell'inaugurazione di quel Patto; i lavori costantemente proseguiti di traduzione e annotazione del Kitáb-i-Aqdas, il Più Santo Libro, devono essere portati fino alla pubblicazione; l'interesse mostrato dagli amici verso la Legge dell’Huqúq’u’lláh dev'essere coltivato; i pionieri e gli insegnanti viaggianti devono partire; le spese della Causa devono essere onorate; tutti gli obiettivi del Piano di Sei Anni devono essere conseguiti.

Ma lo scopo supremo di ogni attività Bahá’í è l'insegnamento. Tutto quello che è stato o sarà fatto è imperniato su questa attività centrale, la "principale pietra angolare delle fondamenta", alla quale è dovuto qualunque progresso compiuto nella Causa. La presente sfida richiede un insegnamento di vastità e qualità, di varietà e intensità tali da superare tutti gli sforzi in atto. Il momento è questo, altrimenti l'occasione potrebbe andare perduta nei repentini cambiamenti d'umore di questo mondo frenetico. Non s'immagini che questo senso di urgenza sia dettato essenzialmente da motivi di opportunismo. C'è una ragione ben più seria: è la miserabile condizione delle masse dell’umanità, sofferenti e tumultuanti, affamate di giustizia ma "orbate del potere di discernere Iddio con i loro occhi, o di udire la Sua Melodia con le loro orecchie". Bisogna sfamarle. Là dove la speranza è perduta, si deve riportare una visione; dove abbondano il dubbio e la confusione, si deve costruire la fiducia. Sotto questi e altri aspetti, "La Promessa della Pace Mondiale", è designata ad aprire la strada. Praticamente completata la sua consegna ai capi dei governi nazionali, il suo contenuto deve ora essere trasmesso, con ogni mezzo possibile, dappertutto, a tutti e a tutti i ceti sociali. Ciò fa necessariamente parte del lavoro di insegnamento nel nostro tempo e dev'essere perseguito con immutato vigore.

L'insegnamento è il cibo dello spirito; porta la vita ad anime assopite e costruisce il nuovo cielo e la nuova terra; innalza il vessillo di un mondo unificato; assicura la vittoria dei Patto e a coloro che vi consacrano la vita dona la suprema gioia di conseguire il compiacimento del loro Signore.

Ogni credente - uomo, donna, giovane e fanciullo - è chiamato a questo campo di azione; perché è sull'iniziativa personale e sulla risoluta volontà dell’individuo di insegnare e servire che dipende il successo dell'intera comunità. Radicato nel possente Patto di Bahá’u’lláh, quotidianamente sorretto dalla preghiera e dalla lettura della Santa Parola, rafforzato da un continuo sforzo teso ad ottenere una più profonda comprensione degli Insegnamenti divini, illuminato da un costante sforzo di correlare questi Insegnamenti ai problemi attuali, nutrito dall'obbedienza alle leggi e ai principi del Suo meraviglioso Ordine Mondiale, ogni individuo può conseguire crescenti misure di successo nell'insegnamento. In definitiva, il trionfo finale della Causa è assicurato da quell'"una cosa e un cosa soltanto" così acutamente raccomandata da Shoghi Effendi, e cioè "la misura in cui la nostra vita interiore e il nostro carattere privato rispecchiano nei loro molteplici aspetti lo splendore degli eterni principi proclamati da Bahá’u’lláh".

Amati Amici - voi che l’Amatissimo, la Bellezza Benedetta chiama "consolazione dell'occhio della creazione", "acque dolcemente scorrenti da cui dipende la vita di tutti gli uomini" - vi esortiamo con tutto il fervore, profondamente convinti come siamo che i tempi siano maturi, di mettere da parte ogni interesse minore e di impegnare le vostre energie per insegnare la Sua Causa - proclamarla, espanderla e consolidarla. Potete accostarvi al vostro compito pienamente fiduciosi che questo luminoso campo di progresso che vi si apre davanti deriva dall'operare di quella "forza d'origine divina" che "palpita nell'intimo essere di tutte le cose create" e che "agendo sotto i nostri occhi come una lama a doppio taglio, recide da un lato antichi legami che per secoli hanno tenuto in piedi l’edificio della società civile e slega dall'altro quei lacci che ancora avvincono l’infante, irredenta Fede di Bahá’u’lláh".

Non abbiate né timore né dubbi. La potenza dei Patto vi assisterà e vi rafforzerà e rimuoverà ogni ostacolo dalla vostra strada. "In verità, Egli aiuterà chiunque Lo aiuti e ricorderà chiunque Lo ricordi".

Avete la nostra eterna assicurazione di fervide e continue preghiere per tutti voi.

La ventata di spiritualità che ha avuto tali entusiasmanti effetti durante la Convenzione internazionale Bahá’í lo scorso Ridván ha attraversato l'intera comunità mondiale, spronando i suoi membri in oriente e in occidente a compiere, nell'insegnamento, gesta di attività e di successo mai sperimentate prima nel corso di un unico anno. Il gran numero di dichiarazioni ne è, da solo, una prova: i rapporti parlano di circa mezzo milione di nuovi credenti. Mentre esaminiamo i sempre più numerosi segni di quell’entrata in schiere da noi sollecitata nel nostro messaggio dello scorso anno, spiccano i nomi di luoghi disparati come l'India e la Liberia. La Bolivia e il Bangladesh. Taiwan e il Perù. Le Filippine e Haiti. Questi segni sono fausti indizi dell'ancor più grande futura accelerazione che alla fine coinvolgerà tutte le comunità nazionali, qualunque sia l'attuale situazione delle loro attività di insegnamento.

Ricordiamo con sentimenti di umile gratitudine e con un senso di accresciuta attesa i meravigl

Dopo un anno di importanti realizzazioni, ci troviamo alle soglie dell'ultimo decennio di questo radioso XX secolo di fronte a un immediato futuro ricco di enormi sfide e di abbaglianti prospettive. La rapidità degli eventi accaduti l'anno scorso è sintomo dell’acceleramento, avvicinandosi il centenario dell’ascensione di Bahá’u’lláh, delle forze spirituali sprigionatesi con l'avvento della Sua missione rivoluzionaria. Questo acceleramento, nella subitaneità e nell’enorme impatto innovatore che ha avuto sul pensiero sociale e sulle entità politiche, ha suscitato sentimenti di giubilo quanto ai suoi immediati effetti e di sconcerto quanto al suo vero significato e al suo frutto predestinato, suggerendo agli esterrefatti editori di un noto giornale, a corto di spiegazioni, di attribuirlo alle operazioni di una " mano invisibile ".

Per i seguaci di Bahá’u’lláh di tutto il mondo non vi sono dubbi quanto alla fonte divina e al chiaro significato di questi straordinari eventi. Rallegriamoci, dunque, davanti ai portentosi segni dei benefici effetti dell'abbondante grazia di Dio. Gli alti livelli d’insegnamento e di arruolamenti riferiti lo scorso Ridván sono stati mantenuti e nuovi campi d’insegnamento sono stati aperti dall'Europa dell'est al mare della Cina. Dopo che nelle ultime settimane due cavalieri di Bahá’u’lláh si sono stabiliti dell'isola di Sakalin, l'ultimo restante dei territori nominati da Shoghi Effendi nel suo Piano globale decennale è entrato nella famiglia Bahá’í. Lo scorso Ridván è stata ripristinata l’Assemblea Spirituale Locale di Ishqabad, recentemente è stata eletta quella di Cluj in Romania, la prima nuova assemblea nel " blocco dell'est ", questo Ridván sono state riformate e formate Assemblee Spirituali Locali in altre parti dell'Unione Sovietica e in altri paesi dell'Europa dell'est: tutte queste realizzazioni e queste immediate prospettive affermano che siamo giunti a un'importante pietra miliare nella quarta epoca dell'età formativa. L'Ordine Amministrativo abbraccia ora una comunità più ampiamente diversificata di prima. Tutti questi prodigiosi eventi hanno ispirato il nostro recente annuncio di un Piano di insegnamento biennale sussidiario, ora ufficialmente lanciato, che raccomandiamo alla vostra urgente e attiva attenzione.

Sbalorditive e storiche le attività che - in una breve anno - hanno spinto la comunità verso questo stadio della sua evoluzione! Quando pensiamo ai prodigi di delle confermazioni di Bahá’u’lláh, i nostri cuori si rivolgono con favore e riconoscenza alle Mani della Causa di Dio in tutto il mondo, che - quali alfieri della comunità - hanno tenuti alti i suo i fulgidi emblemi di fronte alle tenebre dei tempi. Con spirito indomabile esse perseverano, in ogni circostanza e dovunque si trovino, nell'adempimento dei compiti dati loro da Dio di stimolare, edificare e consigliare i suoi membri ampiamente disseminati e rapidamente proliferati. Esaminando la nuova situazione della mondo Bahá’í, siamo felici di menzionare alcuni esempi della partecipazione di Mani della Causa agli avvenimenti europei e asiatici dello scorso anno. Nel scorso di un suo lungo viaggio in estremo oriente, Amatu’l Bahá Ruiyyieh Khánum ha rappresentato la Casa Universale di Giustizia in occasione della formazione della Assemblea Spirituale Nazionali di Macao; sì è recata dal Cavaliere di Bahá’u’lláh in Mongolia dove subito dopo la prima credente indigena ha dichiarato la propria fede in Bahá’u’lláh; e ha dedicato le sue attenzioni agli amici in diverse parti della repubblica popolare cinese, la cui televisione ha trasmesso il suo film " la spedizione della luce verde ". Il Signor Collis Featherstone si è prodigato per il rinvigorimento dei tribolati amici della devastato Vietnam. In questo momento, il Sig. Alì-Akbar Furútan si trova in visita nell'Unione Sovietica, che fu costretto ad abbandonare durante la persecuzione della fede; ora vi ha fatto ritorno in trionfante adempimento di un desiderio che il nostro amato Custode gli manifestò oggi circa sessant’anni or sono.

I Consiglieri membri del Centro Internazionale per l'Insegnamento non sono stati da meno nel rispondere alle opportunità di contribuire al clima di progresso ora palese in tutti gli angoli del globo. Grazie alla visione unificata della crescita cui essi hanno invitato i Corpi Continentali dei Consiglieri e di loro capaci e solerti ausiliari, in tutto il mondo si sente una nuova vitalità nell’espansione e nel consolidamento della fede. I Consiglieri continentali, ormai prossimi alla conclusione dell'attuale termine quinquennale, contraddistinto dalla loro insigni servigi, meritano la profonda gratitudine dell'intera comunità Bahá’í.

Se la comunità ha allargato all'interno i propri rami, all'esterno ha ampliati nei più svariati modi, talvolta di stupefacente ampiezza e potenziale, le proprie relazioni, la propria influenza e il proprio fascino. Ci limiteremo a qualche esempio: grazie all'Ufficio dell'ambiente, recentemente formato, la Comunità Internazionale Bahá’í, di propria iniziativa e in collaborazione con altri organismi ambientali, ha ripristinato l’annuale incontro della carta mondiale del rimboschimento istituito nell'1945 dalla famoso Richard St. Barbe Baker; in seguito l’Ufficio dell'ambiente è stato invitato a partecipare a importanti manifestazioni sponsorizzate da organismi internazionali interessati a problemi ambientali. La Comunità Internazionale Bahá’í è stata coinvolta nei lavori degli esperti di alfabetismo sotto l'egida dell’UNESCO e invitata a partecipare alla conferenza mondiale sull'educazione per tutti tenuta e in Tailandia, dove il suo rappresentante è stato sollecitato ad assumere una molteplicità di compiti di grande rilievo ed importanza che hanno dato prestigio alla comunità Bahá’í. Per incoraggiamento di un alto funzionario del governo figiano, sono stati presi provvedimenti perché la comunità internazionale Bahá’í apra a Suva una filiale per il pacifico del proprio ufficio per le Nazioni Unite. L'Università del Maryland negli Stati Uniti ha annunciato di aver deciso di istituire nel proprio Centro per lo sviluppo internazionale e la gestione dei conflitti " la cattedra Bahá’í per la pace mondiale ", cosa che produrrà un grande incremento negli sforzi accademici intesi a esaminare la causa di Bahá’u’lláh. Quasi contemporaneamente l'Assemblea Spirituale Nazionale indiana ha annunciato che era stato raggiunto un accordo per istituire una cattedra di studi Bahá’í presso l'università di Indore.

I costanti sforzi rivolti a ottenere l'emancipazione dei Bahá’í in Iran sono giunti ad uno nuovo stadio. Per la prima volta un rappresentante delle Nazioni Unite ha potuto incontrarsi ufficialmente in territorio iraniano con un rappresentante della proscritta comunità Bahá’í. Il risultato è stato registrato in una relazione presentata alla Commissione per di diritti umani delle Nazioni Unite, durante la cui recente sessione a Ginevra è stata ancora una volta adottata una risoluzione sull’Iran menzionante i Bahá’í. In un'azione corollaria di storica importanza la Camera degli Stati Uniti ha adottato all'unanimità una risoluzione che chiede l'emancipazione della comunità Bahá’í iraniana e indica al governo americano i provvedimenti da prendere a tal fine; un'analoga risoluzione è alle esame del Senato.

In terra Santa, i preparativi per l'esecuzione dei progetti edilizi del monte Carmelo hanno ricevuto un forte impulso. Che la vigilia di Naw-Ruz, dopo delicate e complesse trattative, la commissione distrettuale per il piano regolatore abbia deciso di approvare i progetti presentati dal Centro Mondiale Bahá’í, aprendo così la strada alla definitiva concessione della licenza edilizia, è motivo di profonda soddisfazione.

Amati amici, appena due anni ci separano dalla conclusione del Piano di sei anni e dal Ridván 1992, inizio dell'Anno santo, quel momento speciale nel quale ci fermeremo per esaminare la tumultuosa storia di eventi che ci avranno condotti al centenario dell’Ascensione di Bahá’u’lláh e per riflettere con la debita solennità sullo scopo redentivo della vita del più prezioso essere che abbia mai respirato su questo pianeta.

In attesa di questo momento cruciale della storia Bahá’í, hanno avuto inizio i preparativi per due grandi eventi mondiali: primo, la riunione in Terra Santa di una vasta rappresentanza di credenti da tutto il globo per partecipare a una degna commemorazione di quella intensa consumazione nelle adiacenze del Mausoleo più santo. Nel corso della commemorazione, quale simbolo dell'influenza trascendente e vittoriosa del liberato spirito di Bahá’u’lláh, sarà depositato sotto il pavimento presso la porta di ingresso del suo Mausoleo uno scrigno contenente l'Albo d'Onore decorato dei cavalieri di Bahá’u’lláh, l'elenco iniziato da Shoghi Effendi durante il suo Piano decennale di quelle intrepide anime che si sono levate per conquistare nel Nome delle loro Signore i territori vergini menzionati nel Piano. Giungerà così al suo degno epilogo, dopo quasi quattro decenni, un proposito espresso dall’amato Custode. I cavalieri di Bahá’u’lláh viventi saranno invitati a presenziare all'avvenimento.

L'altro evento sarà il Congresso mondiale Bahá’í che celebrerà il centenario dell'inaugurazione del Patto da Bahá’u’lláh affidato ai posteri quale sicuro strumento per salvaguardare l'unità dell'integrità del suo Ordine Mondiale. È indetto nel novembre 1992 a New York, luogo designato Città del Patto da colui che ne è il Centro nominato il quale previde che " New York diverrà un luogo benedetto dal quale l'invito alla fermezza nel Patto e nel testamento di Dio si spargerà per tutte le parti del mondo ".

Analoghe manifestazioni a livello locale e nazionale si affiancheranno a questi due principali eventi nel dare espressione ai più un intimi sentimenti dei Bahá’í e nel trasmettere al pubblico il profondo fatto dell'apparizione nel mondo del Signore del Patto e gli scopi e i successi della Sua sublime missione. In verità, si stanno facendo progetti per organizzare un'intensa campagna di magnificazione del Suo nome in tutto il globo.

Gli amici di tutto il mondo devono ora concentrarsi sui significati di questo duplice anniversario. Attraverso la preghiera e lo studio degli di insegnamenti, essi devono prepararsi spiritualmente a conseguire una più profonda comprensione dello stadio e dello scopo di Bahá’u’lláh e del fondamentale significato del suo possente Patto. Questa preparazione costituisce il nucleo dei loro sforzi volti a produrre una trasformazione nelle loro vite personali e collettiva. Dimostrino tutti gli amici - uomini, donne, giovani - con l'alta qualità della loro vita interiore e del loro carattere privato, con lo spirito unificato della loro mutua associazione, con la rettitudine del loro comportamento verso tutti e con l eccellenza dei risultati, che essi appartengono a una comunità veramente illuminata ed esemplare; che il loro Dilettissimo, la cui Ascensione essi commemoreranno, non ha vissuto invano una vita di sofferenze sulla terra. Siano questi requisiti lo stendardo dei loro sforzi di insegnamento della Sua Causa, l'emblema delle loro omaggio al Re dei Re.

Nostri cari, e pregiati collaboratori, in questo momento che è per noi di profonda attesa la società mondiale si trova in una fase critica della sua transizione verso le qualità per essa previste dal Signore dell’Era. I venti di Dio infuriano, sconvolgendo vecchi sistemi, aggiungendo impeto al profondo anelito di un nuovo ordine negli affari umani e aprendo la strada al dispiegamento del vessillo di Bahá’u’lláh in terre dalle quali era stato finora escluso. La rapidità degli eventi stimola le gioiose aspettative che ispirano i nostri sogni nell'ultimo decennio del XX secolo. La situazione è da un lato fulgido portento e dall'altro pesante sfida.

È portento per la profonda trasformazione nella struttura dell'attuale società implicita nel conseguimento della pace minore. I segni sono propizi, e tuttavia non possiamo dimenticare che il tenebroso passaggio dell'Età di Transizione non è stato ancora del tutto attraversato; è ancora lungo, sdrucciolevole e tortuoso. Infatti l'empietà impera, il materialismo imperversa. Il nazionalismo e il razzismo tessono ancora i loro inganni nei cuori umani e l'umanità rimane cieca alle basi spirituali della risoluzione dei problemi economici. E una particolare sfida per la comunità Bahá’í, perché il tempo fugge e abbiamo gravi impegni da mantenere. I più immediati sono:

primo, insegnare la causa di Dio e costruire in tutto il mondo le sue divine istituzioni con saggezza, coraggio e urgenza;

secondo, completare sul monte Carmelo la costruzione delle terrazze del Mausoleo del Báb e degli altri edifici del centro amministrativo mondiale della fede sull'arco. Il primo comporta una azione risoluta, costante e fiduciosa da parte dei credenti. Il secondo richiede una generosa erogazione di fondi. Le due cose sono strettamente collegate.

Negli ultimi due anni, quasi un milione di anime sono entrate nella Causa. A questa crescita hanno contribuito i sempre più numerosi esempi di entrata in gruppi in differenti luoghi, che hanno richiamato l'attenzione sulla visione di Shoghi Effendi sulla quale è modellata la nostra percezione delle gloriose future possibilità nel campo dell'insegnamento. Egli ha affermato che il processo di entrata di " intere legioni di popoli di diverse nazioni e razze nel mondo Bahá’í...... sarà preludio di quell’ora lungamente attesa in cui la massiccia conversione di queste stesse nazioni e razze, diretto risultato di una catena di eventi grandiosi e probabilmente catastrofici, tali che non possiamo ancora vagamente immaginarli, rivoluzionerà repentinamente le sorti della fede, sconvolgerà l'equilibrio del mondo, moltiplicherà per mille le file, nonché il potere materiale e l'autorità spirituale della fede di Bahá’u’lláh. Tutto ci incoraggia a credere che gli arruolamenti massivi aumenteranno, coinvolgendo l'uno dopo l'altro, interi villaggi, città, paesi. Quanto a noi, non dobbiamo aspettare passivamente la realizzazione finale della visione di Shoghi Effendi. Pochi come siamo, riposta tutta la fiducia nella divina provvidenza e guardando alle sfide che ci confrontano come a un privilegio, procediamo verso la vittoria attenendoci ai Piani.

Un allargamento del pensiero e dell'azione in alcuni aspetti del nostro lavoro aumenterebbe le nostre possibilità di successo nel tenere fede ai nostri già menzionati impegni. Poiché in questo momento il cambiamento, un cambiamento sempre più veloce, è una costante della vita e poiché la nostra crescita, le nostre dimensioni e relazioni esterne esigono molto da noi, la nostra comunità deve essere pronta ad adattarsi. In un certo senso ciò significa che la comunità deve acquisire maggiore destrezza nel prendere un'ampia gamma di provvedimenti senza perdere la propria concentrazione sugli obiettivi primari dell'insegnamento, ossia l'espansione ed il consolidamento. Quello che occorre è l'unità nella diversità di azione, una condizione per la quale persone differenti si concentrano su differenti attività, pur consapevoli della salutare effetto della complesso sulla crescita e sullo sviluppo della fede, perché non v'è persona che possa fare tutto e non tutti possono fare una stessa cosa. Questa consapevolezza è importante per la maturità che, a causa delle molte richieste che ci sono fatte, la comunità è obbligata a conseguire.

L'ordine portato da Bahá’u’lláh è inteso a guidare il progresso e a risolvere i problemi della società. Troppo esiguo è ancora il nostro numero per poter noi dare una adeguata dimostrazione delle potenzialità insite nel sistema amministrativo che stiamo costruendo e l’efficacia di questo sistema non potrà essere pienamente apprezzata senza un notevole allargamento delle nostre file. Con l'attuale situazione del mondo la necessità di dare questa dimostrazione si fa sempre più impellente. È fin troppo ovvio che neppure coloro che si schierano contro i difetti del vecchio ordine dispongono di un'alternativa valida da mettere in sua vece. Essendo l'ordine amministrativo designato quale modello della società del futuro, la presenza visibile di quel modello sarà un segnale di speranza per coloro che speranza non hanno.

Abbiamo già conseguito una meravigliosa diversità nel gran numero di gruppi etnici rappresentati nella fede e dobbiamo fare di tutto per rafforzarla aumentando gli arruolamenti fra i gruppi già rappresentati e attraendo membri da gruppi non ancora raggiunti. E tuttavia dobbiamo costruire un'ulteriore categoria di diversità senza la quale la causa non sarà in grado di affrontare adeguatamente le sfide che ci vengono lanciate. Tralasciando le diversità etniche, nelle sue file deve ora entrare un numero sempre più grande di persone di talento, comprese persone di successo e di rilievo nei vari campi dello scibile umano. L'arruolamento di molte persone di questo tipo è un aspetto indispensabile dell'insegnamento alle masse, un aspetto che non può più essere trascurato e che deve essere consapevolmente e deliberatamente inserito nel nostro lavoro di insegnamento, in modo tale da allargarne le basi e da accelerare il processo dell'entrata in gruppi. Tanto importante e attuale è la necessità di agire a tal proposito che ci sentiamo spinti a invitare i Consiglieri Continentali e le Assemblee Spirituali Nazionali a prenderlo attentamente e seriamente in esame nelle loro consultazioni e nei loro Piani.

Gli affari del genere umano sono giunti a tal punto che la nostra comunità sarà sempre più spesso sollecitata a partecipare, con consigli e con provvedimenti pratici, alla risoluzione di difficili problemi sociali. Saremo lieti di rendere questo servizio, ma ciò significa che le nostre Assemblee Spirituali Locali e Nazionali devono essere più scrupolose nella aderire ai principi. Mentre l'attenzione del pubblico si va sempre più concentrando sulla Causa di Dio, diventa imperativo che le istituzioni Bahá’í migliorino le loro prestazioni, attenendosi più strettamente alle verità fondamentali della fede, conformandosi più fedelmente allo spirito ed alla forma della Amministrazione Bahá’í e affidandosi con maggiore convinzione ai benefici di una corretta consultazione, così che le comunità da esse guidate possano rispecchiare un modello di vita capace di offrire una speranza ai delusi membri della società.

Vi sono indizi che la Pace Minore non può essere troppo lontana, l'esperienza e l'influenza delle istituzioni locali e nazionali dell'ordine amministrativo stanno costantemente crescendo; i progetti per la costruzione sull'arco degli altri edifici amministrativi sono in uno stadio molto avanzato; che queste promettenti circostanze rendano più visibile il delinearsi della dinamica sincronizzazione prevista dal Shoghi Effendi, nessun osservatore onesto lo potrà negare.

Come comunità chiaramente all'avanguardia fra le forze costruttive operanti sul pianeta, una comunità che ha libero accesso a un comprovato sapere, occupiamoci delle cose del Padre nostro. Dai suoi gloriosi recessi superni, Egli riverserà sui nostri umili sforzi generose effusioni della Sua grazia, lasciandoci esterrefatti di fronte alle inestimabili vittorie del Suo vittorioso potere. Sono le incessanti benedizioni di questo Padre che continueremo a invocare su tutti voi, collettivamente e singolarmente, presso la Sacra Soglia.

non può lingua terrena esprimere la nostra gratitudine per le straordinarie grazie concesse dalla Bellezza Benedetta alla sua comunità mondiale e alla Centro Mondiale della sua Fede nel corso dell'anno appena terminato. Chiniamo umilmente il capo davanti agli eccezionali segni della Sua grazia sostenitrice e della Sua irresistibile potenza.

Il gravissimo pericolo che la Terra Santa ha corso nell'ultima parte dell'anno in seguito ai tumulti nel medio oriente si è allontanato senza aver arrestato e neppure seriamente e ostacolato le attività dell'amministrazione Bahá’í. La situazione ha incisivamente ricordato il contrasto fra il sistema di Bahá’u’lláh prudente, in costante sviluppo e decisamente costruttivo e i turbamenti dell'età di transizione " le cui tribolazioni " Shoghi Effendi dichiara " precorrono quell’era di beata felicità che incarnerà lo scopo finale di Dio per tutto il genere umano ". E stato un altro degli " inquietanti segni che proclamano contemporaneamente le agonie di una civiltà in declino e delle doglie di quell'Ordine Mondiale - quell'Arca di umana salvazione - che sorgerà sulle sue rovine.

Le forze che hanno unito le reazioni riparatrici di tante nazioni all'improvvisa crisi in questa regione hanno dimostrato al di là di ogni dubbio la necessità del principio della sicurezza collettiva prescritto da Bahá’u’lláh oltre un secolo fa come strumento per la risoluzione dei conflitti. Sebbene i governanti del mondo siano ancora ben lontani dall'aver adottato l'assetto internazionale da Lui previsto per la piena applicazione di questo principio, è stato tuttavia fatto un grande passo avanti verso il comportamento che il Signore dell’era ha indicato alle nazioni. Illuminanti le seguenti parole con cui Bahá’u’lláh prevede il futuro riassetto delle nazioni:" siate uniti, o re della terra! " scrisse " in tal modo si calmerà la tempesta della discordia fra di voi, ed i vostri popoli troveranno riposo, se siete di coloro che comprendono. Se uno di voi prendesse le armi contro un altro, insorgete tutti contro di lui, poiché questo non è altro che palese giustizia ".

In verità, dovunque guardiamo, il potere della Rivelazione di Bahá’u’lláh è visibilmente all'opera nel mondo. Nelle richieste di un nuovo ordine mondiale, scaturite come un ritornello dalle dichiarazioni di capi politici ed influenti pensatori, spesso incapaci essi stessi di definire chiaramente il proprio intendimento, si può intravedere la lenta presa di coscienza dello scopo principale della Sua Rivelazione da parte dell'umanità. Che tale richiesta sia stata avanzata con tanta insistenza dal capo della repubblica destinata, nelle parole di Abdu’l Bahá, a essere " la prima nazione che getterà le basi dell'accordo internazionale " e che " guiderà spiritualmente tutte le nazioni " indica che i due processi simultanei operanti l’uno all'interno e l'altro all'esterno della causa, che Shoghi Effendi dice essere destinati a culminare in "un'unica, gloriosa consumazione ", sono in atto e stanno accelerando.

All'interno della Causa, abbondano i segni di straordinarie realizzazioni nell'ambito del Piano di sei anni, sia pur non necessariamente nei limiti del progetto iniziale. Sorprendenti esempi sono palesi sulla scia degli eccezionali cambiamenti occorsi nell'Unione Sovietica e nei suoi ex satelliti. Un anno dopo la riformulazione dell'Assemblea Spirituale Locale di Mosca, si formerà l'Assemblea Spirituale Nazionale dell'Unione Sovietica. Similmente, a poco più di un anno dai rivoluzionari cambiamenti politici in Romania, il governo ha riconosciuto la comunità Bahá’í come associazione religiosa autorizzata a divulgare gli insegnamenti di Bahá’u’lláh; anche qui il prossimo Ridván si formerà l’Assemblea Spirituale Nazionale. La rapida espansione della Fede in Cecoslovacchia ha imposto la decisione, presa solo nelle ultime settimane, di formare anche in quella nazione l'Assemblea Spirituale Nazionale. Nello stesso tempo, nei Caraibi, in seguito alla divisione del gruppo delle isole Sotto Vento in due unità amministrative regionali, sarà formata l’Assemblea Spirituale Nazionale delle isole Sotto Vento occidentali. Con queste quattro graditissime formazioni, il numero delle Assemblee Spirituali Nazionali salirà a 155.

Siamo lieti di annunciare che tre Mani della Causa di Dio rappresenteranno la Casa un Universale di Giustizia in questi storici eventi: Amatu’l Bahá Ruhiyyih Khánum in Romania, il Signor Ali Akbar Furútan in Unione Sovietica e il Dottor Ali Muhammad Varqá in Cecoslovacchia. Il Consigliere Ruth Springle la rappresenterà nelle Isole Sottovento Occidentali.

Un'altra prova dell’emergente autorità della Causa di Bahá’u’lláh nell'opinione pubblica proviene dalla Germania, dove la corte costituzionale federale, suprema autorità legale nel paese, ha preso una decisione di capitale importanza per il riconoscimento della fede. Una serie di tribunali di grado inferiore si erano rifiutati di registrare lo statuto di una Assemblea Spirituale Locale affermando che l'autorità riconosciuta all'Assemblea Spirituale Nazionale nel documento, violava il principio legale in base al quale tutte le associazioni legalmente costituite devono essere autonome. I problemi coinvolti sono molto complessi e non è possibile spiegarli qui. Ci limiteremo a dire che la corte costituzionale federale ha accolto il ricorso dell'Assemblea Spirituale Locale con una lunga sentenza, scrupolosamente motivata, nella quale, fra l'altro, si afferma il diritto della comunità Bahá’í di essere legalmente riconosciuta nella forma prevista negli Scritti della Fede Bahá’í e si dichiara che la sua natura di religione riconosciuta è inconfutabilmente confermata dal suo carattere intrinseco, dall'opinione pubblica e dalla testimonianza di studiosi di religione comparata. Così importante è apparso il verdetto ha gli occhi della corte, che essa stessa ha preso l’inusuale provvedimento di emettere un comunicato stampa nel quale la decisione veniva spiegata. Un importante azione le cui conseguenze si faranno sentire sulla comunità Bahá’í ben oltre i confini della Germania unificata.

Un ulteriore esempio che mostra come la gente stia sempre più rendendosi conto delle penetranti vedute della Causa si ha nella repubblica del sud Africa, dove l'Assemblea Spirituale Nazionale, approfittando delle iniziative del governo per la risoluzione dell'annoso problema dell'apartheid, ha deciso di esprimere il proprio parere sulla stesura di una nuova costituzione del paese. Il Presidente della commissione legislativa sudafricana, il giudice che rappresenta il governo e che ha ricevuto il parere dell'Assemblea Spirituale Nazionale da una delegazione appositamente nominata, ha commentato che i Bahá’í sono per ora l'unico gruppo le cui idee hanno proposto una base spirituale e morale per una costituzione.

Qualunque possa essere l'effetto dei singoli eventi ora menzionati - e di altri come la presenza di un rappresentante della Comunità Internazionale Bahá’í quale unico oratore non Buddista inviato a parlare in una riunione pubblica tenuta in occasione del convegno asiatico buddista per la pace in Mongolia; la menzione specifica dei Bahá’í fatta dal Papa Giovanni Paolo II durante un ricevimento nel corso della sua recente visita nel Burundi; l'elencazione ufficiale della fede Bahá’í fra le religioni più diffuse nel Tuvalu; l'esposizione internazionale sull'educazione per la pace patrocinata dalla Assemblea Spirituale Nazionale brasiliana con la partecipazione di 23 ambasciate ed istituti educativi - una cosa è molto chiara: l'impatto globale in tutto il mondo attesta che la fede è emersa dall'oscurità. Questi segni di un crescente riconoscimento pubblico del vero carattere e delle ricche potenzialità della comunità Bahá’í sono un segno peculiare del progredire della fede nella quarta epoca delle età formativa.

Di fronte a questi meravigliosi segni e portenti, non possiamo resistere all'impulso di esprimere il nostro profondo amore ed apprezzamento ai Consiglieri Continentali e ai loro Consigli Ausiliari, che stimolano e sostengono gli sforzi che rendono possibile la realizzazione dei magnifici eventi or ora menzionati e che, con le loro cure spirituali, spronano in modo particolare la spinta dinamica del lavoro di insegnamento, fondamentale per ogni successo della comunità. Siamo rallegrati e oltremodo incoraggianti dai vigorosi inizi dei Consigli Continentali entranti nel nuovo termine dei loro indispensabili e apprezzatissimi servigi al mondo Bahá’í, le nuove iniziative cui essi dedicano ora le loro energie, con il loro sincero incoraggiamento e lo splendido sostegno del Centro Internazionale per l’Insegnamento, sono di buon auspicio per un gratificante completamento del Piano di sei anni. Possano i loro sforzi ricevere un forte appoggio dall'aumento dei Membri dei Consigli Ausiliari a 846, dal Giorno del Patto di quest'anno - 90 in più rispetto ad ora. La comunità mondiale accoglierà sicuramente con gioia la forza che questa azione impartirà alle dimensioni ed alla qualità dei doveri spirituali assegnati ai Membri dei Consigli Ausiliari ed ai loro assistenti, le cui attività fra le file dei credenti sono una garanzia di continuità nell'espansione e nel consolidamento della nostra gloriosa fede.

Il magnifico progresso del Piano di sei anni rallegra i nostri spiriti ed esalta le nostre speranze. Resta solo un anno del piano ed e stato fatto un grande progresso verso il conseguimento dei suoi sette grandi obiettivi. La nostra comunità è drasticamente cambiata da ciò che era agli inizi del Piano nel 1986. Si è molto allargata e sviluppata. È più diversificata, più dinamica, più caratteristica. Entrando nell'anno finale del Piano, di fronte a tutti noi si apre un orizzonte di esaltanti prospettive:

La preparazione della tanto attesa traduzione inglese annotata del Kitáb-i-Aqdas, il Libro di Leggi, il Libro più Santo, il Libro Madre della rivelazione di Bahá’u’lláh, sarà completata - fatto monumentale che di per se e da solo darà inizio a un nuovo stadio nell'evoluzione del mondo Bahá’í e coronerà le vittorie del Piano di sei anni.

Incominceranno i lavori di sterro delle terrazze inferiori del Mausoleo del Báb e gli scavi per il Centro per la custodia dei Testi e la dipendenza degli archivi internazionali, dando così inizio a una nuova fase di queste possenti imprese dagli incalcolabili significati sulla santa montagna di Dio.

La fine del Piano segnerà l'inizio dell'Anno santo, 1992-1993, un deliberato anno di pausa per consentire ai Suoi seguaci di rendere degnamente omaggio al centenario dell’ascensione di Bahá’u’lláh e dell’inaugurazione del Suo Patto che unifica il mondo. Come è già stato annunciato, si stanno progettando grandi osservanze per esprimere il carattere peculiare e l’importanza mondiale dei due eventi.

L'uno: la riunione di rappresentanti del mondo Bahá’í, assieme ai Cavalieri di Bahá’u’lláh, a Bahji nei recinti della magione, da cui il liberato spirito di Bahá’u’lláh si rifugiò sul trono della Sua sovranità Celeste e nei pressi della Tomba più santa, dove sarà deposto l'albo d'oro dei cavalieri di Bahá’u’lláh quale gesto indicativo della risposta dei suoi amanti al suo invito di diffonde i suoi insegnamenti in tutto il mondo. Là a Bahji questa riunione compirà un solenne atto di culto, le cui sacre letture saranno presto trasmesse alle comunità Bahá’í di tutto il mondo perché le usino nelle loro commemorazioni, in modo da unificare l'esperienza devozionale dell'intero mondo Bahá’í durante questa celebrazione del centenario.

L'altro: il congresso mondiale programmato il 23-26 novembre 1992 a New York city, dove l'amato Maestro rivelò le implicazioni del Suo stadio di designato Centro del Patto di Bahá’u’lláh e che egli definì città del Patto. In tutto il mondo, le comunità Bahá’í organizzeranno appropriate celebrazioni ausiliarie per magnificare lo scopo del congresso, che quello di celebrare il centenario dell'inaugurazione del Patto di Bahá’u’lláh e di proclamare il suoi scopi e il suo potere unificatore. Corollario di queste attività sarà l’ampia distribuzione mondiale di una dichiarazione su Bahá’u’lláh, preparata per nostra richiesta dall’Ufficio per l'informazione al pubblico, che servirà come fonte di studio e di ispirazione per i Bahá’í e come pubblicazione informativa per la presentazione al pubblico. In questi e in altri modi la comunità del più Grande Nome si sforzerà di celebrare in tutto il mondo il nome di Bahá’u’lláh, per rendere familiare alla conoscenza di tutti è il Suo eccelso stadio.

Una tale eccezionale coincidenza di imminenti realizzazioni - la pubblicazione del Kitáb-i-Aqdas, il progresso dei progetti edilizi sul monte Carmelo, la conclusione del Piano di sei anni, l'inizio dell'anno Santo - stimola le aspettative del mondo Bahá’í, prepara il terreno a imprese più possenti di quelle finora tentate e indica a tutti noi l'inizio di una nuova fase della storia. Sembra dunque opportuno che la sacra legge che permette a tutti di esprimere il proprio personale sentimento di devozione a Dio in un atto di coscienza squisitamente privato che promuove il bene comune, che collega direttamente il singolo credente all'Istituzione centrale della fede e che, soprattutto, garantisce agli obbedienti e ai sinceri l’ineffabile grazia e le copiose benedizioni della Provvidenza debba essere abbracciata, in questa favorevole congiuntura, da tutti coloro che professano fede nella Suprema Manifestazione di Dio, In umiltà dinanzi al nostro sovrano Signore, annunciamo ora che dal Ridván 1992, inizio dell'Anno santo, la legge dell’Huququ’lláh, il Diritto di Dio, diverrà applicabile universalmente. Tutti sono amorevolmente invitati ad osservarla.

Carissimi fratelli e sorelle! Vedete come l’Amato ha risposto alle nostre suppliche. Guardate come ha arricchito le nostre vite di nuovi fratelli e nuove istituzioni in paesi finora chiusi alla Sua Parola risanatrice. Considerate con quale potenza le Sue prescrizioni divine si stiano affermando come linee di condotta per grandi e piccole nazioni. Sicuramente queste copiose benedizioni vi hanno donato indomabile coraggio e fiducia per affrontare un difficile, ma brillante futuro. In verità, in questo fausto anno siete partiti verso il trionfo finale del Piano di sei anni.

Possiate continuare, grazie alle vostre altruistiche azioni al Suo servizio, a essere benedetti dall’inesauribile tesoro del Suo amore e della Sua tenera cura.

In questa stagione di Ridván, con i suoi intrinseci splendori e il suo dare inizio a giorni inusuali e densi d’eventi, i nostri cuori hanno un palpito di meraviglia, e noi c’inginocchiamo in omaggio al Re della Gloria per la Cui grazia siamo giunti ad una felice occasione nella storia della Sua Causa.

Dalla trionfale vetta del Piano di Sei Anni, che ora finisce, giungiamo alle soglie dell'Anno Santo, che ora incomincia, sgomenti al solo pensiero degli incomparabili significati della commemorazione di quella santificata circostanza quando cent'anni or sono Bahá'u'lláh, il Promesso di tutti i tempi, Si accomiatò da questa vita terrena. Ma il Sole della Verità doveva tramontare solo per rifulgere in perpetuo dal "Regno di gloria imperitura" onde irradiare sul mondo intero il Suo potere rigeneratore. Se n’era andato da questo piano Colui Che è l'Autore di una rivelazione dì "inconcepibile grandezza", nella quale "tutte le Dispensazioni del passato hanno raggiunto il loro compimento supremo e finale"; l'Originatore di un nuovo Ciclo Universale "che deve durare per un periodo di almeno cinquecentomila anni"; il Fondatore di un Ordine Mondiale, un "Sistema... di cui occhio mortale non ha mai visto l'eguale". Egli era altresì l'Alba del Giorno di Dio, "il Giorno in cui i più eccellenti favori di Dio sono stati dispensati agli uomini". Tali sono le superlative realtà sulle quali si concentrano le nostre contemplazioni in questo speciale anniversario che ricorre in questo momento cruciale delle vicende umane Siamo così presi dai sacri ricordi evocati dall'Anno Santo, che vogliamo almeno invitare tutti voi a fermarvi un momento per entrare in questo periodo di riflessione, questo tempo di riconsacrazione, questo stadio di preparazione a compiti ancora da svolgere, ad altezze ancora da raggiungere, a splendori ancora da svelare. E infatti mentre ripensiamo a cent'anni di una storia incomparabile di progresso ininterrotto, volgiamo anche uno sguardo d'attesa sui lunghi secoli di sbocciante adempimento dello scopo divino - un adempimento che, come l’esperienza ha dimostrato, si esplica in modo sempre più, completo nei sistematici progressi dei Piani e nei portentosi balzi, e avanzamenti delle epoche.

In verità, il portale che c’introduce direttamente in questo propizio Anno Santo è la visione dei nuovi orizzonti aperti dal trionfo del Piano di Sei Anni, che è coinciso con la fase iniziale della quarta epoca dell'Età formativa della nostra Fede. Complessivamente, non è tanto un trionfo per i risultati numerici, sebbene in molti luoghi e in particolari momenti l'espansione abbia assunto dimensioni straordinarie. E' un trionfo che si è estrinsecato in una nuova varietà di vittorie, in nuovi inizi, recenti iniziative e maturi sviluppi istituzionali, tali da apporre il suggello del successo sui sette maggiori obiettivi del Piano. Pur nell’impossibilità di enumerare in queste poche pagine i risultati del Piano, tuttavia gli aspetti principali degli sviluppi in questo periodo straordinariamente dinamico meritano di essere illustrati. Negli ultimi sei anni la comunità Bahá’í è significativamente cambiata. I principali segni sono senza dubbio evidenti agli amici dappertutto e possono essere cosi riassunti:

Primo: la Fede di Bahá'u'lláh è rappresentata in tutti i paesi della terra. L'improvviso cambiamento del clima politico, indubbiamente per intervento del Grande Piano di Dio, ha aperto alla penetrazione degli insegnamenti divini vaste regioni, principalmente nell'ex Unione Sovietica e negli ex paesi del Blocco Orientale. Le opportunità create da questo cambiamento, hanno consentito l’insediamento di Cavalieri di Bahá'u'lláh negli ultimi territori vergini dalla Crociata Mondiale Decennale di Shoghi Effendi. Esse hanno anche sollecitato, nel Ridván 1990, il lancio del Piano Biennale sussidiario per quelle regioni. Questo Piano supplementare è stato un successo spettacolare, non solo in termini di espansione nei numerosi paesi interessati, ma anche per le diversità degli strati sociali rappresentati dai nuovi credenti in quei paesi, per il volume e la varietà della letteratura Bahá’í pubblicata e per la schiera di istituzioni Bahá’í fondate durante quel breve periodo. Il mondo Bahá’¡ è stato molto stimolato da questi sviluppi ed altri paesi hanno registrato significativi successi nel lavoro di insegnamento. Cifre già disponibili al Centro Mondiale indicano che durante il Piano di Sei Anni sono entrate nella Causa oltre un milione e mezzo di anime. Di particolare interesse è stato lo speciale progetto triennale di insegnamento in Guyana, che ha portato un aumento della comunità Bahá’í fino a farla diventare circa il sei per cento della popolazione del Paese. Secondo: la proclamazione della Fede nel mondo raggiunto uno stadio completamente nuovo. La campagna di proclamazione lanciata nel 1967, ispirata al centenario della Proclamazione di Bahá'u'lláh ai sovrani e ai governanti del mondo, ulteriormente rafforzata nel 1979 dall'ondata di persecuzioni contro la comunità Bahá’í iraniana, ora acquisiva una dimensione molto più vasta con la distribuzione della "Promessa della Pace Mondiale". Re, regine, presidenti, primi ministri, legislatori, giuristi, accademici, svariate istituzioni e organizzazioni sono venuti a conoscenza del Messaggio di Bahá'u'lláh.

Le energie creative messe a punto da comunità in tutto il mondo nel trasmettere la Causa, sono divenute una delle forze trainanti del Piano e hanno sollecitato non poco l'interesse di organizzazioni, leader nel pensiero e mass-media verso le risoluzioni che la Fede ha da offrire a un mondo inusitatamente sconvolto. Ispirate dall'impatto delle misure da loro adottate per la proclamazione della Fede, nonché da quello dei loro continui sforzi per difendere la comunità Bahá’í iraniana duramente perseguitata, Assemblee Spirituali Nazionali e Locali hanno dato e continuano a dar prova di considerevole audacia e originalità nel trattare con il pubblico. Lo dimostrano i loro innumerevoli contatti con funzionari governativi di ogni livello, la loro associazione con una serie sempre più ampia di organizzazioni e la crescente facilità dei loro contatti con i mass-media.

Terzo: nel dicembre 1986 la consacrazione al culto del Tempio Madre del Subcontinente Indiano ha introdotto una forza nelle attività d’insegnamento e proclamazione della fede. Edificio di rara bellezza e perfezione Il "Tempio a Fiore di loto" ha raccolto vasti consensi, esercitando nel contempo uno straordinario richiamo su grandi masse di visitatori. La sua fama di meraviglia dell'architettura si è diffusa rapidamente assieme alla sua influenza spirituale. Non è esagerato dire che, fra tutte le Case di Culto Bahá'í, questo Tempio è oggi il più efficace insegnante silenzioso della Fede, attraendo ogni anno più visitatori, ad una media di 20.000 al giorno, dì tutti gli altri Templi Bahá'í messi assieme. Fra i suoi visitatori, provenienti da molti paesi, vi sono alcune elle più eminenti personalità del mondo. Oggetto di grande interesse per i mass-media, il Tempio ha avuto parti di primo piano in programmi televisivi, perfino in Russia e in Cina. L'influenza del suo successo sotto questi aspetti ha immensamente contribuito a diffondere ampiamente fra la gente, la conoscenza della Fede.

Quarto: l’ulteriore emersione della Fede dall'oscurità si è evidenziata in modi caratteristici. Sempre più spesso in ambienti intellettuali, in opere di consultazione, nei mass-media si parla della Fede come di una religione mondiale "principale o grande". Grazie all'intensificarsi degli sforzi degli amici nelle attività di proclamazione, nei mass-media sono cospicuamente aumentate le cronache sulle attività della Fede, ma - cosa più importante - i mass-media mostrano un interesse indipendente verso la comunità Bahá’í e in varie parti del mondo incominciano a mettersi in contatto con essa.

L'esposizione di importanti fasce del pubblico a idee Bahá’í su temi come la pace, l'ambiente, la condizione femminile, l'educazione e l’alfabetizzazione, ha suscitato una risposta che sempre più spesso induce i Bahá'í a partecipare assieme agli altri ad una serie di progetti associati con i governi o con organizzazioni non governative.

Inoltre, tal esposizione sta creando nell'opinione pubblica la consapevolezza che la Fede dà risposte ai problemi attuali e pertanto anche l'aspettativa che la comunità Bahá’í partecipa più attivamente agli affari del mondo. Il, notevole successo delle attività dell'Ufficio per l'ambiente della Comunità Internazionale Bahá'í, aperto durante il Piano, illustra ampiamente la natura di questi sviluppi. Inoltre, i rapporti formali che la Comunità Internazionale Bahá'í ha stretto con la Rete Conservazione e Religione del WWF e con la Conferenza Mondiale sulla Religione e la Pace, assieme ai numerosi rapporti similari stabiliti da Assemblee Spirituali Nazionali e Locali nelle rispettive giurisdizioni, riflettono una tendenza all'emersione della Fede come entità con cui confrontarsi. Complessivamente, la spinta dell'articolata campagna di proclamazione ha prodotto una risonanza pubblica attorno alla Fede, che può dirsi ora conosciuta dalle più importanti istituzioni pubbliche e dalle più illustri personalità del mondo.

Quinto: i progetti Bahá’í di sviluppo sociale ed economico si sono moltiplicati portando molto credito alla comunità per gli esempi di efficacia delle iniziative di gruppo e delle azioni consultate volontarie che sono stati dati in molti luoghi. Questo tipo di attività ha comportato oltre mille progetti nel campo dell'educazione, agricoltura, salute, alfabetizzazione, ambiente e miglioramento della condizione femminile. Talvolta i progetti si sono avvalsi della collaborazione o dell'assistenza di enti governativi e di organizzazioni non Governative internazionale, come per esempio i progetti per il miglioramento della condizione femminile intrapresi da cinque Assemblee Spirituali Nazionali con l'assistenza economica del Fondo per lo Sviluppo delle Donne delle Nazioni Unite (UNIFEM) e progetti d'altro genere sostenuti dai governi canadese, indiano, norvegese e tedesco. Talvolta ì risultati sono stati così brillanti che alcuni progetti sono stati portati all'attenzione del pubblico grazie a citazioni e premi di enti governativi e non Governativi.

Sesto: le attività giovanili hanno assunto un carattere speciale, modellato sull’idea dell'anno di servizio della gioventù. Il coinvolgimento dei giovani nel Piano di Sei Anni nel pionierismo a breve termine, nell'insegnamento viaggiante e nei vari progetti, ha avuto una profonda influenza sul lavoro di insegnamento complessivamente e nel sostenere gli sforzi di sviluppo sociale ed economico compiuto da un crescente numero di comunità nazionali e locali.

Essi hanno avuto una parte importante nelle numerose vittorie negli ex paesi comunisti. Talvolta il loro lavoro nei progetti di sviluppo sociale ed economico ha attratto l'attenzione di governi e organizzazioni per lo sviluppo.

La creazione del Consiglio Europeo dei Giovani Bahá'í ha stimolato le attività dei giovani, i quali negli ultimi anni del Piano hanno molto rafforzato la spinta all'insegnamento in quel continente. Un'importante caratteristica delle attività dei giovani è stata la loro partecipazione, come volontari a breve termine da tutte le parti del pianeta, al lavoro del Centro Mondiale Bahá'í, dove hanno reso servigi di inestimabile valore.

Settimo: i progressi nel consolidamento del sistema amministrativo Bahá’í sono evidenziati dal notevole miglioramento nello sviluppo interno e negli sforzi di collaborazione dei due rami. Le amate ed intrepide Mani della Causa di Dio, fedeli alla loro lealtà verso il loro amato Custode, perseverano nei loro ineguagliabili servigi, meravigliando la comunità con i loro poteri inesauribili. La crescita della forza dei Corpi dei Consiglieri e dei loro ausiliari e della fiducia in essi, sostenuti da un rafforzato e vigoroso Centro internazionale per l'Insegnamento, ha assicurato alle Assemblee Spirituali che essi sono incaricati di spronare e consigliare un sostegno indispensabile alla salute dell'intero sistema; mentre l'ampliamento delle attività delle Assemblee Spirituali Nazionali e Locali, che hanno il compito di guidare i destini delle rispettive comunità, ha significativamente allargato la base di quel sistema. Parallelamente, il lavoro di queste istituzioni ha facilitato e promosso l'evoluzione dell'Ordine Amministrativo. Di più: esse hanno dimostrato un’energia che è di buon auspicio per la loro continua maturazione.

Ottavo: i grandi progetti di costruzione sulla Montagna di Dio previsti da Bahá’u’lláh nella Tavola del Carmelo, iniziati da Abdu'l Bahá con la costruzione della Tomba del Báb e proseguiti con i piani di Shoghi Effendi, sono entrati in un nuovo stadio. Nel maggio 1990 sono incominciati i lavori di rafforzamento e ampliamento della terrazza principale del Mausoleo del Báb, un primo passo verso la visione architettonica che Abdu'l Bahá aveva delle Terrazze che si estenderanno dai piedi fino alla cima della montagna. Nel settembre dell'anno successivo erano già incominciati gli scavi per la costruzione del Centro per lo Studio dei Testi e per l'ampliamento dell'Edificio degli Archivi Internazionali, cui seguirà la costruzione degli altri edifici sull'Arco, e cioè: gli edifici del Centro Internazionale per l'Insegnamento e, successivamente la Biblioteca Internazionale Bahá'í.

Tutti questi sviluppi hanno reso evidente che il potenziale accumulato per un ulteriore progresso della comunità Bahá’í è incalcolabile. La mutata situazione all'interno delle nazioni e nelle loro relazioni e i numerosi problemi che affliggono la società amplificano questo potenziale.

L'impressione prodotta da questi cambiamenti è di un maggior avvicinamento della Pace Minore. Ma vi è stata una contemporanea recrudescenza di forze contrapposte. Alla nuova ventata di libertà politica, conseguente al crollo delle roccaforti del comunismo, è seguita un’esplosione di nazionalismo.

La concomitante ondata di razzismo in molte regioni è divenuta motivo di seria preoccupazione in tutto il mondo. Questi sono aggravati da rigurgiti di fondamentalismo religioso che avvelenano le sorgenti della tolleranza.

Il terrorismo dilaga. La generale incertezza sulle condizioni dell'economia denuncia un profondo disordine nella gestione degli affari materiali del pianeta, situazione che può solo esacerbare il sentimento di frustrazione e futilità che affligge il mondo politico. Le peggiorate condizioni dell'ambiente e della salute di enormi popolazioni sono motivo di allarme. E tuttavia fra gli elementi di questo mutamento vi è uno stupefacente progresso nella tecnologia della comunicazione che consente la rapida trasmissione di informazioni e idee da una parte all'altra del mondo. Nel contesto di questi processi simultanei di ascesa e di caduta, di integrazione e di disintegrazione, di ordine e di caos, con le loro continue reciproche reazioni" si presentano una miriade di nuove opportunità per il prossimo stadio nello sviluppo del Piano Divino dell'amato Maestro.

La sbocciante influenza della Rivelazione di Bahá'u'lláh sembrava, nell'imminenza dell'Anno Santo, aver assunto i tratti di un vento impetuoso che spazzava le arcaiche strutture del vecchio ordine, abbattendo possenti colonne e sgomberando il terreno a nuovi concetti di organizzazione sociale. Da molte parti si sentono inviti all'unità, a un nuovo ordine mondiale. Il cambiamento della società mondiale è caratterizzato da una straordinaria velocità. Tipica di questo cambiamento è una subitaneità, o una precipitazione, che pare conseguenza di una forza esuberante e misteriosa. Fra gli aspetti positivi del cambiamento vi sono un'inusuale apertura a concezioni di globalità, uno spostamento verso la collaborazione internazionale e regionale, un'inclinazione di parti contendenti a optare per risoluzioni pacifiche, una ricerca di valori spirituali. La stessa Comunità del Più Grande Nome avverte i vigorosi effetti di questo vento vivificatone che mette in discussione i modi di pensare di tutti noi, rinnovando, chiarendo e ampliando, la nostra visione sullo scopo dell'Ordine di Bahá'u'lláh davanti alle sofferenze e ai tumulti dell'umanità.

La situazione del mondo, nel lanciarci una acuta sfida della massima urgenza, ci ricorda l'incoraggiante visione globale che Shoghi Effendi aveva nell'avvenire dell'Ordine Amministrativo nel secondo secolo dell'Era Bahá'í, alla cui meta ci stiamo rapidamente avvicinando. Nel 1946 egli scrisse:

"Il secondo secolo è destinato a testimoniare un massiccio spiegamento e un notevole consolidamento delle forze operanti per lo sviluppo mondiale di quell’Ordine, nonché i primi passi di quell’Ordine Mondiale, del quale l'attuale Sistema Amministrativo è contemporaneamente precursore, nucleo e modello - un Ordine che, man mano che andrà lentamente concretandosi e che irradierà la sua benefica influenza sull'intero pianeta, proclamerà ad un tempo il compimento dell'intera razza umana e la maturità della Fede, che in quell'Ordine è la genitrice."

L'occuparci delle speciali occasioni dell'Anno Santo sicuramente ci preparerà a svolgere gli urgenti compiti dello stadio successivo nell'evoluzione del Piano Divino. Questo periodo commemorativo traccia una degna demarcazione fra le glorie e i trionfi degli ultimi cent'anni e i fulgidi premi ancora da raccogliere. Incominciamo accogliendo con cuori gioiosi e grati l'ulteriore espansione e consolidamento dell'Ordine Amministrativo che deriverà da questo Ridván di dodici Assemblee Spirituali Nazionali e Regionali.

E' sorprendente che il numero di queste Assemblee sia lo stesso che il numero totale delle Assemblee Spirituali Nazionali che esistevano nel 1953, quando fu lanciata la Crociata Mondiale Decennale! E' un gratificante segno della rapidità dell'espansione dell'Ordine Amministrativo in meno di quarant’anni.

Con queste nuove Assemblee, e tenendo conto dell'assorbimento del Sikkim da parte dell'India e dello smembramento dell'Amministrazione Bahá'í in Liberia a causa della situazione instabile, le Assemblee Spirituali Nazionali che il prossimo Ridván parteciperanno alla settima Convenzione Internazionale Bahá'í saranno centossesantacinque.

Siamo lieti di annunciare che le seguenti Mani della Causa di Dio parteciperanno, come nostri rappresentanti, a sei delle Convenzioni costituenti. Amatu'l Bahá Rúhíyyih Khánum parteciperà alle Convenzioni della Bulgaria e della Polonia; il signor 'Alí Akbar Furútan a quelle degli Stati Baltici e dell'Ungheria; il dott. 'Alí Mluhammad Varqá a quelle della Groenlandia e dell'Ucraina, Bielorussia e Moldavia.

Alle altre Convenzioni saremo rappresentati da Consiglieri: il signor George Allen, nella Repubblica del Congo; il dottor Farzam Arbab, in Asia Centrale; il signor Rolf von Czékus, in Angola; la signora Parvín Djoncidi, nel Niger; il signor Hartmut Grossman, in Albania; il signor Mas'úd Khamsí in Azerbaijan.

Fra poche settimane, nei sacri recinti del Mausoleo di Bahá'u'lláh, avrà luogo una riunione con il solenne scopo di commemorare il centenario dell'Ascensione del Desiderio delle Nazioni. La pergamena sulla quale è iscritto l'Albo d'Onore dei Cavalieri di Bahá'u'lláh sarà posta la mattina prima, il 28 maggio, secondo le indicazioni del nostro Amato Custode, alla porta d'ingresso del Santuario interno del Più Santo Mausoleo, per rimanervi quale simbolo della storica vittoria che ha premiato l'incrollabile determinazione degli amanti della Bellezza Benedetta i quali, rispondendo all'appello della possente Crociata Decennale, piantarono il vessillo della Sua Fede in territori vergini di tutto il mondo.

Successivamente, in novembre, nel secondo Congresso mondiale Bahá'í, gli eserciti di Bahá si riuniranno a migliaia a New York per esprimere, in un gesto altamente simbolico a nome dei loro fratelli di tutto il mondo, l'ossequio al Patto trasmesso per testamento da Bahá'u'lláh e per rievocare la memoria dì Colui Che ne fu nominato Centro e Che esaltò quella metropoli conferendole il titolo di "Città del Patto". Essi vi dimostreranno anche il potere dell'unità che il Patto è chiamato ad assicurare a tutti i popoli del mondo. Sarà un momento di capitale importanza per la comunità Bahá’í sotto gli sguardi di tutto il mondo.

Su questi due eventi internazionali sono imperniate riunioni con analoghi intenti alle quali parteciperanno gli amici in ogni angolo del mondo. Il carattere spirituale e il modo dignitoso con cui essi parteciperanno, attrarranno sicuramente confermazioni dall'alto e influenzeranno profondamente le forze costruttive all'opera in tutta la terra.

Diverrà manifesta anche un'altra sorgente di benedizioni sulla quale abbiamo per lungo tempo puntato le speranze. Bahá'u'lláh ha scritto: "Mentre Ci trovavamo in prigione, abbiamo rivelato un Libro che abbiamo intitolato 'Il Libro Più Santo'. Abbiamo in esso emanate leggi e l'abbiamo adornato coi comandamenti del tuo Signore Che impera su tutti coloro che sono nei cieli e sulla terra". Quindi, con piena consapevolezza del suo significato sconvolgente per il mondo, vi informiamo che nel corso dell'anno, sarà pubblicata la traduzione in inglese annotata del Kitáb-i-Aqdas, la Carta della futura civiltà mondiale che Bahá'u'lláh rivelò nello Casa di 'Udì Khammár in 'Akká centoventi anni or sono.

E ora, in questo momento di trepida attesa dei due maggiori eventi commemorativi e dell’imminente pubblicazione del Libro Madre della Rivelazione Bahá'í, la Legge dell'Huqúqú'lláh entra in vigore come parte delle costanti pratiche dei membri della nostra intera comunità mondiale. Possano le grazie divine promesse associate con l'attivazione di questa santa legge riversarsi sugli amati del Signore in ogni terra.

Un anno denso di avvenimenti di tale sacra importanza è destinato a produrre conseguenze d'inimmaginabile potenza. E tuttavia non è possibile né prevedere l'effetto immediato né speculare utilmente su di esso. Dobbiamo invece rivolgere il pensiero verso il significato della solenne occasione per la cui commemorazione quest'anno è stato tenuto distinto. E infatti lo scopo dell'Anno Santo non è raggiunto solo con le pubbliche commemorazioni per quanto adeguate siano. Essenziale per quello scopo è l'opportunità di intima riflessione che offre a ogni singolo Bahá'í. In verità, è un momento speciale per un convegno. Dell’anima con la sua Fonte dì luce e di guida, un momento per rivolgersi verso Bahá’u’lláh, per cercare di conseguire una più profonda comprensione del suo scopo per rinnovarGli fedeltà. È un momento per ritirarsi nel proprio più intimo essere, la dimora dello Spirito di Bahá, quell'intimo cui Egli ci invita quando ci dice: "Rivolgi lo sguardo in te stesso così che tu Mi possa trovare dentro di te, forte, possente e sufficiente a tutto." E' un momento per riaffidarsi al Patto, per riconsacrarsi al dovere, per rivitalizzare le energie per l'insegnamento, "la ,più meritevole di tutte le azioni .

Come principale aiuto nelle vostre riflessioni e azioni, indubbiamente attingerete alla visione e all'ispirazione che scaturiscono da Sue parole come queste: "Io sono il Sole della Saggezza e l'oceano del Sapere. Do coraggio ai pavidi e vita ai morti: sono il Faro che rischiara il cammino. "Per la Mia vita! Non Mi sono rivelato per Mia Propria volontà, ma Dio, di Sua scelta, Mi ha manifestato. "Sono venuto all'ombra delle nubi di gloria e Dio Mi ha investito di sovranità invincibile. "Colui che non ha Me è privo di tutto. Discostatevi da tutto ciò che è sulla terra e non cercate altri Che me. "AmaMi acciocché i possa amarti. Se tu non M’ami, il Mio amore non potrà mai raggiungerti. Sappilo, o Mio servo." "La Bellezza Antica ha consentito di essere incatenata perché l'umanità si liberi dalla schiavitù ed ha accettato di essere fatta prigioniera in questa formidabile Fortezza perché il mondo intero possa ottenere la vera libertà. Ha bevuto sino alla feccia il calice del, dolore perché tutti i popoli della terra raggiungano la gioia eterna e siano colmi di felicità."

Qualunque cosa le riflessioni private o la risposta al dovere ci portino a fare, di una cosa dobbiamo essere certi: che il Nome di Colui che da vita al Mondo divenga noto in tutta la terra fra grandi e umili. Considerato che è già trascorso un intero secolo da quando la Bellezza Benedetta è ascesa, e dato lo schiacciante peso dei mali che opprimono i popoli del mondo, e che un vero grido di angoscia si leva sempre più forte dai cuori di coloro che bramano un po' di speranza e di sollievo, noi, Suoi devoti servitori, non possiamo né esitare né fallire in questo dovere primario e urgente. Infatti Egli, Bahá'u'lláh, è la Suprema Manifestazione, l'Unificatore e il Redentore di tutta l'umanità, la Sorgente della Giustizia, l'immortale Benamato; e, secondo la Sua infallibile proclamazione, "Colui Che è l'Incondizionato è giunto in nuvole di luce, per vivificare tutte le cose create con le brezze del Suo Nome, il Misericordiosissimo, e unificare il mondo, e riunire tutti gli uomini attorno a questa Tavola che è stata inviata dal cielo". Portiamo con dignità il Suo Nome a coloro che devono sentirlo, offriamolo come un tesoro a coloro che devono riceverlo, menzioniamolo con amore a coloro che devono abbracciarlo.

Come sarebbe lodevole se ciascuno di noi, pervaso da questo desiderio di dar lustro al Su Nome, e per dimostrare il proprio speciale amore per la Bellezza di Abhá, organizzasse una campagna personale d'insegnamento, così che la forza e i risultati collettivi di queste campagne in tutto il mondo portassero a una clamorosa conclusione i sacri adempimenti di quest'Anno Santo e preparassero la scena per il lancio Piano Triennale nel Ridván 1993!.

Infine, è del tutto appropriato alla circostanza di ricordare le parole con cui Bahá'u'lláh espresse nel Più Santo Libro la Sua volontà sulla natura della nostra reazione al Suo trapasso:

"Non angosciatevi, o popoli del mondo, quando tramonterà la stella mattutina della Mia beltà e il cielo del Mio tabernacolo sarà occultato ai vostri occhi. Levatevi a secondare la Mia Causa e ad esaltare il Mio Verbo fra gli uomini. Noi saremo sempre con voi e vi rafforzeremo col potere della verità. Noi siamo invero onnipotenti. Chi ha riconosciuto Me, si leverà a servirmi con tale risolutezza che le forze della terra e del cielo saranno incapaci a sconfiggere il suo proponimento." Amati amici, non dimenticheremo di supplicare alla Santa Soglia che dal Suo recesso d'imperituro splendore la Bellezza Benedetta colmi l'anima di ciascuno di voi con l'alito vivificante del Suo potere celestiale.

eccoci giunti alla Regina delle Festività nell'inalterato fulgore delle meravigliose benedizioni dell'Anno Santo or ora trascorso, confermati rinnovati e rinvigoriti nelle nostre sacre occupazioni. In questo periodo infatti la Bellezza di Abhá ha effuso sulla Sua comunità mondiale la radiosità della Sua grazia con tale fulgore da conferire un successo straordinario agli sforzi compiuti dai Suoi seguaci per celebrare un tale significativo duplice anniversario quale il centenario della Sua Ascensione e dell'inaugurazione del Suo Patto. Il frutto di questa pausa commemorativa è stato una proclamazione del Più Grande Nome che è risuonata in tutto il mondo come non era mai accaduto prima; e tuttavia questo fenomeno così chiaramente esteriore è stato solo un riflesso del conseguimento interiore di una comprensione del nostro rapporto con Bahá'u'lláh tanto profonda quanto mai avevamo finora conseguito. L'aver noi meglio compreso in noi stessi l’universalità della comunità, di come essa personifichi il principio primo e dominante della Sua Fede, ha lasciato una nuova e avvincente impressione nei nostri cuori; gli effetti di tale consapevolezza sono stati straordinariamente dimostrati durante il Congresso Mondiale lo scorso novembre, come per confermare in questi tempi disperatamente travagliati la nostra certezza che l'umanità sta ineluttabilmente avanzando verso il suo pur ancor vago destino di unità e di pace. In verità, durante l'Anno Santo, siamo stati trasportati sulle ali dello spirito a una vetta dalla quale abbiamo visto il rapido avvicinarsi della gloria dell'antichissima promessa del Signore che un giorno l'umanità sarà tutta unita.

Troppo numerosi gli entusiasmanti dettagli degli avvenimenti occorsi durante l'anno per poterli qui descrivere, perché le operazioni dello Spirito Santo si sono fatte sentire universalmente, permeando le attività degli amici di una forza misteriosa. Basti, dunque, ricordare i momenti più luminosi come la riunione lo scorso maggio del più grande numero di Bahá'í che abbia mai partecipato a un avvenimento in Terra Santa; la circuambulazione del Mausoleo di Bahá'u'lláh da parte dei rappresentanti di quasi tutte le nazioni; la presenza della maggioranza dei Cavalieri di Bahá'u'lláh viventi nel momento in cui il Ruolo d'Onore è stato deposto Alla porta d'ingresso del Più Santo Mausoleo; la dimensione senza precedenti del Congresso Mondiale e la grande varietà dei suoi partecipanti, inclusa una enorme quantità di giovani impegnati nei loro programmi ausiliari; la processione dei rappresentanti delle razze e delle nazioni del mondo in quella spettacolare occasione; la trasmissione via satellite che ha collegato il Congresso e il Centro Mondiale con tutti i continenti. E' stata tutta una serie di esperienze preziosissime che hanno immortalato la fama delle commemorazioni centennali.

Gli innumerevoli, ingegnosi sforzi compiuti dagli amici di tutto il mondo, dai villaggi più sperduti alle grandi città, per celebrare questi importanti anniversari hanno ancora una volta dimostrato quanto sia profondo il consolidamento della Fede di Bahá'u'lláh e hanno stimolato il lavoro dell’insegnamento in molte aree, con risultati inusuali e sorprendenti. L'inaudita pubblicità che i mass media hanno fatto allo scopo e alle attività dell'Anno Santo in grandi e piccoli paesi, l'attenzione che istituzioni legislative e pubblici funzionari hanno prestato al centenario, i gesti di riconoscimento e apprezzamento per la Fede compiuti da enti Governativi, la partecipazione dei rappresentanti della Comunità Internazionale Bahá'í a importanti avvenimenti mondiali, come la Conferenza sull'Ambiente e lo Sviluppo tenuta a Rio de Janeiro dalle Nazioni Unite lo scorso giugno, durante la quale è stato inaugurato un monumento pubblico che porta incisi alcuni scritti di Bahá'u'lláh e il segno del Più Grande Nome - tutti questi fatti indicano chiaramente che l’immagine della comunità è salita agli occhi del pubblico.

Oltre a tutti questi importanti avvenimenti e sviluppi, ma di dimensioni ancor maggiori per le sue implicazioni per l'intera razza umana, è la pubblicazione a Naw-Ruz della traduzione inglese annotata del Kitáb-i-Aqdas, il Libro Più Santo. Avanziamo dunque di un altro stadio verso il momento previsto da Abdu'l Bahá: "Quando le Leggi del Libro Più Santo saranno applicate" disse il Maestro "... la pace universale alzerà le tende nel centro della terra e il benedetto Albero della Vita crescerà e spargerà a tal segno che coprirà con la sua ombra Oriente e Occidente".

Durante il centennale, inoltre, la situazione del mondo è divenuta più confusa e paradossale: vi sono stati contemporaneamente segni di ordine e di caos, di promessa e frustrazione. Nelle spire delle attuali condizioni del mondo, ma pervasi dai sentimenti di stupore e di gioia, di coraggio e di fede che l'Anno Santo ha suscitato nei nostri cuori, diamo inizio, in questo Ridván del centocinquantesimo anno della nostra Fede, a un Piano Triennale. La sua brevità è imposta dai repentini cambiamenti d'indirizzo dei tempi. Ma lo scopo principale del Piano è inderogabile per il futuro - della Causa e del genere Umano. È lo stadio successivo nello sviluppo del divino documento per l'insegnamento vergato dal Centro del Patto. il Piano darà la misura della nostra determinazione di rispondere alle immense opportunità in questo momento critico dell'evoluzione sociale del pianeta Il risoluto perseguimento dei suoi obiettivi dichiarati e il pieno conseguimento delle sue mete, commisuratamente alle circostanze di ciascuna comunità nazionale, apriranno la strada a un degno lancio del ruolo della Fede davanti alle inevitabili sfide che tutta l'umanità dovrà affrontare alla fine di questo fatidico ventesimo secolo che sta rapidamente concludendosi.

Dobbiamo ottenere una massiccia espansione della comunità Bahá’í, molto al di sopra di qualunque passata esperienza. Il compito di. divulgare il Messaggio alla generalità degli esseri umani in villaggi, cittadine e città dev'essere rapidamente esteso. E' una necessità cruciale, perché se ciò non avverrà le laboriosamente erette istituzioni dell'Ordine Amministrativo non avranno le dimensioni necessarie per sviluppare e adeguatamente dimostrare la loro intrinseca capacita, di provvedere agli urgenti bisogni dell’umanità nell’ora della più intensa disperazione. A questo proposito la reciprocità dell’insegnamento e dell’amministrazione dev'essere pienamente compresa e ampiamente evidenziata, perché l'una rafforza l'altra. I problemi della società che influenzano la nostra comunità e quelli che logicamente nascono nel suo interno, siano essi sociali, spirituali, economici o amministrativi, saranno, risolti se i nostri numeri e le nostre risorse si moltiplicheranno e se a tutti i livelli della comunità gli amici acquisteranno la capacità, la disponibilità, il coraggio e la determinazione necessari per obbedire alle leggi della Fede, applicarne i principi e amministrarne gli affari in conformità con i precetti divini.

Il nuovo Piano verte su un triplice tema: accrescere la vitalità della. Fede dei singoli credenti aumentare molto le risorse umane della Causa e promuovere il corretto funzionamento delle istituzioni Bahá’í locali e nazionali. Questo varrà a puntualizzare i requisiti del successo, mentre le molteplici mete del Piano verranno perseguite in questi tempi burrascosi.

Di contro ai cospicui segni di decadenza morale che quotidianamente erodono le fondamenta della civiltà, queste incisive parole di Bahá’u’lláh assumono una estrema urgenza: "La vitalità della fede degli uomini in Dio va spegnendosi in ogni paese; null’altro che la sua salutare medicina può ristabilirla. La corrosione dell'empietà sta distruggendo gli organi vitali della società umana; che cosa tranne l'Elisir della Sua potente Rivelazione, può purificarle o rinnovarle?".Queste parole hanno particolari implicazioni per le azioni di coloro che hanno riconosciuto il Signore dell'Era. Una conseguenza cruciale di questa consapevolezza è un convincimento che - spinge ad accettare i Suoi comandamenti. La profondità della convinzione è assicurata dalla trasformazione interiore, quella salutare acquisizione di un carattere spirituale e morale, che è il frutto dell'obbedienza alle leggi e ai principi divini. A tal fine la pubblicazione della versione inglese annotata del Kitáb-i-Aqdas e la sua prevista tempestiva edizione in altre grandi lingue costituisce una possente infusione di guida divina per conseguire quella vitalità di fede che è fondamentale per il benessere e la felicità spirituale degli individui e il rafforzamento della struttura della comunità. Non meno essenziale per accrescere questa vitalità è la coltivazione di un, senso di vitalità, quel sentimento mistico che unisce l’individuo, a Dio e che si ottiene mediante la meditazione e la preghiera.

L'addestramento degli amici e i loro sforzi, mediati da un serio studio personale e volti ad acquisire conoscenza della Fede, applicarne i principi e amministrarne ali affari, sono indispensabili allo sviluppo delle risorse umane necessarie al progresso della Causa. Ma la conoscenza da sola non basta; è vitale che l'addestramento sia fatto in modo da ispirare amore e devozione, da favorire la fermezza nel Patto, da indurre gli amici a partecipare, attivamente al lavoro della Causa e prendere valide iniziative per promuoverne gli interessi. Gli speciali sforzi per attrarre nella Fede persone di capacità contribuiranno inoltre a fornire quelle risorse umane che in questo momento sono tanto necessarie. Inoltre, questo impegno stimolerà e rafforzerà la capacità delle Assemblee Spirituali di affrontare le loro pesanti responsabilità.

Il corretto funzionamento di queste istituzioni dipende largamente dagli sforzi che i loro membri compiranno per prendere confidenza con i loro doveri e per attenersi scrupolosamente ai principi nel comportamento personale e nella conduzione delle loro responsabilità ufficiali. Di notevole importanza sono anche la risolutezza nel rimuovere qualunque traccia di estraniamento e qualsiasi tendenza settaria fra loro, la capacità di conquistarsi l'affetto e l'appoggio degli amici affidati alle loro cure e di coinvolgere nel lavoro della Causa quanti più individui possibile. Grazie al loro costante sforzo di migliorare le proprie prestazioni le comunità da essi guidate rifletteranno un modello di vita che darà credito alla Fede e, gradita conseguenza, riaccenderà la speranza fra i sempre più delusi membri della società.

Mentre le Assemblee Spirituali Nazionali, con il pronto supporto dei Consiglieri Continentali, tracceranno il corso da seguire in questo breve lasso di tempo, il Centro Mondiale penserà a coordinare le più svariate attività in tutto il pianeta, specificando ulteriormente la direzione degli affari esterni della Fede via via che la Comunità Internazionale Bahá’í sarà sempre più indotta a trattare i problemi del mondo. Ciò facendo proseguirà con ponderata rapidità negli imponenti progetti di costruzione sulla Santa Montagna di Dio, che fanno parte di un processo che Shoghi Effendi chiaramente percepì coincidente con altri due sviluppi altrettanto importanti: l'instaurazione della Pace Minore e l'evoluzione delle istituzioni locali e nazionali Bahá’í. Entro la fine del Piano saranno avviate tutte le rimanenti fasi di costruzione dei progetti del Monte Carmelo; erette le strutture del Centro Internazionale per l'Insegnamento, del Centro per lo Studio dei Testi e della Dipendenza dell'Edificio degli Archivi Internazionali; e completate sette delle terrazze sottostanti il Mausoleo del Báb.

La sensazionale espansione del lavoro della Causa negli ultimi anni e gli sviluppi previsti per il nuovo Piano richiedono risorse materiali che, nonostante il sostanzioso incremento delle contribuzioni ai Fondi Bahá'í, per un certo periodo di tempo non sono state sufficienti. La crisi economica così diffusa di cui tanto si parla sembra destinata a peggiorare ulteriormente, ma né le difficoltà economiche né altri problemi che affliggeranno l'umanità potranno essere alla fine risolti a meno che la Causa di Bahá'u'lláh non sia tenuta nella dovuta considerazione dalle nazioni e dai popoli del Mondo e non riceva un adeguato sostegno materiale dai suoi devoti seguaci. Intrepidi davanti alle incertezze, ai pericoli e alle ristrettezze economiche che affliggono le nazioni, considerino tutti gli amici, assieme alle istituzioni Bahá’í e individualmente, quel che occorre fare per assolvere questo ineludibile e sacro compito.

Il nostro appello per una immediata, accresciuta e prolungata azione in tutti gli aspetti del Piano è rivolto principalmente ai credenti di ciascuna località che possiedono in se stessi tutta l'intraprendenza necessaria ad assicurare il successo di qualunque impresa globale Bahá’í e "dai quali, in ultima analisi" come il nostro amato Custode ha affermato chiaramente "dipende il destino dell’intera comunità". Le mete del Piano triennale non saranno facilmente conseguite, ma devono essere splendidamente completate, a costo di qualunque sacrificio. Non vi siano dunque esitazioni o ritardi da parte degli individui o delle Assemblee Spirituali nel curarsene, affinché i problemi dell'umanità non si accumulino incontrollati o il sorgere di crisi interne non ci rallenti. Rammentiamo sempre che noi ci conquistiamo la vittoria per mezzo di prove e di tribolazioni; noi pieghiamo le crisi a vantaggio del progresso cogliendo le opportunità che esse ci offrono per dimostrare la vitalità e il potere vincente dei nostri principi. Nell'avanzante ondata della Causa di Dio, crisi e vittoria si sono sempre alternate e hanno dimostrato di essere la sorgente del progresso. Mentre assaporiamo i trionfi dell'Anno Santo, non dimentichiamo la realtà di questa esperienza ricorrente. Ricordiamo anche che le nostre benedizioni sono pari alle sfide, com'è stato ripetutamente dimostrato dalla nostra gloriosa storia.

Amati amici! Non lasciatevi sgomentare o scoraggiare. Attingete coraggio nella sicurezza della legge e delle ordinanze di Dio. Sono queste le ore più oscure prima del levar del giorno. La pace arriverà, secondo la promessa, alla fine della notte. Andate incontro all’aurora.

Un anno del Piano Triennale è già passato, un anno durante il quale il turbamento del mondo ha generato nei cuori e nelle menti speranza e timore, ottimismo e disperazione, ammirazione per il coraggio delle persone e vergogna davanti alle crudeltà alle quali l'umanità può abbassarsi. Fra queste tribolazioni, i seguaci di Bahá’u’lláh continuano con fiducia e chiara visione a costruire la struttura del Regno di Dio, a diffondere nella società un nuovo spirito e a dimostrare a tutti il rivitalizzante effetto degli insegnamenti divini.

Alla Centro Mondiale, il 23 maggio ha visto l'inizio del nuovo termine quinquennale del mandato del Centro Internazionale per l'insegnamento. Nella nostra prima riunione congiunta abbiamo plaudito alle molte iniziative perseguite dal Centro durante il precedente mandato e ne abbiamo raccomandato un ulteriore sviluppo. Eminenti fra queste iniziative le istruzioni date ai Consiglieri Continentali di promuovere la consultazione fra istituzioni e credenti, a livello locale e nazionale, cosa che ha comportato l'inizio ed il proseguimento di processi di crescita nella comunità Bahá’í. Un'altra iniziativa è stata il progressivo chiarimento dei vari approcci al lavoro d’insegnamento. Nel corso dell'anno queste azioni hanno potenziato l'impulso allo sviluppo della fede e delle sue istituzioni dal dato dai Consiglieri, dai membri del Consiglio Ausiliare e dai loro assistenti, rafforzando la visione e l’incoraggiamento che essi porgono alle Assemblee Spirituali Nazionali e Locali e ai credenti individualmente.

La crescente reputazione della fede agli occhi del mondo e l'attenzione che ciò sta attraendo sul Centro Mondiale sottolineano l'importanza del completamento delle terrazze del mausoleo del Báb e degli edifici del Centro Amministrativo Mondiale della Causa di Bahá’u’lláh. La risposta allo speciale all'appello lanciato al mondo Bahá’í perché, nel corso del piano triennale, raccolga 74 milioni di dollari per questo progetto è stata incoraggiante ed è nostra fervida speranza che questo spirito di sacrificio, continuando, comporti che la meta sia rapidamente conseguita e che i lavori progrediscano senza interruzioni, attirando sulla Santa Montagna di Dio gli ammirati sguardi di visitatori e residenti.

Lo studio del Kitáb-i-Aqdas sta illuminando la vita delle file dei credenti. La consapevolezza dell'importanza di attenersi ai principi della fede di ubbidire alle sue leggi sta crescendo. L'applicazione universale della legge dell’Huququ’lláh ha suscitato un’entusiastica risposta. Aumenta fra gli amici la consapevolezza dell'obbligo individuale di insegnare la fede. Via via essi assolvono i loro compiti spirituali e imparano una maggiore dipendenza dalle confermazioni di Bahá’u’lláh, gli amici scoprono che la loro fede acquisisce una rinnovata vitalità ed il loro cuore una nuova fiducia. Sono ambiti nei quali l'azione individuale non deve aspettare sollecitazioni o aiuti. Ciascun credente è sfidato a sviluppare, da solo e con il solo aiuto del potere dell'Onnipotente, queste forze spirituali che contribuiranno enormemente all'evoluzione della comunità.

Le risorse umane della Causa stanno aumentando in due modi. Persone capaci sono indotte ad abbracciare la Fede, a rafforzare i ranghi di coloro che stanno già servendo. Questi ultimi, da parte loro, stanno arricchendo con la propria esperienza e acquistando maggiori capacità, studiando più a fondo gli insegnamenti ed esprimendoli in pratica. Gli amici, avendo compreso che devono approfondirsi più sistematicamente nella comprensione degli insegnamenti e della loro applicazione alla società, hanno potenziato con notevole successo l'uso di seminari e istituti. Il prossimo anno questi due processi complementari, attrarre persone capaci e accrescere le nostre capacità - devono essere ulteriormente promossi, stimolando l'azione individuale e l'armonioso sviluppo di un'ampia gamma di attività per la promozione della Fede.

Come si sviluppano le potenzialità dei credenti, così le istituzioni Bahá’í locali e nazionali stanno imparando a migliorare la qualità della vita delle comunità e a formulare e applicare programmi fantasiosi. In molte zone le assemblee spirituali locali hanno collaborato all'insegnamento della fede in una regione. Anche alcune assemblee nazionali hanno prodotto progetti innovativi per cogliere occasioni fornite da eventi esterni alla Causa. Fra gli esempi di tali attività, in campi molto diversi, vi sono il progetto lettera aperta in Albania, la risposta alla straordinaria ricettività delle autorità e della popolazione delle repubbliche sakha e Buryat in Siberia e l'accordo siglato dalla assemblea spirituale nazionale delle isole Marshall e dal governo locale dell’atollo Majuro in seguito alla richiesta delle autorità nazionali che i Bahá’í assumano il compito di gestire le cinque scuole elementari statali.

L'evoluzione delle istituzioni Bahá’í locali e nazionali ha permesso un ulteriore decentramento del lavoro nell'amministrazione. Ma il requisito cruciale perché questo benefico processo possa espandersi in molti paesi è il rapido miglioramento del funzionamento delle assemblee spirituali locali. Ciò richiede la massima attenzione da parte di ogni credenti. Queste istituzioni Bahá’í locali, predisposte nel Kitab-i-Aqdas, costituiscono il serbatoio di forza e di guida la cui maturazione aumenterà l'efficacia del lavoro della Causa. Viviamo fra persone che hanno un disperato bisogno del messaggio di Bahá’u’lláh. Noi abbiamo il dovere di presentarlo in modo chiaro e convincente al maggior numero di anime possibile. Le tenebre e le sofferenze attorno a noi non sono soltanto i segni di un bisogno, ci offrono anche una opportunità che non dobbiamo lasciarci sfuggire. La trasmissione del messaggio è semplicemente il primo passo. Dobbiamo poi fare in modo che esso venga capito ed applicato, perché è come si legge in una lettera scritta a nome del Custode: " finché la gente non vedrà nella comunità Bahá’í un vero modello, in azione, di qualcosa di meglio di quelle che già ha, non risponderà alla Fede in gran numero ". Una volta abbracciata la Causa, le persone devono poi sviluppare, attraverso gli insegnamenti, i rapporti fra loro e con i loro con cittadini, per produrre gradualmente una comunità veramente Bahá’í, una luce e un rifugio per gli smarriti.

Dopo e i gloriosi eventi dell'età e Eroica della Fede, l'entrata in gruppi dei popoli del mondo nella causa di Dio si verificò per la prima volta in Africa durante il ministero di Shoghi Effendi e poi si diffuse ad altre zone. Le comunità Bahá’í di quelle regioni stanno imparando a poco a poco con l'esperienza e stanno elaborando metodi e programmi intesi a far convergere grandi numeri di credenti in comunità funzionanti e a costruire solide basi per far continuare la crescita. Per assisterli nei loro sforzi, per aiutare i Bahá’í di altri paesi a incominciare e mantenere questo processo e per dissipare i fraintendimenti che inevitabilmente circondano un tema così stimolante, è stata pubblicata una compilazione sulla " promozione dell'entrata in truppe ". Lo studio e l'applicazione dei principi e dei metodi che vi sono descritti aiuterà indubbiamente ogni insegnante e ogni comunità Bahá’í, si trovino essi in zone nelle quali l'entrata in gruppi ed è da anni una realtà o in altre dove non ve n’è ancora traccia. Quanto a questi ultimi, la compilazione servirà a convincere singoli credenti che questo processo è reale e valido e permetterà alle comunità Bahá’í di prepararsi spiritualmente e materialmente a questo balzo avanti, di attendere trepidamente che si verifichi, di fare i passi necessari per favorirne l'inizio e di assicurare le misure che ne perpetueranno la crescita.

Il notevole incremento della collaborazione internazionale lo scorso anno, la sistemazione di pionieri ed il flusso di insegnanti viaggianti hanno unito più strettamente il tessuto della comunità Bahá’í. Prima fra tutti in queste imprese, Amatu’l Bahá Ruhiyyih Khánum ha compiuto un difficile viaggio per incoraggiare i credenti e proclamare la Fede, recandosi in Russia e in altre terre già parte dell'Unione sovietica, dagli stati Baltici in occidente alla Siberia in oriente, dalle repubbliche dell'Asia centrale nella sud a San Pietroburgo e Yakutsk nel nord.

Questo Ridván avranno logo sette convenzioni nazionali inaugurali. I nostri rappresentanti a questi storici eventi saranno la Mano della Causa Amatu’l Bahá Ruhiyyih Khánum per l’elezione dell'assemblea spirituale nazionale dei Bahá’í della Cambogia a Phnom Penh e dell'assemblea spirituale nazionale dei Bahá’í della Mongolia a Ulaan Baata; la Mano della Causa Alì Muahmmad Varqa per l'elezione della assemblea spirituale regionale dei Bahá’í della Slovenia e Croazia a Lubliana; il Consigliere Lauretta King per l'elezione della assemblea spirituale nazionale dei Bahá’í del Kazakhstan in Alma-Ata e per quella dell'assemblea spirituale nazionale dei Bahá’í della Kyrgystan a Bishkek; il Consigliere Shapor Monadjem per l’elezione dell'assemblea spirituale nazionale dei Bahá’í del Tajikistan a Dushambe e per quella dell'assemblea spirituale nazionale dei Bahá’í dell’Uzbekistan a Tashkent. L'attuale assemblea spirituale regionale dell'Asia centrale con sede a Ashkhabad, diventerà assemblea spirituale nazionale dei Bahá’í del Turkmenistan.

La fine del secolo si sta rapidamente avvicinando. C'è così poco tempo e tanto da fare. Invitiamo ogni seguace della Causa di Bahá’u’lláh a dedicare il massimo sforzo ai due compiti primari dell'insegnamento della Fede a ogni anima assetata e del reperimento dei mezzi materiali per il completamento dei progetti monumentali in corso sul monte Carmelo. Qualunque siano le condizioni esteriori dell'umanità il prossimo anno, la comunità Bahá’í deve raccogliere le forze, dimostrare più chiaramente il carattere distintivo del suo stile di vita, dedicarsi con fiducia a proclamare ed insegnare il suo messaggio e sempre più attrarre l'assistenza confermatrice delle Schiere dell'Accolta suprema. In ogni aspetto di questo lavoro, è il singolo Bahá’í che ha in mano le chiavi della vittoria. La casa universale di giustizia

in questa Festa delle Feste vi salutiamo con profonda soddisfazione per l'aumento delle attività in tutta la comunità Bahá’í nel corso dell'anno appena concluso e con ardenti aspettative per quello che si può e si deve realizzare durante il terzo anno del Piano triennale. Preoccupazione e speranza si alternano davanti alla disperazione che tormenta capi di stato e popoli alla ricerca di soluzioni a problemi sociali incalzanti. Questa disperazione è in realtà come un grido che da tutto il mondo anela agli insegnamenti di Bahá’u’lláh, una vera e propria sfida e una promessa che in coscienza nessuna istituzione e nessun individuo Bahá’í può ignorare.

Nessuna occasione è stata dimostrazione più chiara di questo mesto panorama del recente Vertice Mondiale per lo sviluppo sociale, l'ultimo di una serie di raduni internazionali di leader del mondo indetti dalle Nazioni Unite. Ma per quanto limitata possa essere l'influenza immediata di eventi di questo genere sulle politiche di governi, per quanto la vasta maggioranza della popolazione mondiale possa più o meno trascurarli o esserne all'oscuro, la loro cadenza serrata è indice, all'occhio di qualunque Bahá’í, di un graduale movimento verso la realizzazione finale della volontà di Bahá’u’lláh che i capi di stato si incontrino per consultarsi e deliberare sulle problematiche insolute davanti alle quali si trova una società sempre più globale.

Quella di importante occasione a Copenaghen è stata felicemente testimone di un notevole impegno portato avanti dai Bahá’í - che ha coinvolto circa 250 amici provenienti da oltre 40 paesi - volto a familiarizzare i partecipanti al Vertice e al Forum per le Organizzazioni Non Governative con i rimedi prescritti dal Di vino Medico. Questo impegno è andato oltre il vertice e si protrae tuttora in molte località di tutto il mondo. Elogiamo qui con sincera gratitudine le Istituzioni, gli Enti e i singoli Bahá’í che si sono così prodigati prima, durante e dopo il Vertice, in quanto questa attività senza dubbio ha segnato un ulteriore passo avanti della nostra comunità mondiale nell'influenza sugli processi che portano alla pace minore e ha fornito una miriade di opportunità per una più vasta diffusione del ricreante messaggio di Bahá’u’lláh. Mentre aumenta la frequenza di questi eventi mondiali e con maggiore intensità la comunità Bahá’í persegue le sue mete, possiamo più chiaramente percepire l'avanzata fianco a fianco dei due processi paralleli che Shoghi Effendi aveva descritto vari decenni fa: uno che porta all'unità politica delle nazioni, l'altro all'unione totale dei cuori in una fede comune.

Queste osservazioni scaturiscono da un incoraggiante panorama dello sviluppo della comunità Bahá'í nel corso del secondo anno del piano triennale. Ancora più elettrizzanti del balzo in avanti nelle attività di relazioni esterne a livello locale e nazionale sono le prove di un cambiamento di qualità nella risposta dei credenti di ogni paese all'appello all'insegnamento. L'aumento delle attività di insegnamento è l'inizio di una più profonda comprensione di questo imprescindibile dovere individuale; questa rincuorante situazione è il risultato di vari fattori di stimolo che fanno tutti bene sperare nel lungamente atteso afflusso di nuovi credenti in truppe. Ecco alcuni di questi fattori: l'attenzione che la compilazione sull'entrata in truppe riscuote via via che viene pubblicata in varie lingue, l'influenza esercitata dai viaggi in tutto il mondo di Consiglieri Internazionali e Continentali, l'evoluzione nel funzionamento dei Membri del Consiglio Ausiliario e dei loro Assistenti, gli effetti dell'enfasi posta sull'educazione dei bambini, e il vigore con cui il di giovani danno il via a progetti di insegnamento e si impegnano in svariate attività Bahá'í.

A questo quadro positivo contribuisce il rafforzamento delle Assemblee Spirituali, che sono chiamate ad affrontare molteplici sfide mentre si sforzano soprattutto di concentrarsi sulle necessità del lavoro di insegnamento. Desideriamo qui ricordare in particolare i paesi che le Assemblee Spirituali Nazionali portano via via che le comunità sotto la loro giurisdizione crescono più variegate come composizione e più complesse nelle loro richieste di guida ed assistenza da parte di queste istituzioni.

L'effetto combinato dei vari stadi di sviluppo cui è giunta la comunità fa pensare che ci si stia impegnando molto nel triplice tema del Piano, che richiede di aumentare la vitalità della fede dei singoli credenti, di sviluppare grandemente le risorse umane della Causa, e di favorire il corretto funzionamento delle istituzioni locali e nazionali Bahá'í. Ma siccome c'è ancora molto da fare in questa direzione, si esige da parte di individui ed istituzioni una risposta più spiccata, se la nostra comunità è chiamata a combattere i danni causati da una dilagante decadenza morale, a raccogliere un imponente esercito di anime consacrate per far fronte alle necessità dell'insegnamento e dell'amministrazione della Fede, e a preparare bene le nostre istituzioni ai compiti che senza dubbio ricadranno sulle loro spalle con l'improvvisa espansione della comunità.

Per rispondere in modo efficace alle sfide immediate della comunità vi sono alcuni requisiti fondamentali che sono richiesti in particolare all'individuo e all'Assemblea Spirituale Locale: da un lato l'iniziativa, dovere e privilegio dell'individuo nell'insegnare la Causa e nella acquisire una più profonda comprensione dello scopo e delle esigenze della Fede. In parallelo con all'esercizio di questa iniziativa vi è la necessità che l'individuo partecipi agli impegni collettivi, cioè funzioni e progetti comunitari. Dall'altro lato vi è il ruolo dell'Assemblea Spirituale Locale di accogliere, incoraggiare e favorire le iniziative dei singoli credenti quanto più possibile; e vi è anche la responsabilità dell'Assemblea di delineare o promuovere Piani che utilizzeranno i talenti e le capacità dei singoli membri della propria comunità, e che coinvolgeranno i singoli in azioni collettive, come progetti di insegnamento e di sviluppo, istituti ed altre attività di gruppo. Se ci si sforzerà con coscienza di realizzare questi requisiti inseparabili si avrà come effetto l'espansione e il consolidamento della comunità e si alimenterà un clima di azione unificata.

Nel corso dell'anno passato sono aumentate molto al Centro Mondiale le visite di funzionari governativi di alto livello, dignitari e rappresentanti dei media, a riprova della crescente rilevanza agli occhi del mondo del centro spirituale ed amministrativo della Fede. Questo fatto sembra mettere in evidenza una tendenza verso una maggiore familiarità dei governi del mondo con il centro sempre più in sviluppo di una Fede Mondiale. Osservando questa tendenza dalla montagna di Dio, sede degli attuali progetti di costruzione, e considerandola unitamente agli sviluppi che avvengono in comunità Bahá'í locali e nazionali, possiamo comprendere in modo più adeguato la realtà, che via via prende forma, della visione delineata da Shoghi Effendi, quando spiegò le implicazioni della costruzione di edifici che costituiranno la sede amministrativa mondiale della Fede di Bahá'u'lláh. " Questo vasto e irresistibile processo - egli disse - darà luogo contemporaneamente a due sviluppi non meno significativi: lo stabilirsi della Pace Minore e l'evoluzione delle istituzioni nazionali e locali Bahá'í. È una visione che, vista la situazione del mondo, impone il completamento dei Progetti del Monte Carmelo nei tempi prefissati.

Questi progetti avanzano a notevole velocità, meravigliando i pellegrini, turisti, e residenti per la loro vastità e crescente magnificenza. Il lavoro di costruzione procede in contemporanea su tutte le strutture. In sette terrazze sottostanti il Mausoleo del Báb e in 5 sovrastanti il lavoro è a pieno ritmo. Nel corso di quest'anno sono stati firmati più contratti di costruzione di ogni altro anno, incluso il contratto recentemente stipulato con una ditta italiana per la fornitura di marmo per gli edifici dell'Arco. È chiaro che il lavoro ha acquisito un ritmo che non può permettere ritardi di alcun tipo. È per questo che un flusso di contribuzioni di pari slancio si rivela imperativo, se si devono raggiungere i rimanenti 40 milioni di dollari per compiere la meta del Piano Triennale di 74 milioni di dollari entro Ridván 1996.

Il nuovo anno inizia favorevolmente con la formazione a Ridván di cinque Assemblee Spirituali Nazionali. I nostri rappresentanti alle Convenzioni nazionali inaugurali sono la Mano della Causa di Dio Amatu' l Bahá Ruhiyyih Khánum in Armeria e Georgia; la Mano della Causa di Dio Alí Muhammad-i-Varqá in Bielorussia e Sicilia; il Consigliere Continentale Hushang Ahdiéh in Eritrea, Inoltre, in questo periodo le comunità di Bophunthatswuana, Ciskei, Sudafrica e Transkei si uniranno sotto la giurisdizione della sola Assemblea Spirituale Nazionale del Sudafrica, il modo da riflettere la recente unificazione politica di quell'area. In seguito a quanto sopra, il numero delle Assemblee Spirituali Nazionali in tutto il mondo salirà da 172 a 174.

Amati collaboratori, al di là della necessità di conquistare le nostre mete, la difficile situazione attuale dell'umanità ci chiama a raddoppiare gli sforzi. La nube di disperazione che sovrasta i destini di un mondo confuso è in realtà foriera di piogge primaverili che possono placare la sete spirituale e materiale di ogni popolo. E per farle cadere sono necessarie azioni costanti e fiduciose di insegnamento. L'esecuzione di queste azioni, anche se per rafforzarsi dipende dalle funzioni delle istituzioni Bahá'í, è prima di tutto e in definitiva nelle mani dei singoli Bahá'í.

Non vi intralcino né vi intimoriscano autocritiche eccessive né alcun senso di inadeguatezza, incapacità o inesperienza. Abbandonate le vostre paure e affidatevi a Bahá'u'lláh. Non ha Egli asserito che su chiunque menzioni e il Suo Nome scenderanno " le legioni dell'ispirazione divina " e che su di lui scenderanno anche " le Schiere Celesti, ognuna levando in alto un calice di pura luce?" Entrate, quindi, nell'arena in cui tutti Suoi amanti sono parimenti convocati, parimenti sfidati e abbondantemente benedetti. Insegnare, afferma Bahá'u'lláh stesso, è compiere " il più meritorio di tutti gli atti ". E in questo momento straordinario nella storia del pianeta assolutamente nulla è di più decisiva importanza dell'invito rivolto a persone di ogni sorta e di ogni facoltà al banchetto del Signore degli Eserciti.

Mentre vi inviamo questo messaggio, è spiegata dinanzi a noi la chiara visione di incalcolabili vittorie che attendono di essere colte. Siamo certi che potete realizzare a miriadi nel rimanente tempo del Piano Triennale. Solo che per questo compimento bisogna impegnarsi con la massima serietà, per poter porre le basi per la prossima impresa globale che sarà lanciata a Ridván 1996. Allora sarà mobilità una campagna che abbraccerà il mondo intero per assicurare un degno crescendo nelle realizzazioni di un secolo considerato da Abdu'l Bahá stesso come un periodo che " lascerà tracce che dureranno per sempre ".

Quarantatré anni fa quando i Bahá'í europei si riunirono per il convegno di Stoccolma indetto dall'amato Custode per lanciare la grande Crociata decennale nel vostro continente, avevate soltanto tre Assemblee Spirituali Nazionali - l'Assemblea Nazionale delle Isole Britanniche, quella della Germania e Austria e quella dell'Italia e Svizzera - oltre a qualche comunità locale che andava lentamente maturando in altri paesi dell'Europa occidentale. Nell'Est, tagliati fuori dalle barriere politiche, c'erano gli esigui resti di comunità che erano state formate anni prima, mentre, nella confinante Turchia, c'era una piccola comunità nazionale che lottava per affermarsi. Mentre contemplavano gli imponenti compiti che li attendevano, i credenti europei del tempo udirono le parole del Custode che davano luce al significato storico del continente nel quale essi andavano ad erigere le istituzioni dell'embrionale Ordine Mondiale di Bahá’u’lláh:

"Un continente che occupa tale posizione centrale e strategica nell’intero pianeta; così importante e ricco di storia; così multiforme nella sua cultura; dal cui suolo scaturiscono le civiltà ellenica e romana; origine di una civiltà alcune delle cui caratteristiche Bahá’u’lláh in Persona ha elogiato; sulle cui sponde meridionali il Cristianesimo inizialmente si insediò; lungo i cui confini orientali le possenti forze della Croce e della Mezzaluna così frequentemente si scontrarono; sulle cui propaggini sud occidentale la fiorente cultura islamica produsse ben presto il suo migliore frutto; nel cui cuore la luce della Riforma brillò così fulgidamente, spingendo i suoi raggi fino alle più remote regioni del globo".

Questo vostro continente, il cui ruolo fu benedetto dalle orme di Bahá'u'lláh, che fu visitato due volte da 'Abdu'l Bahá durante gli storici viaggi che compì dopo essere stato liberato dalla prigionia, i cui viaggiatori e studiosi risposero precocemente all'albeggiante luce della Rivelazione Babí, due dei cui governi tesero una mano soccorritrice durante l'Età eroica della Fede e le cui nazioni sono così efficacemente intervenute, negli ultimi anni, in difesa dei Bahá'í perseguitati in Iran, ha ampiamente dimostrato che i suoi popoli, quando il loro cuore sia stato toccato dal Messaggio e la loro mente ne sia stata risvegliata, sono capaci di schierarsi sotto la Bandiera della Causa di Dio.

Nel corso di questi quarantatré anni le comunità Bahá’í europee hanno dato prova di grande vitalità. Le Assemblee Spirituali Nazionali, che ora sono diventate quarantaquattro coprono l'intero continente e comprendono, nel caso della Russia, vasti territori che si estendono fino all'oceano Pacifico. I pionieri europei hanno riportato grandi vittorie per la Fede in Africa, nel Pacifico, nei Caraibi e in Groenlandia. Le vostre istituzioni si sono fatte onore negli affari esterni. Le vostre comunità comprendono eminenti studiosi della Fede, musicisti, artisti, scienziati e persone interessate all'applicazione degli Insegnamenti Bahá’í all'economia e agli affari. Avete compiuto sforzi speciali per il progresso delle donne e per il rafforzamento della vita familiare. Il Consiglio Europeo dei Giovani Bahá’í, completato da una rete di Comitati Giovani nazionali e locali strettamente legati alle rispettive Assemblee Spirituali Nazionali e Locali e da loro sostenuti, è un punto di riferimento e una fonte si stimolo per i giovani di tutta Europa. Ora è tempo di costruire su questi risultati, concentrando chiaramente tutti gli sforzi sull'obiettivo centrale di portare il Messaggio di Bahá’u’lláh a una popolazione spiritualmente affamata.

Il primo compito delle vostre Assemblee Spirituali Nazionale subito dopo Ridván sarà quello di formulare i dettagli del Piano Quadriennale, paese per paese, in consultazione con i Consiglieri, per aver successo nel conseguimento delle alte mete di questo stadio dell’applicazione del Piano Divino di 'Abdu'l Bahá, è essenziale che all'elaborazione dei piani locali partecipino le Assemblee Spirituali Locali e i credenti, seguendo linee di azione chiaramente stabilite.

L'Europa è un continente molto diversificato e ognuno delle vostre Assemblee Nazionali dovrà attentamente studiare i processi e le imprese necessari all'avanzamento della Causa di Dio nella rispettiva area nei prossimi quattro anni. Ciascuna di esse deve esaminare le attuali condizioni della propria comunità, il territorio nel quale opera e i campi di potenziale collaborazione con altre comunità Bahá'í. Ci si dovrà curare in modo particolare di ottenere il riconoscimento ufficiale in quei paese nei quali le istituzioni della Fede non sono ancora state legalmente riconosciute e di formare l'Assemblea Spirituale Nazionale in alcuni di quei paesi indipendenti e di quelle grandi isole, come le Faerör, che ancora non ne hanno una. Si dovranno tuttavia prendere in esame anche altri elementi di un'ancora più ampia visione, che si riferiscono a specifici paese, a gruppi di paesi e all'intero continente.

In alcune zone c'è urgente bisogno di pionieri o insegnanti viaggianti; la mente va, per esempio, al lavoro fra i Sami e le altre popolazioni dei territori artici e subartici, come le Spitsbergen. Consideriamo quanto significato assuma l'insegnamento della Fede nelle isole del Mediterraneo, dell'Atlantico e del Mare del Nord; l'importanza a livello continentale dei popoli Rom, che hanno incominciato a mostrarsi così ricettivi all'appello di Bahá’u’lláh; l'opportunità che le comunità Bahá’í europee dimostrino i benefici degli Insegnamenti nei confronti delle minoranze di ogni tipo; i compiti specifici che l'amato Custode descrisse come destino di certe comunità, e la loro responsabilità su terre lontanissime dove si parla la loro lingua; le implicazioni del progresso della Fede in Italia, dove si trova il "cuore e (la) roccaforte della principale, la più antica e potente Chiesa della Cristianità"; la necessità di aumentare rapidamente il numero dei centri Bahá’í nei vasti territori dell'Ucraina e della Russia europea e, oltre a questo, le speciali responsabilità e opportunità della comunità Bahá’í della Federazione russa, che ha gran parte dei propri territori in Asia e che deve continuare a giovarsi della collaborazione con le confinanti comunità dell'Asia centrale, meridionale e orientale nonché con l'Alaska, il Canada e gli Stati Uniti. Sono solo pochi esempi delle sfide che vi attendono negli anni avvenire.

Lo scopo centrale del Piano Quadriennale, un rilevante avanzamento nel processo dell'entrata in truppe, riveste uno speciale significato per l'Europa. Non dovete fraintendere - è un processo che può fare passi avanti in tutte le parti d'Europa, nell'ovest come nell'est. Tutti devono riconoscere che l'entrata in truppe è uno stadio inevitabile dello sviluppo della Causa. La natura del processo è chiarita nella compilazione sull'argomento, dalla quale si evince che l'ambito risultato, una protratta entrata in truppe, non può essere ottenuto con una semplice serie di sforzi spasmodici, incoordinati, per quanto entusiastici possano essere. Fiducia, unità di visione, pianificazione sistematica, realistica, ma audace, accettazione del fatto che si commetteranno errori e disponibilità a imparare da questi errori e soprattutto, fede nella guida e nelle confermazioni sostenitrici di Bahá’u’lláh - questo farà avanzare il processo.

Il Piano Quadriennale dà grande rilievo alla creazione di istituti dì addestramento in varie località, perché i metodi attuali, pur validi, da soli non sono adeguati ad affrontare le sfide di questo nuovo stadio nella crescita della Causa. Il carattere e la struttura degli istituti di addestramento devono essere adattati alle condizioni di ogni paese e area. E' chiaro che gli istituti di addestramento non possono avere in Europa la stessa struttura che hanno nelle zone rurali dell'India. Ma le loro funzioni fondamentali saranno identiche. Essi favoriranno una salda accettazione dell'identità Bahá’í in coloro che vi prendono parte: la capacità di guardare il mondo e le sue condizioni dal punto di vista degli Insegnamenti e non dal punto di vista della propria nazionalità a provenienza non Bahá’í. Aiuteranno a sviluppare nei partecipanti un profondo amore per Bahá’u’lláh, una buona comprensione dei Suoi Insegnamenti essenziali e la consapevolezza dell'importanza di sviluppare la vita spirituale di ogni individuo con la preghiera, la meditazione e l'immersione negli Scritti Sacri. Si occuperanno anche di temi pratici, come insegnare la Fede, perché troppe sono le persone che, per mancanza di fiducia nella propria capacità di farlo, esitano a trasmettere il Messaggio. La trasformazione prodotta da questo approfondimento nella Fede accenderà sicuramente nel cuore dei singoli amici il desiderio di condividere il Messaggio col prossimo, e questo è il seme di ogni successo dell'insegnamento. Coloro che hanno partecipato agli istituti di addestramento saranno capaci di aiutare altri Bahá’í nuovi e vecchi, a migliorare le proprie capacità di insegnamento e così di aumentare notevolmente le risorse umane della Causa, nella quale ogni credente è un insegnante.

L'insegnamento della Fede da parte degli amici in Europa deve ampliare il suo raggio di azione; deve essere diversificato, spontaneo e individuale, da una parte, e specifico, unito e reciprocamente rafforzante, dall'altro. Dev'essere sia ispirante sia pratico e, soprattutto, improntato a una serena fede nel potere di Bahá’u’lláh. Dovete allargare il campo del vostro lavoro di insegnamento alla gente di campagna e alle masse dei lavoratori urbani, alle persone di scarsa cultura come pure agli intellettuali delle città universitarie. Dovete avvicinare con coscienza ogni strato della società, adattando a ciascun uditorio i metodi, la lettura e il materiale audiovisivo. Vanno nutriti sia il cuore sia la mente: tanto la forza spirituale quanto la chiarezza intellettuale devono essere riconosciuti come elementi vitali del lavoro d'insegnamento. Vi siete distinti nell'uso delle arti per la proclamazione, l'espansione e il consolidamento della Fede; è questa una chiave che può aprire molte porte e dev'essere incoraggiata e sviluppata. Rafforzate e guidate dal potere della preghiera, l'unità, l'entusiasmo, la fiducia e la perseveranza che avete dimostrato non mancheranno di incanalare le confermazioni divine, che come un magnete attrarranno le anime che sono in ricerca.

Da parte nostra, pregheremo fervidamente alla Sacra Soglia che voi, che avete conseguito tante storiche vittorie nella vostra terra e in tutto il mondo, entriate durante il Piano Quadriennale in uno stadio di ancor maggiori realizzazioni, presagio delle ancor inimmaginabili glorie destinate a dispiegarsi nel corso del XXI secolo.

Con il cuore traboccante di gratitudine alla Bellezza Benedetta, riconosciamo le abbondanti manifestazioni della Sua grazia durante il Piano Triennale, che con l'avvento di questa Festività di Ridván completa il suo corso. L'incoraggiante spirito dell'Anno Santo, che ha dato impulso al lancio del Piano nel Ridván 1993, ha pervaso questo periodo di sforzo concentrato, rendendo la nostra comunità mondiale più consolidata, più elastica, più matura e più fiduciosa di prima. Nello stesso tempo, il prestigio della comunità ha toccato nuove altezze. Questo Piano, mentre non è terminato con una nota di sensazionale espansione numerica (anche se in vari paesi la crescita del numero dei membri è stata rilevante) ha prodotto tuttavia una comunità qualitativamente arricchita, pronta a sfruttare le immediate prospettive di avanzamento della Fede.

Fra i successi quantificabili di questo periodo emerge il magnifico progresso dei progetti sul Monte Carmelo. In effetti, malgrado le numerose difficoltà, lo stadio di completamento previsto nel nostro messaggio che annunciava il Piano Triennale è pienamente evidente. Tutte le fasi della costruzione hanno avuto inizio. L'ossatura strutturale del Centro per lo Studio dei Testi e dell'Ampliamento dell'Edificio degli Archivi Internazionali è stata costruita e il lavoro di questi edifici è arrivato all'inizio della fase di rifinitura esterna e interna. L'erezione della sede permanente del Centro Internazionale per l'Insegnamento, la terza struttura attualmente in costruzione sull’arco, sta facendo rapidi progressi. Sette terrazze sottostanti il Mausoleo del Báb sono ora completate, un preannunzio dello splendore che sta sbocciando dai piedi alla cresta del Santo Monte di Dio. Un pubblico attento guarda stupefatto il magnifico arazzo che va dispiegandosi sul pendio della montagna.

La realtà fisica del progresso finora così meravigliosamente realizzato è prova di un successo ancor più profondo, cioè, l'unità d'intenti realizzata in tutta la nostra comunità globale nel perseguimento di questa gigantesca impresa collettiva. L'intensità dell'interesse e del sostegno evocati si è espressa in un inaudito versamento di contribuzioni, che rispecchia un livello di sacrificio denotante la qualità della fede e la generosità del cuore degli amanti di Bahá’u’lláh in tutto il pianeta. Le contribuzioni per i Progetti del Monte Carmelo che hanno raggiunto la meta triennale di 74milioni di dollari segnano un ulteriore eccezionale successo quantificabile che fa confidare che il supporto economico necessario per questi progetti continuerà fino al loro completamento alla fine del secolo.

Negli ultimi tre anni i segni del progresso sono stati evidenti in un campo esteso e variegato. I notevoli sforzi per espandere e consolidare la comunità, le sempre più numerose imprese nello sviluppo sociale ed economico e l'inaudito impulso nel lavoro per gli affari esterni contribuiscono a dare l'immagine di una comunità dotata di nuove capacità.

Nel campo dell'insegnamento, c'è stato un aumento generale delle attività, come si può dedurre dalla formazione di dodici nuove Assemblee Spirituali Nazionali nel corso del Piano e dell'ondata di pionieri e insegnanti viaggianti. In molti paesi i credenti sono stati galvanizzati dalla nuova impostazione suggerita nell'appello al pionierismo lanciato durante il Piano. Il numero di pionieri da e verso vari paesi è stato alto e un fiume di insegnanti viaggianti ha lavorato in patria e all'estero. Le sistematiche attività di insegnamento collettivo e ben focalizzati progetti d'insegnamento a lungo termine hanno prodotto notevoli frutti e sono stati più evidenti che mai in molti paesi.

Gran parte del credito per l'energia e la creatività che hanno accompagnato i vari sviluppi nell'espansione e nel consolidamento va allo spirito d'iniziativa dimostrato dal Centro Internazionale per l'Insegnamento. Le direttive e l'incoraggiamento che esso ha costantemente offerto ai Corpi Continentali dei Consiglieri, la sua proposta di nuovi metodi nella dislocazione dei pionieri suffragata dalla Casa Universale di Giustizia nell'appello al pionierismo lanciato nei primi mesi del Piano e l'assistenza regolarmente offerta ai Comitati Continentali per i Pionieri affidati alle sue cure, la sua infaticabile attenzione alle necessità educative della comunità che si è espressa nelle sue interazioni con i Consiglieri riguardo l'inclusione dei progetti d'insegnamento di programmi di approfondimento per i nuovi credenti, l'elaborazione di corsi e laboratori di addestramento di vario genere, l'addestramento di insegnanti e la moltiplicazione di classi per i fanciulli, l'impulso che ha dato agli sforzi per la creazione di istituti di addestramento in varie parti del mondo, tutto questo ha prodotto clamorosi risultati. Al Centro per l'Insegnamento va anche il grande merito di aver contribuito attraverso i Consiglieri all'adozione di programmi di letteratura essenziale in un crescente numero di paesi. Grazie a questi programmi sono stati scelti alcuni titoli fondamentali per la propagazione della Fede e per l'approfondimento dei credenti, che sono poi stati stampati in grandi quantità e messi in vendita a prezzo ridotto. Lo straordinario progresso nell'evoluzione di questa istituzione vitale che opera nel Centro Mondiale è stato tangibile nella preparazione e conduzione del Convegno dei Consiglieri lo scorso dicembre che ha stabilito le direttive del lavoro che questi alti funzionari della Fede svolgeranno nei prossimi anni.

Uno sviluppo altrettanto adeguato è stato la notevole crescita nell'assunzione di responsabilità da parte dei credenti del posto nel lavoro di insegnamento e consolidamento nei rispettivi paesi. In territori molto travagliati, come l'Angola, la Cambogia, la Liberia, la Sierra Leone, gli amici hanno conseguito importanti vittorie sia nello svolgimento di attività d'insegnamento che hanno comportato un rilevante numero di dichiarazioni, sia nella formazione e nella riattivazione di Assemblee Bahá’í come pure nel lancio e nel proseguimento di progetti di sviluppo. In luoghi dove l'Assemblea Spirituale Nazionale era stata recentemente formata, come i paesi dell'ex blocco orientale, gli amici hanno dato prova di un'ammirevole capacità di amministrazione degli affari della Causa. Elemento di spicco in questo periodo è stata l'ondata di energia, coraggio e creatività nelle comunità Bahá’í delle isole di tutto il mondo. Le attività sono state le più svariate: insegnanti locali sono entrati in azione, dozzine di insegnanti viaggianti sono stati addestrati e inviati nelle isole vicine, sono state inaugurate scuole elementari, la Fede è stata proclamata in molteplici occasioni, sono state patrocinate manifestazioni cui hanno partecipato alti funzionari e personaggi influenti. Il fatto che negli ultimi anni molti capi di governo di isole-nazioni abbiano visitato il Centro Mondiale Bahá'í denota la vitalità delle attività dei credenti di questi piccoli territori disseminati nei sette mari. Nell'insieme, tutti gli esempi menzionati degli atteggiamenti e degli sforzi degli amici in contesti differenti dimostrano un maggiore impegno nel lavoro d'insegnamento e una crescente maturità e flessibilità, indici della profondità della Fede che anima i Bahá'í provenienti da popolazioni diverse.

In armonia con queste osservazioni è lo straordinario apporto che i giovani hanno dato all'espansione e al consolidamento. In questi tre anni le loro attività hanno assunto maggior peso. Spronati da convegni e altri incontri giovanili attenti ai loro interessi, i giovani di tutto il mondo hanno dedicato un'enorme quantità di tempo, energia ed entusiasmo al lavoro di insegnamento come insegnanti viaggianti all'interno e all'esterno dei rispettivi paesi e come gruppi in progetti d'insegnamento collettivo e, così facendo, hanno stimolato centinaia di nuove dichiarazioni e la formazione di molte Assemblee Spirituali Locali. La partecipazione dei giovani all'uso della musica e delle arti come mezzo dì proclamazione e insegnamento della Causa ha contraddistinto i loro sforzi in molti luoghi. Particolarmente efficace è stata la diffusione di laboratori di danza e di teatro. La loro partecipazione agli affari esterni ha aperto alla Fede nuove possibilità in questo campo. Vi sono state più ampie dimostrazioni di impegno nell'anno di servizio. Nello stesso tempo è molto aumentato il numero dei giovani che seguono regolari corsi di studio e che si distinguono in campo accademico o professionale. Tutto questo indica che i giovani stanno prodigandosi di più nel diretto servizio della Fede, e contemporaneamente contribuiscono allo sviluppo generale della società.

I segni del consolidamento della comunità sono stati visibili anche nella maggiore partecipazione degli amici allo sviluppo sociale ed economico, specialmente nel campo dell'educazione. Un esempio eccezionale: un Governo ha chiesto ai Bahá'í di assumersi la responsabilità di sette scuole pubbliche e gli amici lo hanno fatto con l’appoggio dell’Ufficio per lo Sviluppo Sociale ed Economico nel Centro Mondiale. Merita ricordare che in Africa alcune comunità Bahá’í esuli per l'instabilità politica del proprio paese hanno continuato a realizzare progetti agricoli e d'altro genere fino al punto da garantirne l'autonomia economica. In vari paesi si sono intensificati gli sforzi per migliorare la condizione femminile: oltre a partecipare ai progetti patrocinati da altre organizzazioni, le istituzioni Bahá’í hanno formato comitati e uffici che si occupano degli interessi della donna. L'Ufficio per il Progresso della Donna della Comunità Internazionale Bahá'í è assurto a simbolo di questa crescita.

In alcuni paesi, inoltre, i Bahá'í hanno dato un importante contributo a programmi per il miglioramento della salute patrocinati dai governi, in altri paesi programmi analoghi sono stati avviati e svolti da gruppi Bahá. Il lavoro per lo sviluppo sociale ed economico è stato inoltre contraddistinto dall'energico avvio e dal consolidamento di alcuni grandi progetti e organizzazioni. Tre progetti pilota di alfabetizzazione sono stati il primo passo di una campagna di alfabetizzazione che l'Ufficio per lo Sviluppo Sociale ed Economico intende estendere a tutto il mondo. L'inserimento e la partecipazione dei Bahá’í in progetti di sviluppo, attraendo la partecipazione del pubblico e l'interesse dei mass media, hanno portato anche alla proclamazione della Fede.

Una forte spinta nel lavoro degli affari esterni di entità finora mai raggiunta in un corrispondente periodo di tempo ha lanciato in avanti la proclamazione della Causa. Il prodigioso sforzo in tutte le parti del mondo ha comportato una inaudita ben maggiore visibilità della Fede e una conseguente crescita del prestigio della comunità internazionale Bahá’í. Le linee generali del progresso sono state evidenti nella facilità con cui grandi e piccole comunità Bahá’í hanno patrocinato manifestazioni pubbliche o vi hanno partecipato, nell'emersione dei Bahá'í nella società come una forza riconosciuta da organismi governativi e non governativi e da molti personaggi eminenti, nel pronto accesso ai mass media.

In effetti lo spazio che la stampa e i mezzi elettronici hanno dato alle manifestazioni e agli interessi Bahá’í è stato superiore a ogni previsione.

Nella marea di attività svolte nel mondo spiccano alcuni sviluppi specifici: la frequenza con cui alti funzionari statali hanno invitato i Bahá'í a partecipare o collaborare a manifestazioni o progetti, il successo ottenuto dai Bahá'í nell'influenzare le decisioni dei governi, la creazione di programmi e corsi accademici Bahá’í in colleges e università e l'adozione di materiale di studio per le scuole pubbliche, l'uso delle arti da parte di istituzioni, gruppi e singoli Bahá’í in attività di proclamazione.

Nel 1995, due grandi manifestazioni delle Nazioni Unite, che sono state un esempio della crescente unità di pensiero nelle imprese mondiali, hanno attivamente impegnato l'attenzione e la partecipazione della comunità Bahá’í. Primo il Vertice Mondiale per lo Sviluppo Sociale di Copenaghen a marzo ha coinvolto 250 amici provenienti da oltre 40 paesi che hanno allestito un imponente apparato per far conoscere gli Insegnamenti ai partecipanti al Vertice e al Forum delle ONG. In questa occasione per la prima volta è stata distribuita e discussa la dichiarazione "La prosperità del genere umano" prodotta dall'Ufficio per l'Informazione del Pubblico della Comunità Internazionale Bahá’í. Fra le attività che si sono successivamente svolte in tutto il mondo vi sono stati convegni e seminari e la distribuzione della dichiarazione. Secondo, la Quarta Conferenza Mondiale della Donna e il concomitante Forum delle ONG che si sono svolti a Beijìng in settembre hanno attratto la partecipazione dì oltre 500 Bahá'í provenienti da tutto il mondo oltre alla delegazione ufficiale della Comunità Internazionale Bahá'í. Nello stesso anno, un terzo evento, la celebrazione del Cinquantenario delle Nazioni Unite, ha spinto l'Ufficio per le Nazioni Unite della Comunità Internazionale Bahá'í a produrre e distribuire una dichiarazione intitolata "Una svolta per tutte le nazioni" che contiene proposte per lo sviluppo di quell'organismo mondiale.

Fra le attività degli affari esterni sono state particolarmente degne di nota due occasioni che hanno comportato l'eminente partecipazione di Amatu’l Bahá Rúhíyyih Khánum. La scorsa primavera Amatu'l Bahá ha guidato una delegazione di quattro rappresentanti ufficiali Bahá’í al Vertice sull'Alleanza fra Religioni e Tutela dell'Ambiente che si è svolto nel Castello di Windsor sotto il patrocinio dì Sua Altezza Reale il Principe Filippo. In ottobre Amatu’l Bahá Rúhíyyih Khánum è stata l'oratore di spicco nel Quarto Dialogo Internazionale sulla Transizione verso una Società Globale svoltosi sotto gli auspici dell'UNESCO e organizzato dalla Cattedra Bahá'í per la Pace Mondiale e dal dipartimento di storia dell'Università del Maryland.

Non si possono inoltre tacere altri importanti punti del periodo in esame. E' stata pubblicata un'edizione del Kitáb-ì-Aqdas nell'originale arabo accompagnato per la prima volta da note in persiano, a commento del testo, come nell'edizione inglese. La legge dell'Huqúqu'lláh si è più profondamente radicata nel cuore dei credenti di tutto il mondo e nell'ultimo anno del Piano il Fiduciario dell'Huqúqu'lláh, la Mano della Causa di Dio 'Alí-Muhammad Varqá ha preso residenza in Terra Santa. Questa importante decisione significa anche che le tre Mani della Causa di Dio - Amatu’l Bahá Rúhíyyih Khánum, il signor 'Alí-Akbar Furútan e il dottor Varqá - risiedono ora nel Centro Mondiale, un'ispirazione per i pellegrini e i visitatori e per gli amici che servono al Centro Mondiale.

In questo contesto di incoraggianti sviluppi ci imbarchiamo questo Ridván in un Piano Quadriennale che ci porterà fino al Ridván del 2000. Invitiamo urgentemente e amorevolmente i nostri fratelli e sorelle in tutte le terre a unirsi a noi in una mobilitazione di sforzi che assicurerà alle generazioni dell'ormai imminente ventunesimo secolo un lascito generoso e durevole.

Il Piano Quadriennale punta a un importante risultato: un significativo passo avanti nel processo dell'entrata in truppe. Come abbiamo già detto, questo passo avanti dev'essere compiuto grazie a un notevole progresso nell'attività e nello sviluppo del singolo credente, delle istituzioni e della comunità locale.

La frase "passo avanti nel processo dell'entrata in truppe" trasmette il concetto che le presenti circostanze esigono una protratta crescita su larga scala della comunità mondiale Bahá’í e che le attuali opportunità lo consentono, che questo aumento è necessario alla luce delle condizioni del mondo, che i tre elementi costitutivi che partecipano alla costruzione dell’Ordine di Bahá’u’lláh - l'individuo, le istituzioni e la comunità - possono favorire questa crescita in primo luogo accettandone spiritualmente e mentalmente la possibilità, e poi lavorando per accogliere masse di nuovi credenti, mettendo in moto gli strumenti per assicurarne l'addestramento e lo sviluppo spirituale e amministrativo, moltiplicando così il numero di insegnanti e amministratori attivi e sagaci il cui coinvolgimento nel lavoro della Causa assicurerà un costante afflusso di nuove adesioni, l’ininterrotta evoluzione delle Assemblee Bahá’í e il costante consolidamento della comunità.

Inoltre, un passo avanti nel processo sottintende che il processo è già in atto e che le comunità locali e nazionali sono giunte a stadi diversi. Tutte le comunità hanno ora il compito di prendere provvedimenti e sostenere gli sforzi volti ad ottenere un livello di espansione e consolidamento commisurato alle loro possibilità. L'individuo e le istituzioni, pur operando in sfere distinte, sono invitati a rispondere alle richieste di questo momento cruciale della vita della nostra comunità e delle sorti dell'intera umanità.

L'importanza del ruolo dell’individuo nel lavoro della Causa è incomparabile. Solo l'individuo può esprimere quella vitalità di fede dalla quale dipendono il successo nel lavoro d'insegnamento e lo sviluppo della comunità. Il comando d'insegnare la Sua Fede che Bahá’u’lláh rivolge ad ogni credente gli conferisce un'imprescindibile responsabilità che non può essere ceduta a nessuna delle istituzioni della Causa né da esse essere assunta. Solo l’individuo può espletare quelle capacità particolari di prendere l'iniziativa, cogliere le occasioni, fare amicizia, interagire personalmente con gli altri, stringere relazioni, ottenere la collaborazione altrui al comune servizio alla Fede e alla società e trasformare in azione le decisioni prese dagli organi consultativi. Dovere dell'individuo è "cercare ogni via di approccio da utilizzare nei suoi tentativi personali intesi ad attirare l'attenzione, mantenere l'interesse e approfondire la fede di coloro che egli cerca di far entrare nell'ambito della sua Fede".

Per ottimizzare l'uso di queste capacità, l'individuo attinge all'amore per Bahá'u'lláh, al potere del Patto, alla dinamica della preghiera, all'ispirazione e all'educazione che ottiene leggendo e studiando regolarmente i Testi Sacri, e alle forze trasformatici che agiscono sulla sua anima mentre egli si sforza di comportarsi secondo le leggi e i principi divini. Oltre a questo, essendogli stato dato il dovere di insegnare la Causa, l'individuo è dotato della capacità di attrarre particolari benedizioni promesse da Bahá’u’lláh. "Chiunque dischiude le sue labbra in questo Giorno e fa menzione del nome del suo Signore" afferma la Bellezza Benedetta, "le schiere dell'ispirazione Divina scenderanno su di lui dal cielo del Mio nome, l'Onnisciente, il Sapientissimo. Discenderanno anche su lui le Coorti supreme levando in alto un calice di pura luce".

Shoghi Effendi ha sottolineato l'assoluta necessità di iniziativa e azione personali. Ha spiegato che senza il sostegno dell'individuo "allo stesso tempo sentito continuo e generoso", ogni misura e ogni piano della sua Assemblea Spirituale Nazionale è "sin dall'inizio destinato a fallire", lo scopo del Piano Divino del Maestro è "ostacolato"; ancor più "la forza sostenitrice di Bahá’u’lláh Stesso... verrà meno ad ogni singolo individuo che a lungo andare avrà mancato di levarsi a compiere la propria parte". Pertanto il punto cruciale per la realizzazione di qualsiasi progresso è il singolo credente, che ha in mano il potere di esecuzione che solo lui può sprigionare con le iniziative proprie e azioni protratte. Quanto al sentimento di inadeguatezza che talvolta ostacola l'iniziativa personale, il consiglio del Custode è così trasmesso in una lettera scritta a suo nome: "Prima fra queste, ella menziona la mancanza di coraggio e di iniziativa da parte dei credenti e un sentimento di inferiorità che impedisce loro di parlare in pubblico. Sono proprio queste debolezze che egli vuole che gli amici superino, perché esse non solo paralizzano gli sforzi, ma finiscono realmente per spegnere nei loro cuori la fiamma della fede. Finché non arriveranno tutti a capire che ciascuno di loro è in grado, entro i propri limiti, di trasmettere il Messaggio, gli amici non potranno sperare di raggiungere la meta che è stata loro assegnata da un amorevole e saggio Maestro... Ognuno è un potenziale insegnante. Basta che usi ciò che Dio gli ha dato e dimostri così di essere fedele al proprio compito".

Quanto alle istituzioni, l'entrata in truppe agirà su di loro nella misura in cui esse agiranno su di essa. L'evoluzione delle Assemblee Bahá’í locali e nazionali in questo momento richiede un nuovo atteggiamento mentale da parte dei loro membri, come pure di coloro che le eleggono, perché la comunità Bahá’í è impegnata in un immenso processo storico che sta entrando in una fase critica. Bahá'u'lláh ha dato al mondo istituzioni operanti in un Ordine destinato a incanalare le forze di una nuova civiltà. Il progresso verso quella gloriosa realizzazione richiede una grande, continua espansione della comunità Bahá’í, sì che le istituzioni abbiano un ambito adeguato per la propria maturazione. E' una questione di importanza immediata per i devoti seguaci di Bahá’u’lláh in ogni terra.

Per stimolare e favorire questa espansione, le Assemblee Spirituali devono assurgere a un nuovo stadio nello svolgimento delle loro responsabilità di canali di guida divina, pianificatori del lavoro d'insegnamento, promotori di risorse umane, costruttori di comunità e amorevoli pastori delle moltitudini. Esse possono realizzare queste prospettive migliorando la capacità dei loro membri di consigliarsi secondo i principi della Fede e di consultarsi con gli amici sotto la loro giurisdizione, promuovendo lo spirito di servizio, collaborando spontaneamente con i Consiglieri Continentali e i loro ausiliari, e coltivando le relazioni esterne. In particolare il progresso dell'evoluzione delle istituzioni deve manifestarsi nella moltiplicazione delle località nelle quali il funzionamento dell'Assemblea Spirituale potenzia nei credenti la capacità personale di servire la Causa e favorisce un'azione unificata. Insomma, la maturità dell'Assemblea Spirituale va misurata non solo in base alla regolarità delle riunioni e dell'efficienza del funzionamento, ma anche in base alla continuità della crescita del numero dei membri della comunità, all'efficacia dell'interazione tra Assemblee e membri della comunità, alla qualità della vita spirituale e sociale della comunità e al complessivo senso di vitalità della comunità nel suo processo di sviluppo dinamico e continuo.

Diversamente dall'individuo e dalle istituzioni, la comunità assume un carattere e un'identità tutta sua via via che cresce di dimensione. E' uno sviluppo necessario al quale si deve prestare molta attenzione sia nelle località dove si sono già avute dichiarazioni su larga scala sia in previsione di più numerosi esempi di entrata in truppe. Naturalmente la comunità è qualcosa di più della somma dei suoi membri. E' un elemento unitario di civiltà, costituito da individui, famiglie e istituzioni che danno origine e incoraggiamento a sistemi, enti e organismi che lavorano assieme con uno scopo comune per il benessere delle persone all'interno e all'esterno dei sui confini. È la composizione di partecipanti e interagenti, avviati verso il conseguimento dell’unità in una incessante ricerca di progresso spirituale e sociale. Poiché il processo della costruzione delle comunità Bahá’í ha appena avuto inizio in tutte le parti del mondo, i credenti devono dedicare enormi sforzi a questi compiti.

Come abbiamo detto in un precedente messaggio, la fioritura della comunità, specialmente a livello locale, richiede un significativo passo avanti nei modelli di comportamento: quei modelli grazie ai quali l'espressione collettiva delle virtù dei singoli membri e il funzionamento delle Assemblee Spirituali si evidenziano nell'unità e nella fratellanza della comunità e nel dinamismo della sua attività e della sua crescita. Questo richiede che i suoi elementi costituenti - adulti, giovani e bambini - siano integrati nelle attività spirituali, sociali, educative e amministrative, e impegnati in piani locali di insegnamento e di sviluppo. Implica la volontà e l'impegno collettivi di tenere viva l'Assemblea Spirituale con le elezioni annuali. Comporta la pratica del culto collettivo. Quindi per la vita spirituale della comunità è essenziale che gli amici si riuniscano regolarmente per pregare nei centri locali Bahá’í dove esistano, o altrove, per esempio nelle case dei credenti.

Per realizzare le possibilità di espansione e consolidamento implicite nell'entrata in truppe, si deve compiere uno sforzo determinato a livello mondiale per sviluppare le risorse umane. Lo sforzo personale di condurre classi di studio nelle case, il patrocinio delle istituzioni a corsi occasionali di istruzione e le attività informali della comunità, pur importanti, non bastano a educare e addestrare una comunità in rapida espansione. E' perciò della massima importanza che si presti attenzione in modo sistematico all'elaborazione di metodi per educare grandi numeri di credenti alle verità fondamentali della Fede e per addestrarli e assisterli a servire la Causa come i loro talenti, donati da Dio, permettono. Non si deve tardare a fondare istituti permanenti destinati a fornire programmi di addestramento ben organizzati, formalmente condotti con regolare programmazione. Ovviamente l'istituto dovrà disporre di strutture, ma non necessariamente di un edificio tutto suo.

La cosa richiede un'intensificazione della collaborazione fra Consiglieri Continentali e Assemblee Spirituali Nazionali. Infatti il successo di questi istituti di addestramento dipenderà in stragrande misura dall'attivo coinvolgimento nelle loro operazioni dei Consiglieri Continentali e dei membri del Consiglio Ausiliare. In particolare i membri del Consiglio Ausiliare dovranno mantenere uno stretto rapporto operativo con gli istituti e, naturalmente, con le Assemblee Spirituali Locali le cui comunità si avvalgono dei programmi dell'Istituto. Dato che gli istituti vanno considerati centri di apprendimento, e che il loro carattere si armonizza con le responsabilità educative dei membri del Consiglio Ausiliare, e fornisce l'ambito per il loro esercizio, lo stretto coinvolgimento nell'operazione dell’istituto deve diventare ora parte delle funzioni in evoluzione di questi funzionari della Fede. Per lo sviluppo e l'esecuzione dei programmi dell'Istituto sarà cruciale attingere ai talenti e alle abilità di un numero crescente di credenti.

Poiché nella comunità Bahá il termine "istituto" ha assunto varie accezioni, occorre una parola di chiarimento. I prossimi quattro anni saranno un periodo straordinario nella storia della nostra Fede, una svolta di dimensioni epocali. Quello che ora gli amici di tutto il mondo sono invitati a fare è di dedicare se stessi, le proprie risorse materiali, i propri talenti e il proprio tempo allo sviluppo di una rete di istituti di addestramento su una scala mai prima tentata. Questi centri di apprendimento Bahá’í si prefiggeranno un risultato molto pratico, ossia, formare un gran numero di credenti che siano addestrati a promuovere e facilitare il processo di entrata in truppe con efficienza e con amore.

"Concentrate le vostre energie a diffondere la Fede di Dio" così Bahá'u'lláh ordina ai Suoi servi e soggiunge: "Fate che chi è degno di una sì alta vocazione si levi a divulgarla. Colui che non ne è capace ha il dovere di nominare chi possa, in sua vece, proclamare questa Rivelazione…". Come è possibile incaricare un altro di insegnare in propria vece coprendo le spese di un pioniere o di un insegnante viaggiante, è possibile delegare un insegnante che serva in un istituto, cioè un insegnante di insegnanti. A questo scopo si può contribuire al Fondo Continentale Bahá'í e a quelli Locali, Nazionali e Internazionali, vincolando allo scopo la contribuzione.

In tutti i loro sforzi per conseguire lo scopo del Piano Quadriennale, gli amici sono inoltre invitati a prestare maggiore attenzione all'uso delle arti, non solo per la proclamazione, ma anche per il lavoro di espansione e consolidamento. Le arti visive e teatrali e la letteratura hanno svolto e possono svolgere un importante ruolo nell'estendere l'influenza della Causa. A livello di arte popolare, questa possibilità può essere sfruttata in ogni parte del mondo, villaggi, cittadine e città. Shoghi Effendi riponeva grandi speranze nelle arti come mezzo per attrarre l'attenzione sugli Insegnamenti. Una lettera scritta a nome del Custode così espone la sua opinione: "Verrà il giorno in cui la Causa dilagherà come un incendio, quando lo spirito e gli insegnamenti saranno rappresentati sulle scene o nell'arte e nella letteratura in generale. L'arte può risvegliare, specialmente fra la massa della gente, quei nobili sentimenti più di qualunque freddo ragionamento".

Mentre in tutto il mondo gli amici e le istituzioni dedicheranno le loro energie al perseguimento delle mete del Piano, sul Monte Carmelo i grandi progetti proseguiranno verso il completamento previsto per la fine del secolo. Entro la fine del Piano, Ridván 2000, gli edifici del Centro per lo Studio dei Testi e dell'Ampliamento dell'Edificio degli Archivi diventeranno operativi; l'edificio del Centro Internazionale per l'Insegnamento sarà giunto allo stadio delle ultime rifiniture. La parte della strada pubblica che ora interrompe il percorso delle terrazze sovrastanti il Mausoleo del Báb sarà stata abbassata e sarà stato costruito un largo ponte di collegamento con relativi giardini; saranno state completate inoltre cinque delle terrazze sovrastanti. Le restanti quattro terrazze sovrastanti e le due ai piedi del monte saranno in uno stadio avanzato di sviluppo. Al Centro Mondiale saranno compiuti anche altri sforzi specifici. Ci si dedicherà a questioni come l'applicazione universale di altre leggi del Kitáb-ì-Aqdas, la preparazione di un nuovo volume in inglese di una selezione di Scritti di Bahá’u’lláh, l'ulteriore sviluppo delle funzioni del Centro Internazionale per l'Insegnamento e lo studio di misure per aumentare il numero di pellegrini e visitatori al Centro Mondiale.

La comunità mondiale Bahá’í allargherà gli sforzi per lo sviluppo sociale ed economico e per gli affari esterni, e continuerà così a collaborare direttamente con le forze che puntano verso l'instaurazione dell'ordine nel mondo. Migliorando le proprie capacità di coordinamento, l'Ufficio per lo Sviluppo Sociale ed Economico collaborerà per costruire, in base alle risorse e alle opportunità, sul progresso già conseguito con centinaia di progetti di sviluppo in tutto il mondo. Nel campo degli affari esterni, gli sforzi saranno intesi a influenzare i processi verso la pace mondiale, soprattutto impegnando la comunità nella promozione dei diritti umani, della condizione della donna, della prosperità globale e dello sviluppo morale. Nel perseguire queste tematiche, l'Ufficio per le Nazioni Unite della Comunità Internazionale Bahá'í cercherà di rafforzare i legami tra i Bahá'í e le Nazioni Unite. Similmente, l'Ufficio dell'Informazione del Pubblico aiuterà le istituzioni Bahá’í a utilizzare queste tematiche per una maggiore proclamazione della Fede. La difesa dei diritti dei Bahá'í in Iran e l'intensificazione degli sforzi per emancipare la Fede in quel paese o in altri dove essa è messa al bando saranno una parte vitale dei nostri rapporti con i governi e con gli organismi non governativi. In tutti questi aspetti gli amici e le istituzioni Bahá’í sono sollecitati a essere pronti a dare importanza alle attività negli affari esterni e a prestare ad esse una rinnovata attenzione.

Con la formazione questo Ridván di due Assemblee Spirituali Nazionali il Piano Quadriennale ha un fausto inizio. Siamo felici di annunciare che i nostri due rappresentanti alle Convenzioni Nazionali inaugurali sono la Mano della Causa di Dio Amatu'l Bahá Ruhíyyih Khánum in Moldavia e il signor Fred Schechter, Consigliere membro del Centro Internazionale per l'Insegnamento, per Sao Tome e Principe. Malauguratamente, a causa di circostanze del tutto indipendenti dalla loro volontà, le Assemblee Spirituali Nazionali del Burundi e del Ruanda non potranno essere rielette quest'anno. Perciò il numero totale di queste istituzioni nel mondo resta 174.

Il Ridván 2000, quando il Piano Quadriennale si concluderà, precederà di molti mesi la fine del XX secolo. In quella circostanza, il mondo Bahá’í si volgerà a guardare con riconoscenza gli straordinari sviluppi e gli abbaglianti successi che distingueranno gli annali della Causa di Bahá'u'lláh nel corso di quel fatidico periodo, un periodo che Abdu'l Bahá chiamò "secolo di luce". E fra i successi da riconoscere in quel momento certo primeggerà il completamento degli attuali progetti sul Monte Carmelo, quasi un monumento, assieme agli altri edifici sul santo monte, al progresso che l'Ordine Amministrativo avrà compiuto in quel momento nel corso dell'Età Formativa. L'evento cardine di questi riconoscimenti sarà, a Dio piacendo, una grande manifestazione al Centro Mondiale che solennizzerà il completamento degli edifici sull'Arco e l'apertura al pubblico delle Terrazze del Mausoleo del Báb.

Amati amici, entriamo in questo Piano fra i turbamenti di un periodo di accelerante transizione. I due processi indotti dall'impatto della Rivelazione di Bahá’u’lláh stanno rapidamente operando e stanno assumendo un impeto che, nelle parole di Shoghi Effendi, porterà "al punto culminante le forze che stanno trasformando la faccia del pianeta". Uno è un processo integrativo, l'altro disgregativo. "Dall’universale fermento" creato da questi due processi, emergerà per stadi la pace, grazie alla quale diventeranno manifesti gli effetti unificatori di una crescente coscienza della cittadinanza mondiale.

A tal fine, i recenti sviluppi mondiali sono stati paradossalmente sconvolgenti e rassicuranti. Da un lato, il disordine degli affari umani produce una quotidiana dose di orrori che paralizzano i sensi; dall'altro, i capi del mondo stanno spesso prendendo provvedimenti collettivi che, ad un occhio Bahá’í denotano una tendenza fra le nazioni a trovare assieme metodi per risolvere i problemi del mondo. Si pensi per esempio all’insolita frequenza delle occasioni internazionali in cui questi capi si sono riuniti dopo l'Anno Santo quattro anni fa, come la celebrazione del Cinquantenario delle Nazioni Unite, durante la quale capi di stato e di governo hanno affermato il proprio impegno per la pace mondiale. Notevoli sono inoltre la prontezza e la spontaneità con cui questi capi di governo hanno agito assieme per risolvere svariate crisi in differenti parti del mondo. Queste tendenze coincidono con i crescenti appelli lanciati da cerchie illuminate perché si esamini la possibilità di conseguire una qualche forma di governo globale. Non potremmo vedere in questo rapido intreccio di eventi le operazioni della Mano della Provvidenza, in effetti esattamente il precursore della monumentale occasione prevista nei nostri Scritti?

Sebbene l'instaurazione della Pace Minore non dipenda da piani e azioni Bahá’í e sebbene non sarà l'ultima meta che l'umanità è destinata a raggiungere nell'Età Aurea, la nostra comunità ha la responsabilità di dare impulso spirituale ai processi che a quella pace porteranno. Il bisogno in questo momento è di intensificare i nostri sforzi intesi a costruire il Sistema Bahá’í a tal segno da attrarre le confermazioni di Bahá’u’lláh e di evocare così un'atmosfera spirituale che concorrerà all'accelerazione di questi processi. Due sono le nostre grandi sfide: una, organizzare una campagna d'insegnamento nella quale tutti i membri della nostra comunità si impegnino entusiasticamente, sistematicamente e personalmente, e nella quale l'attivazione di un vasto programma di addestramento assicuri lo sviluppo di una massa di risorse umane; l'altra, completare i progetti di costruzione sul Monte Carmelo per i quali ogni sacrificio dev'essere affrontato per fornire una generosa effusione di risorse materiali. Se perseguiti risolutamente, questi due punti focali gemelli favoriranno le condizioni per lo sprigionarsi di forze represse che daranno forma ad un cambiamento di direzione negli affari umani in tutto il mondo.

Per quanto breve, la strada verso la pace sarà tortuosa; per quanto promettente, il previsto evento che ne traccerà il percorso dovrà maturare attraverso un lungo periodo di evoluzione, con relative prove, sconfitte e conflitti, fino al momento in cui, per diretta influenza della Fede di Dio, si mostrerà come la Più Grande Pace. Nel frattempo, prima di arrivare a capire la transizione in atto, la gente del mondo si troverà spesso ad affrontare disperazione e turbamento. Noi che siamo stati illuminati dalla nuova Rivelazione abbiamo la Parola sacra a rassicurarci, un Piano Divino a guidarci, una storia di valore ad incoraggiarci. rincuoriamoci dunque non solo con la Parola di cui facciamo tesoro, ma anche con gli atti di eroismo e sacrificio che ancora oggi risplendono fulgidamente nella terra nella quale la nostra Causa è nata.

Per ben diciassette anni i nostri perseguitati fratelli in Iran hanno dimostrato una costanza nella fede e un coraggio che hanno prodotto una vasta proclamazione della Fede, facendola emergere dall'oscurità. Qui dunque c'è la prova vivente nei nostri tempi delle potenzialità di crisi e vittoria. Voglia Iddio che fra non molto i nostri fratelli iraniani siano liberati dal giogo che sopportano e siano ammessi alle glorie e alle meraviglie di una vittoria che solo la Bellezza Benedetta può elargire. La loro esperienza è per noi tutti, dovunque viviamo, segno ed esempio, perché alla fine, come il Maestro ci ha detto, l'opposizione solleverà il capo in tutti i continenti. Pur diversa da luogo a luogo, sarà indubbiamente intensa. Ma, grazie alla corroborante grazia di Bahá'u'lláh ed alla dimostrazione di fermezza di questi nobili amici, sapremo come affrontare senza paura le frecce del nemico. In verità, il Signore degli Eserciti ha promesso al Suo popolo un trionfo schiacciante e decisivo.

Mentre l'umanità è sballottata e tormentata dalle devastazioni, inflitte da una civiltà che ha perso il controllo, teniamo la testa ed il cuore concentrati sui compiti divini che ci attendono. Perché fra questi turbamenti abbonderanno le occasioni che vanno colte allo scopo di diffondere dappertutto la conoscenza del potere redentivo della Fede di Bahá'u'lláh e di arruolare nuove reclute nell'esercito sempre più numeroso dei Suoi seguaci. Questo Piano nel quale siamo ora impegnati coincide con uno dei momenti più critici della vita del pianeta. Si propone di preparare la nostra comunità a misurarsi con gli acceleranti cambiamenti che stanno verificandosi nel mondo attorno a noi e di mettere la comunità nella posizione sia di reggere al peso delle concomitanti prove e sfide, sia di rendere più visibile un modello di funzionamento al quale il mondo, che si trova in preda ad una tumultuosa transizione, può rivolgersi per trovarvi aiuto ed esempio. Ed ecco che questo Piano occupa un posto speciale nello schema della storia Bahá’í e della storia del mondo. Quelli di noi che conoscono la visione della Fede sono particolarmente privilegiati di essere coscientemente coinvolti negli sforzi tesi a stimolare ed infine ad intensificare tali processi.

Possiate tutti levarvi a cogliere i compiti di questo cruciale momento. Voglia ognuno imprimere il suo segno su questo breve lasso di tempo così pregno di potenzialità e di speranze per l'umanità intera. Per non lasciarvi distogliere o turbare dai drastici eventi di questa era di transizione, tenete sempre davanti alla mente il consiglio della nostra guida infallibile, Shoghi Effendi:

" Non spetta a noi, meschini mortali come siamo, tentare, in una fase così critica nella lunga e variegata storia dell'umanità, di giungere ad una comprensione precisa e soddisfacente dei passi successivi che condurranno una umanità sanguinante, miseramente dimentica del suo Dio e incurante di Bahá'u'lláh, dal suo calvario alla sua resurrezione finale... Abbiamo invece il dovere, per quanto confusa la scena, per quanto cupo lo spettacolo attuale, per quanto limitate le risorse di cui disponiamo, di lavorare con serenità, fiducia e assiduità per offrire la nostra parte di aiuto, in qualsiasi modo le circostanze lo permettano, alle forze che, schierate e dirette da Bahá'u'lláh, guidano l'umanità oltre la valle della miseria e della vergogna verso le somme vette della potenza e della gloria. "

Plaudiamo con cuore grato alla generosa risposta di tutti i continenti alla Piano quadriennale lanciato lo scorso la Ridván.

Le consultazioni dei Consiglieri Continentali e delle Assemblee Spirituali Nazionali hanno dato inizio a un vasto processo di pianificazione che ha coinvolto anche i Membri dei Consigli Ausiliari e le Assemblee Spirituali Locali. Grazie a questo processo si è delineato il carattere nazionale e regionale dei piani che ne sono derivati. Ma questa impresa mondiale non si è limitata a produrre schemi caratteristici nei vari paesi, ha anche elevato il rapporto di collaborazione fra i due rami dell'Ordine Amministrativo, gradito presagio di future vittorie.

Un segno dell'immediato impatto del Piano è stata la rapidità con cui si è provveduto a fondare quasi duecento istituti di addestramento negli ultimi 12 mesi. Molti di questi non si sono limitati a disegnare la propria organizzazione, ma sono già operanti e hanno già dato i loro primi corsi. Inoltre, nel movimento dei pionieri e degli insegnanti viaggianti interni ed internazionali, nella maggiore attenzione data dagli individui dalla deputazione degli insegnanti, nei preparativi fatti per assicurare la formazione delle Assemblee Spirituali Locali solo il primo giorno di Ridván, nel crescente sforzo di tenere regolari incontri di preghiera, nei sempre più frequenti tentativi di utilizzare le arti nelle attività di insegnamento e comunitarie, sotto tutti questi aspetti si può vedere negli amici la profonda consapevolezza dell'importanza di concentrarsi sui requisiti della meta primaria del Piano, e cioè ottenere un significativo progresso del processo dell'entrata in truppe.

Né si può fare a meno di menzionare altri sviluppi, verificatisi lo scorso anno, che confermano il grande merito dei molteplici sforzi compiuti dalla nostra comunità mondiale e dei risultati conseguiti. Fra questi, per menzionarne alcuni, vi sono: l'acquisizione dell'appartamento di Avenue de Camoens, 4 a Parigi dove l’amato Maestro, Abdu’l Bahá, ha abitato durante la sua storica visita alla città, la sessione speciale della Camera federale dei deputati del Brasile il 14 agosto in occasione del settantacinquesimo anniversario dell'introduzione della fede Bahá’í nel paese, un'occasione ufficiale senza precedenti alla quale Amatu’l Bahá Ruhiyyih Khánum ha partecipato come ospite d'onore, il lancio, lo scorso luglio, del sito World Wide Web della comunità internazionale Bahá’í, intitolato "the Bahá'í World", che a tutt’oggi ha ricevuto oltre 50 mila visite da più di 90 paesi e territori, con una media di circa 200 al giorno.

Altrettanto importanti quanto queste vittorie, i progetti di costruzione sul monte Carmelo sono andati avanti con una velocità folgorante, coronati dal completamento del colonnato marmoreo delle Centro per lo studio dei testi, dall'innalzamento dell'edificio del Centro Internazionale di Insegnamento fino alla settimo livello e dal progressivo delinearsi degli ampi profili delle terrazze del Mausoleo del Báb. A questo proposito si devono menzionare il parziale abbassamento della parte della pubblica via sulla quale passerà la linea delle terrazze e l’acquisizione e successiva demolizione dell'edificio ai piedi del monte che opponeva l'ultimo ostacolo da superare per consentire il completamento delle terrazze inferiori attraverso le quali il glorioso percorso sale fino al sacro Edificio e poi fino alla cima del Colle di Dio.

Di grande rilievo per il progresso ora descritto è stato inoltre il mantenimento del livello delle contribuzioni alla Fondo per i progetti dell’Arco, a completamento della metà dello scorso anno. È chiaro che ai bisogni economici in questo ambito stanno provvedendo con incessante eroismo ricchi e poveri e che dovranno continuare a farlo anche negli anni successivi. Ma nello stesso tempo anche le Assemblee e gli amici devono contemporaneamente compiere uno sforzo strenuo e sostenuto in tutto il mondo per provvedere ai bisogni critici il Fondo internazionale Bahá’í.

Un così fausto inizio del Piano quadriennale non può non infondere nel cuore dei membri della nostra comunità mondiale la fiducia di essere ben preparati a rispondere alle sue richieste descritte nei messaggi che lo hanno lanciato ed elaborate nei piani adottati dalle rispettive Assemblee. Un ulteriore incoraggiamento, particolarmente apprezzato mentre entriamo in questo secondo anno, è che le circostanze hanno permesso di riformare questo Ridván l'Assemblea Spirituale Nazionale del Ruanda. Questa vittoria su una crisi porterà a 175 il numero delle Assemblee Spirituali Nazionali che saranno eleggibili per partecipare all'ottava Convenzione Internazionale Bahá’í che si terrà al Centro Mondiale Bahá’í il prossimo Ridván. Con quanta trepidazione speriamo che per allora, a metà del Piano, il mondo Bahá’í abbia fatto un grande balzo avanti verso la moltiplicazione delle sue risorse umane, la maturazione delle Assemblee Spirituali e l'evoluzione delle sue comunità locali!

L'opportunità offerta dal breve lasso di tempo che ci separa dalla fine del secolo è indicibilmente preziosa. Solo uno sforzo unito e costante degli amici in tutto il mondo per promuovere il processo dell'entrata in truppe sarà degno di questo storico momento. Responsabilità urgenti ed inderogabili premono su ogni istituzione, su ogni membro di questa comunità che lotta per conseguire il destino che Dio le ha promesso. Poiché è così breve il tempo in cui tanto deve essere fatto, non c'è tempo da perdere, non ci si può lasciare sfuggire nessuna occasione. State certi, cari amici, che egli eserciti del regno di Abhá sono pronti ad accorrere a sostenere chiunque sorga per offrire i propri atti di servizio al dramma spirituale che si sta svolgendo in questi fatidici giorni.

in questo momento che segna la metà del Piano di Quattro Anni, affermiamo con cuori edificati che la comunità mondiale Bahá’í sta aprendo nuovi orizzonti in uno stadio dinamico della sua evoluzione. Il processo di entrata in truppe, su cui si concentrano le sue energie, sta chiaramente avanzando.

1 - Tre sviluppi allietano le nostre aspettative. Uno sta nei validi risultati prodotti ovunque operino istituti di formazione. Nel corso degli ultimi due anni decine di migliaia di individui hanno completato almeno un corso di istituto. Gli effetti immediati su di loro sono stati una fede più rafforzata, una identità spirituale più cosciente e un impegno più profondo nel servizio Bahá’í. Il secondo sviluppo riguarda il notevole miglioramento delle condizioni relative alla formazione e riformazione delle Assemblee Spirituali Locali. La decisione di formare queste istituzioni solo il primo giorno di Ridván, e di farlo principalmente su iniziativa delle comunità a cui appartengono, è stata messa in atto nel 1997. Mentre in tutto il mondo si è avuta una immediata se pur prevista caduta nel numero delle Assemblee Locali, la riduzione non è stata molta vasta; in effetti, in alcuni paesi si sono registrati degli aumenti. Questo risultato indica che il processo di maturazione di queste istituzioni divinamente ordinate è in corso. Il terzo sviluppo è che una nuova fiducia nell'insegnamento sta infiammando gli amici e in varie zone i risultati sono imponenti. Sempre grande è stata la potenzialità per un costante e crescente afflusso di nuovi credenti, e possiamo affermare con certezza che la capacità di metterla in atto viene sviluppata metodicamente ora più che mai, via che si procede con il Piano attuale.

2 - Oltre a questi segni di progresso, siamo gratificati dalla meravigliosa velocità con cui sono avanzati i progetti di costruzione sul Monte Carmelo realizzando i tempi fissati per l'anno appena trascorso. In maggio avremo la formazione di tre nuove Assemblee Spirituali Nazionali - Sabah, Sarawak e Slovacchia - e la riformazione dell'Assemblea Spirituale Nazionale in Liberia, portando a 179 il numero dei pilastri della Casa Universale di Giustizia. Nel contemplare i favori divini riversati sulla nostra comunità, riconosciamo con profonda gratitudine la costanza degli atti di servizio offerti dalle singole Mani della Causa di Dio, dal Centro Internazionale di Insegnamento, dai Consiglieri e dai loro ausiliari in ogni continente. La crescente forza delle Assemblee Spirituali Nazionali inoltre sostiene la nostra certezza dell'imminenza di clamorose vittorie.

3 - Questo positivo panorama delle prospettive della comunità si staglia sullo sfondo confuso di un pianeta sconvolto dai contrasti. Eppure, tra la diffusa desolazione dello spirito umano, è evidente che ad un certo livello di coscienza tra i popoli del mondo esiste il crescente senso di un irresistibile movimento verso l'unità e la pace mondiale. Questo senso si risveglia quando le barriere fisiche tra i popoli vengono potenzialmente eliminate da elettrizzanti progressi nelle scienze e nella tecnologia. Pur tuttavia, una lunga e varia serie di tribolazioni che scuotono il mondo e di sviluppi che ne forgiano la sostanza tengono l'umanità simultaneamente stordita e abbagliata. Le tempeste e le tensioni che ingeriscono sulla struttura della società sono incomprensibili a tutti eccetto i relativamente pochi abitanti del pianeta che riconoscono lo scopo di Dio per questo Giorno.

4 - Gli esseri umani, nostri confratelli, ovunque sono soggetti in modo impercettibile nel medesimo istante alle emozioni conflittuali indotte dall'azione continua di processi simultanei di "ascesa e di caduta, di integrazione e di disintegrazione, di ordine e di caos". Aspetti questi che Shoghi Effendi ha identificato come tipici del Piano Maggiore e del Piano Minore di Dio, i due modi conosciuti secondo cui procede il Suo scopo per l'umanità. Il Piano Maggiore è associato a turbolenza e calamità e procede con un palese fortuito disordine, ma in effetti porta inesorabilmente l'umanità all'unità e alla maturità. Viene portato avanti essenzialmente da persone che ne ignorano il corso e sono persino contrarie al suo scopo. Come ha sottolineato Shoghi Effendi, il Piano Maggiore di Dio utilizza "sia i potenti sia gli umili come pedine del Suo gioco che dà forma al mondo, per la realizzazione del Suo scopo immediato e infine per stabilire il Suo Regno in terra. "L’accelerazione dei processi che genera dà impeto a sviluppi che noi Bahá'í, con tutta la sofferenza e il patema che ne conseguono, vediamo come segni dell'emersione della Pace Minore.

5 - A diversità del Suo Piano Maggiore, che lavora misteriosamente, il Piano Minore di Dio è chiaramente delineato, opera secondo processi ordinati e ben conosciuti, ed è stato dato a noi da eseguire. La sua meta finale è la Più Grande Pace. La campagna di quattro anni, a metà della quale ci troviamo ora, costituisce lo stadio attuale del Piano Minore. E' alla realizzazione del suo scopo che dobbiamo tutti dedicare la nostra attenzione e le nostre energie.

6 - Può sembrare talora che l'azione del Piano Maggiore causi scompiglio nel lavoro del Piano Minore, ma gli amici hanno ogni motivo per restare imperterriti. Perché essi riconoscono la fonte della ricorrente turbolenza in azione nel mondo e, secondo le parole del nostro Custode, "attestano la sua necessità, osservano con fiducia i suoi sviluppi misteriosi, pregano ardentemente che la sua durezza sia mitigata, lavorano con intelligenza per attenuare la sua furia e prevedono chiaramente la conclusione dei timori e delle speranze che esso produrrà."

7 - Anche per chi guardi con occhio superficiale, la scena globale degli ultimi anni non può che portare a osservazioni che per un Bahá'í sono cariche di un significato speciale. Tanto per cominciare, nel frastuono di una società in tumulto si può discernere una incontestabile tendenza verso la Pace Minore. Un interessante indizio è offerto dal maggior coinvolgimento delle Nazioni Unite, appoggiate da potenti governi, nel prestare attenzione a pressanti problemi mondiali di vecchia data; un altro deriva dal sensazionale riconoscimento, avvenuto qualche mese fa da parte di leader mondiali, di ciò che implica la interconnessione di tutte le nazioni nel campo degli affari e della finanza, una condizione che Shoghi Effendi aveva previsto come aspetto essenziale di un mondo organicamente unificato. Ma uno sviluppo di ancor maggiore rilievo per la comunità Bahá’í è che un numero massiccio di persone sono alla ricerca di verità spirituali. Svariati studi pubblicati di recente sono stati dedicati a questo fenomeno. Le ideologie che hanno dominato la maggior parte di questo secolo si sono esaurite; al loro declino in questi anni che concludono il secolo, sorge una brama di significato, uno struggimento dell'anima.

8 - Questa fame spirituale è caratterizzata da un'agitazione, da una crescente insoddisfazione dello stato morale della società; è evidente anche nell'incremento del fondamentalismo nell'ambito di varie sette religiose, e nel moltiplicarsi di nuovi movimenti che si atteggiano a religione o aspirano a prendere il posto della religione. Da qui derivano alcune considerazioni che permettono di valutare l'interazione tra i due processi che sotto l'impulso divino operano nel pianeta. Le molteplici opportunità che così vengono provvidenzialmente fornite di presentare il Messaggio di Bahá'u'lláh

alle anime ricercatrici creano una situazione dinamica per l'insegnante Bahá’í. Le implicazioni per questo compito sono di enorme incoraggiamento.

9 - Le nostre speranze, le nostre mete, le nostre possibilità di avanzare, possono essere realizzate tutte concentrando i nostri sforzi sullo scopo principale del Piano Divino allo stadio attuale cioè, mettere in atto un significativo avanzamento nel processo dell'entrata in truppe. Questa sfida può essere colta per mezzo di sforzi persistenti pazientemente esercitati. Entrata in truppe è una possibilità senza dubbio a portata di mano della nostra comunità. Fede incessante, preghiera, le ispirazioni dell'anima, assistenza Divina - questi sono alcuni elementi essenziali per il progresso di qualsiasi impresa Bahá’í. Ma di vitale importanza per realizzare l'entrata in truppe è anche un approccio realistico, una azione sistematica. Non esistono scorciatoie. L’organizzazione sistematica assicura armonia di linee di azione basate su piani ben concepiti. In generale, implica una metodica di approccio in tutto ciò che attiene al servizio Bahá’í, tanto nell'insegnamento quanto nella amministrazione, nell’impegno individuale come in quello collettivo. Mentre dà spazio all'iniziativa personale e alla spontaneità, prospetta la necessità di avere mente chiara, di essere metodici, efficienti, costanti, equilibrati e armoniosi. L’organizzazione sistematica è un modo necessario di funzionare animato dall'urgenza di agire.

10 - Per assicurare una evoluzione ordinata della comunità, una delle funzioni delle istituzioni Bahá’í è organizzare e portare avanti un processo di sviluppo delle risorse umane, nel quale i Bahá'í, nuovi e veterani, possano acquisire la conoscenza e la capacità di sostenere una continua espansione e un continuo consolidamento della comunità. Essenziale a questo scopo è la creazione di istituti di formazione, in quanto sono centri tramite i quali grandi numeri di individui possono acquisire e migliorare la loro abilità a insegnare e ad amministrare la Fede. La loro esistenza sottolinea l'importanza della conoscenza della Fede quale fonte di potere per rinvigorire la vita della comunità Bahá’í e degli individui che la compongono.

11 - I fatti a disposizione confermano che il Piano di Quattro Anni funziona là dove viene compreso e messo in atto un approccio sistematico. Questi stessi fatti mostrano che le istituzioni della Fede, nei loro sforzi di collaborare a livello nazionale, regionale e locale, si sono chiaramente mantenute fedeli a questa comprensione. Quanto agli individui, invece, dai quali in ultima analisi dipende il successo del Piano, questa comprensione è meno chiara. Per questa ragione, dobbiamo mettere in evidenza ai nostri confratelli l'importanza del loro sforzo personale in questo requisito per il successo nell'insegnamento e in altri impegni.

12 - Il Piano, una volta trasformato in programmi e progetti dalle istituzioni nazionali e locali, tra l'altro indica la via, identifica le mete, stimola gli sforzi, fornisce una gamma di necessarie attrezzature e materiali che vanno a beneficio del lavoro di insegnanti e amministratori. Ciò naturalmente è necessario per il giusto funzionamento della comunità, ma non produce risultati se i suoi singoli membri non rispondono con una partecipazione attiva. In questa sua risposta ogni individuo, a sua volta, deve prendere una decisione cosciente su cosa farà per servire il Piano, e come, dove e quando farlo. Questa determinazione permette all'individuo di verificare il progresso delle proprie azioni e, se necessario, di modificare i passi intrapresi. L’acquisizione di tale procedura di sforzo sistematico conferisce significato e pienezza di realizzazione alla vita di qualsiasi Bahá'í.

13 - Ma all'individuo, oltre alla necessità di rispondere all'appello delle istituzioni, è affidato da Bahá'u'lláh Stesso il sacro dovere di insegnare la Sua Causa, da Lui descritto come "il più meritorio di tutti gli atti." Fino a quando esistono anime bisognose di illuminazione, questo dovere sicuramente deve rimanere la costante occupazione di ogni credente. Nel metterla in atto, l'individuo è direttamente responsabile verso Bahá'u'lláh. "Non aspetti né direttive, né incoraggiamenti speciali dai rappresentanti eletti della sua comunità; non si lasci distogliere da ostacoli che parenti o concittadini possano essere inclini a porre sulla sua strada; non si dia pena delle critiche dei detrattori o dei nemici." Gli scritti delle Figure Centrali e del nostro Custode sono pieni di consigli ed esortazioni sul ruolo insostituibile dell'individuo nello sviluppo della Fede. E' quindi inevitabile che, in questo particolare periodo della vita dell'umanità nel suo insieme, ci sentiamo spinti ad appellarci direttamente ad ogni membro della nostra comunità perché valuti la situazione urgente alla quale tutti noi, i coadiutori della Bellezza di Abhá, dobbiamo far fronte.

14 - Il nostro destino, cari fratelli e sorelle, è quello di essere coscientemente coinvolti in un vasto processo storico quale non è mai stato sperimentato prima da nessuno. Come comunità mondiale, abbiamo finora raggiunto un unico e splendido successo: rappresentare l'intera gamma della razza umana, grazie all'inestimabile dispendio di vita, impegno e ricchezze di buon grado profuso da migliaia dei nostri predecessori spirituali. Non esiste altra aggregazione di esseri umani che possa rivendicare la creazione di un sistema con la provata capacità di unire tutti i figli di Dio in un unico Ordine che abbraccia tutto il mondo. Questa impresa ci pone. non solo in una posizione di incomparabile forza, ma più particolarmente in una posizione di inevitabile responsabilità. Non ha forse ognuno di noi, quindi, un divino obbligo da onorare, un sacro dovere da adempiere nei confronti di chiunque altro non sia ancora consapevole dell'appello dell'ultima Manifestazione di Dio? Il tempo non si ferma, non aspetta. Ad ogni ora che passa una nuova afflizione colpisce un'umanità confusa. Osiamo indugiare?

15 - Fra solo due anni il Piano di Quattro Anni sarà concluso, esattamente alcuni mesi prima della fine di un secolo indimenticabile. Incombe su di noi, allora, un doppio appuntamento col destino. L’amato Maestro, esaltando le potenzialità senza precedenti del ventesimo secolo, affermò che le sue tracce dureranno per sempre. Colpita da tale visione, la mente del vigile seguace della Bellezza Benedetta deve senza dubbio essere mossa da ansiose domande su quale ruolo egli o ella svolgerà in questi pochi, fuggevoli anni, e chiedersi se, alla fine di questo periodo embrionale, egli o ella avrà lasciato un segno tra quelle tracce durature che la mente del Maestro ha percepito. Per assicurare una risposta che soddisfi l'anima, tra tutte le altre una cosa è necessaria: agire, agire ora, e continuare ad agire.

16 - La nostra sentita supplica alla Sacra Soglia a nome di tutti noi è che possiamo essere divinamente aiutati e abbondantemente confermati in ogni cosa che facciamo per far fronte all'urgente scopo del Piano Divino in un momento così fatidico della storia umana.

il nostro cuore arde di speranza quando esaminiamo ciò che è stato compiuto nell'anno che precede il decisivo sforzo finale verso la conclusione del Piano di Quattro Anni. A partire dall'importante inizio dell'anno con l'ottava Convenzione Internazionale Bahá'í, il mondo Bahá’í ha sostenuto un ritmo crescente di attività che hanno significativamente fatto avanzare il processo dell'entrata in truppe. La nostra comunità è sensibilmente cresciuta, le sue risorse umane sono state riccamente valorizzate. Dai progetti di espansione a impegni nel consolidamento, dallo sviluppo socioeconomico alle relazioni esterne, dai servigi offerti dai giovani alle espressioni in campo artistico, dal Centro Mondiale della Fede ai più remoti villaggi e città, in effetti da qualunque prospettiva si esamini la comunità, si sono fatti progressi. Le aspettative del Piano sono impellenti.

Lo slancio generato alla Convenzione Internazionale ha pervaso il susseguente Convegno dei Consiglieri, galvanizzando ulteriormente i suoi infaticabili partecipanti; e ha ispirato i lavori delle Convenzioni Nazionali tenute a maggio, incluse quelle di Sabah, Sarawak e Slovacchia che per la prima volta sono state indette per formare le relative Assemblee Spirituali Nazionali. Quella stessa energia è stata infusa sul Centro Internazionale di Insegnamento, che ha dispiegato una potenza notevole nel breve periodo da quando è iniziato il suo sesto mandato nell'anniversario della Dichiarazione del Báb. In questo primo anno i Consiglieri suoi membri, concentrandosi sul perfezionamento e consolidamento della loro organizzazione, non hanno fatto i loro usuali viaggi, ma d'ora in poi ci si aspetta che riprendano le loro visite in varie parti del mondo, in modo da rafforzare la loro rivitalizzante influenza sulla conclusione positiva del Piano di Quattro Anni.

In Terra Santa, oltre a questi eventi, i progetti di costruzione sul Monte Carmelo, contemplati con meraviglia carica di emozioni dai delegati alla Convenzione Internazionale, procedono verso il completamento previsto per la fine del secolo. La rapidità dei lavori ha raggiunto un nuovo culmine con l'apertura, a partire dal passato Ridván, di tutti i rimanenti punti di costruzione. Il Centro per lo Studio dei Testi e l'ampliamento dell'edificio degli Archivi sono stati approntati per essere occupati entro poche settimane, l'esterno dell'edificio del Centro Internazionale di Insegnamento è stato totalmente rivestito di marmo, mentre all'interno ad ogni piano sta procedendo il lavoro di rifinitura. L'abbassamento della Hatzionut Avenue, per far posto al ponte che ora collega le Terrazze del Mausoleo del Báb con ambo i lati della strada, è stato completato ed è ripreso il traffico normale. Il magnifico dispiegarsi delle Terrazze ha catturato l'attenzione del pubblico al punto che la diciannovesima terrazza in cima al monte è già aperta giornalmente ai visitatori, suscitando una risposta entusiastica da parte della popolazione riconoscente. Il Municipio di Haifa, nell'ambito di una campagna volta ad attirare attenzione sulla città a livello internazionale, ha pubblicato un opuscolo fotografico sul Mausoleo del Báb e sulle Terrazze, disponibile oltre che in ebraico nelle cinque lingue più diffuse nel mondo.

Ci sentiamo spinti a menzionare almeno altri due sviluppi al Centro Mondiale di tipo totalmente diverso: primo, la decisione di aumentare il numero di pellegrini da 100 a 150 per gruppo; la disposizione entrerà in vigore quando sarà completato l'ammodernamento, ormai a buon punto, dell'edificio appena acquistato, posto dall'altro lato della via che parte dal Monumento della Più Grande Foglia; in questo edificio potranno essere utilizzati una sala per i pellegrini e altri ambienti per la conduzione di un ampliato programma di pellegrinaggio. Secondo: malgrado l'inevitabile lentezza del lavoro, è stato fatto un notevole progresso nel piano di traduzione di testi degli Scritti di Bahá'u'lláh con l'intento di pubblicare un nuovo volume in inglese delle Sue opere. L'impegno preso è di fornire la versione completa di importanti Tavole, quali la Suriy-i-Muluk e la Suriy-i-Haykal, come pure di completare i testi di Tavole indirizzate a singoli re e governanti. Si prevede di includere anche la Suriy-i-Ra'is, la Lawh-i-Ra'is e la Lawli-i-Fu'ad.

La Causa di Bahá'u'lláh marcia avanti irresistibilmente, accelerata dalla crescente applicazione di un approccio sistematico allo sviluppo e utilizzo delle risorse umane. L'ulteriore creazione di istituti di formazione nazionali e regionali, attualmente 344, ha aumentato questo sviluppo, col risultato che, a parte l'America del Nord e l'Iran dove si sono tenuti numerosi corsi, circa 70.000 persone hanno già completato almeno un corso di istituto. Tutto ciò sta contribuendo alla crescente formazione di un nucleo di attivi e validi sostenitori della Causa. L'incalcolabile potenziale di questo progresso è illustrato da varie relazioni come quella ricevuta dal Chad, dove in una zona servita da un istituto più di 1000 persone hanno abbracciato la Fede grazie agli sforzi personali di coloro che sono stati formati dai corsi. Ovunque sta prendendo piede la comprensione della necessità di sistematicità nello sviluppo delle risorse umane.

Collaterale alla dimostrata efficacia degli istituti di formazione è la crescita pratica dei Consigli Regionali Bahá'í in particolari paesi in cui le condizioni hanno reso necessaria e fattibile la formazione di queste istituzioni. Là dove esiste una stretta connessione fra un Consiglio e un istituto di formazione, tutto è pronto per una galvanizzante coesione dei processi di espansione e consolidamento in una certa area, e per l'abbinamento pratico dei servizi formativi degli istituti con le necessità di sviluppo delle comunità locali. Inoltre, le linee guida operative secondo cui i Consiglieri Continentali e i Consigli Regionali hanno accesso diretto fra di loro hanno dato origine ad un ulteriore rapporto istituzionale che, insieme a quelli che collegano i Consigli alle Assemblee Spirituali Nazionale e Locali, crea un'integrazione dinamica di funzioni a livello regionale.

Anche il lavoro in continua crescita nel campo dello sviluppo socioeconomico trae beneficio dall'azione di quegli istituti di formazione che si concentrano su tematiche quali l'alfabetizzazione, regole igieniche di base e promozione della donna. Gli sforzi più diffusi dell'Ufficio per lo Sviluppo Socioeconomico volti a promuovere un processo globale di apprendimento dei relativi principi Bahá’í sono rafforzati dal lavoro di questi istituti, come pure dalla nascita di organizzazioni di ispirazione Bahá’í sparse in tutto il globo. E' chiaro quindi che acquista forza la capacità istituzionale di portare avanti programmi di sviluppo. Ciò appare evidente nei progetti sponsorizzati da istituzioni Bahá’í o iniziati da singoli individui e ispirati dalla Fede. Un eccezionale esempio di questi ultimi progetti è lo Unity College, che fu creato da una famiglia in Etiopia come il primo e, fino al 1998, unico college privato del paese, con un numero di iscritti che nell'ultimo anno ha raggiunto le 5000 unità. Un altro esempio, su scala minore ma non meno significativo, è l'iniziativa di una famiglia a Buffalo, New York: qui, a casa loro, aiutano decine di bambini e giovani della città a sviluppare, tramite gli insegnamenti spirituali e morali Bahá’í, modelli comportamentali che permettano di superare atteggiamenti autodistruttivi indotti da povertà e razzismo.

Nel campo delle relazioni esterne, le azioni più efficaci sono state sollecitate da due tragici avvenimenti in Iran. L'improvvisa esecuzione a Mash-had il luglio scorso del signor Rouholláh Rawháni, la prima azione ufficiale del genere in sei anni, è stato un colpo che ha provocato un'indignazione mai vista in tutto il mondo da parte di governi e agenzie delle Nazioni Unite. In settembre i servizi segreti governativi hanno lanciato un attacco organizzato contro l'Istituto Bahá'í di Educazione Superiore, che ha comportato l'arresto di 36 membri della facoltà e l'irruzione in oltre 500 case in tutto il paese. Quest'ultimo incidente ha dato il via ad una campagna mondiale di protesta, in corso tuttora, alla quale hanno preso parte istituti e associazioni accademiche, insegnanti e gruppi studenteschi, con ripercussioni sulla stampa, il cui speciale interesse è dimostrato da validi articoli apparsi su Le Monde, sul New York Times e su altri importanti giornali. L'approvazione di un'altra risoluzione sull'Iran da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nella quale vengono chiaramente citati i Bahá'í, senza dubbio sarà stata influenzata da queste due lampanti manifestazioni di una persecuzione religiosa incessante.

Ma oltre a questa intensa attività in difesa dei nostri assillati fratelli richiesta agli amici di ogni parte del mondo, molta attenzione è stata rivolta anche ad una vasta gamma di imprese nel campo delle relazioni esterne. La missione di quattro mesi intrapresa da un emissario della Casa di Giustizia, il signor Giovanni Ballerio, nelle isole dell'Oceano Pacifico, dove ha incontrato 22 capi di stato, 5 capi di governo e oltre 40 funzionari di alto livello; le attività perseguite da varie Assemblee Nazionali, su stimolo dell'Ufficio presso le Nazioni Unite della Bahá'í International Community, per promuovere l'educazione ai diritti umani; la partecipazione, dietro invito, di rappresentanti della comunità Bahá’í del Sudafrica ai lavori della Commissione su Verità e Riconciliazione, nella quale hanno potuto raccontare la loro testimonianza di risoluto supporto all'unità razziale nel corso degli anni dell'apartheid; il recente successo di comunità in Australia, Brasile, Finlandia e Portogallo che hanno ottenuto dalle autorità scolastiche di includere corsi sulla Fede Bahá'í nei programmi di scuole elementari e medie - tutti questi, per non citare progetti di informazione al pubblico che hanno divulgato la Fede con ogni forma di mass media, sono esempi delle azioni su vasta scala nel campo delle relazioni esterne che hanno impegnato le energie della comunità.

Un'enorme quantità di attività collaterali ha comportato l'utilizzo delle arti; un esempio notevole sono stati gli spettacoli musicali e artistici connessi con la celebrazione a Parigi del centenario dell'entrata della Fede in Europa. Il coro "Voices of Bahá", composto da 68 membri provenienti da Europa e America, ha deliziato il pubblico di otto città europee e fatto conoscere la Fede a molte persone. "Light and Fire", la parte completata di un'opera-balletto scritta dal compositore Bahá’í Lasse Thoresen di Norvegia, è stata eseguita con successo il settembre scorso al prestigioso festival musicale polacco noto come Warsaw Autumn, che è stato inaugurato dalla Regina di Svezia. L'opera è basata su recenti atti eroici dei martiri in Iran, fatto che ha portato il pubblico a conoscenza della Fede. L'evidente primato dell'Europa in queste particolari attività è stato sottolineato dall'evento avvenuto al Festival austriaco di Musica da Camera in cui la Croce Austriaca per le Scienze e le Arti, il più alto riconoscimento nel campo in Austria, è stata assegnata dal Presidente della Repubblica al signor Bijan Khadem-Missagh, violinista e direttore d'orchestra Bahá’í. Allo stesso Festival appariva un programma che comprendeva la recitazione di passi dagli Scritti Sacri Bahá’í e di altre religioni. Ma una parola comunque va spesa anche per riconoscere la rilevante parte svolta da giovani di tutto il mondo nell'utilizzo delle arti nel campo dell'insegnamento; le rappresentazioni dei loro workshop di danza, in particolare, hanno acquisito notorietà dentro e fuori la comunità Bahá’í.

Entriamo quindi in questo periodo di Ridván, come una comunità in uno stato dinamico di trasformazione, che gode di una coerenza di visione e di attività in armonia con lo scopo di far avanzare il processo di entrata in truppe. E iniziamo l'anno finale del Piano con un aumento della forza amministrativa, in quanto tre paesi europei, Lettonia, Lituania e Macedonia, convocano la loro prima Convenzione per formare la propria Assemblea Spirituale Nazionale, facendo così arrivare a 182 il numero dei pilastri della Casa Universale di Giustizia. Ma al di là di questo momento di festa esiste una serie di prospettive che vede al primo e più importante posto la conclusione del Piano di Quattro Anni al Ridván 2000. Farà seguito, nel Giorno del Patto dello stesso anno, l'inizio di un nuovo periodo di mandato per i Corpi dei Consiglieri Continentali, i cui membri saranno subito dopo convocati al Centro Mondiale Bahá'í per un Convegno nel quale, tra altri argomenti, saranno discusse le caratteristiche del prossimo piano mondiale di insegnamento e consolidamento. Il Convegno dei Consiglieri segnerà la inaugurazione da parte del Centro Internazionale di Insegnamento della sua sede permanente, un'occasione alla quale i Membri del Consiglio Ausiliario di tutto il mondo saranno invitati a prendere parte insieme ai Consiglieri in Terra Santa. I progetti del Monte Carmelo in quel momento saranno già completati e saranno già a buon punto i preparativi per i giorni della loro inaugurazione, prevista per il 22 e 23 maggio 2001, alla quale saranno invitati rappresentanti di ogni comunità nazionale Bahá’í. A suo tempo saranno annunciati i particolari di questi eventi.

Questa visione di avvenimenti portentosi trascende lo spartiacque temporale tra il ventesimo secolo e il nuovo millennio, secondo il calcolo dell'era cristiana. E' un progetto che sottolinea il contrasto tra la visione fiduciosa che spinge gli sforzi costruttivi di una comunità illuminata, e il groviglio di paure che coglie milioni e milioni di esseri umani ancora all'oscuro del Giorno che stanno vivendo. Privi di un'autentica guida, si soffermano sugli orrori del secolo, disperando su cosa possano implicare per il futuro, senza rendersi conto che questo stesso secolo contiene una luce che sarà diffusa sui secoli a venire. Privi di elementi per interpretare lo scompiglio sociale in atto in tutto il globo, danno ascolto ai santoni dell'errore e sprofondano sempre più nella palude dello sconforto. Turbati da previsioni da giorno del giudizio, combattono contro i fantasmi di un'immaginazione mal informata. Senza sapere nulla della visione trasformatrice concessa dal Signore dell'Era, avanzano barcollando, ciechi davanti alla incomparabilità del nuovo Giorno di Dio.

Le pietose condizioni connesse a tale stato di cuore e mente non possono che spingerci tutti all'azione, incessante azione, per realizzare le intenzioni di un Piano il cui scopo principale è accelerare quel processo che farà sì che un numero crescente di popoli del mondo trovi l'Oggetto della sua ricerca e possa così costruire una vita unificata, pacifica e prospera.

Cari Amici, i giorni passano veloci come un batter d'occhio. Lasciate il vostro segno ora, in questa cruciale svolta di congiuntura che, nella sua unicità, non tornerà mai. Lasciate quel segno con azioni che vi assicurino benedizioni celestiali, garantendo per voi, per l'intera razza umana, un futuro al di là di qualunque previsione mondana.

chiniamo il capo in segno di gratitudine al Signore degli Eserciti, il cuore colmo di gioia, mentre siamo testimoni di quanta meravigliosa differenza hanno fatto quattro anni da quando è stato lanciato il Piano globale che si è ora concluso in questa Festa di Splendore. Il progresso compiuto in questo periodo è così marcato che la nostra comunità mondiale ha raggiunto altezze da cui si possono chiaramente scorgere nuovi luminosi orizzonti per le sue future imprese.

La differenza quantitativa è principalmente il risultato di una più spiccata differenza qualitativa. La cultura della comunità Bahá'í ha subito un cambiamento. Questo cambiamento è visibile nell'accresciuta capacità, nello stile metodico di funzionamento e nella conseguente approfondita fiducia delle tre componenti che prendono parte al Piano: l'individuo, le istituzioni e la comunità locale. Questo è avvenuto perché gli amici si sono preoccupati in modo più coerente di approfondire la conoscenza degli Insegnamenti divini ed hanno imparato molto - e questo in modo più sistematico di prima - su come applicarli alla diffusione della Causa, come organizzare le loro attività personali e collettive, e lavorare con i loro vicini. In una parola, sono entrati in un metodo di apprendimento da cui sono scaturite azioni significative. La spinta principale per questo cambiamento è stato il sistema di istituti di formazione creati in tutto il mondo con grande rapidità - un risultato che, nel campo dell'espansione e del consolidamento, si pone come il maggiore singolo retaggio del Piano di Quattro Anni.

Nell'accresciuta capacità di insegnare la Fede, come dimostrato dal fiorire di iniziative personali; nell'ampliata abilità di Assemblee Spirituali, Consigli e comitati di guidare gli sforzi degli amici; nell'introduzione di nuovi modelli di pensiero e azione che hanno influenzato il comportamento collettivo della comunità locale - da tutti questi punti di vista il sistema degli istituti di formazione ha dimostrato quanto è indispensabile come motore per il processo dell'entrata in truppe. Molti istituti, estendendo il loro funzionamento tramite circoli locali di studio, hanno esaltato la loro capacità di coprire vaste aree con i loro programmi. La Mongolia, ad esempio, ha creato 106 circoli di studio e, come risultato, ha registrato un significativo aumento nel numero dei nuovi credenti. In concomitanza con questi tipi di sviluppo, i membri della nostra comunità mondiale hanno anche dedicato maggiore attenzione al ricorso al potere della preghiera, alla meditazione sulla Parola sacra e ad attingere ai benefici spirituali della partecipazione a riunioni devozionali. E' tramite l'interazione di questi elementi di intensificata trasformazione personale e collettiva che cresce la dimensione della comunità. Anche se il numero di nuovi credenti non ha superato che di poco quello degli ultimi anni, è immensamente gratificante vedere che questo aumento è ora distribuito geograficamente, interessa settori sempre più vasti della comunità e riesce con successo ad integrare i nuovi dichiarati nella vita della Causa.

Una condizione della Fede così sana e promettente deve anche molto, oltre misura, all'influenza consultiva, alla funzione collaborativa e al lavoro pratico dell'Istituzione dei Consiglieri, che sono stati ampliati per quel che concerne la formazione e il funzionamento degli istituti, un ampliamento che è stato il riflesso del tempestivo stimolo impartito da un Centro Internazionale di Insegnamento vibrante e sempre all'erta.

Il tema centrale del Piano di Quattro Anni - l'avanzamento del processo dell'entrata in truppe - ha prodotto un alto grado di integrazione di pensiero e azione. Ha concentrato l'attenzione su uno stadio preminente nell'evoluzione della comunità bahá'í che deve essere raggiunto nel corso dell'Età Formativa; perché finché l'entrata in truppe non sarà largamente sostenuta, non matureranno le condizioni per la conversione in massa, quel salto in avanti promesso da Shoghi Effendi nei suoi scritti. Il fulcro tematico del Piano comportava implicazioni per ogni categoria di attività bahá'í; faceva appello ad una chiarezza di comprensione che rendesse possibile una pianificazione sistematica e strategica come requisito di azioni individuali e collettive. Gradualmente i membri della comunità si sono resi conto di come la sistematicità facilitasse i processi di crescita e sviluppo. Questa crescita di consapevolezza è stato un passo enorme che ha portato ad un miglioramento delle attività di insegnamento e ad un cambiamento nella cultura della comunità

Gli aspetti integrativi del tema sono stati evidenti negli sforzi volti a pianificare, costruire capacità istituzionale e sviluppare risorse umane. Il filo che collega tutto questo è evidente dall'inizio alla fine del Piano. Il Convegno dei Corpi dei Consiglieri Continentali nel dicembre 1995 in Terra Santa ha segnato l'inizio. Là i Consiglieri si sono concentrati sulle linee del Piano. A ciò hanno fatto seguito le loro consultazioni con le Assemblee Spirituali Nazionali in sessioni di pianificazione nazionale che in seguito sono passate a livello regionale, coinvolgendo membri del Consiglio Ausiliario, Assemblee Spirituali Locali e comitati. In questo modo, a tutti i livelli, elementi dell'amministrazione bahá'í sono stati coinvolti nel processo di pianificazione e sono giunti oltre questo stadio a quello della messa in atto, stadio per il quale doveva essere creata la capacità istituzionale di far fronte all'entrata in truppe. Due grandi passi sono stati intrapresi al riguardo: uno è stata la creazione di istituti di formazione; l'altro la creazione formale e la vasta introduzione di Consigli Regionali Bahá'í come caratteristica dell'amministrazione fra i livelli locale e nazionale, per rafforzare la capacità amministrativa di certe comunità in cui la crescente complessità delle questioni che le Assemblee Spirituali Nazionali dovevano affrontare richiedeva questo sviluppo. Di pari rilevanza per l'integrazione degli elementi del processo sono state le strategie definite per lavorare nello sviluppo socio-economico, parte cruciale del consolidamento, e negli affari esterni, fattore vitale che permette alla Fede di affrontare le conseguenze della sua emersione dall'oscurità. L'effetto combinato ha prodotto risultati clamorosi, la cui enumerazione andrebbe molto al di là dell'ambito di queste pagine. Ci piace, tuttavia, citare alcuni fatti salienti che illustrano l'ampiezza delle realizzazioni del Piano.

In Terra Santa, la costruzione delle Terrazze e gli edifici dell'Arco sono avanzati velocemente con la massima fiducia di conformarsi alla scadenza annunciata per il loro completamento alla fine di questo anno gregoriano. Inoltre, l'edificio ad Haifa, cui si faceva riferimento nel nostro ultimo messaggio di Ridván in relazione alle aumentate dimensioni dei gruppi di pellegrini, è pronto per essere utilizzato a partire da questo Ridván. Sempre a questo riguardo, sono stati approvati progetti architettonici per costruire a Bahjí delle strutture, assai necessarie, per accogliere pellegrini e altri visitatori bahá'í e non. E' stata completata la traduzione dei Testi per il previsto nuovo volume di Scritti di Bahá'u'lláh e sono in corso i preparativi per la sua pubblicazione.

Nell'espansione e nel consolidamento sono stati fatti grandi passi in avanti in maniera diversa da quelle già menzionate: nel pionierismo, nella proclamazione, nella pubblicazione della letteratura, nell'uso delle arti, nella formazione di Assemblee Spirituali e nei progressi delle associazioni di studi bahá'í. Circa 3300 credenti si sono stabiliti come pionieri internazionali a lungo e a breve termine. Un'ulteriore indicazione della maturazione di comunità nazionali è che proprio molti paesi che in genere ricevevano pionieri hanno inviato pionieri all'estero. Fedeli al mandato rivolto ai loro membri, le comunità canadese e statunitense hanno brillato per numero di pionieri che hanno lasciato la terra natia e per l'ancor maggiore numero di insegnanti viaggianti, inclusa una significativa rappresentanza di giovani. Particolarmente degna di nota è stata anche la rincuorante risposta da parte di credenti degli Stati Uniti di origine africana all'appello rivolto a insegnanti bahá'í di recarsi in Africa.

La proclamazione della Causa ha comportato una varietà di iniziative che comprendevano il patrocinio di una vasta gamma di occasioni - anniversari, commemorazioni, gruppi di discussione, mostre eccetera - che hanno reso possibile a vasti numeri di persone di venire a conoscenza degli insegnamenti della Fede. I Templi sono stati centri magnetici per visitatori che hanno varcato quelle soglie in numero crescente, specialmente in India, dove circa cinque milioni di persone sono stati ricevuti nel corso dell'anno scorso. A tali attività si sono aggiunte le molteplici utilizzazioni dei media per far conoscere il messaggio bahá'í. Negli Stati Uniti circa 60.000 persone hanno risposto ad una campagna tramite i media lanciata dal Comitato Nazionale Insegnamento. In tutto il mondo la conoscenza della Fede è stata diffusa tramite l'apparizione sulla stampa, più frequente di una volta, di articoli favorevoli non richiesti. Un ampliamento di possibilità di farsi conoscere è avvenuto tramite la disponibilità, da parte di stazioni radio e televisive, ad inserire regolari programmi bahá'í; ciò è avvenuto in paesi come la Repubblica Democratica del Congo e la Liberia. Questi lieti sviluppi sono stati coronati dalla decisione indipendente da parte di circuiti televisivi internazionali di utilizzare il Mausoleo del Báb e le Terrazze come luogo per la trasmissione televisiva della parte relativa alla Terra Santa di un programma mondiale che celebrava l'arrivo dell'anno 2000.

Nella comunità mondiale l'uso delle arti è diventato un importante tratto distintivo nelle attività di proclamazione, insegnamento, approfondimento e devozionali. Le arti hanno attirato giovani che le hanno utilizzate nelle loro attività di insegnamento e approfondimento, principalmente tramite numerosi workshop di teatro e di danza attivi in molte parti del mondo. Ma la dinamica delle arti è andata ben oltre il canto e la danza coinvolgendo una gamma di attività fantasiose che hanno radicato nella Causa molte persone. Là dove è stata usata l'arte folk, particolarmente in Africa, il lavoro di insegnamento è stato molto ampliato. Ghana e Liberia, ad esempio, hanno organizzato un Progetto "Luce dell'Unità" per promuovere le arti nell'insegnamento. In India il gruppo Armonia Comune aveva scopi similari.

Grazie soprattutto alla sollecitazione dei Consiglieri e al supporto del Fondo Continentale è stato dato grande impulso alla traduzione e alla pubblicazione di letteratura bahá'í specialmente in Africa e in Asia. Inoltre è uscito il Kitab-i-Aqdas in edizione completa in arabo e in altre lingue.

Mentre la restrizione della formazione di Assemblee Spirituali Locali al primo giorno di Ridván, che ha avuto effetto nel 1997, ha prodotto la prevista diminuzione del numero di queste istituzioni, la caduta non è stata drastica. Il numero, da allora, si è mantenuto stabile ed è in atto un solido processo di consolidamento. Otto nuovi pilastri della Casa Universale di Giustizia sono stati innalzati, portando il totale delle Assemblee Spirituali Nazionali a 181.

Particolarmente gratificante, nel corso di questi quattro anni, è stato il ritmo crescente dell'attività di studi bahá'í, che è grandemente avanzata con il vitale compito di rafforzare le basi intellettuali del lavoro della Fede. Due impagabili risultati sono stati l'imponente arricchimento della letteratura bahá'í e la produzione di una serie di dissertazioni che esaminavano vari problemi contemporanei alla luce dei principi bahá'í. La rete delle Associazioni Studi Bahá'í, che celebra quest'anno il suo venticinquesimo anniversario, ha dato il benvenuto a cinque nuove affiliate nel corso del Piano. Specchio della diversità e creatività che questo campo di servizio attira sono stati il primo convegno di studi bahá'í in Papua Nuova Guinea e l'innovativa attenzione dell'Associazione giapponese alle origini spirituali della cultura tradizionale giapponese.

Il progresso nel campo dello sviluppo socio-economico è stato decisamente di grande qualità, anche se le cifre che mostrano un aumento dei progetti sono altrettanto imponenti. Le attività riportate annualmente sono aumentate dalle 1350 circa all'inizio del Piano a oltre 1800 verso la sua fine. Durante questo periodo la tendenza verso un approccio più sistematico è stata la caratteristica dominante del lavoro. L'Ufficio per lo Sviluppo Socio-economico al Centro Mondiale, per promuovere la consultazione e l'azione sui principi dello sviluppo socio-economico, ha patrocinato 13 seminari di area ai quali hanno partecipato 700 rappresentanti di 60 paesi. Questo Ufficio si è anche occupato di ideare progetti pilota e materiale adatto per creare campagne organizzate volte a favorire lo sviluppo e l'alfabetizzazione di giovani, la formazione di addetti sanitari per comunità, il progresso della donna e l'educazione morale. Un esempio è stato il programma in Guyana che ha formato oltre 1500 addetti all'alfabetizzazione; un altro è stato il completamento in Malesia di otto moduli per il progresso delle donne, che sono diventati la base per corsi di formazione tenuti in Africa, Asia e America Latina. Nell'area Guaymi del Panama è stato iniziato un piano per integrare le stazioni radio bahá'í con il lavoro degli istituti di formazione. Dato che gli istituti hanno la potenzialità di fornire formazione per lo sviluppo socio-economico, un movimento in questa direzione ha coinvolto una dozzina di istituti, che stanno sperimentando iniziative in vari campi, come alfabetizzazione, formazione di addetti sanitari per le comunità e formazione attitudinale al lavoro. Una serie di enti patrocinati dai Bahá'í e ispirati alla Fede hanno dedicato le loro energie a vari progetti, come quello che ha comportato la collaborazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per combattere la cecità in Camerun; oltre 30.000 persone hanno ricevuto le medicazioni necessarie tramite questo progetto bahá'í. Un altro esempio è l'università privata in Etiopia, l'Unity College, dove sono iscritti 8000 studenti. Un altro è la Landegg Academy in Svizzera che, mentre ha ampliato e consolidato il suo programma accademico, ha offerto un aiuto altamente apprezzato nella continua ricerca di un rimedio alle orribili conseguenze sociali del conflitto nei Balcani. Un altro ancora è l'Università Nur in Bolivia che, in collaborazione con l'Ecuador, ha fornito formazione a oltre 1000 insegnanti di scuola con il suo programma di guida morale. In questo campo dello sviluppo socio-economico, queste prove di capacità sono state un grande beneficio per gli scopi del Piano.

Guidate dalla strategia degli affari esterni comunicata alle Assemblee Spirituali Nazionali nel 1994, le capacità della comunità nel campo dell'informazione al pubblico e al mondo diplomatico si sono ampliate ad un ritmo stupefacente, ponendo la comunità bahá'í in una relazione dinamica con le Nazioni Unite, i governi, le Organizzazioni Non Governative e il mondo dei media. La strategia si è concentrata in attività a livello nazionale e internazionale con due obiettivi chiave: influenzare i processi verso la pace mondiale e difendere la Fede. La Bahá'í International Community, tramite le misure adottate per la difesa dei nostri amati correligionari in Iran, si è conquistata un nuovo grado di rispetto e appoggio che ha creato opportunità per altri scopi della strategia da perseguire. Le nostre istituzioni e organizzazioni per gli affari esterni, per affrontare la sfida della difficilissima situazione in Iran, hanno escogitato nuovi approcci per attivare vie praticabili presso i governi e le Nazioni Unite. Il caso delle persecuzioni in Iran è stato oggetto di attenzione da parte delle più alte autorità del globo. La notizia che un tribunale iraniano aveva riconfermato la sentenza di morte per due amici e inflitto la stessa sentenza ad un terzo ha provocato una secca reazione da parte del Presidente degli Stati Uniti, che ha inviato all'Iran un chiaro monito. Grazie agli interventi di vari leader mondiali e delle Nazioni Unite, sono virtualmente interrotte le esecuzioni di Bahá'í iraniani e si è drasticamente ridotto il numero di sentenze di carcerazione a lungo termine.

Mentre accogliamo con gioia questi interventi, lodiamo lo spirito di sacrificio, la forza d'animo e la fede indomabile dei nostri fratelli e sorelle di Iran che hanno potentemente esercitato tutti i loro sforzi. Queste manifeste qualità dell'anima sconcertano i loro conterranei per la resistenza con cui sopportano gli assalti così ferocemente e implacabilmente scatenati contro di loro. Come altrimenti spiegare che così pochi siano stati capaci di resistere a così tanti così a lungo? Come altrimenti avrebbero potuto risvegliare l'attiva preoccupazione del mondo quando letteralmente ognuno di loro è sotto minaccia di morte? La tragedia dell'Iran è che gli aggressori finora non sono riusciti a vedere che i principi divini, per i quali questi perseguitati hanno sacrificato i loro possedimenti e persino la loro vita, contengono esattamente quelle soluzioni che darebbero soddisfazione alle struggenti necessità di una popolazione nell'ora del malcontento. Ma non vi è alcun dubbio che la sistematica tirannia, a cui i nostri amici iraniani sono stati così crudelmente soggetti, alla fine si assoggetterà al Potere dell'Onnipotente guidando per misteriose vicende verso il loro preordinato destino in tutta la sua promessa gloria.

Quanto agli altri obiettivi della strategia degli affari esterni, le linee di azione sono state guidate da quattro temi: diritti umani, condizione della donna, prosperità globale e sviluppo morale. Abbiamo registrato un enorme passo avanti nel lavoro per i diritti umani e la condizione della donna. Quanto al primo, l'Ufficio alle Nazioni Unite ha portato avanti un programma creativo di educazione ai diritti umani che finora è servito a preparare al lavoro diplomatico non meno di 99 Assemblee Spirituali nazionali. Quanto alla condizione della donna, l'esistenza di 52 uffici nazionali per il progresso della donna, i contributi di numerose donne e uomini bahá'í a convegni e seminari a tutti i livelli, la scelta di rappresentanti bahá'í per posizioni importanti in comitati di organizzazioni non governative fondamentali, inclusa quella che serve al Fondo Sviluppo per la Donna delle Nazioni Unite, mostrano come i seguaci di Bahá'u'lláh promuovono assiduamente il Suo principio della parità di donna e uomo.

Nel frattempo uno spiegamento di iniziative sta disseminando informazione sulla Fede Bahá'í ad un pubblico variegato. Fra di esse iniziative innovative quali: il lancio del sito Web "The Bahá'í World", che ha già una media di 25.000 visite al mese; la pubblicazione di un documento intitolato "Chi scrive il futuro?", che aiuta gli amici ovunque a parlare di problemi contemporanei; la trasmissione da novembre sul World Wide Web di "Payam-e-Doost", il programma radio in lingua persiana trasmesso un'ora alla settimana nell'area metropolitana di Washington D.C., un programma che è disponibile a qualsiasi ora in tutto il mondo su Internet e la realizzazione di un programma televisivo molto originale che applica i principi morali ai problemi di ogni giorno, che si è conquistato un caloroso sostegno da parte di autorità governative in Albania, Bosnia-Herzegovina, Bulgaria, Croazia, Ungheria, Romania, Slovenia e nell'ex Repubblica yugoslava di Macedonia.

Un fenomeno che si è andato affermando con la chiusura del secolo è che i popoli del mondo si sono levati a esprimere le loro aspirazioni tramite la cosiddetta "organizzazione di una società civile". Deve essere fonte di grande soddisfazione per i Bahá'í di ogni dove che la Bahá'í International Community, come NGO che rappresenta uno spaccato di umanità, si è conquistata molta fiducia come fattore unificante in discussioni di alto livello volte a dar forma al futuro dell'umanità. Il nostro principale rappresentante alle Nazioni Unite è stato nominato co-presidente di un comitato di organizzazioni non governative - una posizione che dà alla Bahá'í International Community un ruolo dominante nell'organizzazione del Millenium Forum. Questo incontro, indetto dal Segretario Generale dell'ONU Kofi Annan e previsto per maggio, darà a organizzazioni per una società civile l'opportunità di formulare punti di vista e raccomandazioni su problemi mondiali che saranno esaminati nel susseguente Millenium Summit a settembre di quest'anno che sarà presenziato da capi di stato e di governo.

Il risveglio dell'umanità alla dimensione spirituale dei cambiamenti in atto nel mondo ha un significato speciale per i Bahá'í. Si è intensificato il dialogo interreligioso. Nel corso del Piano di Quattro Anni esso ha coinvolto sempre più la Fede come partecipante riconosciuto. Il Parlamento delle Religioni Mondiali, tenutosi a Città del Capo il dicembre scorso, ha raccolto circa 6000 partecipanti, fra i quali c'era una forte delegazione bahá'í. I Bahá'í hanno offerto i loro servigi nel Consiglio Direttivo Sudafricano e Internazionale che avevano progettato l'evento. L'interesse da parte dei Bahá'í per l'occasione derivava in particolare dal fatto che la prima menzione del Nome di Bahá'u'lláh in un incontro pubblico in Occidente aveva avuto luogo davanti al Parlamento tenuto a Chicago nel 1893. Due eventi interreligiosi avvenuti in Giordania a novembre includevano i Bahá'í come partecipanti su invito: un convegno su conflitto e religione nel Medio Oriente e l'incontro annuale della Conferenza Mondiale su Religione Pace. Rappresentanti bahá'í hanno partecipato a eventi nella Città del Vaticano e a New Delhi patrocinati dalla Chiesa Cattolica Romana; nella seconda occasione, alla presenza di Papa Giovanni Paolo II, il Consigliere Zena Sorabjee era uno dei rappresentanti delle religioni che ha parlato ai convenuti. Nel Regno Unito, la Fede è stata esposta in pubblico quando i rappresentanti bahá'í si sono uniti ai membri di altre otto religioni mondiali in una celebrazione interreligiosa del nuovo millennio alla Royal Gallery a Westminster Palace dove, alla presenza della Famiglia Reale, del Primo Ministro, dell'Arcivescovo di Canterbury e di altre persone eminenti, è stato fatto riferimento all'incontro delle "nove principali religioni del Regno Unito". In Germania per la prima volta i Bahá'í sono stati inclusi in un dialogo interreligioso. Questo ha invertito un annoso atteggiamento delle confessioni cristiane, che avevano evitato contatti con la Fede a causa di un libro scritto da un violatore del Patto e pubblicato da una casa editrice luterana nel 1981. Il rimedio è stato fornito da una confutazione accademica di 600 pagine scritta da tre Bahá'í e pubblicata nel 1995 da un famoso editore non bahá'í, che ha rappresentato una schiacciante vittoria per la comunità tedesca bahá'í. Una sua traduzione in inglese è stata pubblicata nell'ultimo anno del Piano. Il dialogo interreligioso ha preso una forma inusitata quando a Lambeth Palace nel 1998 rappresentanti della Banca Mondiale e di nove religioni mondiali si sono incontrati portando alla creazione del World Faiths Development Dialogue. Scopo conclamato del Dialogo è cercare di creare un ponte sul divario fra le comunità religiose e la Banca Mondiale, al fine di permettere loro di lavorare con maggior efficacia per vincere la povertà nel mondo. La frequenza e ampiezza degli incontri interreligiosi rappresentano un fenomeno nuovo nella relazione fra le religioni. E' evidente che le varie comunità religiose stanno sforzandosi di raggiungere quello spirito di amicizia e fratellanza che Bahá'u'lláh aveva ingiunto ai Suoi seguaci di mostrare verso i seguaci di altre religioni.

L'impegno concentrato della comunità bahá'í in questi quattro anni ha avuto luogo in un periodo in cui la società in generale si cimenta con un torrente di interessi conflittuali. In questo breve ma assai dinamico periodo di tempo, le forze in atto nella comunità bahá'í e in tutto il mondo sono avanzate con incessante accelerazione. Sulla loro scia sono venuti allo scoperto in modo più evidente quei fenomeni sociali cui alludeva Shoghi Effendi. Più di sei decenni fa, egli aveva richiamato l'attenzione sui "processi contemporanei di ascesa e di caduta, di integrazione e di disintegrazione, di ordine e di caos, con le loro continue reciproche reazioni." Questi due processi gemelli non sono continuati isolati da quelli specifici della comunità bahá'í, ma talora sono avanzati in un modo che invitava, come già dimostrato, il coinvolgimento diretto della Fede. Essi sembravano correre lungo i lati opposti dello stesso tratto di tempo. Da un lato, guerre fomentate da conflitti religiosi, politici, razziali o tribali infuriavano in una quarantina di luoghi; un improvviso, totale collasso dell'ordine civile paralizzava una serie di paesi; il terrorismo come arma politica diventava epidemico; l'ondata travolgente di reti criminali internazionali creava allarme. Eppure, dal lato opposto, venivano fatti seri tentativi di mettere in atto ed elaborare i metodi della sicurezza collettiva, richiamando alla mente una delle disposizioni di Bahá'u'lláh per il mantenimento della pace; si lanciava l'appello per la creazione di un tribunale per i crimini internazionali, un'altra azione che concorda con le aspettative bahá'í; i leader del mondo prevedono di riunirsi in un Millenium Summit al fine di concentrare l'attenzione sulla necessità imperativa di un sistema adeguato per trattare i problemi mondiali; nuovi metodi di comunicazione hanno aperto a tutti la strada per comunicare con chiunque nel pianeta. La disintegrazione economica in Asia ha minacciato di destabilizzare l'economia mondiale, ma ha sollecitato sforzi per rimediare alla situazione immediata e anche per trovare vie che apportino un senso di equità nell'ambito del commercio e della finanza internazionali. Questi non sono che alcuni esempi delle due tendenze contrastanti, ma interattive che operano nello stesso momento, confermando l'ispirato riepilogo di Shoghi Effendi sulle forze in atto nel piano maggiore di Dio, "i cui scopi finali sono l'unità del genere umano e la pace di tutta l'umanità."

A conclusione di questi quattro anni carichi di eventi, siamo arrivati alla portentosa convergenza di fine e inizio nelle misure del tempo gregoriano e dell'era bahá'í. In un caso, questa convergenza comporta la chiusura del ventesimo secolo e, in un altro, apre un nuovo stadio nello svolgimento dell'Età Formativa. La prospettiva che si trae da questi due ordini di tempo ci spinge a riflettere su una visione di sincronizzazione delle tendenze che forgiano il mondo, e a farlo nel contesto dell'intuizione tracciata così vividamente da Shoghi Effendi all'inizio dell'Arco da lui concepito. Nel corso del Piano, questa visione ha assunto una magnifica chiarezza con l'avanzamento dei progetti di costruzione sul Monte Carmelo, con gli audaci passi intrapresi da leader mondiali verso la creazione di strutture per una pace politica mondiale, e con lo sviluppo da parte di istituzioni locali e nazionali bahá'í di nuovi livelli nella loro evoluzione. Portiamo con noi un ricordo sacro e duraturo del ventesimo secolo che stimola le nostre energie mentre traccia il nostro cammino: è di quel momento embrionale nella storia dell'umanità quando il Centro del Patto di Bahá'u'lláh, nel corso di un ministero senza paralleli, tracciò l'architettura di un nuovo Ordine Mondiale e quando, in seguito, nel corso di alcuni degli anni più devastanti, il Custode della Fede dedicò le sue energie migliori ad erigere le strutture di un Sistema Amministrativo che, alla fine del secolo, si offre agli occhi del mondo nell'interezza della sua forma essenziale. Veniamo così ad un ponte fra tempi diversi. Le capacità sviluppate attraverso un secolo di lotte e sacrifici da una manciata di amanti innamorati di Bahá'u'lláh devono ora essere applicate agli inevitabili compiti rimasti per l'Età Formativa, le cui molte epoche di ininterrotto lavoro porteranno a quell'Età dell'Oro della nostra Fede quando la Più Grande Pace abbraccerà la terra.

A questo Ridván diamo il via ad un Piano di Dodici Mesi. Per quanto breve, deve essere e sarà sufficiente a compiere certi compiti vitali e a porre le basi per lo stacco dei prossimi ventanni del Piano Divino del Maestro. Ciò che è stato iniziato con tanta cura quattro anni fa - l'acquisizione sistematica di conoscenza, di qualità e capacità di servizio - deve essere aumentato. Ovunque esistono, istituti nazionali e regionali devono attivare al massimo i programmi e i sistemi che hanno adottato. Vanno formati nuovi istituti là dove se ne sia rivelata la necessità. Occorre fare passi più grandi per sistematizzare il lavoro di insegnamento intrapreso tramite iniziative individuali e patrocinio istituzionale. È in parte a questo scopo che in varie aree di ogni continente i Consiglieri e le Assemblee Nazionali hanno creato dei "Programmi di Crescita di Area". Il risultato fornirà una massa di esperienza che andrà a beneficio dei Piani futuri. L'individuo, le istituzioni e la comunità locale sono chiamati a concentrare l'attenzione su questi compiti essenziali, così da essere preparati appieno per l'impresa di cinque anni che inizierà a Ridván 2001 - un'impresa che porterà il mondo bahá'í alla fase successiva nell'avanzamento del processo dell'entrata in truppe.

Ma al di là dell'attenzione prevista per questi compiti, va affrontata una pressante sfida: i nostri figli devono essere nutriti spiritualmente e integrati nella vita della Causa. Non devono essere lasciati trasportare in un mondo così carico di pericoli mortali. I bambini, nello stato attuale della società, hanno davanti un destino crudele. Milioni e milioni in paese dopo paese sono socialmente disadattati. I bambini si trovano estraniati dai genitori e dagli altri adulti, sia che vivano in condizioni di ricchezza che di povertà. Questo estraniamento affonda le radici in un egoismo che nasce dal materialismo, che è il nucleo della mancanza di Dio che ha colto i cuori della gente di ogni dove. Il disadattamento sociale dei bambini nel nostro tempo è un chiaro segno di una società in declino; questa condizione non è però limitata a questa o quella razza, classe, nazione o condizione economica - le riguarda tutte. Ci piange il cuore vedere che in tante parti del mondo bambini vengono utilizzati come soldati, sfruttati come manovali, venduti ad una schiavitù virtuale, costretti alla prostituzione, fatti oggetto di pornografia, abbandonati da genitori concentrati sui propri desideri, e soggetti ad altre forme di sfruttamento troppo numerose da menzionare. Molti di questi orrori sono inflitti dai genitori stessi ai propri figli. Il danno spirituale e psicologico è incalcolabile. La nostra comunità mondiale non può sfuggire alle conseguenze di queste condizioni. Questa presa di coscienza ci deve spingere tutti ad un urgente e continuato sforzo nell'interesse dei bambini e del futuro.

Le attività per bambini, anche se sono state parte dei Piani passati, sono state insufficienti rispetto ai bisogni. L'educazione spirituale di bambini e giovanissimi sono di capitale importanza per l'ulteriore progresso della comunità. È quindi imperativo rimediare a questa carenza. Gli istituti devono con certezza includere nei loro programmi la formazione di insegnanti per classi di bambini, che possano mettere il loro servizio a disposizione delle comunità locali. Ma anche se è essenziale fornire una educazione spirituale e scolastica per bambini, ciò non rappresenta che una parte di ciò che si deve intraprendere per sviluppare il loro carattere e modellare la loro personalità. Esiste anche la necessità che individui e istituzioni ad ogni livello, vale a dire la comunità nel suo insieme, mostrino verso i bambini un atteggiamento adeguato ed abbiano un interesse generale per il loro benessere. Tale atteggiamento deve essere assai distante da quello di un ordine in rapido declino.

I bambini sono il tesoro più prezioso che una comunità possiede, perché in loro stanno la promessa e la garanzia del futuro. Essi portano i semi del carattere della società futura che è in larga misura modellata secondo ciò che gli adulti, che formano la comunità, fanno o mancano di fare rispetto ai bambini. Essi sono un patrimonio che nessuna comunità può impunemente trascurare. Un amore senza riserve per i bambini, il modo di trattarli, la qualità dell'attenzione mostrata loro, lo spirito del comportamento degli adulti verso di loro - tutto questo rientra negli aspetti vitali dell'atteggiamento richiesto. L'amore richiede disciplina, il coraggio di abituare i bambini alle difficoltà, non indulgere ai loro capricci o lasciarli interamente liberi di agire come vogliono. Occorre mantenere un'atmosfera in cui i bambini sentano che appartengono alla comunità e ne condividono gli scopi. Devono amorevolmente ma insistentemente essere guidati a vivere secondo i modelli bahá'í, a studiare e a insegnare la Causa in modi adatti alle loro circostanze.

Tra i giovani della comunità vi sono i cosiddetti giovanissimi, di età fra i 12 e i 15 anni. Rappresentano un gruppo speciale con bisogni speciali in quanto stanno in qualche modo tra infanzia e giovinezza mentre avvengono entro di loro molti cambiamenti. Occorre dedicare un'attenzione creativa per coinvolgerli in programmi di attività che assorbano i loro interessi, modellino la loro capacità di insegnare e servire e li coinvolgano in interazioni sociali con giovani di età superiore. L'uso delle arti in forme varie può essere di grande valore in tale attività.

Ed ora desideriamo rivolgere alcune parole ai genitori che hanno la responsabilità primaria di allevare i loro figli. Ci appelliamo a loro affinché diano costante attenzione all'educazione spirituale dei loro figli. Alcuni genitori sembrano pensare che questa sia una responsabilità esclusiva della comunità; altri credono che, per preservare l'indipendenza dei figli di cercare la verità, la Fede non debba essere insegnata loro. Altri ancora si sentono inadeguati ad assumersi tale compito. Nessuno di essi è corretto. L'amato Maestro ha detto che "è imposto al padre e alla madre il dovere di fare tutto il possibile per educare figlie e figli" e aggiunge che "se trascureranno ciò, saranno ritenuti responsabili e degni di biasimo al cospetto del severo Signore." I genitori, indipendentemente dal loro grado di istruzione, sono in una posizione critica per formare lo sviluppo spirituale dei loro figli. Non devono mai sottovalutare la propria capacità di modellare il carattere morale dei loro figli. Perché esercitano un'influenza indispensabile tramite l'ambiente di casa che essi coscientemente creano con il loro amore per Dio, con il loro sforzo di aderire alle Sue leggi, con lo spirito di servizio alla Sua Causa, con la mancanza di fanatismo e con la libertà dagli effetti corrosivi della maldicenza. Ogni genitore che sia un credente nella Bellezza Benedetta ha la responsabilità di comportarsi in modo da suscitare la spontanea obbedienza ai genitori a cui gli Insegnamenti danno un valore così elevato. Naturalmente i genitori, oltre agli sforzi fatti a casa, devono sostenere le classi per bambini bahá'í fornite dalla comunità. Va inoltre ricordato che i bambini vivono in un mondo che li informa di dure realtà tramite diretta esperienza con gli orrori appena descritti o attraverso l'inevitabile esposizione al bersagliamento dei mass media. Molti di loro sono quindi costretti a maturare prematuramente, e fra di loro esistono quelli che cercano dei modelli e una disciplina con cui guidare la propria vita. I bambini bahá'í, davanti a questo tetro sfondo di una società decadente, devono brillare come emblemi per un futuro migliore.

Siamo in viva aspettativa pensando a quando i Consiglieri Continentali si riuniranno in Terra Santa nel gennaio 2001 in un'occasione che celebrerà l'inaugurazione della sede permanente del Centro Internazionale di Insegnamento sulla Collina di Dio. I membri del Consiglio Ausiliario di tutto il mondo parteciperanno con loro a quello che senza dubbio si rivelerà come uno degli eventi storici dell'Età Formativa. La convergenza di una tale costellazione di funzionari bahá'í deve per la sua stessa natura produrre benefici incalcolabili per una comunità che ancora una volta sarà prossima alla fine di un Piano e sulla strada di un altro. Quando ne contempliamo le implicazioni, rivolgiamo il cuore con gratitudine alle carissime Mani della Causa di Dio 'Alí-Akbar Furutan e 'Alí Muhammad Varqá, che con la loro permanenza in Terra Santa tengono alta la fiaccola del servizio che l'amato Custode ha acceso nel loro cuore.

Con questo Piano di Dodici Mesi, attraversiamo un ponte senza ritorno. Lanciamo questo Piano nell'assenza terrena di Amatu'l-Bahá Ruhíyyih Khánum. E' rimasta con noi fino alla fine virtuale del ventesimo secolo come un raggio della luce che ha brillato durante quell'incomparabile periodo nella storia della razza umana. Nelle Tavole del Piano Divino, il Maestro lamentava la Sua impossibilità di viaggiare in lungo e in largo nel mondo per lanciare il Divino richiamo, e nell'intensità del Suo rammarico vergò queste parole di speranza: "Piaccia a Dio che lo facciate voi." Amatu'l-Bahá rispose con sconfinata energia, toccando i luoghi più disparati della terra nei 185 paesi che ebbero il privilegio di ricevere i suoi inimitabili doni. Il suo esempio, che per sempre manterrà il suo splendore, illumina migliaia e migliaia di cuori in tutto il pianeta. Davanti all'inadeguatezza di ogni altro gesto, non potremmo allora tutti dedicare i nostri umili sforzi durante questo Piano alla memoria di una per la quale insegnare era lo scopo primario, la perfetta gioia della vita?

con cuore gioioso e grandi attese, eccoci giunti a questa stagione di Ridván in un tempo di cambiamenti, in cui una nuova disposizione mentale è evidente fra tutti noi. Nella nostra comunità mondiale è diffusamente cresciuta la consapevolezza del significato di processo, della necessità della pianificazione e dei pregi della sistematicità d'azione nella promozione della crescita e nello sviluppo delle risorse umane con cui sostenere l'espansione e assicurare il consolidamento. È impossibile sopravvalutare la logica della comprensione di questi requisiti del progresso o sottovalutare l'importanza di mantenerli tramite una formazione ben organizzata. Pertanto, che la nostra comunità sia giunta a questa consapevolezza è per noi circostanza di grande significato. Siamo profondamente grati alla Bellezza Benedetta di poterlo riconoscere e proclamare proprio all'inizio dell'impresa globale lanciata in queste giornate festive.

La forza della volontà generata da questa consapevolezza ha caratterizzato il convegno dei Consiglieri continentali e dei membri dei loro Corpi ausiliari riunitisi lo scorso gennaio in Terra Santa. L'avvenimento ha prodotto un'esperienza così illuminante da segnare l'entrata della Fede in una nuova epoca, la quinta dell'Età formativa. La nuova vitalità dispiegatasi nel corso dello storico incontro è stata interpretata come il segno di un miglioramento della qualità delle attività in tutta la comunità. Il perseguimento, lo scorso anno, degli elementi essenziali per far avanzare il processo dell'entrata in truppe ha confermato questa interpretazione. È stata così aperta la strada al Piano quinquennale, la prima impresa da affrontare nella quinta Epoca.

Il Piano di dodici mesi ha conseguito i suoi scopi nel potenziare gli sforzi primari del Piano quadriennale che ha prodotto oltre trecento istituti di formazione. Ha acquisito significato grazie alla ragguardevole risposta di istituzioni e individui all'invito di concentrarsi maggiormente sull'educazione spirituale dei bambini e sul coinvolgimento dei giovanissimi nella vita della comunità bahá'í. La formazione di insegnanti per le classi per bambini e l'inclusione dei giovanissimi nel processo dell'istituto sono divenute parte abituale dell'attività bahá'í in un certo numero di paesi. Malgrado la sua brevità, l'importanza del Piano di dodici mesi ha superato gli obiettivi che gli erano stati specificamente assegnati. Esso è stato il dinamico anello fra un'epoca della storia bahá'í densa di avvenimenti e le assai promettenti prospettive di una nuova epoca, alla quale le sue conquiste hanno così ben preparato la comunità. È stato inoltre registrato nei nostri annali per i durevoli effetti delle attività della Fede in questo scorcio di ventesimo secolo, un secolo che merita di essere soppesato da ogni bahá'í desideroso di capire le tumultuose forze che hanno influenzato la vita del pianeta e i processi della Causa in un momento cruciale dell'evoluzione sociale e spirituale dell'umanità. A sostegno di questo valido sforzo, è stata preparata per nostra richiesta e sotto la nostra supervisione Century of Light [Il secolo di luce], una recensione del ventesimo secolo.

Nei dodici mesi di questa impresa le attività della Fede negli affari esterni sono state più volte particolarmente evidenti. Si pensi, per esempio, alla rilevante partecipazione dei rappresentanti bahá'í agli incontri per il millennio che hanno avuto luogo in maggio, agosto e settembre per sollecitazione del Segretario generale delle Nazioni Unite. Prima che si comprendano esattamente le implicazioni di un così stretto e cospicuo coinvolgimento della Bahá'í International Community nei processi della Pace minore ci vorrà ancora del tempo. Un altro punto saliente è stato il seminario continentale organizzato in India dall'Istituto per gli studi sulla prosperità globale, un nuovo ente che lavora sotto l'egida della Bahá'í International Community. Il convegno sul tema "scienza, religione e sviluppo" ha registrato la partecipazione di eminenti organismi non governativi indiani, nonché di istituzioni famose come l'UNESCO, l'UNICEF, l'OMS e la Banca mondiale. In ottobre è stata lanciata su Internet la Bahá'í World News Service (BWNS) [l'agenzia di stampa mondiale bahá'í] che si propone di trasmettere notizie sugli avvenimenti del mondo bahá'í a utenti bahá'í e non.

Le intense attività espletate nel Centro mondiale bahá'í nel corso dell'anno sono state per lo più comunicate agli amici in precedenti rapporti. Fra queste vi sono avvenimenti come l'insediamento del Centro internazionale per l'insegnamento nella sua sede permanente sul monte Carmelo, il Convegno dei Consiglieri continentali e dei membri dei loro Corpi ausiliari svoltosi in Terra Santa lo scorso gennaio e il completamento dei progetti del monte Carmelo, che in questi giorni stanno ricevendo gli ultimi ritocchi in attesa delle celebrazioni di maggio. Lo scorso ottobre pellegrini e visitatori sono stati accolti per la prima volta nel nuovo Centro di accoglienza in Haifa, ora perfettamente funzionante. A Bahjí i lavori di abbellimento del sacro luogo, ininterrottamente proseguiti con lo sviluppo dei giardini, hanno ricevuto un nuovo impulso dal progetto di costruzione di un Centro per visitatori sul lato nord della proprietà al di là del Collins Gate [il Cancello Collins] che ha avuto inizio lo scorso anno. La struttura, il cui completamento è previsto entro i prossimi mesi, è già al suo posto e i lavori procedono su tutti i fronti comprese le rifiniture e le opere di giardinaggio. I nuovi servizi miglioreranno la capacità del Centro mondiale di accogliere un crescente numero di pellegrini, visitatori bahá'í a breve termine e ospiti speciali.

A conclusione di questa carrellata sull'anno trascorso, siamo lieti di informarvi che dopo quasi tre decenni, l'Assemblea spirituale nazionale dei bahá'í dell'Indonesia è stata ripristinata durante la Convenzione nazionale tenuta a Giacarta lo scorso Ridván. Il bando imposto alle attività bahá'í nell'agosto 1962 aveva sin da allora gravemente limitato le azioni dei bahá'í indonesiani, i quali sono tuttavia rimasti incrollabili e saggi nella pazienza, finché le mutate circostanze nel paese non ne hanno consentito la revoca. Possiamo dunque azzardarci a sperare che in un futuro non lontano si potrà dare un analogo annuncio anche per i nostri vessati compagni di Fede in Iran, in Egitto e in altri paesi?

Amici cari, fra due decenni il mondo bahá'í celebrerà il centenario dell'inizio dell'Età formativa. Guardiamo agli albori di questa Età dalla posizione di vantaggio di conquiste che al suo debutto sarebbe stato ben difficile immaginare. Si aprono ora orizzonti che chiamano urgentemente la comunità a conquiste ancor più grandi nel breve intervallo che la separa dal centenario. Quelle vette possono e devono essere scalate. Il Piano quinquennale sul quale richiamiamo la sollecita e costante attenzione di tutti gli amici del mondo è designato ad affrontare questa sfida. È la prima di una serie di campagne che saranno perseguite nei prossimi vent'anni. Segna la fase successiva nella meta di un significativo avanzamento del processo dell'entrata in truppe. Richiede un'accelerazione di questo vitale processo e raccomanda che i tre elementi che lo costituiscono e vi partecipano - l'individuo, le istituzioni e la comunità - persistano nel loro sistematico impegno.

Non occorre soffermarsi sui requisiti del Piano, che sono già stati esposti nel nostro messaggio ai Consiglieri riuniti in Terra Santa e poi condivisi con tutte le Assemblee spirituali nazionali. Subito dopo il convegno, i Consiglieri hanno incominciato a consultarsi con le Assemblee nazionali sull'esecuzione del Piano nelle rispettive giurisdizioni. Il suo indirizzo è pertanto noto agli amici dappertutto, essendo già in corso preparativi regionali e locali in vista del conseguimento del suo scopo principale. C'è ormai una diffusa consapevolezza del fatto che ci si adopererà per ottenere una più profonda penetrazione della Fede in un crescente numero di regioni nei vari paesi. Per esempio, dove le circostanze lo permettano, comunità locali che si trovino in stretta prossimità fra loro saranno mobilitate a partecipare a programmi intensivi di crescita. Altre circostanze richiederanno la metodica apertura di nuove aree per le quali occorrerà che si levino pionieri interni nello stesso spirito di consacrazione che spinse quelli di un tempo a disperdersi attraverso i continenti e i mari per aprire territori vergini. Basti dire che alla fine il processo che anima questa impresa divinamente guidata si allargherà via via che nel suo svolgimento si introdurranno e si integreranno sistematicamente nuovi elementi ad essa collegati.

Uno degli aspetti della quinta Epoca sarà l'arricchimento della vita devozionale della comunità grazie alla costruzione di Templi nazionali, laddove le circostanze delle comunità nazionali lo consentano. La programmazione di questi progetti sarà stabilita dalla Casa Universale di Giustizia in relazione all'avanzamento del processo di entrata in truppe nei vari paesi. Questo sviluppo proseguirà negli stadi successivi del Piano divino di 'Abdu'l-Bahá. Quando il Tempio madre dell'Occidente fu completato, il Custode dette inizio a un programma per la costruzione di templi continentali. I primi furono i Mashriqu'l-Adhkár di Kampala, Sydney e Francoforte, costruiti in adempimento delle mete del Piano decennale. La Casa Universale di Giustizia proseguì su queste linee con la costruzione dei Templi di Panama, Apia e Nuova Delhi. Lo stadio continentale è ancora da completare, resta ancora da erigere un edificio. È con profonda gratitudine e gioia che annunciamo in questo fausto giorno la decisione di procedere con questo ultimo progetto. Durante il Piano quinquennale avrà inizio la costruzione del Tempio madre del Sud America a Santiago del Cile e si realizzerà così un desiderio chiaramente espresso da Shoghi Effendi.

Nel frattempo, il momento è propizio a un ulteriore passo nello sviluppo presso il Centro mondiale delle funzioni delle istituzioni che occupano i nuovi edifici sull'Arco. Avendo il Centro internazionale per l'insegnamento compiuto notevoli progressi nello svolgimento del suo lavoro, si può ora pensare specificamente a organizzare il lavoro del Centro per lo studio dei Testi. Un obiettivo particolare sarà arricchire le traduzioni inglesi dei Testi sacri. Questa istituzione ha il compito di assistere la Casa Universale di Giustizia nel consultare le sacre Scritture e nel preparare traduzioni e commenti dei testi autorevoli della Fede. Inoltre, in Terra Santa si penserà costantemente a elaborare provvedimenti che consentano un ulteriore incremento del numero dei pellegrini e dei visitatori del Centro mondiale bahá'í.

Cinque anni fa abbiamo annunciato nel messaggio di Ridván che una grande celebrazione sarebbe stata organizzata al Centro mondiale per festeggiare il completamento dei progetti sul monte Carmelo e l'apertura al pubblico delle Terrazze del Mausoleo. Il momento è giunto ed esultiamo nell'attesa di dare il benvenuto ad amici provenienti praticamente da tutti i paesi a una serie di programmi che dureranno cinque giorni, dal 21 al 25 maggio. Siamo inoltre felici di dire che si sta provvedendo a collegare il mondo bahá'í alle celebrazioni per mezzo di trasmissioni in diretta sul Web e per via satellitare, nonché a diramare informazioni in merito. Mentre il Centro mondiale si concentra sui preparativi, si registra una crescente eccitazione tra il pubblico ad Haifa - le cui autorità municipali sono in procinto di pubblicare per l'occasione un libro intitolato Bahá'í Shrine and Gardens on Mount Carmel, Haifa, Israel: A Visual Journey [Il Mausoleo e i giardini bahá'í sul monte Carmelo, Haifa, Israele: un viaggio visivo]. Inoltre, le Poste israeliane stanno portando avanti la loro decisione di emettere contemporaneamente un francobollo commemorativo raffigurante le Terrazze. Questa celebrazione avrà innanzi tutto il significato di una pausa per riesaminare il ragguardevole cammino percorso dalla Causa nel suo sviluppo nel corso del ventesimo secolo. Sarà inoltre un'occasione per soppesare le future implicazioni delle straordinarie imprese di cui la costruzione delle strutture monumentali sulla santa montagna di Dio è simbolo, una costruzione che apre i centri spirituali e amministrativi della nostra Fede agli sguardi del mondo.

Mentre la nostra comunità gioisce per queste entusiasmanti considerazioni, ogni suo membro ricordi che non c'è tempo per riposare sugli allori. La presente situazione dell'umanità è troppo disperata per consentire sia pure un attimo di esitazione nel condividere il Pane della vita, disceso dal cielo nei nostri tempi. Non vi siano dunque ritardi nel portare avanti il processo che già promette di riuscire a introdurre alla mensa imbandita dal Signore degli eserciti le anime di tutti coloro che anelano alla verità.

Possa Colui che veglia sui destini del Suo divino Sistema guidare e dirigere e confermare ogni sforzo da voi compiuto nell'adempimento degli urgenti compiti che vi attendono.

lo spettacolo degli incalzanti avvenimenti all'interno e all'esterno della Fede agli inizi della V° Epoca dell'Età Formativa è soggiogante. All'interno della Causa l'importanza storica degli eventi dello scorso maggio che hanno segnato il completamento degli edifici sul monte Carmelo ha folgorato le menti mentre il loro impatto era immediatamente comunicato a tutto il pianeta grazie a trasmissioni satellitari e alla più ampia copertura che i mass media abbiano mai accordato a un evento bahá'í. Mentre i segni più recenti del tangibile svolgimento della Tavola del Carmelo si manifestavano in strabiliante splendore davanti agli occhi del mondo, la Causa di Bahá'u'lláh balzava ancor più evidente nella sua costante emersione dall'oscurità. Un segno indelebile era così registrato negli annali della Dispensazione.

Questa manifestazione esterna della vitalità che anima la nostra incoercibile Fede ha avuto una controparte nell'impulso dei processi interni in opera sin dallo scorso Ridván dall'inizio del Piano quinquennale. Ci sentiamo quindi spinti a invitare i delegati riuniti nelle convenzioni nazionali e tutti gli altri seguaci di Bahá'u'lláh in tutto il mondo a riflettere assieme a noi su alcuni importanti capisaldi dello svolgimento del Piano nel suo primo anno - capisaldi che non possono non rallegrare i cuori e infondere fiducia nelle incalcolabili potenzialità del corso che il Piano ha preso.

Nella loro pronta risposta ai suoi requisiti, prima e subito dopo Ridván le Assemblee Spirituali Nazionali si sono impegnate con i Consiglieri continentali in una serie di sessioni di pianificazione. Queste riunioni hanno dato il via a un energico lancio caratterizzato dalle misure prese per realizzare un nuovo aspetto del processo di entrata in truppe. In tutte le comunità nazionali, le istituzioni bahá'í hanno incominciato a segmentare sistematicamente il proprio paese allo scopo di suddividerlo in aree di composizione e dimensioni adeguati a un livello gestibile dell'attività per la crescita e l'espansione. Come circa 150 paesi hanno già riferito, questa segmentazione consente di realizzare un modello ben organizzato di espansione e consolidamento. Si crea così la prospettiva, o la visione, di una crescita sistematica sostenibile di area in area nell'intero paese. In questa prospettiva le aree vergini, come i territori vergini identificati in precedenti campagne, diventano mete di pionierismo interno, mentre le aree già aperte si concentrano sul proprio sviluppo interno mobilitato dal lavoro di reciproco rafforzamento dei tre elementi costituenti del piano:l'individuo, le istituzioni e la comunità.

È molto incoraggiante vedere che il progresso di questo lavoro è stimolato dal processo dell'istituto di formazione, che è stato notevolmente rafforzato l'anno scorso dalle campagne intraprese in molti paesi per aumentare il numero dei facilitatori formati. Dove c'è un istituto di formazione solidamente insediato e ben funzionante, si sono moltiplicate con relativa facilità tre attività basilari: i circoli di studio, le riunioni devozionali e le classi per bambini. Inoltre, la crescente partecipazione di ricercatori, invitati dai loro amici bahá'í, ha dato un nuovo spessore ai loro scopi, con la conseguenza di produrre nuove dichiarazioni. Questa è sicuramente una direzione assai promettente per il lavoro d'insegnamento. Queste attività fondamentali, inizialmente concepite soprattutto a beneficio dei credenti, stanno spontaneamente diventando porte per l'entrata in truppe. Istituendo circoli di studio, riunioni devozionali e classi per bambini nell'ambito delle aree , si è stabilito un modello logico di linee d'azione che sta già producendo graditi risultati. L'applicazione di questo modello in tutto il mondo, ne siamo certi, è oltremodo promettente per il progresso della Causa negli anni avvenire.

Queste elettrizzanti prospettive sono state rese più accessibili grazie alle enormi energie che il Centro Internazionale per l'Insegnamento ha profuso per aiutare la comunità mondiale a comprendere più a fondo la crescita sistematica. Cogliendo l'opportunità del recente inizio di un nuovo termine di servizio per i membri dei Consigli ausiliari, il Centro per l'Insegnamento ha convocato sedici convegni regionali di orientamento negli ultimi mesi dell'anno, inviando a ciascuno di essi due dei suoi membri. I convegni, che hanno dedicato molta attenzione al tema "istituti di formazione e crescita sistematica" e che hanno visto la presenza di quasi tutti i membri dei Consigli in tutto il mondo, hanno fornito ai partecipanti una messe d'informazioni che, grazie ai loro infaticabili sforzi, permeeranno l'intero tessuto della comunità.

Una comunità così riccamente dotata, così esperta, così concentrata su un piano d'azione di origine divina guarda a un mondo i cui abitanti, dopo gli eventi del maggio 2001 in Terra Santa, sono ulteriormente affondati in una palude di molteplici disordini. Ma è proprio in queste condizioni apparentemente avverse che la Causa dovrà avanzare e prosperare. "L'invito del Signore degli Eserciti", il volume appena pubblicato con la traduzione inglese del testo integrale delle Tavole di Bahá'u'lláh ai sovrani e ai governanti del mondo, è un opportuno memento delle terribili conseguenze dell'indifferenza ai Suoi ammonimenti contro l'ingiustizia, la tirannia e la corruzione. I violenti colpi ora inferti alle coscienze dei popoli di tutto il mondo mettono in evidenza l'urgenza del rimedio da Lui prescritto. Noi, disseminate schiere dei Suoi leali servitori, siamo ancora una volta approdati a un tempo di irresistibili opportunità - opportunità di insegnare la Sua Causa, di costruire il Suo meraviglioso Sistema, di provvedere con spirito di sacrificio ai mezzi materiali urgentemente necessari dai quali inevitabilmente dipendono il progresso e l'esecuzione delle attività spirituali.

Nostro compito inevitabile è sfruttare il presente tumulto, senza paure o esitazioni, per diffondere e dimostrare la capacità di trasformazione dell'unico Messaggio capace di assicurare la pace mondiale. Non ci ha la Bellezza Benedetta rafforzati e rassicurati con possenti parole? "Non permettete che gli eventi del mondo vi rattristino", è il Suo amorevole consiglio. "Giuro su Dio!", prosegue. "Il mare della gioia anela di giungere alla vostra presenza, perché ogni cosa buona è stata creata per voi e vi sarà rivelata, secondo le necessità dei tempi".

Impervi a qualsiasi dubbio, incuranti di qualsiasi ostacolo, fatevi avanti dunque, con il Piano in mano.

Sono passati tre anni del Piano quinquennale. I processi, messi in moto dal Piano quadriennale, rafforzati dall’attenzione speciale dedicata all’educazione bahá’í dei bambini durante il Piano di dodici mesi e instancabilmente proseguiti negli ultimi anni, vedono ora realizzate le speranze con cui sono stati lanciati. In tutto il mondo si stanno rafforzando le reciproche azioni dei tre protagonisti del Piano, l’individuo, la comunità e le istituzioni, ciascuno con il proprio ruolo distinto. Le attività fondamentali – e cioè i circoli di studio, le classi per i bambini e le riunioni devozionali – ormai divenute un aspetto essenziale e realtà capaci di rafforzamento reciproco, contribuiscono ad accrescere il vigore e il successo di tutti gli altri elementi della vita comunitaria bahá’í. Le risorse umane sono in aumento e le Assemblee Spirituali Locali rispondono alle nuove richieste di questa crescente vitalità.

La capacità di dare ai bambini un’educazione bahá’í che si è acquisita in tutto il mondo è veramente notevole. I primi tentativi di potenziamento spirituale dei giovanissimi hanno avuto successo. Il movimento delle aree da un livello di attività a quello superiore procede bene e, intanto, al nucleo di devoti credenti si sta aggiungendo un’ampia cerchia di persone che non sono ancora bahá’í, ma partecipano con entusiasmo alle attività fondamentali del Piano. In alcune aree più avanzate stanno già comparendo strutture per la gestione della crescita intensiva. Alcune Assemblee Nazionali, nell’occuparsi dei bisogni di tutte le aree del proprio paese, hanno riscontrato quanto è importante dedicare una particolare attenzione a certe aree prioritarie molto promettenti, incoraggiandole e sviluppandole finché le risorse umane da loro prodotte grazie agli istituti di formazione non le facciano diventare centri di crescita rapida e sostenuta.

L’istituto di formazione è divenuto, come si era previsto, un motore di crescita. Nel valutare le opportunità e i bisogni delle rispettive comunità, la maggior parte delle Assemblee Spirituali Nazionali hanno preferito adottare il materiale didattico preparato dall’Istituto Ruhi, avendolo giudicato il più adatto ai bisogni del Piano. Questo ha comportato un beneficio collaterale, e cioè che il materiale è stato tradotto in molte lingue e che quando i bahá’í viaggiano trovano che gli altri amici seguono la stessa strada, conoscono gli stessi libri e adottano gli stessi metodi.

La società internazionale, caotica, lacerata da visioni e interessi discrepanti, è assalita da una crescente ondata di terrorismo, sregolatezza e corruzione e corrosa dal dissesto economico, dalla povertà e dalla malattia. In questa situazione la comunità bahá’í, ispirata da una visione divinamente rivelata, capace di costruire su solide basi, costantemente rafforzata grazie ai processi ora in atto e impavida davanti ad apparenti sconfitte, sta diventando sempre più visibile. Un esempio della capacità del mondo bahá’í di rispondere a situazioni impreviste si è presentato un anno fa: quando i molti pericoli hanno imposto la cancellazione della Convenzione internazionale bahá’í, l’elezione della Casa Universale di Giustizia ha avuto ugualmente luogo e il Piano è andato avanti senza che se ne perdesse un passo. Contemporaneamente, nonostante la distruzione e il caos della vita in Iraq, è stato possibile mantenersi in contatto con i bahá’í del paese e riformare le loro Assemblee Spirituali Locali. Annunciamo ora con gran gioia che in occasione di questo Ri?ván sarà eletta l’Assemblea Spirituale Nazionale dei bahá’í dell’Iraq, ricostituita dopo oltre trent’anni di soffocante oppressione, perché prenda il posto che le spetta nella comunità internazionale bahá’í.

In questo stadio il Piano divino esige che si prosegua con fiducia e dinamicità nell’attuale direzione, senza lasciarsi distogliere dalle tempeste che flagellano il mondo dell’umanità. Siate certi che la Bellezza benedetta guiderà i vostri passi e che le Schiere dell’Accolta suprema rafforzeranno ogni vostro sforzo per il progresso della Sua Fede.

i passi avanti compiuti dal mondo bahá’í dopo l’inizio della quinta epoca dell’Età formativa ci hanno portato immensa gioia. Gli ultimi dodici mesi non hanno fatto eccezione. La comunità ha proseguito la sua sistematica avanzata e ora, entrando nell’ultimo anno del Piano quinquennale, si trova in una posizione di notevole forza – una forza acquisita grazie allo strenuo, deliberato sforzo compiuto dagli amici in tutto il mondo per promuovere il processo dell’entrata in truppe.

Pur inadeguate a esprimere il pieno significato degli sviluppi in atto, le statistiche danno un’idea delle dimensioni di ciò che è stato realizzato. Le risorse umane della Fede si sono costantemente moltiplicate. Oltre 200 mila persone in tutto il mondo hanno completato il Libro 1 dell’Istituto Ruhi e diverse migliaia di persone hanno raggiunto il livello che le abilita a svolgere con efficienza il ruolo di facilitatori dei circoli di studio che, con crescente frequenza, si tengono in tutte le parti del globo, oltre diecimila secondo le ultime statistiche. Dopo aver superato la soglia di 100 mila diversi mesi fa, il numero dei ricercatori impegnati nelle attività fondamentali ha continuato a crescere. Nel frattempo, circa 150 aree si sono sviluppate fino al punto in cui i programmi intensivi di crescita sono stati già lanciati o sono pronti ad esserlo. Tutto fa pensare che questa cifra sarà largamente superata entro la fine del Piano.

Nel celebrare questi risultati, si deve ricordare anche il progresso nell’apprendimento che li ha prodotti. Le campagne intensive di istituto, che prestano una doverosa attenzione alle necessarie azioni pratiche, hanno continuato a essere il veicolo per stimolare la crescita a livello delle aree. Essendosi così create le condizioni necessarie, sono stati lanciati sistematici programmi per l’espansione e il consolidamento della Fede. Si sta accumulando un prezioso corpo di conoscenze sulla natura dei programmi intensivi di crescita, alcuni dei cui aspetti sono ora ben compresi. Questi programmi consistono per lo più in una serie di cicli, della durata di diversi mesi, dedicati alla progettazione, all’espansione e al consolidamento. Lo sviluppo delle risorse umane prosegue ininterrotto da un ciclo all’altro, facendo in modo che il processo di espansione non solo si mantenga costante ma a poco a poco acquisti velocità. Anche se restano ancora molte lezioni da imparare, l’esperienza già acquisita ci consente di riprodurre la metodologia in un crescente numero di aree in tutto il mondo.

È motivo di gratificazione che le vittorie conseguite abbiano una dimensione sia quantitativa sia qualitativa. Il cuore di questi successi è il continuo approfondimento della vita spirituale delle comunità bahá’í di tutto il mondo. Questa nuova vitalità spirituale spiega la crescente partecipazione di persone di diverse provenienze alle riunioni devozionali, alle classi per i bambini e ai circoli di studio, una partecipazione che ha portato molti a riconoscere in Bahá’u’lláh la Manifestazione di Dio per questo Giorno e a dichiarare la loro fede.

Ci sono stati nuovi sviluppi anche al Centro Mondiale. Abbiamo deciso che i tempi sono favorevoli alla formazione di un Corpo internazionale dei Fiduciari del Diritto di Dio che guidi e sovrintenda i lavori dei Corpi dei Fiduciari del Diritto di Dio regionali e nazionali di tutto il mondo. Esso lavorerà in stretta collaborazione con il Fiduciario-capo, la Mano della Causa di Dio dottor ‘Alí-Muhammad Varqá, del cui sapere e del cui consiglio potrà beneficiare nello svolgimento dei suoi compiti. I tre membri ora nominati al Corpo internazionale dei Fiduciari sono Sally Foo, Ramin Khadem e Grant Kvalheim. La durata del loro incarico sarà decisa in altra data. I membri del Corpo non si trasferiranno in Terra Santa ma per svolgere i loro compiti si avvarranno dei servizi dell’Ufficio del Diritto di Dio presso il Centro Mondiale.

La Causa sta facendo notevoli progressi a tutti i livelli e in tutte le direzioni, dai successi nell’espansione e nel consolidamento alla base agli sviluppi istituzionali di portata internazionale. Questi incoraggianti segni della crescente solidarietà della comunità arrivano in un momento in cui nella società sono invece fin troppo evidenti i segni del declino. Non è il caso di esaminare in questa sede i vari aspetti del tracollo in cui un mondo demoralizzato è intrappolato. Ma non si dimentichi che queste circostanze accrescono la recettività agli Insegnamenti e creano nuove opportunità per lo loro diffusione.

Nel nostro messaggio del 26 novembre 1999, abbiamo accennato a una serie di imprese globali destinate ad accompagnare la comunità bahá’í negli ultimi anni del primo secolo dell’Età formativa della Fede. Ogni Piano, abbiamo detto, ruoterà attorno al punto centrale della promozione dell’entrata in truppe. Il primo della serie, il presente Piano quinquennale, si concluderà entro dodici mesi, quando inviteremo i seguaci di Bahá’u’lláh a intraprendere un altro piano che durerà cinque anni. Ciò che chiediamo agli amici di fare nel frattempo è di impiegare tutte le loro energie per mettere risolutamente in atto l’apprendimento sistematico promosso con tanto vigore dal Centro internazionale per l’insegnamento. Nessun bahá’í perda l’impagabile opportunità concessa dagli ultimi giorni del Piano per rafforzare in questo modo le fondamenta per lanciare, il prossimo Ridván, un’impresa ancor più ambiziosa. Vi circondino le nostre più fervide preghiere nelle sante Tombe.

il Ridván 2006 è un momento pregno di uno spirito di trionfo e di attesa. In tutto il mondo i seguaci di Bahá’u’lláh si sentono giustamente fieri delle grandi conquiste compiute durante il Piano Quinquennale che sta ora giungendo alla conclusione. Essi possono guardare al futuro con quella fiducia che è concessa soltanto a coloro la cui determinazione è corroborata dall’esperienza. Tutto il mondo bahá’í freme davanti alle dimensioni dell’impresa quinquennale che l’attende, alla profondità della consacrazione che richiede e ai risultati che è destinato a conseguire. Le nostre preghiere si uniscono alle vostre mentre vi rivolgete grati a Bahá’u’lláh per il privilegio di essere testimoni al dispiegarsi del Suo scopo per l’umanità.

Nel nostro messaggio del 27 dicembre 2005 ai Consiglieri riuniti in Terra Santa, trasmesso in giornata anche a tutte le Assemblee Spirituali Nazionali, abbiamo tracciato le caratteristiche del Piano Quinquennale che andrà dal 2006 al 2011. Gli amici e le loro istituzioni sono stati invitati a studiare il messaggio con attenzione e perciò ne conoscete bene il contenuto. Facciamo ora appello a ciascuno di voi affinché impegniate le vostre energie per garantire che sia felicemente conseguita la meta di costituire nei prossimi cinque anni programmi intensivi di crescita in almeno 1.500 aree in tutto il mondo. Che nei mesi successivi alla partenza dei Consiglieri dal Centro Mondiale le basi per il lancio del Piano siano state così rapidamente e sistematicamente gettate in paese dopo paese è un segno della passione con cui la comunità bahá’í accoglie la sfida lanciata. Pur non essendo necessario diffondersi ancora qui sui requisiti del Piano, ci sentiamo spinti ad offrire alla vostra riflessione qualche commento sul contesto globale nel quale i vostri sforzi personali e collettivi si svolgeranno.

Più di settant’anni fa Shoghi Effendi vergò le sue lettere dell’Ordine Mondiale, nelle quali tratteggiò un’acuta analisi delle forze operanti nel mondo. Con un’eloquenza di cui solo lui era capace, egli descrisse i due grandi processi messi in moto dalla Rivelazione di Bahá’u’lláh – uno distruttivo, costruttivo l’altro – che assieme spingono l’umanità verso l’Ordine Mondiale da Lui concepito. Il Custode ci avvertì di non lasciarci “trarre in inganno se penosa è la lentezza con cui si va schiudendo quella civiltà” instaurata a fatica e di non “ illuderci che effimere manifestazioni di intermittenti successi possano talora sembrare capaci di arrestare l’influsso disgregante dei cronici malanni che angustiano le istituzioni di codesto evo decadente”. A nessun esame del corso degli eventi occorsi negli ultimi decenni può sfuggire che i processi da lui analizzati con tanta precisione stiano prendendo velocità.

Basta esaminare l’intensificata crisi morale in cui l’umanità versa per comprendere la misura in cui le forze della disgregazione hanno lacerato il tessuto sociale. I segni di egoismo, sospetto, timore e inganno, che il Custode percepì con tanta chiarezza, non sono forse diventati così diffusi da balzare subito agli occhi di un sia pur casuale osservatore? Non incombe forse in modo così imponente sulla scena internazionale la minaccia del terrorismo, di cui egli parlò, in modo tale da preoccupare le menti di giovani e vecchi in ogni angolo del globo? Il potere e l’influenza della sete inesauribile e del febbrile perseguimento delle vanità, delle ricchezze e dei piaceri del mondo si sono talmente consolidati da prevalere su valori umani come la felicità, la fedeltà e l’amore. L’indebolimento della solidarietà familiare e l’atteggiamento irresponsabile verso il matrimonio sono giunti a tal punto da mettere in pericolo l’esistenza di questa fondamentale unità sociale. “La perversione della natura umana, la degradazione del comportamento, la corruzione e il disfacimento delle istituzioni” previste da Shoghi Effendi si stanno tristemente rivelando “nei loro peggiori e oltremodo ripugnanti aspetti”.

Il Custode attribuisce in modo preponderante la colpa della decadenza morale del genere umano al declino della religione come forza sociale. “Se la lampada della religione si spegnesse” – egli ci ricorda le parole di Bahá’u’lláh – “nascerebbero caos e confusione e le luci di equità e giustizia, tranquillità e pace cesserebbero di brillare”. I decenni successivi alla redazione delle sue lettere hanno visto non solo la religione decadere giorno dopo giorno nella sua capacità di esercitare un’influenza morale, ma anche le masse tradite dall’indecoroso comportamento delle istituzioni religiose. Ogni tentativo di rafforzarla ha solo generato un fanatismo che, incontrollato, potrebbe distruggere le fondamenta delle relazioni civili fra la gente. La sola persecuzione dei Bahá’í in Iran, recentemente inaspritasi, è una chiara prova della determinazione con cui le forze delle tenebre sono intente a spegnere la fiamma della fede ovunque brilli luminosa. Pur fiduciosi nel trionfo finale della Causa, non osiamo dimenticare l’ammonimento del Custode che la Fede dovrà lottare contro nemici più potenti e insidiosi di quelli che l’hanno afflitta nel passato.

Non occorre dilungarsi sull’impotenza della politica, un altro tema magistralmente trattato dal Custode nelle sue lettere dell’Ordine Mondiale. La crescente divisione economica fra ricchi e poveri, il persistere di secolari animosità fra le nazioni, il crescente numero di profughi, la spropositata proliferazione del crimine e della violenza organizzati, il diffuso sentimento di insicurezza, il disfacimento di servizi fondamentali in tante regioni, l’indiscriminato sfruttamento delle risorse naturali - questi sono solo alcuni dei segni dell’incapacità dei capi del mondo di ideare progetti realizzabili per alleviare i malanni dell’umanità. Non si vuole con ciò dire che non siano stati compiuti sforzi sinceri, anzi tali sforzi si sono moltiplicati decennio dopo decennio. Ma, pur ingegnosi, quegli sforzi sono stati ben lontani dall’estirpare “ le radici del male che ha così bruscamente sconvolto l’equilibrio dell’odierna società”. “Neppure il fatto stesso di ideare il meccanismo necessario per l’unificazione politica ed economica del mondo”, affermò Shoghi Effendi, “potrà di per sé fornire l’antidoto contro il veleno che sta costantemente insidiando il vigore dei popoli e delle nazioni organizzate”. Egli affermò fiduciosamente “che soltanto l’incondizionata accettazione del Programma Divino” enunciato da Bahá’u’lláh , “[un] programma che incarna nelle sue parti essenziali il piano da Dio formulato per l’unificazione del genere umano in questa era, congiunta ad un’indomita fiducia nell’infallibile efficacia di ogni suo provvedimento, potrà alla fine arginare le forze di disgregazione interna che, ove incontrollate, continueranno a divorare gli elementi compositivi di una società disperata”.

Penetrante davvero è la descrizione di Shoghi Effendi del processo di disintegrazione che sta accelerando nel mondo. Altrettanto sorprendente è la precisione con cui egli analizzò le forze associate al processo di integrazione. Egli parlò di una “graduale diffusione dello spirito di solidarietà mondiale che sta spontaneamente sorgendo frammezzo al tumulto di questa società disordinata” come manifestazione indiretta della concezione di Bahá’u’lláh del principio dell’unità del genere umano. Questo spirito di solidarietà ha continuato a diffondersi nel corso degli anni e oggi i suoi effetti sono evidenti in una serie di sviluppi, che vanno dal rifiuto di inveterati pregiudizi razziali alla nascente consapevolezza della cittadinanza mondiale, da una maturata coscienza ambientale agli sforzi di cooperazione per la promozione della salute pubblica, dalla preoccupazione per i diritti umani al sistematico perseguimento dell’educazione universale, dalla creazione di attività interreligiose alla fioritura di centinaia di migliaia di organizzazioni locali, nazionali e internazionali impegnate in qualche forma di azione sociale.

Ma per i seguaci di Bahá’u’lláh gli sviluppi più importanti del processo di integrazione sono quelli direttamente legati alla Fede – molti dei quali sono stati coltivati dal Custode – che dopo un modesto inizio hanno fatto progressi enormi. Dal piccolo nucleo di credenti ai quali egli assegnò i primi piani di insegnamento si è sviluppata una comunità mondiale presente in migliaia di località, tutte compatte nel seguire un consolidato modello di attività che incarna i principi e le aspirazioni della Fede. Sulle fondamenta dell’Ordine Amministrativo che egli così infaticabilmente costruì nei primi decenni del suo ministero è stata edificata una vasta e fitta rete di Assemblee Spirituali Nazionali e Locali che amministrano diligentemente gli affari della Causa in oltre 180 paesi. Dai primi contingenti di membri dei Consigli Ausiliari per la Protezione e per la Propagazione della Fede che egli creò è uscita una legione di quasi mille valorosi lavoratori che servono sul campo sotto la direzione di 81 Consiglieri abilmente guidati dal Centro Internazionale Insegnamento. L’evoluzione del Centro Amministrativo Mondiale della Fede, nei recinti del suo Centro Spirituale Mondiale, un processo nel quale il Custode profuse tante energie, ha superato un traguardo cruciale con l’insediamento della Casa Universale di Giustizia nella sua Sede sul Monte Carmelo e con il successivo completamento dell’Edificio del Centro Internazionale Insegnamento e del Centro per lo Studio dei Testi. L’Istituzione dell’Huqúqu’lláh ha compiuto costanti progressi sotto la guida della Mano della Causa di Dio dottor ‘Alí-Muhammad Varqá, che Shoghi Effendi nominò Fiduciario cinquant’anni fa, progressi culminati con la formazione nel 2005 di un corpo internazionale incaricato di promuovere la continua applicazione generale di questa possente legge, fonte di benedizioni inesauribili per tutto il genere umano. Gli sforzi compiuti dal Custode per alzare il profilo della Fede negli ambienti internazionali si sono sviluppati in un vasto sistema per gli affari esterni, capace sia di difendere gli interessi della Fede sia di proclamarne il messaggio universale. Il rispetto di cui la Fede gode nelle tribune internazionali ogni qualvolta i suoi rappresentanti parlano è una conquista assai ragguardevole. La lealtà e la devozione che i membri di una comunità che rispecchia la diversità dell’intera razza umana mostrano verso il Patto di Bahá’u’lláh costituiscono un serbatoio di forze quale nessun altro gruppo organizzato può vantare.

Il Custode previde che, in epoche successive dell’Età formativa, la Casa Universale di Giustizia avrebbe lanciato una serie di imprese mondiali che avrebbero “simboleggiato l’unità e coordinato e unificato le attività” delle Assemblee Spirituali Nazionali. Nel corso ormai di tre epoche successive, la comunità bahá’í ha lavorato assiduamente nella cornice dei Piani globali disposti dalla Casa di Giustizia ed è riuscita a istituire un modello di vita bahá’í che promuove lo sviluppo spirituale degli individui e incanala le energie collettive dei suoi membri verso la vivificazione spirituale della società. La comunità ha acquisito la capacità di far giungere il messaggio a grandi numeri di anime recettive, di confermarle e di approfondire la loro comprensione degli aspetti essenziali della Fede che hanno abbracciato. Ha imparato a traslare il principio della consultazione enunciato dai suoi Fondatori in un efficace strumento per prendere decisioni collettive e a educare i suoi membri a farne uso. Ha formulato programmi per l’educazione spirituale e morale dei suoi membri più giovani e li ha offerti non solo ai suoi bambini e ai suoi ragazzi ma anche a quelli della comunità in senso lato. Con la riserva di talenti a sua disposizione, ha creato un ricco corpo di letteratura che include volumi in dozzine di lingue che trattano tanto le sue necessità quanto gli interessi generali del gran pubblico. Si è sempre più occupata degli affari della società in generale, intraprendendo un gran numero di progetti di sviluppo sociale ed economico. Soprattutto con l’inizio della quinta epoca nel 2001, ha fatto importanti passi avanti nella moltiplicazione delle sue risorse umane grazie a un programma di formazione che arriva alle radici della comunità e ha scoperto metodi e strumenti per dare vita ad un modello di crescita sostenibile.

L’imperativo di promuovere il processo dell’entrata in truppe va visto nel contesto dell’interazione delle forze or ora descritte. Il Piano Quinquennale che sta per incominciare esige che concentriate le energie su questo processo e facciate in modo di accelerare i due movimenti complementari che ne sono il nucleo. Questa deve essere la vostra preoccupazione dominante. Mentre i vostri sforzi daranno frutto e le dinamiche della crescita giungeranno ad un nuovo livello di complessità, nuove sfide e opportunità si presenteranno al Centro Mondiale nei prossimi cinque anni nel campo degli affari esterni, dello sviluppo socio-economico, dell’amministrazione e dell’applicazione della legge bahá’í. La crescita della comunità ha già comportato nuove disposizioni per raddoppiare il numero dei pellegrini a 400 per gruppo a partire dall’ottobre 2007. Vi sono anche altri progetti da realizzare. Ad esempio l’ulteriore sviluppo dei giardini attorno al Mausoleo di Bahá’u’lláh, del Giardino di Ridván e di Mazra‘ih, il restauro dell’Edificio degli Archivi Internazionali, riparazioni strutturali del Mausoleo del Báb, la cui entità non è stata ancora chiarita, e la costruzione del Tempio in Cile come previsto dal Custode, l’ultimo dei Mashriqu’l-Adhkár continentali. Mentre queste imprese procederanno, ci rivolgeremo di tanto in tanto a voi per chiedervi assistenza, sotto forma sia di sostegno economico sia di talenti specializzati, memori che le risorse della Fede devono essere incanalate nella massima misura possibile verso le necessità del Piano.

Cari amici, che la portata e il potere delle forze della disgregazione stiano crescendo, è impossibile ignorarlo. È altrettanto chiaro che la comunità del Più Grande Nome è stata guidata verso una forza sempre maggiore dalla Mano della Provvidenza e deve ora crescere di dimensioni e ampliare le proprie risorse. Il percorso stabilito dal Piano quinquennale è lineare. Chi di noi è cosciente dei frangenti nei quali versa l’umanità e ha compreso in quale direzione muove la storia, come può non levarsi nel pieno delle sue capacità a dedicarsi a questo intento? “La scena è pronta”, queste parole del Custode non sono forse altrettanto vere oggi quanto lo furono nel momento in cui le scrisse durante il primo Piano Settennale? Risuonino nelle vostre orecchie: “Non c’è tempo da perdere”. “Non vi è spazio rimasto per esitare”. “L’occasione è irripetibile”. “Provare, perseverare significa assicurare la vittoria definitiva e completa”. Siate certi che preghiamo costantemente alla Sacra Soglia perché siate guidati e protetti.

il primo anno del Piano quinquennale è un’eloquente testimonianza dello spirito di devozione con cui i seguaci di Bahá’u’lláh hanno adottato la struttura di azione presentata nel nostro messaggio del 27 dicembre 2005 e della loro dedizione alla promozione del processo di entrata in truppe. Le aree nelle quali questa struttura è stata applicata con coerenza in tutti i suoi aspetti stanno facendo un costante progresso, sia in termini di partecipazione dei credenti e dei loro amici alla vita della comunità sia in termini di crescita numerica, con rapporti che annunciano in alcune aree centinaia e in altre dozzine di dichiarazioni mese dopo mese. Un elemento vitale ai fini di questo sviluppo è stata la maggiore consapevolezza della natura spirituale dell’impresa, assieme a una maggiore comprensione degli strumenti decisionali definiti dai principali elementi del Piano.

Prima che lanciassimo l’attuale serie di Piani globali focalizzati sull’unico scopo di promuovere il processo dell’entrata in truppe, in molte parti del mondo la comunità bahá’í ha attraversato uno stadio di rapida espansione su larga scala, un’espansione che poi non è stato possibile sostenere. La sfida dunque non consiste tanto nel fare affluire nuovi aderenti ai ranghi della Causa, almeno nel caso di popolazioni di comprovata recettività, ma nell’incorporarli nella vita della comunità e nel ricavare da loro un numero adeguato di persone che si dedichino alla sua ulteriore espansione. Era così cruciale che il mondo bahá’í risolvesse questa sfida che ne abbiamo fatto l’elemento centrale del Piano quadriennale, invitando le Assemblee Spirituali Nazionali a dedicare la maggior parte delle loro energie alla creazione di una capacità istituzionale di sviluppare le risorse umane, nella forma dell’istituto di formazione. Un numero sempre maggiore di credenti, abbiamo indicato, avrebbe dovuto beneficiare di un programma formale di formazione designato a dotarli delle conoscenze e delle percezioni spirituali, dei talenti e delle capacità, necessari per compiere atti di servizio che avrebbero sostenuto l’espansione e il consolidamento su larga scala.

Oggi quando osserviamo il lavoro delle aree che si trovano in un florido stato di crescita, notiamo che in ciascuna di esse gli amici hanno continuato a consolidare il processo dell’istituto, imparando nel frattempo a mobilitare il loro crescente nucleo di attivi sostenitori della Fede, a instaurare un efficiente schema di coordinamento degli sforzi, a intrecciare le loro iniziative personali e i loro sforzi collettivi in un efficace modello di azione unificata e ad avvalersi dell’analisi di informazioni pertinenti per pianificare i cicli delle loro attività. È possibile dimostrare che essi hanno scoperto il modo per svolgere di pari passo il lavoro dell’espansione e quello del consolidamento, la chiave per la crescita sostenibile. Questa dimostrazione ispirerà ogni devoto credente a rimanere incrollabile sulla via dell’apprendimento sistematico che è stata tracciata.

I risultati conseguiti in questi anni di impegno prodigioso non sono limitati alle aree nelle quali il lavoro di espansione e consolidamento su larga scala si sta rianimando. L’impostazione adottata durante il Piano quadriennale, seguito dal Piano di dodici mesi e dal precedente Piano quinquennale, è valsa a creare le condizioni grazie alle quali i credenti hanno potuto estendere i loro sforzi a un’ampia cerchia di persone, impegnandole in vari aspetti della vita della comunità. I benefici del decennale processo di costruzione delle capacità nei tre partecipanti dei Piani globali sono ora ampiamente evidenti. C’era un diffuso bisogno di capire le dinamiche dello sviluppo delle risorse umane. C’era un diffuso bisogno che gli amici apprendessero i requisiti della crescita costante, ossia promuovere l’azione sistematica ed evitare le distrazioni, avvicinare alcuni elementi dell’attività decisionale collettiva alle basi della comunità e creare comunità con un senso della missione, incoraggiare la partecipazione universale e accogliere nelle loro attività differenti segmenti della società, in particolare i bambini e i giovanissimi, i futuri campioni della Causa di Dio e costruttori della Sua civiltà.

Ora che è stata costruita una base così solida, il principale pensiero nella mente di ogni singolo credente deve essere l’insegnamento. Decidere se nei propri sforzi personali si deve insegnare ai propri amici nei fireside per poi coinvolgerli nelle attività fondamentali oppure se si deve usare le attività fondamentali come principale strumento per l’insegnamento, decidere se come comunità si deve fare del proprio lavoro con i bambini e con i giovanissimi l’impulso iniziale di un’area oppure se ci si deve concentrare prima sulle generazioni più anziane, decidere se negli sforzi collettivi si devono visitare le famiglie in gruppi partecipando a una campagna intensiva o se si deve andare periodicamente a far visita ai ricercatori nelle loro case per un certo periodo di tempo, queste sono decisioni che si possono prendere solo in base alle circostanze e alle possibilità degli amici e alla natura delle popolazioni con cui essi interagiscono. Ma quello che tutti devono riconoscere, indipendentemente dalle circostanze, è l’immenso bisogno di un’umanità che, priva di sostentamento spirituale, sta sempre più affondando nella disperazione e l’urgenza della responsabilità di insegnare che è stata affidata a ciascuno di noi in quanto membri della comunità del Più Grande Nome.

Bahá’u’lláh ha ordinato ai Suoi seguaci di insegnare la Causa. Migliaia e migliaia di persone stanno già applicando con lena i provvedimenti del Piano intesi ad aprire loro la strada per guidare le anime verso l’Oceano della Sua Rivelazione. Siamo in trepida attesa del giorno in cui l’insegnamento divenga la passione dominante della vita di ogni credente, in cui l’unità della comunità sia così forte da permettere a questo fuoco di esprimersi in un’azione ininterrotta nel campo del servizio. Questa dunque è la nostra ardente speranza per voi e l’oggetto delle nostre più fervide preghiere alla sacra Soglia.

migliaia di migliaia di persone, rappresentanti della diversità dell’intera famiglia umana, sono intente a studiare la Parola creativa in un ambiente che è nel contempo serio e edificante. Mentre si sforzano di applicare, in un processo di azione, riflessione e consultazione, le intuizioni così acquisite, esse vedono la loro capacità di servire la Fede conseguire livelli sempre più alti. Rispondendo all’intimo anelito di ogni cuore di entrare in comunione con il proprio Creatore, esse compiono atti di culto collettivi in diversi contesti, unendosi in preghiera agli altri, risvegliando sensibilità spirituali e forgiando un modello di vita che si distingue per il suo carattere devozionale. Quando si fanno reciprocamente visita nelle loro case e vanno a trovare familiari, amici e conoscenti, esse orientano intenzionalmente le discussioni verso temi di importanza spirituale, approfondiscono la loro conoscenza della Fede, trasmettono il messaggio di Bahá’u’lláh e accolgono un crescente numero di persone che si uniscono a loro in una possente impresa spirituale. Consapevoli delle aspirazioni dei bambini del mondo e del loro bisogno di educazione spirituale, esse fanno in modo che dappertutto i loro sforzi coinvolgano crescenti schiere di partecipanti a classi che diventano centri di attrazione per i giovani e rafforzano le radici della Fede nella società. Esse aiutano i giovanissimi ad attraversare uno stadio cruciale della loro vita e ad acquisire la capacità di orientare le proprie energie verso il progresso della civiltà. Avvantaggiate da una maggiore larghezza di risorse umane, un crescente numero di loro possono esprimere la propria fede in una marea crescente di sforzi che rispondono ai bisogni dell’umanità nelle sue dimensioni spirituali e materiali. Questo è il panorama che ci si presenta mentre in questo Ridván ci soffermiamo a osservare i progressi della comunità bahá’í nel mondo.

In molte occasioni abbiamo detto che lo scopo dei Piani globali che porteranno il mondo bahá’í alla celebrazione del centenario dell’Età formativa della Fede nel 2021 sarà conseguito grazie a un notevole progresso delle attività e dello sviluppo dei credenti individualmente, delle istituzioni e della comunità. Giunti a metà di quello che sarà un quarto di secolo di sforzi consistenti e concentrati, i segni delle aumentate capacità sono evidenti dappertutto. Di particolare importanza è il crescente impatto del dinamismo che nasce dalle interazioni fra i tre partecipanti del Piano. Le istituzioni, dal livello nazionale fino a quello locale, vedono con sempre maggiore chiarezza come creare le condizioni che favoriscono l’espressione delle energie spirituali di un crescente numero di credenti nel perseguimento di una meta comune. La comunità agisce sempre più come quell’ambiente nel quale lo sforzo personale e l’azione collettiva, mediati dall’istituto, possono completarsi reciprocamente per ottenere il progresso. Il fervore che essa manifesta e l’unità d’intenti che anima le sue imprese stanno trascinando nelle sue crescenti schiere persone di ogni strato sociale che desiderano dedicare tempo ed energie al benessere dell’umanità. È chiaro che le porte della comunità sono sempre più aperte sì che ogni anima recettiva possa entrarvi e ricevere sostentamento dalla Rivelazione di Bahá’u’lláh. Non c’è migliore testimonianza dell’efficacia delle interazioni dei tre partecipanti del Piano dell’impressionante accelerazione del ritmo dell’insegnamento che si è vista l’anno scorso. Il progresso compiuto nel processo dell’entrata in truppe è stato veramente notevole.

Nell’ambito di queste incrementate interazioni, l’iniziativa personale sta diventando sempre più efficace. Nei messaggi precedenti abbiamo accennato all’impulso che il processo dell’istituto impartisce all’esercizio dell’iniziativa da parte del singolo credente. In ogni continente gli amici si dedicano allo studio degli Scritti con l’esplicita intenzione di imparare ad applicare gli insegnamenti alla crescita della Fede. Sono molti coloro che ora si assumono la responsabilità della vitalità spirituale della propria comunità: essi svolgono energicamente quegli atti di servizio che si confanno ad un sano modello di crescita. E mentre perseveravano nel campo del servizio alla Causa, mantenendo un umile atteggiamento di apprendimento, coraggio e saggezza, zelo e percezione, fervore e circospezione, determinazione e fiducia in Dio si sono sempre più reciprocamente rafforzati in loro. Nel presentare il messaggio di Bahá’u’lláh e nell’esporre le sue verità, essi hanno preso a cuore le parole di Shoghi Effendi che essi non devono né «esitare» né «tergiversare», né «sopravvalutare» la verità di cui sono paladini né «sottovalutarla». Non sono né «fanatici», né «eccessivamente liberali». Con la loro costanza nell’insegnamento, essi hanno accresciuto la propria capacità di capire se la recettività dei loro ascoltatori richiede che essi siano «cauti» o «audaci», che essi «agiscano rapidamente» oppure «prendano tempo», che essi siano «diretti » o «indiretti» nei metodi che usano.

Ciò che continuiamo a considerare incoraggiante è la grande disciplina di questa iniziativa personale. Comunità di tutto il mondo stanno a poco a poco interiorizzando le lezioni apprese dalla sistematizzazione e la struttura definita dalla presente serie di Piani conferisce coerenza e flessibilità agli sforzi degli amici. Lungi dal limitarli, questa struttura consente loro di cogliere occasioni, di instaurare relazioni e di tradurre in realtà la visione della crescita sistematica. In una parola, essa dà forma alle loro capacità collettive.

Nell’esaminare ciò che è stato fatto nel mondo, i nostri cuori sentono una particolare ammirazione per i credenti in Iran, i quali, nelle condizioni più difficili, si sono coraggiosamente levati a servire il loro paese e stanno dedicando le loro energie alla sua rivitalizzazione, malgrado la limitatezza delle strade che gli sono aperte. Date le restrizioni imposte all’amministrazione della Fede, essi hanno preso l’iniziativa personale di informare i loro concittadini sugli insegnamenti di Bahá’u’lláh impegnandoli direttamente in conversazioni sul Suo messaggio redentore. E quando hanno incominciato a farlo, non hanno solo ricevuto un inedito sostegno da anime illuminate, ma hanno anche incontrato una recettività molto più grande di ogni loro aspettativa.

Ogni seguace di Bahá’u’lláh, consapevole delle forze dell’integrazione e della disintegrazione che agiscono nella società oggigiorno, vede il rapporto fra l’aumento della recettività alla Fede in tutte le parti del globo e la decadenza dei sistemi del mondo. Che questa recettività aumenterà con l’intensificarsi delle sofferenze dell’umanità è una certezza. Non si fraintenda. La costruzione di capacità che è stata messa in moto per rispondere alla crescente recettività è ancora ai suoi primi stadi. Nei prossimi anni l’enormità delle richieste di questo mondo confuso metterà queste capacità a durissima prova. L’umanità è martellata dalle forze dell’oppressione generate dagli abissi del pregiudizio religioso o dai picchi del materialismo dilagante. I bahá’í sono in grado di discernere le cause di questa afflizione. «Quale “oppressione” è più atroce», chiede Bahá’u’lláh, «di quella di un’anima che cerca la verità e, desiderando pervenire alla conoscenza di Dio, non sappia dove trovarla e presso chi cercarla?». Non c’è tempo da perdere. Si deve compiere un continuo progresso nelle attività e nello sviluppo dei tre partecipanti del Piano.

‘Abdu’l-Bahá ha esaltato «due inviti al successo e alla prosperità» che si odono dalle «vette della felicità del genere umano». Uno è l’invito «della civiltà, del progresso del mondo materiale». Esso comprende «le leggi, le regole, le arti e le scienze» grazie alle quali l’umanità si sviluppa. L’altro è «il vivificante invito di Dio» dal quale dipende l’eterna felicità del genere umano. «Questo secondo invito», ha spiegato il Maestro, «si fonda sulle istruzioni e sulle esortazioni del Signore, sugli ammonimenti e sulle altruistiche emozioni appartenenti al regno della moralità che, come fulgida luce, rischiarano e illuminano la lampada delle realtà del genere umano. La sua forza penetrante è la Parola di Dio». Mentre continuate a lavorare nelle vostre aree, sarete introdotti sempre più a fondo nella vita della società che vi circonda e sarete sfidati a estendere a un crescente ambito di attività umane il processo dell’apprendimento sistematico al quale vi state dedicando. Negli orientamenti che assumete, nei metodi che adottate e negli strumenti che usate, dovrete conseguire lo stesso grado di coerenza che caratterizza il modello della crescita che è oggi in corso.

Il sostenimento della crescita nelle varie aree dipenderà dalle qualità che contraddistinguono il vostro servizio ai popoli del mondo. Così liberi devono essere i vostri pensieri e le vostre azioni da qualsiasi traccia di pregiudizio razziale, religioso, economico, nazionale, tribale, di classe o culturale, che anche lo straniero veda in voi un amorevole amico. Così alto deve essere il livello della vostra eccellenza e così pura e casta la vostra vita che l’influenza morale da voi esercitata penetri nella consapevolezza della comunità più ampia. Solo se dimostrate la rettitudine di condotta alla quale gli scritti della Fede chiamano ogni anima sarete in grado di lottare contro le miriadi di forme di corruzione, aperta od occulta, che erodono gli organi vitali della società. Solo se percepite onore e nobiltà in ogni essere umano, indipendentemente da ricchezze o povertà, sarete in grado di difendere la causa della giustizia. E nella misura in cui i processi amministrativi delle vostre istituzioni sono governati dai principi della consultazione bahá’í, le grandi masse dell’umanità potranno trovare rifugio nella comunità bahá’í.

Mentre andate avanti, abbiate fiducia che gli Eserciti celesti hanno schierato le loro forze e sono pronti ad accorrere in vostro aiuto. Le nostre preghiere continueranno a circondarvi.

con il cuore colmo di ammirazione per i seguaci di Bahá’u’lláh, siamo compiaciuti di annunciare che, all’inizio di questo gioioso periodo di Riḍván, in ogni continente del globo ci sono programmi intensivi di crescita in atto e che il numero totale di questi programmi nel mondo è oltre 1500. La meta del Piano quinquennale è stata conseguita un anno prima della fine del Piano. Chiniamo la testa con gratitudine davanti a Dio per questa stupefacente conquista, questa cospicua vittoria. Tutti coloro che hanno lavorato sul campo apprezzeranno il dono che Egli ha fatto alla Sua comunità concedendole un anno intero per rafforzare il modello di espansione e consolidamento che è stato ora stabilito dappertutto, in attesa dei compiti che essa sarà chiamata a svolgere nella sua prossima impresa globale, un piano quinquennale, il quinto di una serie di piani esplicitamente intesi per lo scopo di promuovere il processo dell’entrata in truppe.

Mentre facciamo una pausa in questa occasione festiva, ci sentiamo spinti a chiarire che ciò che suscita un così profondo sentimento di orgoglio e gratitudine non è tanto il pur ragguardevole dato numerico che avete conseguito, ma una combinazione di sviluppi nel più profondo livello della cultura che questo risultato attesta. Il primo fra loro è la crescita che abbiamo osservato nella capacità degli amici di conversare con gli altri sui temi dello spirito e di parlare con facilità della Persona di Bahá’u’lláh e della Sua Rivelazione. Essi hanno capito bene che l’insegnamento è un requisito fondamentale di una vita di generosa oblazione.

In recenti messaggi abbiamo espresso la nostra gioia nel vedere l’incessante accelerazione del ritmo dell’insegnamento in tutto il globo. L’adempimento di questo fondamentale obbligo spirituale da parte del singolo credente è sempre stato e continua ad essere un elemento indispensabile della vita bahá’í. Quello che il conseguimento di 1500 programmi intensivi di crescita ha evidenziato è quanto coraggiose e decise sono divenute le file dei credenti nell’uscire dalla ristretta cerchia dei membri della famiglia e degli amici, pronte a lasciarsi condurre dalla guida della Mano del Misericordiosissimo verso le anime recettive ovunque esse si trovino. Le stime più modeste indicano che oggi coloro che partecipano a campagne periodiche per stringere legami di amicizia, basati su idee condivise, con persone fino a quel momento ritenute estranee sono decine di migliaia.

Nei loro sforzi per presentare gli elementi essenziali della Fede in modo semplice e inequivocabile, i credenti hanno tratto grande beneficio dagli esempi illustrativi del Libro 6 dell’Istituto Ruhi. Quando si comprende la sua logica e si vince l’impulso a trasformarla in Ai bahá’í del mondo una formula, quella presentazione dà origine a una conversazione fra due anime, una conversazione caratterizzata dalla profondità della comprensione conseguita e dalla natura del rapporto instaurato. Se la conversazione prosegue al di là del primo incontro e nasce una vera amicizia, uno sforzo di insegnamento diretto di questo tipo può diventare il catalizzatore di un durevole processo di trasformazione spirituale. Che questo primo contatto con i nuovi amici appena trovati sfoci in un invito ad arruolarsi nella comunità bahá’í o a partecipare a una delle sue attività non è di primaria importanza. L’importante è che ogni anima si senta la benvenuta se vuole unirsi alla comunità per contribuire al miglioramento della società, intraprendendo una strada di servizio all’umanità, nel cui percorso, all’inizio o più tardi, può verificarsi un arruolamento formale.

Non si sottovaluti il significato di questo sviluppo. Una volta creato il modello per l’azione, ogni area deve preoccuparsi di ampliarlo mediante una rete di collaboratori e conoscenti, mentre nello stesso tempo concentra le proprie energie su più piccole cerchie della popolazione, ciascuna delle quali deve diventare un centro di intense attività. Nelle aree urbane, questo centro di attività potrebbe essere meglio definito dai confini di un vicinato. Nelle aree principalmente rurali, un piccolo villaggio potrebbe offrire lo spazio sociale adatto a questo scopo. Le persone che servono in questi ambienti, siano esse abitanti del luogo o insegnanti in visita, possono a buon diritto considerare il proprio lavoro in termini di costruzione di una comunità. Assegnare al loro lavoro di insegnamento etichette come «porta a porta», anche se il primo contatto talvolta comporta una visita agli inquilini di una casa senza alcuna previa notifica, non renderebbe giustizia a un processo che cerca di costruire in una popolazione la capacità di prendersi cura del proprio sviluppo spirituale, sociale e intellettuale. Può darsi che il mantenimento delle attività che muovono questo processo, e che i nuovi amici sono invitati a volgere – incontri che rafforzano il carattere devozionale della comunità, classi che nutrono i teneri cuori e le fresche menti dei bambini, gruppi che indirizzano le sboccianti energie dei giovanissimi, circoli di studio aperti a tutti, che permettono a persone delle più svariate provenienze di progredire di pari passo e di esplorare l’applicazione degli insegnamenti alla propria vita personale e collettiva – abbia bisogno per qualche tempo di un’assistenza esterna alla popolazione locale. Ma ci si deve aspettare che la moltiplicazione di queste attività fondamentali possa essere presto sostenuta da risorse umane locali, del vicinato o del villaggio, da uomini e donne ansiosi di migliorare le condizioni materiali e spirituali del proprio ambiente. Dovrà così a poco a poco emergere un ritmo di vita comunitaria commisurato alla capacità di un sempre più nutrito nucleo di persone devote alla visione di un nuovo Ordine mondiale offerta da Bahá’u’lláh.

In questo contesto, la recettività si manifesta nella disponibilità a partecipare al processo della costruzione della comunità messo in moto dalle attività fondamentali. Nelle varie aree nelle quali è ora in atto un programma intensivo di crescita, il compito che si presenta agli amici per quest’anno è di insegnare nell’ambito di una o più popolazioni recettive, impiegando nell’esposizione delle verità fondamentali della Fede il metodo diretto, e di trovare le anime che desiderano uscire dal letargo imposto loro dalla società e lavorare l’una accanto all’altra nel proprio vicinato o nel proprio villaggio per avviare un processo di trasformazione collettiva. Se gli amici persistono nello sforzo di apprendere modi e metodi Ai bahá’í del mondo per così costruire la comunità in piccoli contesti, la tanto desiderata meta della partecipazione universale agli affari della Fede diverrà, ne siamo certi, assai più vicina al conseguimento.

Per rispondere a questa sfida, i credenti e le istituzioni che li servono dovranno rafforzare il processo dell’istituto nell’area, aumentando in modo significativo entro i suoi confini il numero delle persone capaci di fare i facilitatori dei circoli di studio. Si deve infatti riconoscere che l’opportunità che ora si offre agli amici di favorire nei vicinati e nei vi llaggi una vibrante vita comunitaria caratterizzata da un forte senso di scopo è stata resa possibile solo dai cruciali sviluppi che si sono verificati nell’ultimo decennio in quell’aspetto della cultura bahá’í che riguarda l’approfondimento.

Quando nel dicembre del 1995 abbiamo chiesto la fondazione degli istituti di formazione in tutto il mondo, il modello prevalente nella comunità bahá’í per aiutare i credenti ad approfondire la propria conoscenza della Fede consisteva principalmente in corsi e classi occasionali, di varia durata, che trattavano una grande varietà di temi. Quel modello aveva soddisfatto le esigenze di un’emergente comunità mondiale bahá’í, ancora relativamente piccola e preoccupata principalmente della propria diffusione geografica in tutto globo. In quella circostanza abbiamo chiarito che, se si voleva imprimere una sensibile accelerazione al processo dell’entrata in truppe, si sarebbe dovuto sviluppare un altro approccio allo studio degli scritti, un approccio che spronasse grandi numeri di credenti a entrare nel campo dell’azione. A questo proposito, abbiamo chiesto che gli istituti di formazione aiutassero crescenti contingenti di credenti a servire la Causa mettendo a loro disposizione corsi che impartissero le conoscenze, le idee e le capacità necessarie per svolgere i numerosi compiti associati a un’espansione e a un consolidamento accelerati .

La lettura degli scritti della Fede e lo sforzo di conseguire una più adeguata comprensione del significato della straordinaria Rivelazione di Bahá’u’lláh sono obblighi ingiunti a ciascuno dei Suoi seguaci. Tutti sono sollecitati a immergersi nell’oceano della Sua Rivelazione e a raccogliere le perle di saggezza che vi si trovano, commisuratamente alle proprie capacità e alle proprie inclinazioni. In questa luce, è naturale che le classi di approfondimento locali, le scuole invernali ed estive e gli incontri appositamente organizzati durante i quali alcuni credenti approfonditi negli scritti trasmettono agli altri le proprie idee su temi specifici siano divenuti importanti elementi della vita bahá’í. Come l’abitudine della lettura quotidiana continuerà ad essere una parte integrante dell’identità bahá’í, così anche queste forme di studio continueranno ad avere un posto nella vita collettiva della comunità. Ma la comprensione delle implicazioni della Rivelazione, in termini tanto di crescita personale quanto di progresso sociale, aumenta molto quando lo studio e il servizio si congiungono e vanno di pari passo. È proprio sul campo del servizio che la conoscenza è messa alla prova, che le domande scaturiscono dalla pratica e che si conseguono nuovi livelli di comprensione. Nel sistema di educazione a distanza che è stato ora creato nei vari paesi l’uno dopo l’altro, fra i cui principali elementi vi sono i circoli di studio, i facilitatori e i curriculum dell’Istituto Ruhi, la comunità mondiale bahá’í ha acquisito la capacità di permette a migliaia, anzi a milioni di persone di studiare gli scritti in piccoli gruppi con lo scopo esplicito di tradurre gli insegnamenti bahá’í in realtà, portando il lavoro della Fede al suo stadio successivo: espansione e consolidamento su larga scala e sostenuti. Ai bahá’í del mondo

Nessuno sottovaluti le possibilità che si sono così create. Oggi le forze della società favoriscono la passività. Esse alimentano, sin dall’infanzia e con efficienza sempre maggiore, il desiderio di essere accuditi, allevando una generazione disposta a lasciarsi guidare da chiunque sia capace di fare appello alle più superficiali emozioni. Molti sistemi educativi trattano gli studenti come se fossero recipienti destinati a ricevere informazioni. Che il mondo bahá’í sia riuscito a sviluppare una cultura che promuove un modo di pensare, studiare e agire, nel quale tutti sentono di percorrere una comune strada di servizio, sostenendosi vicendevolmente e progredendo assieme, rispettosi del sapere che ciascuno ha in quel momento ed evitando la tendenza a dividere i credenti in categorie come approfonditi e disinformati, è un risultato di enormi proporzioni. E questo alimenta la dinamica di un movimento inarrestabile.

Ciò che è imperativo è che il prossimo anno la qualità del processo educativo promosso a livello dei circoli di studio migliori notevolmente così che la capacità potenziale delle popolazioni locali di creare questa dinamica possa realizzarsi. Sotto questo aspetto molto dipenderà da coloro che servono come facilitatori . Sarà loro la sfida di offrire l’ambiente che i corsi dell’istituto prevedono, un ambiente che porti alla valorizzazione spirituale delle persone, che arriveranno così a vedere se stesse come agenti attivi del proprio apprendimento, come protagonisti di un costante sforzo di applicare la conoscenza alla promozione della trasformazione personale e collettiva. Se non si otterrà tutto questo, per quanti circoli di studi si possano formare in un’area, la forza necessaria a smuovere il cambiamento non si produrrà.

Se il lavoro dei facilitatori deve raggiungere un livello di eccellenza sempre più alto, si deve ricordare che la responsabilità primaria dello sviluppo delle risorse umane di una regione ricade sull’istituto di formazione. Mentre si sforza di aumentare il numero dei partecipanti, la struttura dell’istituto, dal direttivo, ai coordinatori ai vari livelli, fino ai facilitatori alla base, deve attribuire altrettanta importanza all’efficienza dell’intero sistema, perché in ultima analisi i risultati quantitativi sostenuti dipendono dal progresso qualitativo. A livello dell’area, il coordinatore deve infondere esperienza pratica e dinamismo nei propri sforzi per accompagnare coloro che serve in qualità di facilitatore. Il facilitatore deve organizzare incontri periodici perché coloro che egli serve possano riflettere sui propri sforzi. A volte è utile che egli organizzi eventi per ripetere lo studio di parti scelte dal materiale dell’istituto, purché ciò non inculchi l’idea della necessità di una formazione perpetua. Le capacità dei facilitatori si sviluppano progressivamente mentre essi entrano nel campo dell’azione e aiutano gli altri a contribuire alla meta della presente serie di Piani globali, attraverso lo studio della sequenza dei corsi e l’applicazione della loro componente pratica. E mentre uomini e donne di età diversa si muovono lungo la sequenza e completano lo studio dei vari corsi con l’aiuto di un facilitatore, altri devono tenersi pronti ad accompagnarli negli atti di servizio che essi compiono secondo le loro forze e i loro interessi, in particolare i coordinatori responsabili delle classi dei bambini, dei gruppi dei giovanissimi e dei circoli di studio, atti di servizio cruciali per il mantenimento del sistema. Assicurare che una giusta dose di vitalità pulsi attraverso questo sistema dovrà continuare a essere oggetto di un intenso apprendimento in ogni paese nei prossimi dodici mesi.

La cura dell’educazione spirituale dei bambini è sempre stata un elemento della cultura della comunità bahá’í. Questa cura ha prodotto due realtà coesistenti. La prima, a emulazione delle conquiste dei bahá’í dell’Iran, era caratterizzata dalla capacità di offrire ai bambini delle famiglie bahá’í classi sistematiche, da un grado all’altro, in genere con lo scopo di impartire alle generazioni emergenti una conoscenza basilare della storia e degli insegnamenti della Fede. Nella maggior parte del mondo, il numero di coloro che hanno beneficiato di queste classi è stato relativamente esiguo. L’altra realtà è emersa in aree, urbane e rurali, nelle quali si sono avuti arruolamenti su larga scala. In questa esperienza prevaleva un atteggiamento più inclusivo. Sebbene bambini provenienti da famiglie di ogni genere fossero desiderosi di partecipare alle classi bahá’í e vi fossero accolti di buon grado, tuttavia vari fattori impedivano che le lezioni fossero condotte con la necessaria regolarità anno dopo anno. Siamo lieti di vedere che questa dualità, conseguenza di circostanze storiche, sta incominciando a scomparire via via che gli amici formati dappertutto dagli istituti si sforzano di offrire sistematicamente classi aperte a tutti.

Questi inizi così promettenti devono ora essere energicamente proseguiti. In ogni area nella quale sia in atto un programma intensivo di crescita, ci si deve sforzare di rendere ancora più sistematica l’offerta di educazione spirituale a crescenti numeri di bambini di famiglie di svariate provenienze, un requisito del processo di costruzione del la comunità che va accelerando nei vicinati e nei villaggi. È un compito impegnativo, che richiede pazienza e collaborazione tanto ai genitori quanto alle istituzioni. È già stato chiesto all’Istituto Ruhi di accelerare i piani per completare i suoi corsi di formazione per gli insegnanti delle classi dei bambini a differenti livelli, comprese le corrispondenti lezioni, a partire dai ragazzini di 5 o 6 anni fino a quelli di 10 o 11, per coprire l’attuale gap fra le lezioni esistenti e i suoi libri di testo per i giovanissimi come Spirito di fede e l’imminente Potere dello Spirito Santo, che infondono una componente tipicamente bahá’í nel programma per quel gruppo di età. Quando questi corsi e queste lezioni addizionali saranno disponibili, gli istituti di tutti i paesi saranno in grado di preparare gli insegnanti e i coordinatori necessari per fornire, nei vari gradi, gli elementi fondamentali di un programma per l’educazione spirituale dei bambini, attorno al quale si potranno poi organizzare elementi secondari . Nel frattempo, gli istituti devono fare del loro meglio per fornire agli insegnanti il materiale adatto da utilizzare nelle classi con i bambini di varie età, a seconda delle necessità, utilizzando ciò che già esiste.

Il Centro Internazionale di Insegnamento ha meritato la nostra eterna gratitudine per l’impulso vitale che ha impartito agli sforzi per assicurare il rapido conseguimento della meta del Piano quinquennale. Nel vedere la misura di energia che esso ha impresso in questa impresa mondiale, seguendo con tanta tenacia il progresso in ogni continente e collaborando così strettamente con i Consiglieri continentali, si coglie un segno dell’enorme potere insito nell’Ordine amministrativo. Il Centro di Insegnamento, che ora sta rivolgendo con altrettanto vigore la propria attenzione a questioni relative all’efficacia delle attività nelle aree, presterà indubbiamente una considerazione speciale alla realizzazione delle classi bahá’í per i bambini. Confidiamo che la sua analisi dell’esperienza che sarà fatta il prossimo anno in alcune aree selezionate, rappresentanti di diverse realtà sociali, faccia luce su temi pratici che permettano di istituire nei vicinati e nei villaggi classi regolari, per bambini di ogni età.

La rapida diffusione del programma per la valorizzazione spirituale dei giovanissimi è un’altra espressione del progresso culturale della comunità bahá’í. Mentre le tendenze globali trasmettono l’idea che questo gruppo è problematico, perduto nei travagli di un tumultuoso cambiamento fisico ed emotivo, insensibile al mondo e assorbito in se stesso, la comunità bahá’í, nel linguaggio che usa e nell’approccio che adotta, sta muovendo decisamente nella direzione opposta e vede nei giovanissimi altruismo, un acuto senso di giustizia, l’ansia di imparare a conoscere l’universo e il desiderio di contribuire a costruire un mondo migliore. Molti racconti, nei quali i giovanissimi di paesi di tutto il mondo esprimono i propri pensieri di partecipanti al programma, attestano la validità di questa visione. Tutto indica che il programma impegna la loro coscienza in espansione in un’esplorazione della realtà che li aiuta ad analizzare le forze costruttive e distruttive che operano nella società e a riconoscere l’influenza che queste forze esercitano sui loro pensieri e sulle loro azioni, acuendone la percezione spirituale, potenziandone le capacità di espressione e rafforzando strutture morali che serviranno loro per tutta la vita. In un’età in cui essi incominciano ad avere accesso a sboccianti poteri intellettuali, spirituali e fisici , il programma offre loro gli strumenti necessari per combattere forze che li priverebbero della loro vera identità di creature nobili e per lavorare per il bene comune.

Il fatto che la maggiore componente del programma esplori i temi da un punto di vista bahá’í, ma non secondo le abituali modalità dell’istruzione religiosa, ha permesso di estenderlo a giovanissimi in una grande varietà di ambienti e circostanze. In molti casi, dunque, coloro che applicano il programma entrano con fiducia nel campo dell’azione sociale, incontrando un’ampia varietà di questioni e possibilità, che l’Ufficio dello sviluppo sociale ed economico in Terra Santa sta seguendo e organizzando in un processo di apprendimento globale. Il crescente corpo di conoscenze ed esperienze che si sta accumulando ha conferito a parecchie aree disseminate nel globo la capacità di sostenere nel programma oltre mille giovanissimi ciascuna. Per aiutare anche altri a progredire rapidamente in questa direzione, l’Ufficio, assistito da un gruppo di credenti, sta creando in tutti i continenti una rete di siti che possono essere utilizzati per offrire ai coordinatori una formazione in decine e decine di aree. Queste persone risorsa continuano a sostenere i coordinatori anche quando ritornano nelle rispettive aree, permettendo loro di creare un ambiente spiritualmente carico nel quale il programma per i giovanissimi può mettere le radici.

In questo campo del nostro lavoro, anche se è già emerso un chiaro modello di azione, si accumuleranno sicuramente altre conoscenze. Solo la capacità della comunità bahá’í limita le dimensioni della sua risposta alle richieste di questo programma avanzate dalle scuole e dai gruppi civici. Nell’ambito delle aree che sono oggi sede di piani intensivi di crescita, c’è una grande varietà di circostanze, da quelle con pochi sporadici gruppi giovanili a quelle che ne mantengono un numero tale da richiedere i servigi di un coordinatore a tempo pieno, che potrebbero ricevere il costante appoggio di un sito per la disseminazione dell’apprendimento. Per assicurare che questa capacità aumenti nell’intero ventaglio di queste aree, chiediamo di formare, entro la fine di questo Piano, 32 siti di apprendimento, ciascuno dei quali possa servire una ventina di aree con coordinatori a tempo pieno. In tutte le altre aree, si deve dare la priorità alla creazione, nel corso del prossimo anno, della capacità di offrire il programma, moltiplicando sistematicamente il numero dei gruppi.

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Gli sviluppi che abbiamo finora menzionato – la crescita della capacità di insegnare la Fede direttamente e di entrare in discussioni volutamente concentrate su temi di importanza spirituale con persone di ogni strato sociale, la fioritura di un metodo di studio degli scritti associato all’azione, il rinnovamento dell’impegno di offrire regolarmente un’educazione spirituale ai giovani dei vicinati e dei villaggi e la diffusione dell’influenza di un programma che infonde nei giovanissimi il sentimento di un duplice scopo morale, sviluppare le proprie potenzialità intrinseche e contribuire alla trasformazione della società – tutti questi sviluppi sono molto rafforzati da un ulteriore progresso nell’ambito della cultura, le cui implicazioni vanno molto lontano. Questa evoluzione della consapevolezza collettiva è visibile nella crescente frequenza con la quale la parola «accompagnare» appare nelle conversazioni fra gli amici, una parola che, integrata nel comune vocabolario della comunità bahá’í, sta assumendo un nuovo significato. Questo fatto indica il significativo rafforzamento di una cultura nella quale l’apprendimento è il modo operativo, un modo che favorisce la partecipazione informata di un crescente numero di persone a uno sforzo congiunto di applicare gli insegnamenti di Bahá’u’lláh alla costruzione di una civiltà divina, che il Custode afferma essere la missione primaria della Fede. Questo approccio è in netto contrasto con i modi spiritualmente fallimentari e moribondi di un vecchio ordine sociale che tanto spesso cerca di sfruttare le energie umane con il dominio, l’avidità, il senso di colpa e la manipolazione.

Nei rapporti fra gli amici questo sviluppo della cultura trova espressione nella qualità delle interazioni. L’apprendimento come modo operativo richiede che tutti assumano un atteggiamento di umiltà, una condizione nella quale si dimentica l’ego, si ripone completa fiducia in Dio, ci si affida al Suo potere sostenitore e si ha fiducia nella Sua indefettibile assistenza, sapendo che Lui, e solo Lui, può trasformare il moscerino in un’aquila, la goccia in un mare sconfinato. E in questo stato le anime continuano a lavorare sempre assieme, rallegrandosi non tanto dei propri risultati, quanto del progresso e dei servizi degli altri. In questo modo i loro pensieri sono sempre concentrati su come aiutarsi reciprocamente a scalare le vette del servizio alla Sua Causa e a librarsi nei cieli della Sua conoscenza. È questo che noi vediamo nell’attuale modello delle attività che si sta sviluppando in tutto il globo, propagato da giovani e vecchi, veterani e neofiti, tutti all’opera l’uno accanto all’altro.

Questo passo avanti della cultura non influenza soltanto i rapporti fra le persone. I suoi effetti si fanno sentire anche nella conduzione degli affari amminis trativi della Fede. Ora che l’apprendimento è giunto a contraddistinguere il modo operativo della comunità, alcuni aspetti del processo decisionale nell’ambito dell’espansione e del consolidamento sono stati assegnati al corpo dei credenti, permettendo che la pianificazione e l’applicazione divenissero più rispondenti alle circostanze del luogo. Specificamente, nell’agenzia dell’incontro di riflessione si è creato uno spazio, nel quale le persone che fanno attività a livello delle aree si riuniscono periodicamente per raggiungere un consenso sul presente stato della loro situazione, alla luce dell’esperienza e della guida delle istituzioni, e per decidere gli immediati passi avanti da compiere. Un analogo spazio è stato aperto dall’istituto, il quale prevede che coloro che servono in un’area in qualità di facilitatori, di insegnanti nelle classi dei bambini e di animatori dei gruppi di giovanissimi si incontrino ripetutamente e si consultino sulle loro esperienze. Intimamente collegate a questo processo consultivo della base sono le agenzie dell’istituto di formazione e il Comitato di insegnamento dell’area, insieme con i membri del Consiglio ausiliare, le cui interazioni congiunte offrono un altro spazio nel quale si prendono decisioni riguardanti la crescita, in questo caso con una maggiore formalità. Le operazioni di questo sistema a livello delle aree, che è nato dalle esigenze, indica un’importante caratteristica dell’Amministrazione bahá’í. Come un organismo vivente, essa ha codificato in sé la capacità di accogliere livelli di complessità sempre maggiore, in termini di strutture e di processi, mentre evolve sotto la guida dalla Casa Universale di Giustizia.

Che le istituzioni della Fede di tutti i livelli, da quello locale, al regionale, al nazionale, al continentale, siano in grado di gestire una tale crescente complessità con crescente destrezza è tanto un segno quanto una necessità della loro costante maturazione. Le evolventi relazioni fra le strutture amministrative hanno portato l’Assemblea Spirituale Locale sulle soglie di un nuovo stadio nell’esercizio dei suoi compiti di diffondere la Parola di Dio, di mobilitare le energie dei credenti e di creare un ambiente spiritualmente edificante. In precedenti occasioni abbiamo spiegato che non si può valutare la maturità di un’Assemblea Spirituale solo in base alla regolarità degli incontri e all’efficienza del funzionamento. La sua forza deve essere invece, in buona parte, misurata in base alla vitalità della vita spirituale e sociale della comunità che essa serve, un comunità in crescita capace di accogliere i contributi costruttivi tanto di coloro che sono formalmente arruolati quanto di coloro che non lo sono. È gratificante vedere che gli approcci, i metodi e gli strumenti attuali offrono alle Assemblee Spirituali Locali, anche quelle appena formate, gli strumenti per svolgere questi compiti mentre esse si accingono ad assicurare che i requisiti del Piano quinquennale siano adeguatamente soddisfatti nelle loro località. In verità, il giusto coinvolgimento dell’Assemblea con il Piano diventa cruciale per ogni tentativo di accogliere grandi numeri, esso stesso un requisito per la manifestazione dell’intera gamma dei suoi poteri e delle sue capacità.

Lo sviluppo che siamo certi di vedere nelle Assemblee Spirituali Locali in anni futuri è reso possibile dalla crescente forza delle Assemblee Spirituali Nazionali, la cui capacità di pensare e agire in termini strategici è sensibilmente cresciuta, specialmente quando esse hanno imparato ad analizzare con crescente acume ed efficienza il processo di costruzione della comunità alla base e ad immettervi assistenza, risorse, incoraggiamento e amorevole guida, a seconda delle necessità. Nei paesi nei quali le condizioni lo richiedono, esse hanno devoluto alcuni dei loro compiti sotto questo aspetto a Consigli Regionali, decentrando alcune funzioni amministrative, potenziando capacità istituzionali in ambiti sotto la loro giurisdizione e promuovendo più sofisticati sistemi di interazione. Non è esagerato dire che il totale impegno delle Assemblee Nazionali è valso a creare l’impulso finale necessario per conseguire la meta del presente Piano e ci aspettiamo di vedere altri sviluppi in questa direzione mentre, di concerto con i Consiglieri, nel corso dei prossimi critici, brevissimi mesi, esse compiranno uno sforzo supremo per preparare le loro comunità ad affrontare la prossima impresa quinquennale.

Senza dubbio l’evoluzione dell’istituzione dei Consiglieri è uno dei più significativi passi avanti compiuti dall’Ordine amministrativo bahá’í nell’ultimo decennio. Questa istituzione ha già compiuto prodigiosi balzi avanti nel suo sviluppo quando, nel gennaio 2001, i Consiglieri e i membri del Consiglio ausiliare si sono riuniti in Terra Santa per il convegno che ha segnato l’ingresso del Centro Internazionale di Insegnamento nella sua sede definitiva sul Monte Carmelo. È indubbio che le energie sprigionate da quell’evento hanno rapidamente spinto avanti l’istituzione. La misura dell’influenza che i Consiglieri e i loro ausiliari hanno esercitato sul progresso del Piano dimostra che essi hanno preso il loro posto naturale all’avanguardia nel campo dell’insegnamento. Confidiamo che l’anno prossimo unirà ulteriormente le istituzioni dell’Ordine amministrativo nella loro collaborazione, mentre tutti si adopereranno per rafforzare, ciascuno in base alle proprie funzioni e responsabilità evolventi, l’atteggiamento di apprendimento che è divenuto un preminente elemento del funzionamento della comunità, soprattutto nelle aree che hanno programmi intensivi di crescita. *

La Rivelazione di Bahá’u’lláh è molto vasta. Esige un profondo cambiamento non solo a livello delle persone, ma anche nella struttura della società. Egli stesso proclama: «Eppure scopo di ogni Rivelazione non è compiere una trasformazione radicale nell’intero carattere dell’umanità, trasformazione che si manifesti esteriormente e interiormente, che influenzi la vita interiore e le condizioni esteriori?». Il lavoro che sta oggi andando avanti in ogni angolo del globo è lo stadio più recente del costante sforzo dei bahá’í di creare il nucleo della gloriosa civiltà che è racchiusa nei Suoi insegnamenti, la cui costruzione è un’impresa di complessità infinita e di enormi dimensioni, un’impresa che solo secoli di sforzi del genere umano porteranno a fruizione. Non ci sono né scorciatoie né formule. Solo mentre ci si sforzerà di attingere idee dalla Sua Rivelazione, di utilizzare il sapere accumulato dalla razza umana, di applicare intelligentemente i Suoi insegnamenti alla vita dell’umanità e di consultarsi sui problemi che si presentano si avrà il necessario apprendimento e si svilupperanno le necessarie capacità.

In questo processo a lungo termine di costruzione di capacità, la comunità ha dedicato quasi un decennio e mezzo a sistematizzare la propria esperienza nel campo dell’insegnamento, imparando ad aprire certe attività a un crescente numero di persone e a sostenere la propria espansione e il proprio consolidamento. Tutti sono i benvenuti nel caldo abbraccio della comunità e ricevono sostentamento dal messaggio vivificatore di Bahá’u’lláh. Non c’è gioia più grande, siatene certi, di quella di un’anima, che anela alla Verità, e che trova asilo nella roccaforte della Causa e trae forza dal potere unificatore del Patto. E tuttavia ogni essere umano e ogni gruppo di persone, indipendentemente dal fatto che siano annoverati fra i Suoi seguaci, possono trarre ispirazione dai Suoi insegnamenti, beneficiando di qualunque gemma di saggezza e di sapere possa aiutarli ad affrontare le sfide che hanno davanti a sé. In verità, la civiltà che attende l’umanità non sarà conseguita dagli sforzi della sola comunità bahá’í. Numerosi gruppi e organizzazioni, animati dallo spirito della solidarietà mondiale che è una manifestazione indiretta del concetto di Bahá’u’lláh del principio dell’unità del genere umano contribuiranno alla civiltà destinata a emergere dal caos e dalla confusione della società moderna. Sia chiaro a tutti che la capacità che si crea nella comunità bahá’í nel corso della serie dei nostri Piani globali la rende sempre più adatta a offrire assistenza nelle molteplici e diverse dimensioni della creazione della civiltà, aprendole nuove frontiere di apprendimento.

Nel nostro messaggio del Riḍván 2008 abbiamo indicato che, mentre continuavano a lavorare a livello delle aree, gli amici si sarebbero ritrovati sempre più coinvolti nella vita della società e sarebbero stati sfidati ad estendere il processo dell’apprendimento sistematico nel quale erano impegnati fino ad abbracciare un’ampia gamma di attività umane. In tutte le aree, mentre atti di culto comunali, commisti a discussioni intraprese nell’intimità del focolare domestico, si intrecciano con attività che offrono un’educazione spirituale a tutti i membri della popolazione, adulti, giovani e bambini, sta incominciando a emergere la ricca trama di una vita comunitaria. La consapevolezza sociale si approfondisce in modo naturale mentre, per esempio, fra i genitori proliferano vivaci conversazioni sulle aspirazioni dei loro figli e progetti di servizio sorgono per iniziativa dei giovanissimi. E quando le risorse umane di un’area sono sufficientemente abbondanti e il modello della crescita vi si è fermamente installato, l’impegno della comunità nei confronti della società può, anzi, deve aumentare. In questo momento cruciale dello sviluppo del Piano, con così tante aree che si stanno avvicinando a questa fase, sembra appropriato che gli amici riflettano dappertutto sulla natura dei contributi che le loro vibranti comunità in crescita possono offrire al progresso materiale e spirituale della società. Sotto questo aspetto, sarà utile pensare in termini di due aree di attività strettamente legate e l’una capace di rafforzare l’altra: il coinvolgimento nell’azione sociale e la partecipazione ai discorsi prevalenti nella società.

Nel corso dei decenni, la comunità bahá’í ha fatto molta esperienza in questi due campi. Naturalmente, ci sono moltissimi bahá’í personalmente impegnati nell’azione sociale e nel discorso pubblico grazie alle loro occupazioni. Alcune organizzazioni non governative, ispirate dagli insegnamenti della Fede e attive a livello regionale e nazionale, stanno lavorando nel campo dello sviluppo sociale ed economico per il miglioramento della loro gente. Alcune agenzie di alcune Assemblee Spirituali Nazionali stanno contribuendo in varie sedi alla promozione di idee che contribuiscono al bene pubblico. A livello internazionale l’Ufficio della Bahá’í International Community presso le Nazioni Unite svolge una funzione analoga. Nella misura necessaria e desiderabile, gli amici che lavorano alla base della comunità si serviranno di queste esperienze e capacità quando cercheranno di occuparsi degli interessi della società.

Molto appropriatamente concepita in termini di un ampio ventaglio di attività, l’azione sociale può spaziare da informali sforzi di durata limitata compiuti da individui o da piccoli gruppi di amici, a programmi di sviluppo sociale ed economico con un alto livello di complessità e sofisticazione adottati da organizzazioni di ispirazione bahá’í . Indipendentemente dagli scopi e dalle dimensioni, ogni azione sociale cerca di applicare gli insegnamenti e i principi della Fede al miglioramento, sia pur modesto, di alcuni aspetti vita sociale ed economica di una popolazione. Queste imprese sono dunque contraddistinte dal dichiarato proposito di promuovere, oltre al benessere spirituale di una popolazione, anche quello materiale. Che la civiltà che oggi si profila sugli orizzonti dell’umanità debba conseguire una coerenza dinamica fra i requisiti materiali e spirituali della vita è un elemento centrale negli insegnamenti bahá’í. Chiaramente questo ideale ha profonde implicazioni per la natura di qualunque azione sociale sia perseguita dai bahá’í, indipendentemente dalle sue dimensioni e dall’ambito della sua influenza. Anche se le condizioni variano da paese a paese e forse da area a area e per questo richiedono sforzi molto diversi, ci sono alcuni concetti fondamentali che tutti gli amici devono tenere presenti. Uno è la posizione centrale che il sapere occupa nell’esistenza sociale. La perpetuazione dell’ignoranza è una gravissima forma di oppressione. Essa rafforza i numerosi muri di pregiudizio che si ergono come ostacoli alla realizzazione dell’unità del genere umano, che è tanto la meta quanto il principio operativo della Rivelazione di Bahá’u’lláh. L’accesso al sapere è un diritto di ogni essere umano e la partecipazione alla sua produzione, alla sua applicazione e alla sua diffusione è una responsabilità che tutti devono accollarsi, ciascuno secondo i propri talenti e le proprie capacità, nella grande impresa della costruzione di una prosperosa civiltà mondiale. La giustizia esige la partecipazione universale. Pertanto l’azione sociale può implicare la fornitura di beni e servizi in una qualche forma, ma il suo scopo primario deve essere quello di costruire in una data popolazione la capacità di creare un mondo migliore. Il cambiamento sociale non è un progetto che un gruppo di persone porta avanti a beneficio di altri. Le dimensioni e la complessità dell’azione sociale devono essere commisurate alle risorse umane di cui il villaggio o il vicinato dispongono per portarla avanti. Meglio dunque che gli sforzi incomincino in dimensioni modeste e crescano organicamente mentre nella comunità si sviluppa la capacità. La capacità, naturalmente, sale a livelli più alti quando i protagonisti del cambiamento sociale imparano ad applicare con crescente efficienza alla propria realtà sociale gli elementi della Rivelazione di Bahá’u’lláh, assieme ai contenuti e ai metodi della scienza. Questa realtà essi devono cercare di leggere in un modo coerente con i Suoi insegnamenti, vedendo nel prossimo gemme di valore inestimabile e riconoscendo gli effetti del duplice processo di integrazione e disintegrazione sui cuori e sulle menti nonché sulle strutture sociali.

Un’efficace azione sociale serve ad arricchire la partecipazione ai discorsi della società, così come le idee che si colgono dall’impegno in certi discorsi possono contribuire a chiarire i concetti che modellano l’azione sociale. Al livello delle aree, la partecipazione al discorso pubblico può spaziare dal semplice atto di introdurre le idee bahá’í nelle conversazioni quotidiane ad attività più formali come la preparazione di articoli e la partecipazione a incontri su temi di interesse sociale, cambiamenti climatici e ambiente, governo e diritti umani, per menzionarne qualcuno. Essa comporta anche interazioni significative con gruppi civici e organizzazioni locali in un villaggio o in un vicinato.

A questo proposito, ci sentiamo spinti a pronunciare un ammonimento. È importante che tutti sappiano che il valore dell’impegno nell’azione sociale e nel discorso pubblico non deve essere giudicato dalla sua capacità di portare arruolamenti . Pur potendo comportare un aumento delle dimensioni della comunità bahá’í, l’impegno in questi due campi di attività, non è compiuto per questo scopo. La sincerità sotto questo aspetto è un imperativo. Inoltre si deve stare attenti ad evitare di evidenziare troppo l’esperienza bahá’í o di attrarre un’indebita attenzione su incipienti sforzi, come il programma per la valorizzazione spirituale dei giovanissimi, che è meglio lasciar maturare secondo il loro ritmo. In ogni caso la parola d’ordine è umiltà. Pur trasmettendo il loro entusiasmo per le loro credenze, gli amici devono guardarsi dal dare un’impressione di trionfalismo, già poco appropriato fra loro, tanto più in altre circostanze.

Nel descrivervi queste nuove opportunità che si stanno ora aprendo a livello delle aree, non vi stiamo chiedendo di modificare in alcun modo il corso che state ora seguendo. E nessuno s’immagini che queste opportunità siano un campo di servizio alternativo, in competizione con l’espansione e il consolidamento per le limitate risorse ed energie della comunità. L’anno prossimo, il processo dell’istituto e il modello di attività che esso genera devono continuare a essere rafforzati e l’insegnamento deve rimanere in primo piano nella mente di ogni credente. Inoltre non ci si deve coinvolgere prematuramente nella vita della società. Questo coinvolgimento avverrà in modo naturale, mentre gli amici in ogni area persevereranno nell’applicazione delle clausole del Piano attraverso un processo di azione, riflessione, consultazione e studio e impareranno di conseguenza. Il coinvolgimento nella vita della società fiorirà con l’aumento della capacità della comunità di promuovere la propria crescita e di mantenere la propria vitalità. Esso diventerà coerente con gli sforzi di espansione e consolidamento della comunità nella misura in cui si servirà di elementi della struttura concettuale che governa la presente serie di Piani globali. E continuerà a contribuire al movimento delle popolazioni verso la visione di Bahá’u’lláh di una civiltà mondiale prosperosa e pacifica nella misura in cui utilizzerà creat ivamente questi elementi in nuovi campi dell’apprendimento.

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Cari amici, quanto volte l’amato Maestro ha espresso la speranza che i cuori dei credenti trabocchino reciproco amore, che essi non traccino linee di demarcazione ma considerino tutta l’umanità come un’unica famiglia. Egli ha detto: «Forbitevi gli occhi, sì che non guardiate ad alcuno come fosse diverso da voi. Non vedete estranei, ma in ciascun uomo un amico, perché l’amore e l’unità divengono difficili quando lo sguardo punti sulle diversità». Tutti gli sviluppi esaminati nelle pagine precedenti sono, al livello più profondo, solo un’espressione dell’amore universale conseguito grazie al potere dello Spirito Santo. Non è forse l’amore di Dio che brucia tutti i veli dell’estraniamento e della divisione e lega assieme i cuori in perfetta unità? Non è il Suo amore che vi sprona sul campo del servizio e vi permette di vedere in ogni anima la capacità di conoscerLo e adorarLo? Non siete galvanizzati dal sapere che la Sua Manifestazione ha lietamente sopportato una vita di sofferenze per il Suo amore per l’umanità? Guardate nelle vostre file i vostri cari fratelli e sorel le in Iran. Non sono esempi della forza che nasce dall’amore di Dio e dal desiderio di servirLo? E la loro capacità di superare le persecuzioni più crudeli e spietate non vi parla della capacità di milioni e milioni di persone oppresse nel mondo di alzarsi e assumersi una parte decisiva nella costruzione del Regno di Dio sulla terra? Senza lasciarvi distogliere da concetti sociali divisivi, andate avanti e annunciate il messaggio di Bahá’u’lláh alle anime in attesa in ogni vicinato urbano, in ogni borgo rurale, in ogni angolo del globo, portandoli nella Sua comunità, la comunità del Più Grande Nome. Non uscirete mai dai nostri pensieri e dalle nostre preghiere. Continueremo a implorare l’Onnipotente di rafforzarvi con la Sua meravigliosa grazia. |

all‟inizio di questa stagione gloriosa i nostri occhi si illuminano mentre guardano lo svelato splendore della cupola dorata che corona l‟eccelso mausoleo del Báb. Riportato al superno lu-stro per esso inteso da Shoghi Effendi, l‟augusto edificio ancora una volta risplende giorno e notte verso la terra, il mare e il cielo, ad attestare la maestà e la santità di Colui le Cui sacre spoglie vi sono custodite.

Questo momento di gioia coincide con la fine di un fausto capitolo dello sviluppo del Pi-ano divino. Resta solo un decennio del primo secolo dell‟Età formativa, i primi cent‟anni tra-scorsi sotto la benevola ombra del Testamento di „Abdu‟l-Bahá. Al Piano quinquennale che sta per concludersi ne segue ora un altro, le cui caratteristiche sono già state oggetto di intensi studi in tutto il mondo bahá‟í. In verità, non potremmo essere più soddisfatti della risposta al nostro messaggio al Convegno dei Corpi dei Consiglieri continentali e al nostro messaggio di Riḍván di dodici mesi or sono. Non contenti di una comprensione frammentaria del loro contenuto, gli amici leggono e rileggono questi messaggi, da soli e in gruppi, durante riunioni formali e incon-tri spontanei. La loro comprensione è arricchita da una partecipazione attiva e informata ai pro-grammi di crescita delle loro aree. Di conseguenza in tutto il mondo la comunità bahá‟í ha con-sapevolmente assorbito in pochi mesi ciò che occorre per spingerla verso un fiducioso inizio del prossimo decennio.

Nello stesso periodo, numerosi casi di disordini politici e sommovimenti economici in vari continenti hanno scosso governi e popoli. Alcune società sono state trascinate sull‟orlo del-la rivoluzione e in alcuni casi importanti fino a un punto di non ritorno. I capi stanno accorgen-dosi che né le armi né le ricchezze garantiscono la sicurezza. Là dove le aspirazioni dei popoli sono andate deluse, si è accumulata una grande indignazione. Ricordiamo l‟intenzionale monito rivolto da Bahá‟u‟lláh ai governanti della terra: «I vostri popoli sono i vostri tesori. State attenti che il vostro dominio non violi i comandamenti di Dio e non consegnate in mano dei ladri colo-ro che avete in custodia». Una parola di avvertimento. Sebbene lo spettacolo del desiderio di cambiamento dei popoli sia accattivante, si ricordi che ci sono interessi che manipolano il corso degli eventi. E finché il rimedio prescritto dal medico divino non sarà somministrato, le tribola-zioni di questa era permarranno e si aggraveranno. Un attento osservatore dei tempi vede l‟accelerante disintegrazione, intermittente ma inesorabile, di un ordine mondiale lamentevol-mente difettoso.

Altrettanto percettibile è la sua controparte, il processo costruttivo che il Custode associò con la «nascente Fede di Bahá‟u‟lláh» e definì «foriero di quel Nuovo Ordine Mondiale che es-sa dovrà presto istituire». I suoi effetti indiretti sono visibili nelle effusioni di sentimenti, soprattutto nei giovani, che scaturiscono dal desiderio di contribuire allo sviluppo della società. È un dono concesso ai seguaci dell‟Antica Bellezza che questo desiderio, che sgorga inesorabil-mente dallo spirito umano in ogni terra, possa trovare eloquente espressione nel lavoro che la comunità bahá‟í sta svolgendo per costruire fra le diverse popolazioni del pianeta la capacità di agire efficacemente. Quale privilegio può essere paragonato a questo?

Per avere un‟idea di questo lavoro ogni credente guardi ad „Abdu‟l-Bahá, dei Cui «me-morabili viaggi» in Egitto e in Occidente si celebra in questi giorni il centenario. Egli espose in-faticabilmente gli insegnamenti in ogni spazio sociale: case e sale di missioni, chiese e sinago-ghe, parchi e pubbliche piazze, carrozze ferroviarie e transatlantici, circoli e società, scuole e università. Inflessibile nella difesa della verità, ma infinitamente gentile nei modi, mise i divini principi universali in relazione con le esigenze dei tempi. A tutti senza distinzioni, funzionari, scienziati, lavoratori, bambini, genitori, esuli, attivisti, sacerdoti e scettici, Egli impartì amore, saggezza, conforto, a seconda dei bisogni. Mentre ne edificava le anime, Egli ne sfidò gli assun-ti, diede un nuovo indirizzo alle loro prospettive, allargò i loro orizzonti e fece convergere le lo-ro energie. Dimostrò con le parole e con le azioni tale compassione e generosità che i loro cuori ne furono totalmente trasformati, Nessuno fu mandato via. È nostra grande speranza che, in questo centenario, il frequente ricordo delle incomparabili azioni del Maestro ispiri e rafforzi i Suoi sinceri ammiratori. Tenete davanti agli occhi il Suo esempio e fissate lo sguardo su di es-so. Fatene la vostra guida istintiva nel perseguimento della meta del Piano.

All‟inizio del primo Piano globale della comunità bahá‟í, Shoghi Effendi ha descritto con avvincenti parole gli stadi successivi attraverso i quali la luce divina era stata accesa nel Sí-yáh-Chál, posta nella lampada della rivelazione a Baghdád, diffusa in alcuni paesi dell‟Asia e dell‟Africa mentre risplendeva con accresciuto fulgore in Adrianopoli e poi in „Akká, proiettata negli altri continenti al di là dei mari e attraverso i quali si sarebbe progressivamente diffusa negli stati e nei possedimenti del mondo. Egli definì l‟ultima parte di questo processo «penetra-zione di quella luce . . . nei restanti territori del globo», descrivendola come «lo stadio in cui la luce della trionfante Fede di Dio risplendente in tutto il suo potere e la sua gloria avrebbe soffu-so e avvolto l‟intero pianeta». Sebbene questa meta sia ben lontana dell‟essere stata conseguita, la luce già brilla intensamente in molte regioni. In alcuni paesi risplende in tutte le aree. Nella prima terra nella quale essa si è accesa, quell‟inestinguibile luce arde luminosa a dispetto di co-loro che vorrebbero spegnerla. In diverse nazioni ha conseguito un persistente fulgore in interi quartieri e villaggi ed è accesa dalla Mano della Provvidenza in molti cuori l‟uno dopo l‟altro come in molte fiaccole. Essa illumina profonde conversazioni ad ogni livello dell‟interazione umana. Getta i suoi raggi su una miriade di iniziative intraprese per promuovere il benessere del popolo. E in ogni caso irradia da un credente fedele, da una comunità vibrante, da un‟amorevole Assemblea Spirituale, ciascuno di essi un faro acceso nelle tenebre.

Preghiamo ardentemente alla sacra Soglia che ciascuno di voi, portatori di questa imperi-tura fiamma, sia circondato dalle potenti confermazioni di Bahá‟u‟lláh mentre trasmette ad altri la scintilla della fede.

cent’anni or sono, nel pomeriggio dell’undicesimo giorno della festa di Riḍván, ‘Abdu’l-Bahá, di fronte a un pubblico di parecchie centinaia di persone, ha alzato il piccone di un operaio e ha colpito il tappeto erboso che ricopriva il terreno del Tempio a Grosse Pointe, a nord di Chicago. Le persone invitate a scavare il terreno con Lui in quel giorno di primavera venivano da diverse provenienze, norvegesi, indiani, francesi, giapponesi, persiani, amerindi, per nominarne solo alcuni. Era come se la Casa di culto, ancora da costruire, esaudisse il desiderio espresso dal Maestro la vigilia della cerimonia, per ogni edificio di quel tipo: «che l’umanità trovi un luogo di incontro» e «che la proclamazione dell’unità del genere umano esca dalle sue sacre corti aperte».

Coloro che Lo sentirono in quell’occasione e tutti coloro che ascoltarono durante i Suoi viaggi in Egitto e in Occidente devono aver solo vagamente compreso le considerevoli implicazioni chele Sue parole avevano per la società, per i suoi valori e le sue preoccupazioni. Ancora oggi, chi può affermare di aver colto altro che un indizio, remoto e indistinto, della futura società alla quale la Rivelazione di Bahá’u’lláh è destinata a dare origine? Nessuno supponga che la civiltà verso la quale gli insegnamenti divini spingono la società nasca da semplici aggiustamenti dell’attuale ordine. Tutt’altro. In un discorso pronunciato qualche giorno dopo aver posato la prima pietra del Tempio madre dell’Occidente, ‘Abdu’l-Bahá affermò che «fra i risultati della manifestazione delle forze spirituali vi sarà che il mondo umano si adatterà a una nuova forma sociale», che «la giustizia di Dio si manifesterà in tutte le cose dell’uomo». Queste ed altre innumerevoli parole del Maestro alle quali la comunità bahá’í si rivolge ripetutamente in questo periodo centennale fanno comprendere la distanza che separa la società come è oggi organizzata dalla stupenda visione che Suo Padre ha donato al mondo.

Purtroppo, malgrado gli encomiabili sforzi, compiuti in ogni terra da persone ben intenzionate che lavorano per migliorare le condizioni della società, gli ostacoli che impediscono la realizzazione di quella visione sembrano a molti insormontabili. Le loro speranze affondano negli erronei assunti sulla natura umana che permeano le strutture e le tradizioni di gran parte della vita moderna al punto da aver conseguito il prestigio di un fatto dimostrato. Questi assunti sembrano non tener conto delle straordinarie riserve di potenziale spirituale che sono a disposizione di ogni anima illuminata che ad esse faccia ricorso. Al contrario, per giustificarsi essi adducono le debolezze umane, i cui esempi rafforzano ogni giorno un diffuso sentimento di disperazione. Un velo stratificato di false premesse oscura dunque una verità fondamentale. Le condizioni del mondo non rispecchiano la natura essenziale dello spirito umano, ma una sua distorsione. Lo scopo di ogni Manifestazione di Dio è di effettuare una trasformazione tanto della vita interiore quanto delle condizioni esteriori dell’umanità. E questa trasformazione avviene in modo naturale quando un crescente gruppo di persone, unite dai precetti divini, cerca collettivamente di sviluppare capacità spirituali per contribuire a un processo di cambiamento sociale. Analogamente alla dura terra colpita dal Maestro un secolo fa, le teorie che oggi prevalgono potranno, inizialmente, sembrare impermeabili al cambiamento, ma indubbiamente svaniranno e, grazie alle «piogge primaverili della munificenza di Dio . . . i fiori della vera comprensione» sbocceranno freschi e belli.

Rendiamo grazie a Dio ché, mercé la potenza della Sua Parola, voi, la comunità del Suo Più Grande Nome, state coltivando ambienti nei quali può fiorire la vera comprensione. Anche coloro che si trovano in prigione per la Fede stanno, con i loro indicibili sacrifici e la loro fermezza, facendo sbocciare i «giacinti della divina saggezza» nei cuori bendisposti. In tutto il globo anime volenterose si stanno impegnando nell’opera di costruzione di un nuovo mondo mediante la sistematica implementazione delle disposizioni del Piano quinquennale. Le sue caratteristiche sono state comprese così bene che non sentiamo il bisogno di parlarne ancora qui. Le nostre suppliche sono offerte alla Soglia di una Munificentissima Provvidenza, affinché le Schiere supreme assistano ciascuno di voi a contribuire al progresso del Piano. Incoraggiati dai vostri sforzi consacrati dell’anno scorso, esprimiamo ora il nostro fervido voto che voi intensifichiate le vostre sure-footed [che non fa passi falsi] applicazioni del sapere che state acquisendo dall’esperienza. Non è il momento di tirarsi indietro. Troppe persone sono all’oscuro della nuova aurora. Chi oltre a voi può trasmettere il messaggio divino? «In nome di Dio», afferma Bahá’u’lláh parlando della Causa, «questa è l’arena dell’intuito e del distacco, della visione e dell’edificazione, ove nessuno può spronare il destriero tranne i prodi cavalieri del Misericorde, che hanno reciso ogni attaccamento al mondo dell’essere».

Osservare il mondo bahá’í all’opera significa vedere un luminoso spettacolo. Nella vita del credente che desidera, soprattutto, invitare gli altri alla comunione con il Creatore e servire l’umanità si possono trovare i segni della trasformazione spirituale che il Signore dell’Era vuole per ogni anima. Nello spirito che anima le attività di ogni comunità bahá’í che si dedica a migliorare nei suoi membri giovani e vecchi nonché nei suoi amici e collaboratori la capacità di servire il bene comune si può percepire un indizio del modo in cui potrebbe svilupparsi una società fondata sugli insegnamenti divini. E nelle aree avanzate nelle quali fervono le attività governate dalla struttura del Piano e l’esigenza di assicurare la coerenza fra varie linee di azione è più pressante, le sboccianti strutture amministrative offrono un sia pur tenue barlume di come le istituzioni della Fede giungeranno progressivamente ad assumersi una parte più completa dei loro compiti di promuovere il benessere e il progresso dell’uomo. È chiaro dunque che lo sviluppo dell’individuo, della comunità e delle istituzioni contiene una grandissima promessa. Ma oltre a tutto questo, notiamo con particolare gioia il tenero affetto e il reciproco sostegno che caratterizzano i rapporti che lega questi tre elementi.

E invece, i rapporti fra i tre corrispondenti attori del mondo, il cittadino, lo stato e le istituzioni della società, rispecchiano la discordia che caratterizza il turbolento stadio di transizione dell’umanità. Riluttanti ad agire come parti interdipendenti di un insieme organico, essi sono bloccati in una lotta di potere che alla fine non porta a nulla. Com’è diversa la società che ‘Abdu’l-Bahá dipinge in moltissime Tavole e discorsi, nella quale tanto le interazioni quotidiane quanto i rapporti fra gli stati sono modellati dalla consapevolezza dell’unità del genere umano. Relazioni imbevute di questa consapevolezza sono coltivate dai bahá’í e dai loro amici in molti villaggi e vicinati in tutto il mondo. Da essi si aspirano le pure fragranze della reciprocità e della collaborazione, della concordia e dell’amore. In questi modesti ambienti sta emergendo un’evidente alternativa ai ben noti conflitti della società. Così diventa evidente che la persona che desidera esercitare responsabilmente il diritto di esprimersi partecipa con ponderatezza alla consultazione sul bene comune e respinge la tentazione di insistere sulla propria opinione personale. L’istituzione bahá’í, che comprende la necessità di un’azione coordinata incanalata verso utili fini, non intende controllare, ma nutrire e incoraggiare. La comunità che vuole farsi carico del proprio sviluppo riconosce una preziosa risorsa nell’unità consentita da un sincero impegno nei piani concepiti dalle istituzioni. Sotto l’influenza della Rivelazione di Bahá’u’lláh, i rapporti fra questi tre elementi acquisiscono un nuovo calore, una nuova vita. Complessivamente essi formano una matrice nella quale sta gradualmente maturando una civiltà mondiale spirituale, che porta il contrassegno dell’ispirazione divina.

La luce della Rivelazione è destinata a illuminare ogni tipo di impresa. I rapporti che sorreggono la società devono essere rimaneggiati in ogni settore. In ogni settore il mondo cerca esempi di come gli esseri umani dovrebbero essere l’uno verso l’altro. Data la parte cospicua che essa ha nel generare il fermento nel quale molte persone sono state recentemente coinvolte, presentiamo alla vostra considerazione la vita economica dell’umanità, nella quale l’ingiustizia è tollerata con indifferenza e il guadagno spropositato è considerato l’emblema del successo. Così profondamente radicati sono questi perniciosi atteggiamenti che è difficile immaginare che una persona possa da sola modificare gli standard prevalenti che regolano i rapporti in questo campo. E tuttavia vi sono certamente azioni che un bahá’í vorrà evitare, come la disonestà nelle transazioni o lo sfruttamento economico degli altri. Una fedele adesione agli ammonimenti divini richiede che non ci sia contraddizione fra il proprio comportamento economico e la propria fede di bahá’í. Applicando nella propria vita i principi della Fede che si riferiscono alla giustizia e all’equità, una sola anima può osservare uno standard molto più alto della bassa soglia in base alla quale il mondo si misura. L’umanità è stanca di non avere un modello di vita al quale aspirare. Guardiamo a voi perché promuoviate comunità i cui modi diano speranza al mondo.

Nel nostro messaggio del Riḍván 2001, abbiamo detto che nei paesi nei quali il processo dell’entrata in truppe era sufficientemente avanzato e le condizioni delle comunità nazionali favorevoli avremmo approvato l’istituzione di Case di culto a livello nazionale, la cui formazione sarebbe divenuta una caratteristica della quinta epoca dell’Età formativa della Fede. Con immensa gioia annunciamo ora che in due paesi dovranno essere eretti Mashriqu’l-Adhkár nazionali: la Repubblica Democratica del Congo e la Papua Nuova Guinea. In questi paesi i criteri che abbiamo stabilito sono evidentemente soddisfatti e la risposta dei loro popoli alle possibilità create dall’attuale serie di Piani è stata del tutto rimarchevole. Con la costruzione in corso dell’ultimo dei templi continentali a Santiago, l’avvio di progetti per la costruzione di case di culto nazionali offre un’altra gratificante prova della penetrazione della Fede di Dio nel terreno della società.

È possibile compiere anche un altro passo. Il Mashriqu’l-Adhkár, descritto da ‘Abdu’l-Bahá come «una delle più vitali istituzioni del mondo», combina due aspetti essenziali e inseparabili della vita bahá’í: culto e servizio. L’unione di questi due aspetti si riflette anche nella coerenza che esiste fra le caratteristiche del Piano relative alla costruzione della comunità, in particolare la fioritura di uno spirito devozionale che si esprime in incontri di preghiera e in un processo educativo che costruisce capacità per servire l’umanità. La relazione fra il culto e il servizio è particolarmente spiccata in quelle aree del mondo nelle quali le dimensioni e la vitalità della comunità bahá’í sono notevolmente cresciute e nelle quali l’impegno nell’azione sociale è evidente. Alcune di queste aree sono state designate siti per la disseminazione dell’apprendimento affinché alimentino negli amici la capacità di promuovere il programma per i giovanissimi in regioni associate. Come abbiamo recentemente detto, la capacità di sostenere questo programma alimenta anche lo sviluppo dei circoli di studio e delle classi dei bambini. Così, al di là del suo scopo primario, il sito di apprendimento rafforza l’intero schema dell’espansione e del consolidamento. È in queste aree che si potrà prevedere, nei prossimi anni, la formazione di un Mashriqu’l-Adhkár locale. Col cuore colmo di gratitudine alla Bellezza Benedetta, siamo lieti di informarvi che stiamo entrando in consultazione con le rispettive Assemblee Spirituali Nazionali per l’erezione della prima casa di culto locale in ciascuna delle seguenti aree: Battambang, Cambogia; Bihar Sharif, India; Matunda Soy, Kenya; Norte del Cauca, Colombia; e Tanna, Vanuatu.

Per sostenere la costruzione dei due Mashriqu’l-Adhkár nazionali e dei cinque locali, abbiamo deciso di istituire al Centro Mondiale Bahá’í un Fondo per i templi a beneficio di tutti questi progetti. Gli amici di tutto il mondo sono invitati a contribuire con spirito di sacrificio, nei limiti delle loro possibilità.

Amati collaboratori, il terreno scavato dalla mano di ‘Abdu’l-Bahá cento anni fa è scavato ora in altri sette paesi e questo non è che il preludio del giorno, in obbedienza all’ingiunzione di Bahá’u’lláh, si erigerà in cui ogni città e in ogni villaggio un edificio per adorare il Signore. Da questi Orienti del Ricordo di Dio risplenderanno i raggi della Sua luce e risuoneranno gli inni della Sua lode.

«Il Libro di Dio è aperto e la Sua Parola chiama l’umanità a Lui». Con queste esaltanti parole la Penna Suprema descrive l’avvento del giorno dell’unione e della raccolta. Bahá’u’lláh prosegue: «Porgete orecchio, o amici di Dio, alla voce di Colui Che il mondo ha maltrattato e attenetevi stret- tamente a tutto ciò che esalti la Sua Causa». Esorta poi i Suoi seguaci: «Consultatevi con la massi- ma amicizia e in ispirito di perfetto cameratismo e dedicate i preziosi giorni della vita al migliora- mento del mondo e alla promozione della Causa di Colui Che è l’Antico e Sovrano Signore di tut- to».

Amati collaboratori: Queste commoventi parole tornano spontaneamente alla mente quando vediamo i vostri consacrati sforzi in tutto il mondo in risposta all’appello di Bahá’u’lláh. La splen- dida risposta al suo invito è evidente dappertutto. Se ci si sofferma a riflettere sullo svolgimento del Piano divino, è impossibile ignorare che il potere della Parola di Dio sta crescendo nei cuori di don- ne e uomini, bambini e giovani, in un paese dopo l’altro, in un’area dopo l’altra.

La comunità mondiale sta raffinando la sua capacità di leggere la realtà che la circonda, di analizzarne le possibilità e di applicare saggiamente i metodi e gli strumenti del Piano quinquenna- le. Come ci si aspettava, l’esperienza sta rapidamente crescendo nelle aree nelle quali le frontiere dell’apprendimento vengono consapevolmente allargate. In questi luoghi, si comprendono bene gli strumenti per consentire a un crescente numero di persone di rafforzare la propria capacità di servi- re. Un vibrante istituto di formazione agisce come supporto degli sforzi della comunità per portare avanti il Piano e le qualità e le capacità acquisite mediante la partecipazione ai corsi dell’istituto so- no, al più presto, utilizzate sul campo. Alcuni incontrano, nelle loro interazioni sociali quotidiane, anime aperte all’esplorazione di temi spirituali in varie impostazioni. Altri si trovano in una posi- zione che consente loro di rispondere alla recettività in un villaggio o in un vicinato, forse dopo es- sersi traferiti nella zona. Crescenti numeri assumono responsabilità, rafforzando le fila di coloro che servono come facilitatori, animatori e insegnanti dei bambini, che amministrano e coordinano, op- pure che lavorano in altro modo a sostegno dell’impresa. L’impegno degli amici nell’apprendimento trova espressione nella costanza nei propri sforzi e nella disponibilità ad ac- compagnare altri nei loro. Inoltre essi sono capaci di tenere sempre presenti due punti di vista com- plementari sul modello dell’azione che si sta sviluppando nell’area: da un lato i cicli trimestrali del- le attività, la ritmica pulsazione del programma della crescita, dall’altro gli stadi distinti di un pro- cesso educativo per bambini, per giovanissimi e per giovani e adulti. Pur comprendendo chiaramen- te il rapporto che lega questi tre stadi, gli amici sanno che ciascuno di essi ha le proprie dinamiche, i propri requisiti e il proprio intrinseco valore. Soprattutto tutti sanno che sono in atto potenti forze spirituali, le cui operazioni sono visibili tanto nei dati quantitativi che rispecchiano il progresso del- la comunità quanto nel dispiegamento di racconti che ne narrano i risultati. È in particolar modo

promettente che molti di questi tipici tratti salienti che caratterizzano le aree più avanzate sono evi- denti anche in comunità ancora agli esordi del proprio sviluppo.

Crescendo l’esperienza degli amici, cresce anche la loro capacità di alimentare nell’area un modello di vita ricco e complesso, che riguarda centinaia o migliaia di amici. Siamo molto compia- ciuti di notare le molte idee che gli amici traggono dai propri sforzi. Per esempio, essi comprendono che lo sviluppo graduale del Piano a livello dell’area è un processo dinamico necessariamente com- plesso e non si presta a facili semplificazioni. Vedono che esso avanza quando cresce la loro capa- cità di fare emergere risorse umane e di coordinare e organizzare bene le azioni di quelle risorse. Gli amici comprendono che aumentando queste capacità, è possibile integrare una più ampia gamma di iniziative. Sono anche arrivati a capire che quando si introduce un nuovo elemento esso richiede una speciale attenzione per un po’ di tempo, ma che ciò non sminuisce in alcun modo il significato di altri aspetti dei loro sforzi per costruire la comunità. E infatti essi sanno che se l’apprendimento dev’essere il loro modo operativo, essi devono prestare attenzione al potenziale offerto da quegli strumenti del Piano che si dimostrano particolarmente adatti in un dato momento e, all’occorrenza, devono investire maggiori energie nel suo sviluppo. Non ne consegue però che ogni persona si deb- ba occupare dello stesso aspetto del Piano. Gli amici hanno anche imparato che non è necessario che l’attenzione concentrata della fase di espansione di ogni ciclo di un programma di crescita sia rivolta verso lo stesso fine. Le condizioni possono richiedere che in un dato ciclo l’attenzione sia ri- volta soprattutto, per esempio, a invitare le persone ad abbracciare la Fede per mezzo di attività di insegnamento intensivo. In un altro ciclo l’attenzione potrebbe concentrarsi invece sulla moltiplica- zione di una specifica attività fondamentale.

Inoltre, gli amici sanno che il lavoro della Causa procede a velocità diversa in differenti luo- ghi per ottime ragioni, perché dopo tutto esso è un processo organico, e traggono gioia e incorag- giamento da ogni esempio di progresso che vedono. Vedono i benefici che si traggono dal contribu- to di ogni persona al progresso del tutto e perciò il servizio reso da ciascuna persona, a seconda del- le possibilità create dalle circostanze, è apprezzato da tutti. Gli incontri di riflessione sono sempre più visti come occasioni nelle quali tutti gli sforzi della comunità sono oggetto di una deliberazione coscienziosa ed edificante. I partecipanti apprendono quanto è stato fatto nel complesso, compren- dono il proprio lavoro in quella luce e approfondiscono la propria conoscenza del processo di cre- scita assorbendo i consigli delle istituzioni e avvalendosi dell’esperienza dei loro compagni di fede. Questa esperienza è trasmessa anche in numerosi altri spazi che stanno emergendo per la consulta- zione di amici intensamente impegnati in imprese specifiche, amici che seguono una linea d’azione comune o che servono una particolare parte dell’area. Tutte queste idee rientrano in una più ampia consapevolezza che il progresso si consegue più facilmente in un ambiente impregnato di amore, un ambiente nel quale le mancanze sono viste con sopportazione, gli ostacoli superati con pazienza e i metodi sperimentati accolti con entusiasmo. E così accade che, grazie alle sagge direttive delle isti- tuzioni e delle agenzie della Fede che funzionano ad ogni livello, le azioni degli amici, pur indivi- dualmente modeste, si coagulano in uno sforzo collettivo per assicurare che la recettività all’invito della Bellezza Benedetta sia rapidamente identificata ed efficacemente alimentata. Un’area in que-

ste condizioni è chiaramente un’area nella quale i rapporti fra l’individuo, le istituzioni e la comuni- tà, i tre protagonisti del Piano, stanno evolvendo in modo sano.

In questo panorama di fiorente attività, un aspetto merita una particolare menzione. Nel messaggio che vi abbiamo rivolto tre anni fa, abbiamo espresso la speranza che, nelle aree con un programma intensivo di crescita in atto, gli amici si sforzassero di capire meglio i modi della co- struzione della comunità, sviluppando centri di attività intensiva in vicinati e villaggi. Le nostre spe- ranze sono state superate, perché anche in alcune aree nelle quali il programma intensivo di crescita non è ancora intenso, gli sforzi compiuti da alcuni amici per avviare attività fondamentali fra i resi- denti di piccole zone si sono ripetutamente dimostrati efficaci. In essenza, questo approccio si fonda sulla risposta agli insegnamenti di Bahá’u’lláh da parte di popolazioni pronte per la trasformazione spirituale che la Sua Rivelazione favorisce. Grazie alla partecipazione al processo educativo pro- mosso dall’istituto di formazione, essi sono motivati a respingere il torpore e l’indifferenza inculcati dalle forze della società e a seguire invece modelli di azione che si dimostrano capaci di cambiare la vita. Nei vicinati e nei villaggi nei quali questo approccio è proseguito per alcuni anni e gli amici hanno mantenuto la loro concentrazione su di esso, stanno diventando gradualmente e incontrover- tibilmente evidenti notevoli risultati. Ai giovani è dato il mandato di assumersi la responsabilità di educare le persone più giovani di loro. Le generazioni più anziane accolgono con gioia il contributo dei giovani alle discussioni significative sugli affari dell’intera comunità. Per giovani e vecchi, la disciplina coltivata mediante il processo educativo della comunità costruisce capacità di consulta- zione ed emergono nuovi spazi per conversazioni significative. Il cambiamento non riguarda solo i bahá’í e le persone coinvolte nelle attività fondamentali richieste dal Piano, dalle quali ci si può aspettare che adottino nel tempo nuovi modi di pensare. Lo spirito dell’intero luogo ne è influenza- to. Un atteggiamento devozionale prende forma in ampie cerchie della popolazione. Le espressioni della parità fra gli uomini e le donne diventano più evidenti. L’educazione dei bambini, dei ragazzi e delle ragazze riceve una maggiore attenzione. Il carattere dei rapporti in seno alle famiglie, pla- smato da assunti secolari, cambia sensibilmente. Diventa prevalente un senso di dovere verso la comunità e l’ambiente fisico nel quale si vive. Perfino il flagello del pregiudizio, che ha gettato la sua venefica ombra su tutte le società, incomincia a cedere all’irresistibile forza dell’unità. In breve il lavoro di costruzione della comunità che gli amici stanno svolgendo influenza vari aspetti della cultura.

L’anno scorso mentre l’espansione e il consolidamento progredivano costantemente, anche altre importanti aree sono andate avanti, spesso parallelamente. Per esempio, i progressi a livello della cultura evidenti in alcuni villaggi e vicinati sono dovuti in non piccola parte a ciò che si è ap- preso dal coinvolgimento bahá’í nell’azione sociale. Il nostro Ufficio per lo sviluppo socio- economico ha recentemente preparato un documento nel quale distilla trent’anni di esperienza che ha accumulato in questo campo dal giorno in cui l’Ufficio è stato aperto al Centro Mondiale. Una delle osservazioni che fa è che le attività per l’azione sociale ricevono un vitale impulso dall’istituto di formazione. Ciò non accade solo a causa dell’aumento delle risorse umane che esso favorisce. Le idee, le qualità e le capacità spirituali coltivate dal processo dell’istituto si sono dimostrate tanto cruciali per la partecipazione all’azione sociale quanto lo sono per contribuire al processo della cre-

scita. Inoltre questo spiega come i vari campi di azione della comunità bahá’í sono governati da una struttura concettuale comune e in via di sviluppo, formata da elementi che si rafforzano vicende- volmente, anche se assumono espressioni diverse nei differenti campi di azione. Il documento che abbiamo descritto è stato recentemente trasmesso alle Assemblee Spirituali Nazionali e le invitiamo a considerare, in consultazione con i Consiglieri, come i concetti che esso prende in esame possono contribuire a promuovere esistenti sforzi di azione sociale perseguiti sotto i loro auspici e ad aumen- tare la consapevolezza di questa significativa dimensione dell’impegno bahá’í. Questo non deve es- sere interpretato come un appello generale per una diffusa attività in questo campo. L’emersione dell’azione sociale si verifica in modo naturale, mentre le comunità acquistano forza. E tuttavia è il momento che gli amici riflettano maggiormente sulle implicazioni dei loro sforzi per la trasforma- zione della società. L’aumento dell’apprendimento in questo campo pone maggiori richieste sull’Ufficio per lo sviluppo socio-economico e si stanno prendendo provvedimenti per assicurare che il suo funzionamento subisca una commisurata evoluzione. Un aspetto notevole degli ultimi do- dici mesi è stata la frequenza con cui la comunità bahá’í viene associata, nei contesti più diversi, a sforzi di produrre un miglioramento della società assieme a persone di analogo orientamento di pen- siero. Dallo scenario internazionale alla vita dei villaggi, uomini di pensiero di tutti i tipi hanno det- to di sapere che i bah’a’í non solo hanno a cuore il benessere dell’umanità, ma hanno anche una convincente concezione di ciò che occorre fare e strumenti efficaci per realizzare le proprie aspira- zioni. Queste espressioni di apprezzamento e di sostegno sono venuti anche da ambienti del tutto inattesi. Per esempio, perfino nella Culla della Fede, malgrado gli enormi ostacoli creati loro dal lo- ro oppressore, i bahá’í sono sempre più riconosciuti per le profonde implicazioni del loro messaggio per lo stato della nazione e rispettati per la loro inflessibile determinazione a contribuire al progres- so della loro patria.

Le sofferenze patite dai fedeli in Iran, soprattutto nei decenni trascorsi dopo l’inizio della più recente ondata di persecuzione, ha spronato i loro fratelli e le loro sorelle in altri paesi ad accorrere in loro difesa. Fra le preziose acquisizioni della comunità mondiale bahá’í, grazie alla loro resisten- za, ne menzioniamo una a questo proposito: una notevole rete di agenzie specializzate a livello na- zionale che si è dimostrata capace di sviluppare sistematicamente relazioni con governi e organiz- zazioni della società civile. Parallelamente, i processi dei Piani che si sono susseguiti hanno raffina- to nella comunità la capacità di partecipare a discorsi prevalenti in qualsiasi spazio avvengano, con- versazioni personali o forum internazionali. Alla base, il coinvolgimento in questo tipo di attività avviene spontaneamente, grazie allo stesso approccio organico che caratterizza la costante crescita dell’impegno degli amici nell’azione sociale e non è necessario far nulla per stimolarlo. A livello nazionale questo coinvolgimento diventa spesso l’oggetto dell’attenzione di queste stesse apposite agenzie che già funzionano in decine di comunità nazionali e sta procedendo secondo il familiare e proficuo modello di azione, riflessione, consultazione e studio. Per migliorare questi sforzi, per faci- litare l’apprendimento in questo campo e per fare in modo che i passi compiuti siano coerenti con le altre attività della comunità bahá’í, abbiamo recentemente aperto al Centro Mondiale Bahá’í l’Ufficio per il pubblico discorso. Lo inviteremo ad aiutare le Assemblee Spirituali Nazionali in questo campo gradualmente promuovendo e coordinando le attività e sistematizzando le esperienze.

Incoraggianti progressi si stanno verificando anche in altri campi. In Santiago, Cile, dove si sta erigendo il Tempio madre del Sud America, il lavoro di costruzione prosegue speditamente. La costruzione di cemento armato delle fondamenta, del seminterrato e del tunnel di servizio è comple- ta così come quella delle colonne che reggeranno la sovrastruttura. Le attese relative a questo pro- getto crescono e un analogo senso di aspettativa sta producendosi nei sette paesi dove si costruiran- no Mashriqu’l-Adhkár locali o nazionali. In ognuno di questi luoghi hanno avuto inizio i preparativi e i contributi offerti dagli amici al Fondo per i Templi hanno incominciato a essere usati. Le consi- derazioni pratiche come il luogo, il progetto e le risorse sono solo un aspetto del lavoro che gli ami- ci stanno svolgendo. In essenza, la loro è un’impresa spirituale, alla quale tutta la comunità parteci- pa. Il Maestro scrive che il Mashriqu’l-Adhkár è «il magnete delle confermazioni divine», «il pos- sente fondamento del Signore» e «la solida colonna della Fede di Dio». Una volta costruito, esso diventa spontaneamente una componente integrale del processo della costruzione della comunità che lo circonda. Nei luoghi dove si costruirà una Casa di culto, la consapevolezza di questa realtà sta prendendo corpo nei ranghi dei credenti, i quali riconoscono che la loro vita collettiva deve sempre più rispecchiare quell’unione fra culto e servizio che il Mashriqu’l-Adhkár personifica.

Su tutti i fronti, dunque, vediamo la comunità bahá’í andare costantemente avanti, progredi- re nella comprensione, desiderosa di acquisire idee dall’esperienza, pronta ad assumersi nuovi com- piti quando le risorse lo rendono possibile, agile nel rispondere a nuovi imperativi, consapevole del- la necessità di assicurare la coerenza fra i vari campi dell’attività nelle quali è impegnata, totalmente dedita all’adempimento della propria missione. Il suo entusiasmo e la sua devozione sono evidenti nell’enorme fervore generato dall’annuncio fatto circa due mesi fa della convocazione di 95 conve- gni in tutto il mondo. Siamo gratificati non solo dalla risposta dei giovani ma anche dalle espressio- ni di supporto espresse dai loro compagni di fede, i quali sanno che i giovani seguaci di Bahá’u’lláh sono uno stimolo vitale per l’intero corpo della Causa.

Siamo pieni di speranza per le continue prove che vediamo della diffusione del messaggio di Bahá’u’lláh, della portata della sua influenza e della crescente consapevolezza degli ideali che esso contiene. In questa stagione di anniversari, ricordiamo quel «Giorno di felicità suprema», separato da questo Riḍván da un secolo e mezzo, quando la bellezza di Abhá proclamò la Sua Missione ai Suoi compagni nel Giardino di Najíbíyyih. Da quel luogo santificato la Parola di Dio è giunta in ogni città e in ogni spiaggia, invitando l’umanità a incontrare il suo Signore. E da quel primo segui- to di amanti ebbri di Dio è sbocciata una diversa comunità di scopo, fiori variegati nel giardino che Egli ha suscitato. Ogni giorno che passa, crescenti numeri di anime che si sono appena ridestate si rivolgono supplichevoli verso la Sua Tomba, il luogo nel quale noi, in onore di quel benedetto gior- no e grati per tutti i doni elargiti alla comunità del Più Grande Nome, chiniamo il capo in preghiera alla sacra Soglia.



OCCASIONE CELEBRAZIONE MONDIALE PIÙ GRANDE GIUBILEO COMMEMORAZIONE CENTENARIO ASCENSIONE BAHÁ'U'LLÁH TRONO SUA SOVRANITÁ CUORI COLMI GRATITUDINE SUA INFALLIBILE PROTEZIONE INONDANTE MUNIFICENZA GIOIOSAMENTE ANNUNCIAMO AMICI ORIENTALI ET OCCIDENTALI ELEZIONE SUPREMO CORPO LEGISLATIVO ORDINATO DA LUI NEL SUO LIBRO PIÙ SANTO PROMESSO DA LUI RICEVERE SUA INFALLIBILE GUIDA STOP MEMBRI PRIMA STORICA CASA GIUSTIZIA ELETTI DAI DELEGATI COMPRENDENTI CINQUANTASEI ASSEMBLEE NAZIONALI SONO CHARLES WOLCOTT ALI NAKHJAVANI BORRAH KAVELIN IAN SEMPLE LOTFULLAH HAKIM DAVID HOFMAN HUGH CHANCE AMOZ GIBSON HUSHMAND FATHEAZAM STOP AL GIUBILO INTERO MONDO BAHÁ'Í VITTORIOSO COMPLETAMENTO CROCIATA UNICA BENEAMATO CUSTODE ORA SI AGGIUNGE UMILE GRATITUDINE PROFONDO RINGRAZIAMENTO SEGUACI BAHÁ'U'LLÁH PER EREZIONE AUGUSTO CORPO CASA UNIVERSALE DI GIUSTIZIA A CUI TUTTI CRDENTI DEVONO VOLGERSI CUI DESTINO È GUIDARE DISPIEGAMENTO SUO EMBRIONICO ORDINE MONDIALE TRAMITE ISTITUZIONI AMMINISTRATIVE PRESCRITTE DA BAHÁ'U'LLÁH SVILUPPATE DA ABDU'L BAHÁ LABORIOSAMENTE ERETTE DA SHOGHI EFFENDI ET GARATIRE PRIMI ALBORI ETÁ D'ORO FEDE QUANDO MONDO DEL SIGNORE COPRIRÁ TERRA COME ACQUA COPRE MARE STOP INVIARE DETTO MESSAGGIO TUTTE ASSEMBLEE NAZIONALI ECCETTO IRAQ ARGENTINA SUCCESSIVAMENTE VIA AEREA STOP INVIARE ATTENZIONE HARPER PETTYPIECE CANADA STOP ADDEBITARE FONDO VARGHA.

MANI CAUSA

Il processo divinamente sospinto, descritto dal nostro diletto Custode con parole che ispirano reverenza, processo che ebbe inizio seimila anni fa all'albeggiare del ciclo Adamico, e che è destinato a culminare nello "stadio nel quale la luce della Fede trionfante di Dio brillando in tutta la sua potenza e gloria avrà soffuso e avviluppato l'intero pianeta", sta ora entrando nella sua decima ed ultima parte.

La Crociata Decennale, così recentemente terminata in un bagliore di vittoria ed esultanza, costituì l'intera nona parte di questo processo. Essa vide la Causa di Dio balzare innanzi in un potente sforzo durato dieci anni fino al punto in cui furono gettate le fondamenta del suo Ordine Amministrativo in tutto il mondo, preparando così la via a quel risveglio delle masse che deve caratterizzare il futuro progresso della Fede.

Dall'inizio di questa Dispensazione gli appelli più urgenti della parola di Dio, proclamati successivamente dal Báb e da Bahá'u'lláh, sono stati quelli di insegnare la Causa. Abdu'l Bahá, per usare le sue stesse parole, "passò i giorni e le notti a promuovere la Causa e a sollecitare le genti a servirla". Shoghi Effendi, adempiendo la sacra missione affidatagli, elevò l'Ordine amministrativo della Fede, già racchiuso negli Scritti Sacri, e lo plasmò in un istrumento d'insegnamento che doveva realizzare, mediante una successione di piani, nazionali, internazionali, e globali, l'intero Piano Divino di Abdu'l Bahá, e previde chiaramente nella decima parte "tremendamente lunga" del processo cui abbiamo accennato, una serie di piani da essere lanciati dalla Casa Universale di Giustizia, che si sarebbero estesi in "epoche successive sia nell'Era Formativa sia nell'età Aurea della Fede".

Il primo di questi piani è ora innanzi a noi. Iniziandosi al Ridván 1964, mentre le memorie del glorioso Giubileo del 1963 ancora colmano i nostri cuori, esso deve, durante i nove anni della sua durata, vedere una potente espansione della Causa di Dio e una universale partecipazione di tutti i credenti alla vita di essa.

Al Centro mondiale della Fede, i compiti del Piano comprendono la pubblicazione di una sinossi e di una codificazione del Kitab-i-Aqdas, il Libro Più Santo; la formulazione della Costituzione della Casa Universale di Giustizia; lo sviluppo della istituzione delle Mani della Causa di Dio in consultazione con il corpo stesso delle Mani della Causa, in vista della futura estensione delle sue funzioni di propagazione e protezione per le quali è stata designata; la raccolta continuata e la classificazione degli Scritti Sacri Bahá'í, e degli scritti di Shoghi Effendi; continui sforzi diretti alla emancipazione della Fede dai ceppi della ortodossia religiosa e al suo riconoscimento come religione indipendente; la preparazione di un piano per un degno sviluppo ed abbellimento dell'intera area delle proprietà Bahá'í che circondano i sacri Luoghi; estensione dei giardini esistenti sul Monte Carmelo; sviluppo delle relazioni fra le Comunità Bahá'í e le Nazioni Unite; conferenze Oceaniche e Intercontinentali; coordinazione di piani mondiali per commemorare - nel 1967/68 - il centenario della proclamazione di Bahá'u'lláh ai re e governanti, contenuta nella rivelazione della Suriy-i-Muluk (Tavola ai re) in Adrianopoli.

Nella comunità mondiale il Piano implica l'apertura di settanta territori vergini e la rioccupazione di ventiquattro; l'aumento del numero delle Assemblee Spirituali Nazionali, pilastri che sostengono la Casa Universale di Giustizia, a centootto, nove volte cioè il loro numero quando si iniziò la prima storica Crociata Mondiale nel 1953; l'aumento del numero delle Assemblee Spirituali Locali ad oltre tredicimilasettecento, sparse in tutti i territori e le isole del mondo, delle quali almeno millesettecento dovranno essere riconosciute ufficialmente; l'aumento del numero delle località in cui risiedono i Bahá'í ad oltre cinquantaquattromila; la costruzione di due altri Mashriqu'l Adhkar, uno in Asia ed uno nell'America Latina; l'acquisto di trentadue Istituti d'insegnamento; cinquantadue Haziratu'l Quds nazionali; cinquantaquattro terreni di dotazione nazionali, e terreni per sessantadue futuri Templi; ampia estensione del riconoscimento da parte delle autorità civili dei giorni Sacri Bahá'í e del Certificato di matrimonio Bahá'í; traduzione della letteratura Bahá'í in altre centotrentatre lingue, e suo arricchimento nelle lingue più importanti in cui traduzioni sono già state fatte; impianto di altre quattro nuove Case Editrici Bahá'í e un vasto incremento nelle risorse finanziarie della Fede.

Il vigoroso sviluppo della Causa richiede che questa grande espansione sia accompagnata dagli sforzi devoti di ogni credente nell'insegnamento, nel vivere la vita Bahá'í, nel contribuire al Fondo, e particolarmente nel persistente sforzo di comprendere sempre più a fondo il significato della Rivelazione di Bahá'u'lláh. Nelle parole del nostro diletto Custode, "una cosa, soltanto una cosa infallibilmente e da sola assicura l'indubitato trionfo di questa sacra Causa, e cioè, il grado nel quale la nostra vita interiore e il nostro intimo carattere rispecchiano, nei loro molteplici aspetti, lo splendore degli eterni principi proclamati da Bahá'u'lláh".

Espansione e partecipazione universale sono gli obiettivi gemelli di questa fase iniziale della seconda epoca del Piano Divino, e tutte le mete assegnate alle cinquantasei Comunità Nazionali contribuiscono alla loro realizzazione. Il processo di cooperazione fra le Assemblee Spirituali Nazionali, già iniziato dal diletto Custode, sarà promosso nel corso di Questo piano, mediante più di duecento progetti particolari e rafforzerà ulteriormente questo programma che può certo assumere una grande importanza nei futuri stadi dell'Età formativa.

Una volta ancora, cari amici, entriamo nella battaglia, ma con una schiera di combattenti incomparabilmente maggiore di quella con cui entrammo nella Crociata Mondiale del 1953. A quella piccola forza di dodici comunità nazionali, ora guerrieri veterani, sono state aggiunte cinquantasette nuove legioni ognuna sotto il comando di una Assemblea Spirituale Nazionale, ciascuna destinata a divenire una veterana di questa e di future campagne. Quella Crociata cominciò con poco più di seicento Assemblee Spirituali Locali, la maggior parte delle quali erano situate in Persia, nel Nord America e in Europa; i fronti nazionali comprendono ora circa quattromilaseicento Assemblee Spirituali Locali sparse in tutti i continenti e le isole del mondo. Noi cominciamo questo Piano con un fortissimo impulso dimostrato dall'aggiunta, dopo l'ultimo Ridván, di più di quattromila nuovi centri e tredici Assemblee Spirituali Nazionali e dall'inizio, in parecchi paesi, di quell'entrata a frotte nella Causa di Dio profetizzata da Abdu'l Bahá e da Lui così ansiosamente anticipata.

Gli Alfieri di questo Piano novennale sono quelle stesse vittoriose e provate anime, divinamente designate, che portarono lo stendardo della Crociata Mondiale, le Mani della Causa di Dio il cui consiglio e consultazione sono stati impareggiabili nella preparazione di questo Piano novennale. Sostenuto dai loro "rappresentanti, assistenti, e consiglieri", i membri del Consiglio Ausiliario, essi ispireranno e proteggeranno l'esercito di Dio, lo condurranno attraverso ogni breccia fino al limite delle risorse disponibili, e sosterranno quelle comunità che lottano su terreno difficile o pietroso, così che nel 1973 le celebrazioni degne del centenario della rivelazione del Più Santo Libro possano essere indette da una vittoriosa comunità mondiale, fermamente stabilita, organicamente unita, dedita al servizio di Dio e al trionfo finale della Sua Causa.

Ognuna dunque delle sessantanove comunità assuma i suoi compiti, consideri subito come sia meglio compierli entro il termine assegnato, levi la sua schiera di pionieri, consacri se stessa a un lavoro indefesso e parta per la sua missione.

Questa è un'aurea opportunità. Qualunque siano le convulsioni in cui l'empietà di un'era materialista e senza Dio possano ancora precipitare il mondo, per quanto dolorosi siano gli effetti della rimozione del presente ordine sui piani e gli sforzi della Comunità del Più Grande Nome, noi dobbiamo afferrare le opportunità dell'ora e andare innanzi confidenti che tutte le cose sono entro la Sua potente stretta e che, se noi facciamo la nostra parte, la vittoria totale e incondizionata sarà inevitabilmente nostra.

Il processo divinamente sospinto, descritto dal nostro diletto Custode con parole che ispirano reverenza, processo che ebbe inizio seimila anni fa all'albeggiare del ciclo Adamico, e che è destinato a culminare nello "stadio nel quale la luce della Fede trionfante di Dio brillando in tutta la sua potenza e gloria avrà soffuso e avviluppato l'intero pianeta", sta ora entrando nella sua decima ed ultima parte.

La Crociata Decennale, così recentemente terminata in un bagliore di vittoria ed esultanza, costituì l'intera nona parte di questo processo. Essa vide la Causa di Dio balzare innanzi in un potente sforzo durato dieci anni fino al punto in cui furono gettate le fondamenta del suo Ordine Amministrativo in tutto il mondo, preparando così la via a quel risveglio delle masse che deve caratterizzare il futuro progresso della Fede.

Dall'inizio di questa Dispensazione gli appelli più urgenti della parola di Dio, proclamati successivamente dal Báb e da Bahá'u'lláh, sono stati quelli di insegnare la Causa. Abdu'l Bahá, per usare le sue stesse parole, "passò i giorni e le notti a promuovere la Causa e a sollecitare le genti a servirla". Shoghi Effendi, adempiendo la sacra missione affidatagli, elevò l'Ordine amministrativo della Fede, già racchiuso negli Scritti Sacri, e lo plasmò in un istrumento d'insegnamento che doveva realizzare, mediante una successione di piani, nazionali, internazionali, e globali, l'intero Piano Divino di Abdu'l Bahá, e previde chiaramente nella decima parte "tremendamente lunga" del processo cui abbiamo accennato, una serie di piani da essere lanciati dalla Casa Universale di Giustizia, che si sarebbero estesi in "epoche successive sia nell'Era Formativa sia nell'età Aurea della Fede".

Il primo di questi piani è ora innanzi a noi. Iniziandosi al Ridván 1964, mentre le memorie del glorioso Giubileo del 1963 ancora colmano i nostri cuori, esso deve, durante i nove anni della sua durata, vedere una potente espansione della Causa di Dio e una universale partecipazione di tutti i credenti alla vita di essa.

Al Centro mondiale della Fede, i compiti del Piano comprendono la pubblicazione di una sinossi e di una codificazione del Kitab-i-Aqdas, il Libro Più Santo; la formulazione della Costituzione della Casa Universale di Giustizia; lo sviluppo della istituzione delle Mani della Causa di Dio in consultazione con il corpo stesso delle Mani della Causa, in vista della futura estensione delle sue funzioni di propagazione e protezione per le quali è stata designata; la raccolta continuata e la classificazione degli Scritti Sacri Bahá'í, e degli scritti di Shoghi Effendi; continui sforzi diretti alla emancipazione della Fede dai ceppi della ortodossia religiosa e al suo riconoscimento come religione indipendente; la preparazione di un piano per un degno sviluppo ed abbellimento dell'intera area delle proprietà Bahá'í che circondano i sacri Luoghi; estensione dei giardini esistenti sul Monte Carmelo; sviluppo delle relazioni fra le Comunità Bahá'í e le Nazioni Unite; conferenze Oceaniche e Intercontinentali; coordinazione di piani mondiali per commemorare - nel 1967/68 - il centenario della proclamazione di Bahá'u'lláh ai re e governanti, contenuta nella rivelazione della Suriy-i-Muluk (Tavola ai re) in Adrianopoli.

Nella comunità mondiale il Piano implica l'apertura di settanta territori vergini e la rioccupazione di ventiquattro; l'aumento del numero delle Assemblee Spirituali Nazionali, pilastri che sostengono la Casa Universale di Giustizia, a centootto, nove volte cioè il loro numero quando si iniziò la prima storica Crociata Mondiale nel 1953; l'aumento del numero delle Assemblee Spirituali Locali ad oltre tredicimilasettecento, sparse in tutti i territori e le isole del mondo, delle quali almeno millesettecento dovranno essere riconosciute ufficialmente; l'aumento del numero delle località in cui risiedono i Bahá'í ad oltre cinquantaquattromila; la costruzione di due altri Mashriqu'l Adhkar, uno in Asia ed uno nell'America Latina; l'acquisto di trentadue Istituti d'insegnamento; cinquantadue Haziratu'l Quds nazionali; cinquantaquattro terreni di dotazione nazionali, e terreni per sessantadue futuri Templi; ampia estensione del riconoscimento da parte delle autorità civili dei giorni Sacri Bahá'í e del Certificato di matrimonio Bahá'í; traduzione della letteratura Bahá'í in altre centotrentatre lingue, e suo arricchimento nelle lingue più importanti in cui traduzioni sono già state fatte; impianto di altre quattro nuove Case Editrici Bahá'í e un vasto incremento nelle risorse finanziarie della Fede.

Il vigoroso sviluppo della Causa richiede che questa grande espansione sia accompagnata dagli sforzi devoti di ogni credente nell'insegnamento, nel vivere la vita Bahá'í, nel contribuire al Fondo, e particolarmente nel persistente sforzo di comprendere sempre più a fondo il significato della Rivelazione di Bahá'u'lláh. Nelle parole del nostro diletto Custode, "una cosa, soltanto una cosa infallibilmente e da sola assicura l'indubitato trionfo di questa sacra Causa, e cioè, il grado nel quale la nostra vita interiore e il nostro intimo carattere rispecchiano, nei loro molteplici aspetti, lo splendore degli eterni principi proclamati da Bahá'u'lláh".

Espansione e partecipazione universale sono gli obiettivi gemelli di questa fase iniziale della seconda epoca del Piano Divino, e tutte le mete assegnate alle cinquantasei Comunità Nazionali contribuiscono alla loro realizzazione. Il processo di cooperazione fra le Assemblee Spirituali Nazionali, già iniziato dal diletto Custode, sarà promosso nel corso di Questo piano, mediante più di duecento progetti particolari e rafforzerà ulteriormente questo programma che può certo assumere una grande importanza nei futuri stadi dell'Età formativa.

Una volta ancora, cari amici, entriamo nella battaglia, ma con una schiera di combattenti incomparabilmente maggiore di quella con cui entrammo nella Crociata Mondiale del 1953. A quella piccola forza di dodici comunità nazionali, ora guerrieri veterani, sono state aggiunte cinquantasette nuove legioni ognuna sotto il comando di una Assemblea Spirituale Nazionale, ciascuna destinata a divenire una veterana di questa e di future campagne. Quella Crociata cominciò con poco più di seicento Assemblee Spirituali Locali, la maggior parte delle quali erano situate in Persia, nel Nord America e in Europa; i fronti nazionali comprendono ora circa quattromilaseicento Assemblee Spirituali Locali sparse in tutti i continenti e le isole del mondo. Noi cominciamo questo Piano con un fortissimo impulso dimostrato dall'aggiunta, dopo l'ultimo Ridván, di più di quattromila nuovi centri e tredici Assemblee Spirituali Nazionali e dall'inizio, in parecchi paesi, di quell'entrata a frotte nella Causa di Dio profetizzata da Abdu'l Bahá e da Lui così ansiosamente anticipata.

Gli Alfieri di questo Piano novennale sono quelle stesse vittoriose e provate anime, divinamente designate, che portarono lo stendardo della Crociata Mondiale, le Mani della Causa di Dio il cui consiglio e consultazione sono stati impareggiabili nella preparazione di questo Piano novennale. Sostenuto dai loro "rappresentanti, assistenti, e consiglieri", i membri del Consiglio Ausiliario, essi ispireranno e proteggeranno l'esercito di Dio, lo condurranno attraverso ogni breccia fino al limite delle risorse disponibili, e sosterranno quelle comunità che lottano su terreno difficile o pietroso, così che nel 1973 le celebrazioni degne del centenario della rivelazione del Più Santo Libro possano essere indette da una vittoriosa comunità mondiale, fermamente stabilita, organicamente unita, dedita al servizio di Dio e al trionfo finale della Sua Causa.

Ognuna dunque delle sessantanove comunità assuma i suoi compiti, consideri subito come sia meglio compierli entro il termine assegnato, levi la sua schiera di pionieri, consacri se stessa a un lavoro indefesso e parta per la sua missione.

Questa è un'aurea opportunità. Qualunque siano le convulsioni in cui l'empietà di un'era materialista e senza Dio possano ancora precipitare il mondo, per quanto dolorosi siano gli effetti della rimozione del presente ordine sui piani e gli sforzi della Comunità del Più Grande Nome, noi dobbiamo afferrare le opportunità dell'ora e andare innanzi confidenti che tutte le cose sono entro la Sua potente stretta e che, se noi facciamo la nostra parte, la vittoria totale e incondizionata sarà inevitabilmente nostra.

Il Cinquantesimo Anniversario della rivelazione, da parte di Abdu'l Bahá, in Marzo ed Aprile 1916, delle prime Tavole del piano Divino ha visto la conclusione di un'azione di pionierismo senza precedenti negli annali della Causa. Un anno fa fu lanciato l'appello per quattrocentosessantuno pionieri che dovevano lasciare le loro case entro dodici mesi e disperdersi attraverso il pianeta per ampliare e fortificare le fondamenta della comunità mondiale di Bahá'u'lláh. Vi è fondata speranza che, con l'eccezione di trentaquattro posti il cui stabilimento dipende da circostanze favorevoli, tutte le località meta dei pionieri saranno coperte intorno al Ridván od il loro stabilimento sarà assicurato da fermi impegni. La gratitudine e l'ammirazione dell'intero mondo Bahá'í va a questo corpo di devoti credenti che hanno così gloriosamente risposto all'appello. Questi pionieri, che si sono levati per le mete specificate, sono stati rinforzati da altri quarantacinque credenti che si sono stabiliti nei territori meta, mentre più di sessantanove hanno lasciato le loro case per risiedere in altri ventisei paesi già aperti alla Fede. Tutto sommato, nel corso dell'anno, cinquecentocinque Bahá'í si sono levati come pionieri oltre i loro paesi natii, il più alto numero che si sia avuto in ogni singolo anno dell'intera storia della Causa.

Questa è una risonante vittoria, e, alla luce della dichiarazione del Maestro nella prima delle Tavole del Piano Divino, "È sovente accaduto che un'anima benedetta sia diventata la sorgente della guida di una nazione", di meraviglioso presagio per il futuro. I suoi immediati risultati sono l'apertura di ventiquattro nuovi territori alla Fede, il ristabilimento di altri quattro, ed il consolidamento di oltre novanta tre. I territori recentemente aperti sono: Chad e Niger in Africa; la penisola dell'Alaska, Barbuda, le isole Cayman, l'isola Chiloé, l'isola Providencia, il territorio di Quintana Roo, Saba, l'isola S. Andrea, S. Eustachio, S. Kittis-Nevis, l'isola S. Lorenzo, la Terra del Fuoco, e le isole Turk e Caicos nelle Americhe; le isole Laccadive e l'isola Marmara in Asia; l'isola Nìue in Australasia; e le isole Bornholm, Capri, Elba, Gotland, Ebridi interne, ed Ischia in Europa. I territori ristabiliti sono: l'isola Corisco e la Guinea Spagnola in Africa e le Isole Maldive e Nicobar in Asia.

Come annunciato lo scorso Ridván, la prima Convenzione dei Bahá'í di Brunei sarà tenuta quest'anno, durante la seconda fine settimana del periodo del Ridván, quando la prima Assemblea Spirituale Nazionale dei Bahá'í di Brunei sarà eletta. La Mano della Causa Collis Featherstone rappresenterà il Centro Mondiale della Fede in questa storica occasione.

Un altro risultato delle confermazioni che hanno compensato l'immenso sforzo per l'insegnamento degli ultimi due anni è l'appello fatto ora dalla Casa Universale di Giustizia per la formazione al Ridván del 1967 delle seguenti nove Assemblee Spirituali Nazionali: in Africa - l'Assemblea Spirituale Nazionale di Algeria e Tunisia con sede in Algeri; l'Assemblea spirituale Nazionale della Repubblica del Cameroon con sede a Vittoria e con la Guinea Spagnola, Fernando Po, Corisco e Sào Toné e le isole Principe ad essa assegnate; l'Assemblea Spirituale Nazionale di Swaziland Mozambico e Basutoland con sede a Mbabane; l'Assemblea Spirituale Nazionale di Zambia con sede a Lusaka. Nelle Americhe - l'Assemblea Spirituale Nazionale del Leeward, Winward ed isole Vergini con sede a Charlotte Amalie. In Asia - l'Assemblea Spirituale Nazionale di Cambogia con sede a Phnom Penh; l'Assemblea Spirituale Nazionale dell'Arabia orientale e Meridionale con sede a Bahrayn; l'Assemblea Spirituale Nazionale di Taiwan con sede a Taipei. in Australasia - l'Assemblea Spirituale Nazionale delle isole Gilbert ed Ellice con sede a Tarawa. Queste nove nuove Assemblee spirituali Nazionali costituenti, insieme con la nuova Assemblea Spirituale Nazionale di Brunei, dieci pilastri aggiunti alla Casa Universale di Giustizia porteranno a settantanove il numero che prenderà parte, durante il Ridván del 1968 alla seconda Convenzione Internazionale per l'elezione di quella Istituzione.

Non può essere permesso che passi quest'anno importante senza ricordare gli instancabili e consacrati servizi delle benamate Mani della Causa, i Porta-Stendardo del Piano Novennale, e l'abile aiuto dato ad essi dai loro Consigli Ausiliari. Le speciali missioni che hanno adempiuto per conto della Casa Universale di Giustizia, i giri d'insegnamento che hanno intrapreso, le conferenze che hanno organizzato, il loro costante lavoro al Centro Mondiale e soprattutto il loro interminabile incoraggiamento agli amici e continua vigilanza per la prosperità della Causa di Dio, hanno dato distinzione e guida efficiente al lavoro dell'intera comunità. La dolorosa perdita che hanno subito col trapasso della Mano della Causa Leroy Ioas è condivisa dall'intero mondo Bahá'í.

Gli splendidi successi nei campi del pionierismo e dell'insegnamento, insieme con l'entusiastica cura data alla preparazione di Piani per la confacente celebrazione del centenario della proclamazione da parte di Bahá'u'lláh del Suo Messaggio ai re e governanti del mondo, hanno suggellato con successo la prima fase, ed aperto la via alla seconda fase del Piano Novennale, una fase nella quale il mondo Bahá'í deve prepararsi ed armarsi esso stesso per la terza fase che avrà inizio nell'ottobre del 1967, allorché le sei conferenze intercontinentali daranno il segnale delle "note di apertura" di un periodo di proclamazione della Causa di Dio che si estenderà per i rimanenti anni dei Piano Novennale fino al centenario, nel 1973, della rivelazione del Kitáb-i-Aqdas. Il triplice scopo di queste conferenze è di commemorare il centenario dell'inizio della Proclamazione da parte di Bahá'u'lláh della Sua Missione, di proclamare il Messaggio Divino, e di deliberare sui compiti dei rimanenti anni del Piano Novennale.

Cinque compiti specifici fronteggiano il mondo Bahá'í come esso entra in questa seconda fase del Piano:

Il primo è di completare lo stabilimento dei pionieri, e l'invio di altri ovunque occorra.

Il secondo è l'intensiva preparazione per la terza fase del Piano attraverso lo sviluppo di nuovi mezzi d'insegnamento e l'espansione dei vari fondi Bahá'í a livello internazionale, nazionale e locale.

Il terzo è l'accelerazione della preparazione della letteratura Bahá'í, particolarmente la sua traduzione e pubblicazione in quelle lingue nelle quali, finora, non è stata pubblicata o la provvista è inadeguata.

Il quarto è l'acquisto delle rimanenti Haziratu'l Quds nazionali, terreni per il Tempio, dotazioni nazionali ed istituti d'insegnamento richiesti nel Piano, prima che l'inflazione in sviluppo, che sta ora affliggendo quasi l'intero mondo, aumenti troppo gravemente il carico finanziario, per l'acquisto di queste proprietà.

Il quinto è lo sviluppo del Fondo per il Tempio di Panama. La Casa Universale di Giustizia dà inizio a questo Fondo con una contribuzione di 25.000 dollari, ed ora fa appello ai credenti ed alle comunità Bahá'í di contribuire con liberalità ed in continuazione fino a che i fondi per il completamento di questa storica Costruzione siano assicurati. Queste contribuzioni dovrebbero essere mandate direttamente all'Assemblea Spirituale Nazionale di Panama. Sono stati ricevuti più di cinquanta disegni, e la Casa di Giustizia sta ora prendendo in considerazione le raccomandazioni dell'Assemblea Nazionale. La scelta. sarà annunciata e gli amici saranno pienamente informati del progresso di questo altamente significativo ed ispirante progetto.

Ogni singolo seguace di Bahá'u'lláh, così come le istituzioni della Fede, a livello locale, nazionale, continentale e mondiale, deve ora affrontare la sfida ad innalzare l'intensità dell'insegnamento ad un grado mai finora raggiunto, in vista della realizzazione di quel vasto ingrandimento richiesto nel Piano. Per quei credenti che vivono in paesi dove hanno libertà d'insegnare la loro Fede, questa è posta più acutamente dalle misure opprimenti imposte alla Fede altrove. in Persia sono negati ai credenti i loro elementari diritti e la Fede è ancora largamente proscritta. Nell'Iraq l'Hazíratu'l-Quds nazionale ed una locale sono state sequestrate le attività degli amici severamente ristrette. In Egitto le proprietà Bahá'í sono ancora confiscate e recentemente diversi credenti erano stati imprigionati per un certo periodo, ed ora stanno aspettando il processo. Una nuova oppressione si è abbattuta in Indonesia dove l'Hazíratu'l-Quds nazionale è stata sequestrata e le attività organizzate dai credenti sono state proibite. In altri paesi ancora i credenti sono soggetti a restrizioni e sorveglianza. Gli amici in ogni caso sono saldi e fiduciosi, in viva attesa della loro emancipazione e del definitivo trionfo della Causa.

La sfida alle istituzioni. amministrative locali e nazionali della Fede è di organizzare e promuovere il lavoro d'insegnamento attraverso piani sistematici, comprendenti non solo le regolari riunioni tipo fireside nelle case dei credenti, le riunioni pubbliche, ricevimenti e conferenze, le scuole di fine settimana, e quelle estive ed invernali, le conferenze e le attività dei giovani, tutte cose già vigorosamente mantenute al presente, ma in aggiunta attraverso una corrente costante di insegnanti in visita ad ogni località. Le forze generate da quest'ultimo procedimento sono state esaltate da Bahá'u'lláh con queste parole:

"Il movimento stesso da luogo a luogo, quando intrapreso per l'amore di Dio ha sempre esercitato, e può ora esercitare, la sua influenza nel mondo. Nei Libri antichi il grado di coloro che hanno viaggiato lontano e vicino per la guida dei servi di Dio è stato messo in vista e annotato per iscritto".

Mentre Abdu'l Bahá nelle Tavole del Piano Divino, dice:

"Gli insegnanti debbono continuamente viaggiare in tutte le parti del continente, anzi, piuttosto, in tutte le parti del mondo ..."

Tali piani debbono essere iniziati e sviluppati ora, durante questo periodo di preparazione, così che essi possano essere pienamente operanti dal principio del periodo della proclamazione, e da quel tempo essi debbono essere proseguiti senza rallentamento fino alla fine del piano.

La Casa Universale di Giustizia attribuisce tale importanza questo principio dell'insegnamento viaggiante che è stato deciso di svilupparlo su scala internazionale, ed ora fa un appello per volontari che offrano i loro servizi in questo campo. Con le loro visite ad altre terre che non siano la propria, questi amici forniranno un enorme stimolo alla proclamazione ed all'insegnamento della Causa in tutti i continenti. Si spera che questi progetti saranno finanziati senza aiuto, poiché il Fondo Deputazione Internazionale è tuttora necessario per i pionieri. Tuttavia, quando un'offerta che è considerata di speciale beneficio per la Fede non può essere finanziata dall'individuo o dall'Assemblea Nazionale ricevente, la Casa di Giustizia considererà una richiesta di assistenza dal Fondo Deputazione. Offerte, che possono essere per ogni periodo, debbono essere fatte alla propria Assemblea Spirituale Nazionale od ai Comitati Continentali Pionieri, ai quali è stato dato in aggiunta il compito di assistere le Assemblee Nazionali per strumentare e coordinare questa nuova intrapresa. Coloro che si levano ad operare vogliano ricordare l'ingiunz

Sono trascorsi ormai tre anni dall’inizio dell’attuale stadio dello sviluppo del Piano divino, un’impresa che lega i seguaci di Bahá’u’lláh in un unico sforzo spirituale. Solo due anni separano gli amici di Dio dalla sua conclusione prefissata. I due movimenti essenziali che continuano a spingere il processo della crescita, il costante flusso dei partecipanti attraverso la sequenza dell’istituto di formazione e il movimento delle aree lungo il continuo dello sviluppo, sono stati entrambi immensamente rafforzati dall’effusione di energia sprigionatasi durante i convegni giovanili che hanno avuto luogo l’anno scorso. L’accresciuta capacità di mobilitare grandi numeri di giovani nel campo del servizio che il mondo bahá’í ha acquisito può ora produrre un ulteriore frutto. Infatti nel tempo che resta si presentano con urgenza gli importantissimi compiti del rafforzamento dei programmi di crescita esistenti e dell’avviamento di nuovi programmi. La comunità del Più Grande Nome si trova in una buona posizione per poter aggiungere, prima della conclusione di questo periodo, alle aree nelle quali i programmi di crescita sono già emersi le duemila che restano per il conseguimento della meta.

Siamo felici di vedere che questa impresa è energicamente portata avanti nelle più disparate regioni del globo, e in circostanze e condizioni molto diverse, in circa tremila aree. Molte aree sono arrivate a un punto in cui si sta prendendo lo slancio grazie all’attuazione di poche e semplici linee di azione. In altre, dopo una serie di cicli di attività, il numero delle persone che prendono l’iniziativa nel contesto del Piano è aumentato e il passo delle attività si è accelerato. Quando la qualità del processo dell’educazione spirituale migliora grazie all’esperienza, le anime sono più facilmente attratte a parteciparvi. Di tanto in tanto ci possono essere un periodo di quiete nelle attività o un ostacolo al progresso. La ricerca, la consultazione sulle ragioni dell’impasse, unite alla pazienza, al coraggio e alla perseveranza consentono di riprendere lo slancio. In un crescente numero di aree, il programma di crescita cresce in ampiezza e complessità, commisuratamente alle nascenti capacità dei tre protagonisti del Piano, l’individuo, la comunità e le istituzioni della Fede, di creare un ambiente di reciproco sostegno. E siamo deliziati dal fatto che, come ci si aspettava, il numero delle aree nelle quali cento o più individui stanno ora facilitando l’impegno di mille o più persone nella strutturazione di un modello di vita spirituale, dinamica, trasformativa sta crescendo. Alla base di questo processo c’è, sin dall’inizio, un movimento collettivo verso la visione della prosperità materiale e spirituale esposta da Colui Che è il Vivificatore del Mondo. Ma quando si raggiungano numeri così grandi, il movimento di un’intera popolazione diventa visibile.

Questo movimento è specialmente evidente nelle aree nelle quali si deve costruire un Mashriqu’l-Adhkár locale. Una di queste si trova, per esempio, nel Vanuatu. Gli amici che abitano nell’isola di Tanna hanno compiuto un immane sforzo per far conoscere il progetto della Casa di culto e hanno già conversato con oltre un terzo dei trentamila abitanti dell’isola parlando con loro in vari modi del suo significato. La capacità di affrontare una conversazione di tono elevato con tante persone è stata raffinata grazie a molti anni di esperienza nella trasmissione degli insegnamenti di Bahá’u’lláh e nell’ampliamento del campo di azione di un vibrante istituto di formazione. I gruppi dei giovanissimi stanno particolarmente fiorendo nell’isola, spronati dal sostegno dei capi villaggio che vedono la valorizzazione spirituale dei partecipanti. Incoraggiati dall’unità e dalla dedizione che esiste fra loro, questi giovani non hanno solo messo in fuga il languore della passività in se stessi ma, grazie a vari progetti pratici, hanno trovato il modo di lavorare per il miglioramento delle loro comunità. Il risultato è stato che i loro coetanei e non ultimi i loro genitori sono stati indotti a compiere con entusiasmo azioni costruttive. I credenti e la società più estesa riconoscono ora la benedizione di potersi rivolgere a un’Assemblea Spirituale Locale per chiedere guida e per risolvere situazioni difficili e, a loro volta, le decisioni delle Assemblee Spirituali sono sempre più caratterizzate da saggezza e sensibilità. Tutto questo indica che, quando gli elementi della struttura per l’azione del Piano si combinano in un insieme coerente, l’impatto sulla popolazione può essere profondo. Ed è in questo contesto di una costante espansione e consolidamento – il trentesimo ciclo del programma intensivo di crescita si è recentemente concluso – che gli amici stanno attivamente esaminando, con il resto degli abitanti dell’isola, che cosa significa costruire fra loro un Mashriqu’l-Adhkár, un «centro di raccolta per le anime». Con l’attivo sostegno dei capi tradizionali, gli isolani di Tanna hanno offerto un centinaio di idee per il progetto del Tempio, dimostrando la misura in cui la Casa di culto ha catturato la loro immaginazione e aprendo affascinanti prospettive sull’influenza che essa eserciterà sulle vite di coloro che vivono alla sua ombra.

Questo incoraggiante resoconto ha una controparte in numerose aree avanzate nelle quali le implicazioni degli insegnamenti di Bahá’u’lláh sono applicate alle condizioni della vita in vicinati e villaggi. In ogni area una popolazione, sempre più consapevole della Persona di Bahá’u’lláh, grazie alla riflessione sull’esperienza, alla consultazione e allo studio, impara ad agire in base alle verità racchiuse nella Sua Rivelazione, in modo tale che la crescente cerchia di persone spiritualmente affini è sempre più strettamente unita assieme da vincoli di culto e di servizio collettivi.

In molti modi, le comunità che sono progredite maggiormente stanno tracciando un’invitante strada che altri possono seguire. E tuttavia qualunque sia il livello delle attività in un’area, è la capacità di apprendimento fra gli amici locali, nell’ambito di una struttura comune, che alimenta il progresso sulla via dello sviluppo. Tutti possono svolgere una parte in questa impresa. Il contributo di ogni persona serve ad arricchire il tutto. Le aree più dinamiche sono quelle nelle quali, indipendentemente dalle risorse di cui la comunità dispone o del numero delle attività intraprese, gli amici apprezzano il fatto che il loro compito sia identificare ciò che occorre perché si abbia progresso – la capacità nascente che deve essere alimentata, il nuovo

talento che deve essere acquisito, gli iniziatori di uno sforzo iniziale che devono essere accompagnati, lo spazio per la riflessione che deve essere coltivato, l’impresa collettiva che deve essere coordinata – e poi trovare modi creativi per reperire e mettere a disposizione il tempo e le risorse necessari per il suo conseguimento. Il solo fatto che ogni insieme di circostanze presenti le proprie sfide permette a ogni comunità non solo di beneficiare di ciò che si sta imparando nel resto del mondo bahá’í ma anche di aggiungere qualcosa al corpo delle conoscenze collettive. La consapevolezza di questa libertà affranca le persone dalla sterile ricerca di rigide formule per l’azione pur permettendo alle idee raccolte in vari contesti di modellare il processo della crescita mentre assume una particolare forma nel proprio ambiente. Questo intero approccio contrasta con gli angusti concetti di «successo» e «fallimento» che alimentano comportamenti frenetici o paralizzano la volontà. Occorre distacco. Quando si compia uno sforzo unicamente per amore di Dio allora tutto ciò che accade appartiene a Lui e ogni vittoria conseguita nel Suo nome è un occasione per celebrare le Sue lodi.

Molti passi degli Scritti della nostra Fede descrivono il rapporto fra lo sforzo compiuto e l’aiuto celeste elargito come risposta. «Se solo farete lo sforzo, è certo che questi splendori rifulgeranno, queste nuvole di misericordia verseranno la pioggia, questi venti vivificatori si alzeranno e soffieranno, questo muschio dal soave aroma si spargerà per ogni dove», ci assicura il Maestro in una delle Sue Tavole. Nelle nostre frequenti visite alle sante Tombe, supplichiamo ardentemente per voi l’Onnipotente, ché i vostri sforzi per giungere a coloro che ancora non conoscono gli insegnamenti divini e per confermarli nella Sua Causa siano riccamente benedetti e che la vostra fiducia nei suoi illimitati favori sia incrollabile. Siete sempre presenti nelle nostre preghiere e non smetteremo mai di ricordare nelle nostre suppliche i vostri consacrati atti di fedeltà. Mentre osserviamo gli imperativi che incombono ai seguaci della Bellezza Benedetta per i prossimi due anni, il solenne invito all’azione del Maestro vale a spronare lo spirito «Lacerate i veli, rimuovete gli ostacoli, offrite le acque vivificatrici e indicate la via della salvezza».

con l’avvento della Regina delle Festività, il periodo di preparazione per il prossimo Piano globale è terminato: convochiamo ora gli amici di Dio a un nuovo quinquennale impegno di coraggio, risolu- tezza e risorse.

La compagnia dei fedeli di Bahá’u’lláh è pronta. Gli incontri istituzionali convenuti in tutto il mondo negli ultimi mesi hanno inviato l’uno dopo l’altro segni di entusiasmo di incominciare questa possente impresa. Gli imperativi contenuti nel messaggio indirizzato al Convegno dei Consi- glieri si stanno già traducendo in decisivi piani di azione. Decenni di eroici sforzi hanno forgiato la comunità e le hanno procurato una misura di provata capacità di promuovere la crescita, preparan- dola a questo momento. Gli ultimi due decenni, in particolare, hanno notevolmente accelerato que- sto lungamente atteso aumento di competenza.

In questo periodo, l’adozione di un’evolvente struttura per l’azione ha permesso agli amici di alimentare e raffinare progressivamente capacità essenziali, dando origine inizialmente a semplici atti di servizio, portando verso più elaborati modelli di azione, che a loro volta hanno richiesto lo sviluppo di capacità ancora più complesse. In questo modo, in migliaia di aree ha avuto inizio un sistematico processo di sviluppo delle risorse umane e di costruzione di comunità e in molte di loro questo processo è avanzato di molto. L’attenzione non si è concentrata solo sul singolo credente, o sulla comunità, o sulle istituzioni della Fede. Tutti e tre questi inseparabili partecipanti all’evoluzione del nuovo Ordine mondiale sono stati e sono stimolati dalle forze spirituali sprigio- nate dallo sviluppo del Piano divino. I segni del loro progresso sono sempre più evidenti nella fidu- cia che innumerevoli credenti hanno acquisito nel raccontare storie della vita di Bahá’u’lláh e nel discutere le implicazioni della Sua Rivelazione e del Suo impareggiabile Patto; nei crescenti contin- genti di anime che, di conseguenza, sono state attratte verso la Sua Causa e stanno contribuendo al conseguimento della Sua visione unificante; nella capacità dei bahá’í e dei loro amici, alla base del- la comunità, di descrivere in termini eloquenti la loro esperienza di un processo capace di trasfor- mare il carattere e di modellare l’esistenza sociale; negli assai più grandi numeri di persone indige- ne di un paese che, come membri di istituzioni e agenzie bahá’í, stanno ora guidando gli affari delle loro comunità; nelle affidabili, generose e sacrificali offerte al Fondo, così vitali per sostenere l’avanzamento della Fede; nell’inaudita fioritura di iniziative personali e di azioni collettive a soste- gno delle attività per la costruzione delle comunità; nell’entusiasmo di tante anime altruiste nel fiore della giovinezza che stanno conferendo immenso vigore a questo lavoro, occupandosi specialmente dell’educazione spirituale delle generazioni più giovani; nel miglioramento del carattere devoziona- le della comunità grazie a regolari incontri di preghiera; nell’aumento della capacità a tutti i livelli dell’amministrazione bahá’í; nella disponibilità delle istituzioni, delle agenzie e delle persone a pensare in termini di processo, a leggere la propria realtà immediata e a valutare le risorse nei luo- ghi dove vivono e a fare piani su quella base; nell’ormai familiare dinamica di studio, consultazio- ne, azione e riflessione che ha alimentato un istintivo atteggiamento di apprendimento; nel crescente apprezzamento di ciò che significa dare effetto agli Insegnamenti attraverso l’azione sociale; nelle sempre più numerose opportunità cercate e colte per offrire una prospettiva bahá’í sui discorsi pre-valenti della società; nella consapevolezza di una comunità globale che, in tutte le sue imprese, sta affrettando l’emersione di una civiltà divina manifestando il potere di costruire società inerente nel- la Causa; nella crescente consapevolezza acquisita dagli amici del fatto che i loro sforzi per favorire la trasformazione interiore, per allargare il circolo dell’unità, per collaborare con gli altri nel campo del servizio, per aiutare le popolazioni a farsi carico del proprio sviluppo spirituale, sociale ed eco- nomico – e mediante tutti questi sforzi, realizzare il miglioramento del mondo– esprimono il vero scopo della religione.

Sebbene nessuna singola misura possa cogliere la totalità del progresso della comunità bahá’í, molto può essere dedotto dal numero delle aree nel mondo nelle quali è stato avviato un programma di crescita, numero che, grati per le munificenze elargite dalla Bellezza di Abhá, con- fermiamo aver sorpassato i cinquemila. Una base ampia come questa era un requisito per assumersi il compito che ora attende il mondo bahá’í: rafforzare il processo di crescita in ogni area dove è sta- to avviato ed estendere ulteriormente un arricchente modello di vita comunitaria. Il prolungato sfor- zo richiesto sarà arduo. Ma il risultato ha il potenziale necessario per essere profondamente signifi- cativo, addirittura epocale. Passi piccoli, se regolari e rapidi, equivalgono a una grande distanza percorsa. Concentrandosi sull’avanzamento da ottenere in un’area in un periodo iniziale – per esempio, nei sei cicli precedenti il primo degli anniversari bicentenari – gli amici faranno molto per avvicinare la loro meta per l’intero quinquennio. In ogni ciclo si trovano fuggevoli opportunità per fare un balzo avanti, preziose possibilità che non ritorneranno.

Nella società allargata, purtroppo, i sintomi di un crescente malessere dell’anima si moltipli- cano e peggiorano. È così sorprendente che, mentre le persone del mondo soffrono per la mancanza del vero rimedio e si rivolgono incostantemente da una falsa speranza all’altra, voi insieme state raf- finando uno strumento che collega i cuori con l’eterna Parola di Dio. È così sorprendente che, nell’ingravescente cacofonia di immobili opinioni e di interessi opposti, voi siete concentrati sull’atto di portare assieme le persone per costruire comunità che siano oasi di unità. Lungi dallo scoraggiarvi, i pregiudizi e le ostilità del mondo vi ricordino con quanta urgenza le anime attorno a voi hanno bisogno del balsamo risanatore che soltanto voi potete offrire.

Questo è l’ultimo di una serie di Piani quinquennali consecutivi. Alla sua conclusione, si aprirà una nuova fase nell’evoluzione del Piano divino, pronta a spingere la comunità di Bahá’u’lláh verso il terzo secolo dell’Era bahá’í. Possano gli amici di Dio di ogni paese apprezzare la promessa dei pochi anni che ci attendono, che saranno una vigorosa preparazione per ancor più possenti compiti avvenire. L’ampia portata del Piano presente permette a ogni persona di sostenere questo lavoro, per quanto umile sia la sua parte. Vi chiediamo, diletti collaboratori, adoratori di Co- lui Che è il Prediletto dei mondi, di non risparmiare sforzi nell’applicare tutto ciò che avete appreso e ogni capacità che Dio vi ha dato e competenze di cui siete dotati per far avanzare il Piano divino verso il suo prossimo essenziale stadio. Alle vostre ardenti suppliche per l’assistenza del cielo ag- giungiamo le nostre, offerte nei santi Mausolei, a nome di tutti coloro che lavorano per questa Cau- sa universale.

Guardate come è impegnata la comunità del Più Grande Nome! A un anno dal lancio del nuovo Piano, i rapporti sono una testimonianza della misura di ciò che si sta tentando di fare e di ciò che si sta incominciando a realizzare. L’impresa di dare una maggiore intensità a 5000 programmi di crescita richiede uno sforzo che non ha alcun precedente. Avendo una solida conoscenza dei punti fondamentali del Piano, moltissimi amici agiscono per realizzarne i requisiti, dimostrando rigore e sacrificio nella qualità della loro risposta. Come si era previsto, alcuni programmi intensivi di crescita che sono stati a lungo sostenuti stanno diventando riserve di conoscenze e di risorse, offrendo sostegno alle aree circostanti e facilitando la rapida diffusione di esperienze e di intuizioni. I centri di attività intensiva – quei quartieri e quei villaggi nei quali il lavoro di costruzione della comunità è più concentrato – stanno dimostrando di essere un fertile terreno per la trasformazione collettiva. Un’accresciuta legione rinvigorita di membri del Consiglio ausiliare e di assistenti sta stimolando le imprese dei credenti, aiutandoli ad acquisire una visione di come far avanzare il processo della crescita in varie circostanze e identificando approcci che rispondano alle condizioni di ogni area. Supportati dalle rispettive Assemblee Spirituali Nazionali, i Consigli Regionali Bahá’í stanno imparando a dare slancio al Piano in una serie di aree contemporaneamente, mentre in altri paesi più piccoli senza Consigli nuove entità di livello nazionale stanno incominciando a fare altrettanto. Anche se, come ci si aspetta da qualsiasi processo organico, i rapidi progressi visibili in alcuni luoghi devono ancora verificarsi in altri, il numero totale dei programmi intensivi di crescita nel mondo sta già incominciando a crescere. Inoltre, ci rallegriamo nel vedere che la partecipazione alle attività del Piano è aumentata notevolmente nei suoi primi quattro cicli.

I segni non potrebbero essere più promettenti, poi, per quello che il prossimo anno potrebbe portare. E che cosa potrebbe essere più adatto offrire alla Bellezza Benedetta nel bicentenario della Sua Nascita se non lo sforzo sincero dei Suoi amati di estendere la portata della Sua Fede? Il primo dei due bicentenari che il mondo bahá’í celebrerà è quindi un’occasione di prospettive alquanto emozionanti. Visto correttamente, quest’anno offre a tutto il mondo la più grande singola opportunità che ci sia mai stata di collegare i cuori a Bahá’u’lláh. Nei prossimi mesi, tutti ricordino questa preziosa opportunità e stiano attenti alle possibilità esistenti in ogni spazio di far conoscere agli altri la Sua vita e la Sua sublime missione. Per cogliere pienamente l’opportunità di insegnamento che ora si presenta al mondo bahá’í, si deve pensare in modo creativo alle conversazioni che si potrebbero avere con ogni tipo di persona. Nel corso di queste conversazioni significative, la percezione si acuisce e i cuori si aprono, a volte immediatamente. In questa degna occupazione tutti trovano un richiamo e nessuno deve privarsi della gioia che nasce dall’impegno in questo lavoro. Supplichiamo l’Amato che quest’anno bicentenario possa essere tutto colmo di questa gioia che è purissima e dolcissima: parlare a un’altra anima dell’alba del Giorno di Dio.

Gli obblighi che la compagnia dei fedeli si deve accollare sono resi più pressanti dalla confusione, dalla sfiducia e dalla torbidità del mondo. In verità, gli amici devono usare ogni opportunità per irradiare una luce che illumini il cammino e offra certezza agli ansiosi, speranza ai disperati. Torna alla mente il consiglio che il Custode dette a una comunità bahá’í in termini che sembrano intesi per il nostro tempo: «Gli esecutori del Piano, mentre l’edificio della società attuale collassa a causa delle sollecitazioni e delle tensioni di calamità ed eventi portentosi e si moltiplicano le crepe che accentuano le divisioni che separano nazione da nazione, classe da classe, razza da razza e credo da credo, evidenzino, nelle loro vite spirituali e nelle attività amministrative, una sempre maggiore coesione e dimostrino modelli superiori di concertazione negli sforzi, nell’assistenza reciproca e nell’armonioso sviluppo delle loro imprese collettive». Sempre sottolineando il significato spirituale del lavoro della Fede e la determinata risolutezza con cui i credenti devono compiere i loro sacri doveri, Shoghi Effendi ammonì inoltre di non prendere parte alle controversie, agli intrighi e ai battibecchi della politica. «Si elevino al di sopra d’ogni particolarismo e partigianeria», li esortò in un’altra occasione, «dei vani alterchi, dei calcoli meschini, delle transeunti passioni che turbano l’aspetto di questo mutevole mondo e ne assorbono le sollecitudini». Questi sono gli inevitabili spruzzi e spume che si sollevano mentre onda dopo onda sconvolgono una società turbolenta e divisa. La posta è troppo alta per occuparsi di distrazioni di questo genere. Come ogni seguace di Bahá’u’lláh ben sa, l’ultimo bene dell’umanità dipende dal superamento delle sue differenze e dal solido conseguimento della sua unità. Ogni contributo che i bahá’í offrono alla vita della società mira a promuovere l’unità. Ogni sforzo di costruzione della comunità è diretto verso questo stesso scopo. A chiunque sia stanco di contendere, le comunità che crescono all’ombra del Più Grande Nome offrono un potente esempio di ciò che l’unità può ottenere.

Nel vedere tanti dei Suoi Amati offrire, in tanti modi, tutto ciò che hanno perché lo stendardo dell’unità del genere umano sia issato, rendiamo lode al Signore dei Signori. Amici amatissimi: mentre un fausto anno ha ora inizio, non potrebbe ciascuno di noi contemplare quali gesta celesti la Sua grazia ci aiuterà a compiere?

vi salutiamo nel persistente bagliore dei memorabili eventi che hanno contraddistinto il bicentenario della nascita della Bellezza Benedetta. Nel pensare a ciò che è accaduto allora e subito dopo, troviamo che la comunità globale bahá’í che ora si presenta non sia più quella che era quando intraprese i primi sei cicli del Piano corrente. È consapevole della propria missione come non è mai stata. Ha vissuto un picco senza precedenti della sua capacità di portare amici e conoscenti a contatto con la vita della comunità, di ispirare quartieri e villaggi ad agire tutti uniti, di spiegare come le verità spirituali possano essere tradotte in un’azione pratica e continuata e, soprattutto, di parlare non soltanto degli insegnamenti che rinnoveranno il mondo, ma anche di Colui Che li ha insegnati: Bahá’u’lláh. Racconti della Sua vita e delle Sue sofferenze narrati in innumerevoli lingue da adulti, giovani e bambini hanno toccato un’infinità di cuori. Alcuni si sono mostrati pronti a prendere ulteriormente in esame la Sua Causa. Altri hanno promesso di collaborare. E molte anime recettive si sono sentite spinte a una professione di fede.

Un significativo indice del progresso sono stati i numerosi luoghi dove è apparso chiaramente che la Fede era emersa dall’oscurità a livello nazionale. Ci sono stati capi di governo e uomini di pensiero che hanno dichiarato pubblicamente – e a volte rimarcato privatamente – che il mondo ha bisogno della visione di Bahá’u’lláh e che le attività dei bahá’í sono ammirate e devono essere ampliate. Ci ha deliziati vedere che non sono stati solo i bahá’ í a voler onorare Bahá’u’lláh e celebrare la Sua vita, speciali incontri sono stati ospitati da persone al di fuori della comunità bahá’í. In alcune zone dove c’è ostilità contro la Fede, gli amici non si sono lasciati intimorire. Mostrando una meravigliosa resilienza, hanno incoraggiato i loro compatrioti ad esaminare da se stessi la verità e molti hanno partecipato con gioia ai festeggiamenti. Il bicentenario sembra anche aver suscitato un’illimitata fioritura di espressioni artistiche, una magnifica testimonianza della sorgente d’amore da cui è nata. Il modo in cui la comunità bahá’í si è presa cura di questa occasione è stato la conferma di quanto essa abbia imparato nel corso di oltre due decenni, da quando ha avuto inizio l’attuale serie di Piani globali. I credenti hanno preso l’iniziativa, le comunità si sono alzate in uno sforzo collettivo e gli amici hanno convogliato le loro energie creative nei piani elaborati dalle istituzioni. Un importante anniversario, che segna il passaggio di due secoli, ha impartito un potente stimolo al lavoro della costruzione della comunità per il secolo a venire. Nel periodo che ci separa dal secondo bicentenario, possa ogni seme così amorevolmente sparso nel primo essere pazientemente nutrito verso la maturazione.

A due anni dall’inizio del presente Piano, anche se naturalmente il progresso non è uniforme in tutti i paesi, il numero dei programmi intensivi di crescita nel mondo si avvicina alla metà dei cinquemila previsti per l’attuale impresa globale e la velocità alla quale questo numero sta crescendo è in costante aumento. Guardando più da vicino, ci sono promettenti segni di come i poteri e le potenzialità delle persone, delle comunità e delle istituzioni si stanno manifestando. Per i credenti di tutto il mondo, l’esperienza della celebrazione del bicentenario ha dimostrato che lo spirito dell’insegnamento può essere infuso in molte delle loro interazioni quotidiane con le persone che stanno loro attorno. E mentre in migliaia di villaggi e di quartieri il lavoro prende lo slancio, in ciascuno di essi si sta radicando una vibrante vita comunitaria. Il numero delle aree nelle quali il sistema per l’estensione di questo modello di attività a un crescente numero di località sta sempre più consolidandosi – consentendo, in tal modo, agli amici di oltrepassare la terza pietra miliare sul continuo dello sviluppo – è cresciuto notevolmente. Ed è qui, sulle frontiere dell’apprendimento del mondo bahá’í, specialmente nel movimento delle popolazioni verso la visione di Bahá’u’lláh, che grandi numeri stanno entrando nel sempre più ampio abbraccio delle attività bahá’í, mentre gli amici stanno imparando in che modo cospicui gruppi si identifichino con la comunità del Più Grande Nome. In questi luoghi stiamo vedendo che gli sforzi educativi della Fede stanno assumendo un carattere più formale, mentre anno dopo anno i bambini si muovono senza soluzione di continuità attraverso i gradi e un livello del programma di valorizzazione spirituale dei giovanissimi succede senza fallo a quello precedente. In questi luoghi, l’istituto di formazione sta imparando a garantire la preparazione di risorse umane sufficienti a provvedere all’edificazione spirituale e morale di crescenti numeri di bambini e giovanissimi. La partecipazione a queste attività fondamentali si sta talmente radicando nella cultura delle popolazioni da essere considerata un aspetto indispensabile della vita delle comunità. Una nuova vitalità emerge all’interno di popolazioni che si fanno carico del proprio sviluppo e si rendono immuni contro quelle forze sociali che alimentano la passività. Prendono forma possibilità di progresso materiale e spirituale. La realtà sociale incomincia a trasformarsi.

Amici carissimi, questo è veramente il momento di ringraziare il Prediletto. Ci sono molte ragioni per sentirsi incoraggiati. E tuttavia conosciamo bene la grandezza del compito che ci attende. Fondamentalmente, come abbiamo indicato in precedenza, in molte centinaia di aree deve emergere un crescente gruppo di credenti che siano capaci di mantenere, nelle persone attorno a loro, un’attenzione sostenuta sulla promozione della crescita e sulla costruzione delle capacità e che si distinguano perché sanno riflettere sull’azione e imparare dall’esperienza e lo fanno con disciplina. Formare e accompagnare un crescente nucleo di persone in ogni luogo – non solo a livello delle aree, ma anche all’interno dei quartieri e dei villaggi – è nel contempo una sfida formidabile e un bisogno fondamentale. Ma là dove questo avviene, i risultati parlano da soli.

Ci rassicura vedere che le istituzioni della Fede stiano mantenendo questa esigenza suprema in primo piano nel loro pensiero, ideando meccanismi efficaci per permettere che le idee che scaturiscono dal progresso siano largamente applicate. Allo stesso tempo, una maggiore esperienza conferisce agli organismi nazionali, regionali e locali una più ampia visione. Essi si stanno occupando di tutti gli aspetti dello sviluppo della comunità e provvedono al benessere delle persone al di là dell’appartenenza formale. Consapevoli delle profonde ripercussioni del processo dell’istituto sul progresso dei popoli, essi stanno prestando particolare attenzione al suo rafforzamento. Rimangono consapevoli della necessità di tenere la comunità concentrata sui requisiti del Piano e sollecitano un cerchio sempre più ampio di amici a conseguire livelli di unità sempre più alti. Assolvono fedelmente la loro responsabilità di perfezionare i loro sistemi amministrativi e finanziari, in modo che il lavoro di espansione e di consolidamento possa essere adeguatamente sostenuto. In tutto questo, in definitiva si occupano di coltivare nella comunità quelle condizioni che conducano alla liberazione di potenti forze spirituali.

Mentre il lavoro di costruzione della comunità si rinvigorisce, gli amici – il loro entusiasmo acceso dallo studio degli insegnamenti divini – utilizzano per il miglioramento delle condizioni della società attorno a loro le nuove capacità che hanno sviluppato. I progetti a breve termine sono aumentati, i programmi formali si sono ampliati e le organizzazioni di ispirazione bahá’í per lo sviluppo impegnate nell’educazione, nella salute, nell’agricoltura e in altri settori sono ora più numerose. Nella risultante trasformazione visibile nella vita personale e collettiva delle persone si possono percepire i primi inconfondibili segni del potere della Causa di Bahá’u’lláh di edificare la società. Nessuna meraviglia, quindi, che da queste istanze di azione sociale – semplici o complesse, di breve o di lunga durata – gli uffici della Bahá’í International Community stiano sempre più traendo ispirazione mentre si adoperano per partecipare ai prevalenti discorsi della società. Questo è un altro importante campo di impegno per la Fede che è andato avanti bene. A livello nazionale, si è contribuito con crescente fiducia, competenza e comprensione ai discorsi che sono significativi per quella società – come la parità tra uomini e donne, la migrazione e l’integrazione, il ruolo dei giovani nella trasformazione sociale e la coesistenza religiosa. E credenti di ogni età e provenienza stanno offrendo, dovunque essi vivano, lavorino o studino, apprezzati contributi a particolari discorsi, portando all’attenzione di chi li circonda una prospettiva di sani principi modellata dalla vasta Rivelazione di Bahá’u’lláh.

La reputazione della Fede nei vari spazi in cui si svolgono i discorsi è stata molto migliorata dalla sua presenza ufficiale sul World Wide Web, una presenza che è considerevolmente cresciuta con il lancio di numerosi siti Web bahá’í nazionali e l’ulteriore sviluppo della famiglia dei siti associati a Bahai.org. Tutto ciò è di immenso valore per la propagazione e la protezione della Causa. Nell’arco di pochi giorni un grande pubblico globale è stato attratto dai contenuti sulla Fede scrupolosamente curati che sono stati presentati sul sito del bicentenario e aggiornati in nove lingue contemporaneamente e che sono ora stati arricchiti da pagine nazionali che illustrano la diversità delle celebrazioni che si sono svolte. Ci sono già piani molto avanzati per introdurre nel sito della Biblioteca di riferimento bahá’í una funzione che consenta di pubblicare online nel corso del tempo passi o Tavole inediti dalle sacre Scritture in precedenza non tradotte. Oltre a questo, si prevede che nei prossimi anni escano nuovi volumi di Scritti di Bahá’u’lláh e ‘Abdu’l-Bahá tradotti in inglese.

A Santiago nel Cile e a Battambang in Cambogia, le Case di culto più recentemente inaugurate nel mondo stanno diventando affermati centri di attrazione, fari per le loro società di tutto ciò che la Fede difende. E il loro numero è in procinto di crescere. Siamo lieti di annunciare che la cerimonia dell’inaugurazione del Tempio di Norte del Cauca, Colombia, avrà luogo nel mese di luglio. Inoltre, si profila all’orizzonte la costruzione di altre Case di culto. In Vanuatu, si sta ottenendo il permesso per dare inizio ai lavori. In India e nella Repubblica democratica del Congo, un processo assai complesso e impegnativo è finalmente sfociato nell’acquisizione dei terreni. A Naw-Rúz la gioia di vedere svelato il progetto del primo Mashriqu’l-Adhkár nazionale della Papua Nuova Guinea si era appena attenuata quando è stato svelato il progetto della Casa locale di culto nel Kenya. Nel frattempo, ci aspettiamo che la recente dichiarazione e compilazione sull’istituzione del Mashriqu’l-Adhkár, preparata dal nostro Dipartimento delle ricerche, aiuti gli amici a riconoscere sempre più l’importanza del culto nella vita comunitaria. Nei loro atti di servizio, specialmente nelle loro regolari riunioni devozionali, i bahá’í stanno gettando dappertutto le basi spirituali di future Case di culto.

Rimangono solo tre anni di un’impresa durata un quarto di secolo che, iniziata nel 1996, si è concentrata su un unico obiettivo: un significativo passo avanti nel processo dell’entrata in truppe. Nel Riḍván 2021, i seguaci di Bahá’u’lláh intraprenderanno un Piano che durerà un solo anno. Breve, ma gravido di presagi, questo sforzo annuo darà inizio a una nuova ondata di Piani che porteranno l’Arca della Causa nel terzo secolo dell’Era bahá’í. Nel corso di questi fausti dodici mesi, la commemorazione del centenario dell’Ascensione di ‘Abdu’l-Bahá da parte del mondo bahá’i comprenderà uno speciale incontro nel Centro Mondiale Bahá’í al quale saranno invitati rappresentanti di ciascuna Assemblea Spirituale Nazionale e di ciascun Consiglio Regionale Bahá’í. Questo, tuttavia, sarà solo il primo di una sequenza di eventi che prepareranno i credenti alle esigenze dei decenni a venire. Il gennaio successivo, la decorrenza dei cent’anni dalla prima lettura pubblica delle Ultime Volontà e Testamento del Maestro sarà l’occasione per un convegno in Terra Santa che riunirà i Corpi continentali dei Consiglieri e tutti i membri dei Consigli ausiliari per la protezione e la propagazione. L’energia spirituale sprigionata da questi due storici incontri sarà poi portata a tutti gli amici di Dio in ogni paese in cui risiedono. Per questo scopo, nei mesi successivi sarà convocata in tutto il mondo una serie di convegni, un catalizzatore delle attività pluriennali che seguiranno l’imminente Piano annuale.

E così, una nuova fase dello sviluppo del Piano divino del Maestro si sta avvicinando. Ma è in arrivo un’entusiasmante e più immediata prospettiva. Al bicentenario della Nascita del Báb manca ora solo un anno e mezzo. È un periodo per ricordare lo straordinario eroismo dell’AraldoMartire della nostra Fede, il cui drammatico ministero ha introdotto l’umanità in una nuova era della storia. Anche se due secoli la separano dal nostro tempo, la società in cui il Báb è apparso assomiglia al mondo attuale per il senso di oppressione e per il desiderio di trovare risposte che plachino la sete di conoscenza dell’anima presente in tante persone. Nel pensare a come questo anniversario bicentenario possa essere degnamente celebrato, ci rendiamo conto che questi festeggiamenti avranno un loro proprio carattere speciale. Tuttavia, prevediamo una fioritura di attività non meno ricche e aperte a tutti di quelle che hanno accompagnato il recente bicentenario. È un’occasione che indubbiamente ogni comunità, ogni famiglia, ogni cuore aspetterà con trepidante impazienza.

I prossimi mesi saranno anche un momento per rammentare la vita dei valorosi seguaci del Báb – eroine ed eroi la cui fede si è espressa in incomparabili atti sacrificali che adorneranno per sempre gli annali della Causa. Le loro qualità di coraggio, consacrazione e distacco da tutto tranne Dio si imprimono in tutti coloro che vengono a conoscenza delle loro imprese. Sorprendente è inoltre la giovane età in cui tanti di quei cuori di leone hanno lasciato la loro indelebile impronta nella storia. Durante questo imminente periodo, possa il loro esempio infondere coraggio nell’intera schiera dei fedeli – tanto più nei giovani, che sono ancora una volta chiamati all’avanguardia di un movimento che mira niente meno che alla trasformazione del mondo.

Questa è, dunque, la nostra fulgida, fulgida speranza. Nei sei cicli interposti tra il Riḍván e il prossimo bicentenario – anzi, nel rimanente arco del triennio del Piano corrente – fate che lo stesso divorante, soggiogante amore che spronò i discepoli del Báb a diffondere la luce divina vi ispiri a grandi gesta. Che possiate essere i beneficiari dell’aiuto celeste è la nostra supplica alla Sacra soglia.

quando la massima Festività era ormai vicina, siamo stati trasportati da sentimenti di gratitudine e di attesa, gratitudine per le meraviglie che Bahá’u’lláh ci aveva permesso di realizzare e attesa di ciò che l’immediato futuro aveva in serbo per noi.

Da quel momento l’impulso generato dalle celebrazioni mondiali del bicentenario della nascita di Bahá’u’lláh non ha fatto che intensificarsi. Da una sintesi delle sue recenti conquiste globali emergono vividamente un accelerato sviluppo della comunità bahá’í e accresciute abilità e capacità di avvalersi delle energie di un maggior numero dei suoi membri. Fra queste, spicca in modo particolare l’aumento delle attività per la costruzione della comunità. L’attuale Piano quinquennale segue vent’anni di impegno del mondo bahá’í nell’affinare e moltiplicare sistematicamente queste attività, ma nei primi due anni e mezzo del Piano – cosa che ha dell’incredibile – il solo numero delle attività fondamentali è aumentato di oltre il cinquanta per cento. La comunità mondiale ha dimostrato di essere capace di impegnare, in qualsiasi momento, in queste attività oltre un milione di persone, aiutandole a prendere in esame realtà spirituali e a rispondere ad esse. Nello stesso breve periodo, il numero degli incontri di preghiera è quasi raddoppiato, una risposta oltremodo necessaria al crescente allontanamento dell’umanità dalla sorgente della speranza e della grazia. Questo sviluppo è particolarmente promettente, perché gli incontri devozionali infondono un nuovo spirito nella vita delle comunità. Strettamente intrecciati con gli sforzi educativi per ogni età, essi ne rafforzano il nobile scopo: promuovere comunità contraddistinte dall’adorazione di Dio e dal servizio all’umanità. In nessun luogo ciò è tanto evidente quanto nelle aree nelle quali la partecipazione di molte persone alle attività bahá’í è ininterrotta e gli amici hanno superato la terza pietra miliare nello sviluppo della comunità. Siamo lieti di vedere che il numero delle aree nelle quali il processo della crescita è arrivato a questo punto è già più che raddoppiato dall’inizio del Piano e si è ora attestato a circa cinquecento.

Questa breve rassegna non rende giustizia all’entità della trasformazione in atto. Le prospettive per i restanti due anni del Piano sono brillanti. Molto è stato fatto l’anno scorso diffondendo ampiamente le lezioni apprese dai programmi di crescita più forti in aree che, come speravamo, sono divenute fonti di conoscenze e di risorse. Il Centro Internazionale di Insegnamento, i Consiglieri e i loro instancabili membri ausiliari non si sono fermati di fronte a nulla pur di garantire che in tutto il mondo gli amici potessero beneficiare di questa accelerazione dell’apprendimento e applicare alla propria realtà le idee acquisite. Siamo felici di vedere che in un crescente numero di aree, e nei quartieri e nei villaggi ivi compresi, è emerso un nucleo di amici i quali, avvalendosi dell’azione e della riflessione, stanno scoprendo ciò che è volta per volta necessario perché il processo della crescita avanzi nel contesto in cui essi si trovano. Questi amici utilizzano il possente strumento dell’Istituto, grazie al quale le capacità di contribuire alla prosperità spirituale e materiale della comunità possono migliorare e, quando essi agiscono, il numero di coloro che si uniscono a loro aumenta. Naturalmente, le condizioni e le caratteristiche della crescita variano notevolmente da luogo a luogo. Ma con uno sforzo sistematico, tutti possono offrire un contributo sempre più efficace al lavoro che si sta svolgendo. In ogni ambiente, è gioia pura intavolare con altre anime conversazioni edificanti e significative che comportano, rapidamente talvolta, gradualmente talaltra, il risveglio di sentimenti spirituali. Più luminosa la fiamma che arde nel cuore del credente, maggiore la forza di attrazione percepita dalle persone esposte al suo calore. E per il cuore consumato dall’amore per Bahá’u’lláh, si può immaginare occupazione migliore che quella di cercare spiriti affini, incoraggiarli quando entrano nella via del servizio, accompagnarli mentre fanno esperienza e, forse la gioia più grande di tutte, vedere un’anima venire confermata nella propria fede, muoversi senz’alcun aiuto e aiutare altri che compiono lo stesso viaggio? Questi sono tra i momenti più preziosi che quest’effimera vita possa offrire.

Le prospettive dell’avanzamento di questa impresa spirituale sono ancor più emozionanti nell’imminenza del bicentenario della Nascita del Báb. Come quello che lo ha preceduto, questo anniversario è un momento infinitamente prezioso. Esso offre a tutti i bahá’í meravigliose opportunità di risvegliare coloro che li circondano al gran Giorno di Dio, alla straordinaria effusione di grazia celeste contrassegnata dalla comparsa di due Manifestazioni dell’Essere divino, due Luminari che Si sono susseguiti a rischiarare gli orizzonti del mondo. La misura di ciò che potrebbe accadere nei prossimi due cicli è nota a tutti grazie all’esperienza del bicentenario di due anni or sono e tutto ciò che si è appreso in quell’occasione dev’essere convogliato nei piani per i sacri Genetliaci gemelli di quest’anno. Nell’imminenza dell’anniversario bicentennale, innalzeremo frequenti suppliche per voi nei sacri Mausolei, pregando che i vostri sforzi per onorare degnamente il Báb riescano a far progredire la Causa che Egli precorse.

Mancano solo due anni e mezzo alla fine del primo secolo dell’Età formativa. Questa fine suggellerà cent’anni di sforzi consacrati al consolidamento e all’ampliamento delle fondamenta poste con tanti sacrifici durante l’Età eroica della Fede. In quel momento la comunità bahá’í celebrerà anche il centenario dell’Ascensione di ‘Abdu’ l-Bahá, il giorno in cui l’amato Maestro fu liberato dai confini di questo mondo per ricongiungerSi con Suo Padre in recessi di gloria celestiale. Il Suo funerale, celebrato il giorno successivo, fu un evento «come la Palestina non aveva mai visto». Finita la cerimonia, i suoi resti mortali furono sepolti in una cripta del Mausoleo del Báb. Ma Shoghi Effendi intendeva che questa fosse una sistemazione temporanea. Al momento opportuno si doveva erigere un Mausoleo, con caratteristiche degne del rango impareggiabile di ‘Abdu’ l-Bahá,

Quel momento è arrivato. Il mondo bahá’í viene chiamato a erigere l’edificio che ospiterà per sempre quelle sacre spoglie. Dev’essere costruito nei pressi del Giardino di Riḍván, su un terreno consacrato dai passi della Bellezza Benedetta. Il Mausoleo di ‘Abdu’ l-Bahá si verrà così a trovare sulla mezzaluna che unisce il santo Mausoleo di Akká e quello di Haifa. I lavori per i progetti architettonici stanno progredendo e ulteriori informazioni saranno diramate nei prossimi mesi.

Sentimenti di straordinaria gioia sorgono ora dentro di noi, mentre guardiamo all’anno prossimo e a tutto ciò che esso promette. Ci aspettiamo che ciascuno di voi, che siete occupati al servizio di Bahá’u’lláh e che in ogni nazione lavorate per la causa della pace, adempia a questo nobile compito.

due realtà emergenti ci hanno spinti a rivolgervi queste parole. La prima è la crescente consapevolezza in tutto il mondo dell’incombenza degli spaventosi pericoli portati dalla pandemia del coronavirus. In molti Paesi, malgrado i valorosi e determinati sforzi collettivi per evitare il disastro, la situazione è già grave, creando tragedie per le famiglie e le persone e mettendo in crisi intere società. Ondate di sofferenza e di dolore si stanno infrangendo su un luogo dopo l’altro a debilitare, in momenti e modi diversi, le diverse nazioni.

La seconda realtà, ogni giorno più evidente, è la resilienza e l’intatta vitalità del mondo bahá’í di fronte a una sfida che non ha simili a memoria d’uomo. La vostra risposta è stata eccezionale. Un mese fa quando vi abbiamo scritto per Naw-Rúz, ci siamo premurati di evidenziare le straordinarie qualità dimostrate dalle comunità il cui normale modello di attività era stato interrotto. Tutto ciò che è accaduto nelle settimane successive, durante le quali molti amici hanno dovuto rispettare restrizioni sempre più drastiche, ha solo accresciuto i nostri sentimenti di ammirazione. Imparando dall’esperienza acquisita in altre parti del mondo, alcune comunità hanno trovato modi sicuri e creativi per sensibilizzare alle esigenze della salute collettiva l’opinione pubblica delle varie popolazioni. Particolare attenzione viene prestata a coloro che sono maggiormente a rischio a causa del virus e delle difficoltà economiche derivanti dalla sua diffusione. Le iniziative di questo tipo presentate sul Bahá’í World News Service non sono altro che un piccolo campione degli innumerevoli esempi in corso. A questi si aggiunge tutto ciò che si sta facendo per esaminare, promuovere e alimentare le qualità spirituali che sono maggiormente necessarie in questo momento. Molte di queste azioni hanno necessariamente luogo nei nuclei familiari o in solitudine, ma laddove le condizioni lo consentano o gli strumenti di comunicazione lo rendano possibile, un senso di straordinaria solidarietà viene attivamente nutrito tra le anime che vivono in circostanze simili. Le dinamiche della vita comunitaria, così importanti per il progresso collettivo, non verranno represse.

Vedere come le Assemblee Spirituali Nazionali, gli instancabili generali dell’Esercito di luce, guidano le loro comunità e adattano la loro risposta alla crisi ha sollevato i nostri spiriti. Esse sono state energicamente sostenute dai Consiglieri e dai loro ausiliari i quali, come sempre, hanno eroicamente innalzato vessilli di amorevole servizio. Tenendosi sempre informate sulle condizioni che cambiano rapidamente nei loro Paesi, le Assemblee hanno adottato le disposizioni necessarie per amministrare gli affari della Causa e in particolare per condurre le elezioni, dove fossero fattibili. Inviando regolari comunicazioni, le istituzioni e le agenzie hanno offerto consigli saggi, confortanti rassicurazioni e costante incoraggiamento. In molti casi, hanno anche incominciato a identificare i temi costruttivi che stanno emergendo dai discorsi che si stanno aprendo nelle loro società. L’aspettativa che abbiamo espresso nel nostro messaggio di Naw-Rúz, che questa prova di resistenza avrebbe conferito all’umanità una maggiore comprensione, si è già realizzata. Leader, pensatori di spicco e commentatori hanno incominciato a prendere in esame concetti fondamentali e audaci aspirazioni che, negli ultimi tempi, erano state per lo più assenti dal discorso pubblico. Attualmente si tratta solo di barlumi iniziali, ma denotano la possibilità che un momento di consapevolezza collettiva sia imminente.

Alla consolazione che ci arreca il vedere la resilienza del mondo bahá’í manifestarsi nell’azione si contrappone la tristezza che proviamo davanti alle conseguenze della pandemia sull’umanità. Ahimè, siamo consapevoli che anche i credenti e i loro compagni partecipano a questa sofferenza. La distanza dagli amici e dalle relazioni che, a causa delle esigenze della sicurezza pubblica, tante persone nel mondo stanno ora mantenendo, per alcuni, cederà il passo a una separazione permanente. Ad ogni alba sembra certo che ci saranno altre agonie da sopportare prima del calar del sole. Che la promessa del ricongiungimento negli eterni reami offra conforto a coloro che perdono i propri cari. Preghiamo affinché i loro cuori trovino sollievo e la grazia di Dio circondi coloro la cui istruzione, il cui sostentamento, le cui case o i cui mezzi di sussistenza stessi sono messi a rischio. Per voi, e per coloro che amate, e per tutti i vostri compatrioti, supplichiamo Bahá’u’lláh e imploriamo le Sue benedizioni e il Suo favore.

Per quanto lungo e arduo sia il cammino da percorrere, siamo estremamente fiduciosi nella vostra forza d’animo e nella vostra determinazione di affrontare il viaggio. Attingete dalle riserve di speranza, di fede e di magnanimità, mettendo i bisogni degli altri davanti ai vostri, permettendo a coloro che ne sono privi di venire nutriti spiritualmente, a coloro che hanno sempre più fame di risposte di venire soddisfatti e a coloro che desiderano lavorare per il miglioramento del mondo di riceverne i mezzi. Dai devoti seguaci della Perfezione Benedetta, come potremmo aspettarci di meno?

le ultime parole di un capitolo memorabile della storia della Causa sono state scritte e si volta pagina. Questo Riḍván segna la fine di un anno straordinario, di un Piano quinquennale e di un’intera serie di Piani che hanno avuto inizio nel 1996. Si profila ora una nuova serie di Piani, con uno di dodici mesi che promette di essere l’epocale preludio di un’impresa novennale a partire dal prossimo Riḍván. Vediamo davanti a noi una comunità che ha rapidamente preso forza ed è pronta a fare grandi passi avanti. Ma non ci s’inganni sull’entità dell’impegno che è stato necessario per arrivare a questo punto e della fatica spesa per conquistare le idee acquisite in questo percorso: le lezioni apprese modelleranno il futuro della comunità e il racconto di come sono state apprese fa luce su ciò che seguirà.

I decenni precedenti il 1996, così ricchi di progressi e intuizioni, non avevano lasciato dubbi sul fatto che un gran numero di persone in molte società era pronto a mettersi sotto le insegne della Fede. Tuttavia, i pur incoraggianti casi di arruolamenti su larga scala non costituivano un processo di crescita sostenibile che potesse essere coltivato in contesti diversi. La comunità si trovò di fronte a profondi interrogativi ai quali, in quel tempo, non aveva esperienza sufficiente per rispondere adeguatamente. In quale modo l’impegno per l’espansione avrebbe potuto procedere di pari passo con il processo del consolidamento e vincere l’antica sfida, apparentemente insormontabile, di sostenere la crescita? Come si sarebbero potute formare persone, istituzioni e comunità in grado di tradurre in azione gli insegnamenti di Bahá’u’lláh? E in quale modo coloro che erano attratti dagli insegnamenti avrebbero potuto diventare protagonisti di un’impresa spirituale globale?

Fu così che, un quarto di secolo or sono, una comunità bahá’í che ancora poteva contare tre Mani della Causa di Dio nelle sue prime file intraprese un Piano quadriennale, che differiva da quelli che l’avevano preceduto per la sua attenzione concentrata su un unico obiettivo, un significativo progresso del processo dell’entrata in truppe, un obiettivo che ha poi definito la serie di Piani che lo hanno seguito. La comunità aveva già capito che questo processo non comportava solo l’ingresso nella Fede di gruppi consistenti e che non si sarebbe avviato spontaneamente. Esso esigeva un’espansione e un consolidamento mirati, sistematici e accelerati. Questo lavoro avrebbe richiesto la partecipazione informata di molte anime e nel 1996 il mondo bahá’í fu chiamato ad affrontare la grande sfida educativa che ciò comportava. Fu invitato a creare una rete di istituti di formazione incentrati sulla generazione di un flusso crescente di persone dotate delle capacità necessarie per sostenere il processo della crescita.

Gli amici si dedicarono a questo compito consapevoli del fatto che, malgrado le precedenti vittorie nel campo dell’insegnamento, c’era sicuramente molto da imparare sulle capacità da acquisire e, soprattutto, su come acquisirle. Per molti versi, la comunità imparò agendo e le lezioni apprese, dopo essere state distillate e perfezionate applicandole in contesti diversi nel corso tempo, furono infine inglobate in un materiale educativo. Si capì che alcune attività erano una risposta naturale ai bisogni spirituali delle popolazioni. I circoli di studio, le classi per i bambini, gli incontri devozionali e in seguito i gruppi dei giovanissimi emersero come elementi d’importanza centrale per questo scopo e, quando s’intrecciarono con attività correlate, le dinamiche così generate dettero origine a un vibrante modello di vita comunitaria. E mentre il numero dei partecipanti a queste attività fondamentali cresceva, una nuova dimensione si aggiunse al loro scopo originario. Esse divennero portali attraverso i quali giovani, adulti e intere famiglie della società in senso lato ebbero la possibilità di venire a contatto con la Rivelazione di Bahá’u’lláh. Inoltre diventò evidente che era pratico prendere in considerazione le strategie del lavoro per la costruzione della comunità nel contesto di un’ “area”, ossia una zona geografica di dimensioni gestibili con caratteristiche sociali ed economiche specifiche. Si incominciò a coltivare la capacità di predisporre semplici piani a livello areale e da quei piani nacquero programmi per la crescita della Fede, organizzati in quelli che sarebbero poi diventati cicli trimestrali di attività. Una cosa fu quasi subito chiara: il movimento delle persone attraverso le sequenze dei corsi dava impulso al movimento delle aree lungo un continuum di sviluppo e ne veniva perpetuato. In tutto il mondo questa relazione complementare aiutò gli amici a valutare le dinamiche della crescita nel proprio contesto e a tracciare un percorso verso un progressivo rafforzamento. Con il passare del tempo, si constatò che era vantaggioso vedere ciò che stava accadendo nelle aree sia dal punto di vista di tre imperativi educativi, al servizio dei bambini, dei giovanissimi, e dei giovani e degli adulti, sia dal punto di vista dei cicli di attività essenziali per il ritmo della crescita. A metà di un’impresa durata venticinque anni, molte delle più note caratteristiche del processo della crescita che vediamo oggi stavano già consolidandosi.

Intensificandosi l’impegno degli amici, vari principi, concetti e strategie di rilevanza universale per il processo della crescita incominciarono a cristallizzarsi in una struttura per l’azione capace di modificarsi per accogliere nuovi elementi. Si vide che questa struttura era capace di sprigionare un’enorme vitalità. Essa aiutava gli amici a convogliare le energie in modi che, come l’esperienza aveva dimostrato, favorivano la crescita di comunità sane. Ma una struttura non è una formula. Tenendo conto dei suoi vari elementi nel valutare la realtà delle aree, delle località o semplicemente dei quartieri, fu possibile sviluppare modelli di attività che si avvalevano di ciò che il resto del mondo bahá’í stava imparando pur restando risposte specifiche alle particolarità locali. Un’iniziale dicotomia tra requisiti rigidi da un lato e preferenze personali senza alcun limite dall’altro cedette il posto a una comprensione più sfumata della diversità degli strumenti con cui le persone potevano sostenere un processo che, in sostanza, era coerente e capace di continui affinamenti in base all’esperienza maturata. Non vi siano dubbi sul progresso che la comparsa di questa struttura ha comportato: le conseguenze di armonizzazione e unificazione delle imprese dell’intero mondo bahá’í e di propulsione del suo avanzamento hanno avuto importantissime ripercussioni.

Mentre i Piani si susseguivano e l’impegno nell’opera di costruzione della comunità andava ampliandosi, anche i progressi a livello della cultura divennero più evidenti. Ad esempio, si capirono meglio e da più parti non solo l’importanza di educare le giovani generazioni ma anche lo straordinario potenziale insito in particolare nei giovanissimi. L’aiuto e l’accompagnamento reciproco fra le anime che procedevano su un percorso condiviso, allargando costantemente la cerchia del reciproco sostegno, divennero un modello verso il quale si orientarono tutti gli sforzi compiuti per sviluppare la capacità di servizio. Quando si comprese meglio che le conversazioni significative potevano accendere e infiammare sentimenti spirituali, anche le interazioni degli amici tra loro e con coloro che gli vivevano accanto subirono un cambiamento. E, cosa ancor più significativa, le comunità bahá’í assunsero un orientamento rivolto sempre più verso l’esterno. Qualsiasi anima sensibile alla visione della Fede poteva partecipare attivamente alle attività educative, agli incontri devozionali e ad altri elementi dell’opera di costruzione della comunità, e perfino diventarne promotore e facilitatore. Tra queste anime, molte dichiararono la loro fede in Bahá’u’lláh. Così si fece strada una concezione del processo dell’entrata in truppe che non si basava tanto su teorie e supposizioni quanto sull’esperienza reale del fatto che moltissime persone potevano trovare la Fede, imparare a conoscerla, adottarne gli obiettivi, unirsi alle sue attività e alle sue deliberazioni e in molti casi abbracciarla. E in effetti, mentre il processo dell’Istituto si rafforzava regione dopo regione, il numero di coloro che presero parte ai lavori del Piano, inclusi anche quelli che avevano conosciuto la Fede da poco tempo, crebbe a vista d’occhio. Ma questo non dipese da un mero interesse numerico. La visione di una trasformazione personale e collettiva, fondate sullo studio della Parola di Dio, che andavano avanti di pari passo e la consapevolezza che ogni anima può diventare protagonista di un’intensa vicenda spirituale avevano dato origine a un senso di impegno condiviso.

Una delle caratteristiche più eclatanti e suggestive di questi venticinque anni è stato il servizio reso dai giovani bahá’í, i quali con fede e coraggio hanno preso il loro legittimo posto in prima linea nelle imprese della comunità. Nelle vesti di insegnanti della Causa ed educatori dei giovani, di facilitatori itineranti e pionieri sul fronte interno, di coordinatori delle aree e membri delle agenzie bahá’í, i giovani dei cinque continenti si sono messi al servizio delle loro comunità con devozione e sacrificio. La maturità da loro dimostrata nello svolgimento dei compiti dai quali dipende l’avanzamento del Disegno divino è un chiaro segno della loro vitalità spirituale e del loro impegno nella tutela del futuro dell’umanità. In riconoscimento di questa maturità sempre più evidente, abbiamo deciso che, subito dopo questo Riḍván, l’età in cui un credente diventa idoneo a servire in un’Assemblea Spirituale rimarrà ventun anni, ma l’età in cui è possibile votare alle elezioni bahá’í sarà abbassata a diciotto. Non abbiamo dubbi sul fatto che i giovani bahá’í di tutto il mondo che rientrano in questa fascia di età saranno all’altezza della nostra fiducia nella loro capacità di adempiere «coscienziosamente e diligentemente» al «sacro dovere» al quale ogni elettore bahá’í è chiamato.

Naturalmente, ci rendiamo conto che le realtà delle comunità sono molto diverse. Le varie comunità nazionali e le molte località al loro interno hanno incominciato questa serie di Piani partendo da punti di sviluppo differenti. Inoltre, si sono successivamente sviluppate a velocità diverse e hanno raggiunto livelli di progresso differenti. Questo, di per sé, non è una novità. È sempre accaduto che le condizioni dei luoghi fossero diverse, così come il grado di ricettività che vi si riscontra. Ma noi percepiamo anche un’insorgente ondata per cui la crescita delle capacità, della fiducia e dell’esperienza maturata dalla maggior parte delle comunità viene sostenuta dal successo delle loro comunità consorelle vicine e lontane. Ad esempio, nel 1996 le anime che andavano ad aprire nuove località non mancavano certo di coraggio, fede e devozione, ma oggi le loro controparti in tutto il mondo a quelle qualità aggiungono conoscenze, idee e competenze che sono il frutto dei venticinque anni durante i quali tutto il mondo bahá’í si è impegnato per sistematizzare e perfezionare il lavoro dell’espansione e del consolidamento.

Indipendentemente dal punto di partenza, le comunità hanno portato avanti il processo della crescita quando alle qualità della fede, della perseveranza e dell’impegno hanno aggiunto la disponibilità all’apprendimento. In effetti, un prezioso retaggio di questa serie di Piani è il diffuso riconoscimento che qualsiasi tentativo di avanzamento ha inizio con un orientamento verso l’apprendimento. La semplicità di questa regola nasconde l’importanza delle sue ripercussioni. Non dubitiamo che tutte le aree, a loro tempo, progrediranno sul continuum dello sviluppo. Le comunità che sono andate avanti più rapidamente, rispetto a quelle che si trovavano in circostanze e avevano possibilità analoghe, hanno dimostrato di essere capaci di promuovere l’unità di pensiero e disposte a imparare ad agire efficacemente. E lo hanno fatto senza esitare ad agire.

Essere disposti a imparare significava anche essere pronti a commettere errori e ovviamente talvolta gli errori crearono disagi. Com’era prevedibile, all’inizio i nuovi metodi e approcci furono gestiti maldestramente per mancanza di esperienza. Talvolta, nuove capacità acquisite in un campo andarono perdute quando la comunità fu assorbita dallo sviluppo di altre. Avere le migliori intenzioni non è una garanzia contro i passi falsi e per superarli occorrono umiltà e distacco. Le comunità che rimasero salde nella determinazione di essere pazienti e di imparare dagli errori che naturalmente si commettono riuscirono sempre a progredire.

A metà strada nella serie dei Piani, la presenza della comunità nella vita della società incominciò ad essere oggetto di un’attenzione più diretta. In questo ambito i credenti furono incoraggiati a pensare in termini di due aree di impegno interconnesse: l’azione sociale e la partecipazione ai discorsi prevalenti della società. Ovviamente, le due aree non furono un’alternativa al lavoro dell’espansione e del consolidamento, tanto meno distrazioni da esso, ne furono parte intrinseca. Maggiori le risorse umane a disposizione delle comunità, maggiore la capacità di avvalersi della saggezza contenuta nella Rivelazione di Bahá’u’lláh per affrontare le sfide del giorno, cioè tradurre i Suoi insegnamenti in realtà. E sembrò che le travagliate vicende dell’umanità in quel periodo evidenziassero quanto disperatamente essa avesse bisogno del rimedio prescritto dal Medico divino. In tutto ciò era implicita una concezione della religione assai diversa da quelle predominanti nel mondo in generale: una concezione che nella religione riconosceva la potente forza che porta avanti una civiltà in continuo progresso. Si capì che quella civiltà non sarebbe nata spontaneamente, di sua propria iniziativa: lavorare per farla nascere era la missione dei seguaci di Bahá’u’lláh. Questa missione richiedeva che si applicasse al lavoro dell’azione sociale e alla partecipazione al discorso pubblico il medesimo processo di apprendimento sistematico.

Vista nella prospettiva degli ultimi venticinque anni, la capacità di intraprendere azioni sociali è molto cresciuta e questo ha comportato una straordinaria fioritura di attività. Rispetto al 1996, quando i regolari progetti di sviluppo sociale ed economico erano 250, ora ce ne sono 1500 e le organizzazioni di ispirazione bahá’í, che attualmente sono oltre 160, sono quadruplicate. Ogni anno le iniziative di azione sociale di base di breve durata sono più di settantamila, con un incremento di cinquanta volte. Ci aspettiamo che tutte queste iniziative continuino ad aumentare, grazie al sostegno e allo stimolo specificamente ora offerti dall’Organizzazione internazionale bahá’í per lo sviluppo. Nel frattempo, anche la partecipazione bahá’í ai discorsi prevalenti della società è cresciuta immensamente. Oltre alle molte occasioni in cui gli amici scoprono di poter offrire una prospettiva bahá’í nelle conversazioni in atto in vari contesti lavorativi o personali, si è molto intensificata anche la partecipazione più formale ai discorsi. Ci vengono in mente non solo le attività molto più ampie e i contributi sempre più sofisticati della Bahá’í International Community, che in questo periodo ha aperto altri uffici in Africa, in Asia e in Europa, ma anche il lavoro di una rete estesamente ampliata di Uffici delle pubbliche relazioni, per i quali quest’area di attività è diventata il fulcro principale. Inoltre, alcuni credenti hanno personalmente offerto contributi intelligenti e rilevanti in alcuni campi specifici. Tutto ciò contribuisce in un modo o nell’altro a spiegare la stima, l’apprezzamento e l’ammirazione che alcuni leader del pensiero e altre figure di spicco a tutti i livelli della società hanno ripetutamente espresso verso la Fede, i suoi seguaci e le loro attività.

Nel riesaminare l’intero periodo di venticinque anni, siamo sbalorditi dai molti tipi di progresso che il mondo bahá’í ha compiuto simultaneamente. La sua vita intellettuale ha prosperato, come dimostrano non solo i suoi avanzamenti in tutti i campi già presi in esame, ma anche il volume della letteratura di alta qualità pubblicata da autori bahá’í, lo sviluppo di spazi per lo studio di alcune discipline alla luce degli insegnamenti e l’impatto dei seminari per studenti universitari e laureati sistematicamente offerti dall’Istituto per gli studi sulla prosperità globale, che, in collaborazione con le istituzioni della Causa, ora serve i giovani bahá’í di oltre cento Paesi. Le imprese di costruzione delle Case di culto hanno visibilmente accelerato il passo. L’ultimo Tempio madre è stato eretto a Santiago del Cile e sono stati avviati progetti per costruire due Mashriqu’l-Adhkár nazionali e cinque locali. Le Case di culto di Battambang, Cambogia, e Norte del Cauca, Colombia, hanno già aperto i battenti. I Templi bahá’í, di recente apertura e di vecchia data, stanno sempre più occupando una posizione centrale nella vita della comunità. Il sostegno materiale offerto dalla schiera dei credenti alla miriade di iniziative avviate dagli amici di Dio è stato assai munifico. Visti come indicatori della vitalità spirituale collettiva, la generosità e il sacrificio con cui, in un momento di notevoli sconvolgimenti economici, il vitale flusso dei fondi è stato mantenuto, anzi, rafforzato, sono molto significativi. Nell’ambito dell’amministrazione bahá’í, la capacità delle Assemblee Spirituali Nazionali di gestire gli affari delle comunità in tutta la loro crescente complessità è notevolmente migliorata. Esse hanno tratto particolare beneficio dai nuovi livelli di collaborazione con i Consiglieri, i quali li hanno validamente aiutati a sistematizzare la raccolta delle idee dalle file dei credenti di tutto il mondo e ad assicurarne la diffusione. In questo periodo è nato anche il Consiglio Regionale Bahá’í, un’istituzione della Causa a pieno titolo, e ora in 230 regioni risulta che i Consigli e gli istituti di formazione cui essi sovrintendono sono indispensabili per far avanzare il processo della crescita. Nel 2005, per estendere nel futuro le funzioni del Fiduciario capo dell’Ḥuqúqu’lláh, la Mano della Causa di Dio ‘Alí-Muḥammad Varqá, è stato istituito il Corpo internazionale dei Fiduciari dell’Ḥuqúqu’lláh. Oggi esso coordina le attività di trentatré Corpi nazionali e regionali di Fiduciari presenti ora in tutto il globo, i quali a loro volta guidano il lavoro di oltre mille rappresentanti. Durante questo stesso periodo anche nel Centro Mondiale Bahá’í vi sono state molte novità. Si vedano il completamento delle Terrazze del Mausoleo del Báb e di due edifici sull’Arco e l’inizio della costruzione del Mausoleo di ‘Abdu’l-Bahá, per non parlare di una serie di progetti per rafforzare e preservare i preziosi Luoghi santi della Fede. Il Mausoleo di Bahá’u’lláh e quello del Báb sono stati riconosciuti patrimonio mondiale dell’umanità, luoghi di altissimo significato per il genere umano. Centinaia di migliaia di persone affluiscono in questi sacri luoghi, sfiorando in alcuni anni il milione e mezzo, e nel frattempo il Centro Mondiale ha regolarmente accolto centinaia di pellegrini, a volte più di cinquemila l’anno, oltre ad altrettanti visitatori bahá’í. Siamo felicissimi non solo per il numero elevato ma anche per le decine di popoli e nazioni diverse presenti tra coloro che partecipano al dono del pellegrinaggio. Anche la traduzione, la pubblicazione e la diffusione dei Testi sacri sono state notevolmente velocizzate, parallelamente allo sviluppo della Biblioteca di riferimento bahá’í, uno degli elementi più importanti della crescente famiglia di siti web associati a bahai.org, che a sua volta è ora disponibile in dieci lingue. Nel Centro Mondiale e altrove sono stati aperti diversi uffici e agenzie, incaricati di sostenere il processo di apprendimento che ha luogo in molteplici campi in tutto il mondo bahá’í. Tutto questo, nostre sorelle e fratelli nella Fede, non è che una frazione del racconto che potremmo scrivere su ciò che la vostra devozione a Colui Che è stato il Vilipeso del mondo ha realizzato. Non possiamo che ripetere le pregnanti parole pronunciate dall’amato Maestro quando, sopraffatto dall’emozione, esclamò: «O Bahá’u’lláh! Che cosa hai fatto?».

Dal panorama di un cruciale quarto di secolo, passiamo ora al più recente Piano quinquennale, un Piano sotto molti aspetti assai diverso da ogni altro precedente. In questo Piano abbiamo esortato i bahá’í del mondo ad avvalersi di tutto quello che avevano imparato nei vent’anni precedenti e a metterlo in pratica. Siamo lieti che le nostre speranze al riguardo si siano più che realizzate, ma anche se ci aspettavamo grandi cose dai seguaci della Bellezza Benedetta, la qualità di ciò che si è ottenuto grazie ai loro sforzi erculei è stata veramente strepitosa. È stata il coronamento di venticinque anni di vittorie in divenire.

Il Piano è particolarmente memorabile per essere stato diviso in tre parti da due sacri bicentenari, che hanno entrambi galvanizzato le comunità locali di tutto il mondo. La compagnia dei fedeli ha dimostrato, in una misura mai vista prima e con relativa facilità, la capacità di coinvolgere persone di tutte le fasce della società nell’onorare la vita di una Manifestazione di Dio. Questo è stato un forte indizio di qualcosa di più ampio: la capacità di convogliare verso l’avanzamento della Causa le enormi energie spirituali sprigionate. Così magnifica è stata la risposta che in molti luoghi la Fede è uscita dall’oscurità a livello nazionale. In ambienti in cui nessuno se l’aspettava e forse non la si cercava, si è evidenziata una marcata ricettività alla Fede. Migliaia su migliaia di migliaia di persone sono state trasportate dal loro incontro con uno spirito devozionale che oggi caratterizza le comunità bahá’í di tutto il mondo. L’idea di ciò che l’osservanza di un Giorno santo bahá’í rende possibile si è incommensurabilmente ampliata.

I risultati del Piano, in termini numerici, hanno rapidamente eclissato quelli di tutti i Piani che lo hanno preceduto a partire dal 1996. All’inizio di questo Piano era presente la capacità di condurre poco più di centomila attività fondamentali in un dato momento, una capacità che era stata il frutto di vent’anni di impegno collettivo. Ora, se ne sostengono contemporaneamente trecentomila. La partecipazione a queste attività è aumentata di oltre due milioni, il che è anche vicino a una triplicazione. Sono in funzione 329 istituti di formazione nazionali e regionali e la loro capacità è testimoniata dal fatto che tre quarti di milione di persone hanno completato almeno un libro della sequenza. Ma soprattutto, i corsi superati da singoli individui sono ora due milioni, con un aumento di oltre un terzo in cinque anni.

La maggiore intensità con cui i programmi della crescita vengono perseguiti in tutto il mondo è già di per sé un fatto ragguardevole. In questo quinquennio, avevamo chiesto un’accelerazione della crescita nelle cinquemila aree in cui essa era incominciata. Questo imperativo ha dato impulso a un coscienzioso impegno in tutto il mondo. Di conseguenza, i programmi intensivi di crescita sono più che raddoppiati e ora sono arrivati a circa quattromila. Le difficoltà di aprire alla Fede nuovi villaggi e quartieri nel corso di questa crisi sanitaria globale o di espandere attività che erano in una fase iniziale quando è scoppiata la pandemia hanno impedito di raggiungere cifre ancora più alte nell’ultimo anno del Piano. Tuttavia, c’è molto altro da dire. All’inizio del Piano avevamo espresso l’auspicio che il numero delle aree nelle quali gli amici avevano superato la terza pietra miliare sul continuum della crescita, dato che avevano imparato ad accogliere grandi numeri nell’abbraccio delle attività, aumentasse di altre centinaia. In quel momento quelle aree erano circa duecento, distribuite in circa quaranta Paesi. Cinque anni dopo esse sono, sorprendentemente, mille in un centinaio di Paesi, un quarto di tutti i programmi intensivi di crescita avviati nel mondo, un risultato di gran lunga superiore alle nostre aspettative. Ma neppure queste cifre rendono giustizia alle più alte vette alla quali la comunità si è innalzata. Oltre trenta sono le aree nelle quali le attività fondamentali regolari sono più di mille. In alcune di esse, queste attività sono diverse migliaia e in una vi partecipano oltre ventimila persone. Le Assemblee Spirituali Locali che ora sovrintendono allo svolgimento di programmi educativi che si rivolgono praticamente a tutti i bambini e i giovani di un villaggio sono in continuo aumento. La stessa cosa incomincia ad accadere anche all’interno di alcuni quartieri urbani. Vi sono notevoli esempi in cui il legame con la Rivelazione di Bahá’u’lláh ha trasceso le persone, le famiglie e i gruppi familiari: quello che si sta vedendo è il movimento di varie popolazioni verso un centro comune. A volte, ostilità ancestrali tra gruppi opposti vengono superate e certe strutture e dinamiche sociali si trasformano alla luce degli insegnamenti divini.

Non possiamo non essere più che felici per questi progressi così imponenti. La capacità di costruire società insita nella Fede di Bahá’u’lláh si sta manifestando sempre più chiaramente e questa è una solida base sulla quale il prossimo Piano novennale potrà costruire. Come si era sperato, le aree più forti hanno dimostrato di poter essere riserve di conoscenze e di risorse per quelle vicine. E le regioni, nelle quali queste aree sono più di una, hanno più facilmente elaborato gli strumenti per accelerare la crescita in tutte le proprie aree. Tuttavia, ci sentiamo in dovere di ripetere ancora una volta che il progresso è stato pressoché universale, le diversità del progresso tra un luogo e l’altro sono solo differenze di grado. La comprensione collettiva del processo dell’entrata in truppe acquisita dalla comunità e la fiducia di poterla stimolare indipendentemente dalle circostanze sono arrivate a livelli inimmaginabili nei decenni passati. Il mondo bahá’í ha dato una risposta convincente ai profondi interrogativi rimasti così a lungo in sospeso e messi a fuoco nel 1996. C’è una generazione di credenti la cui vita porta per intero l’impronta del progresso della comunità. Le pure e semplici dimensioni di ciò che è accaduto in quelle numerose aree nelle quali le frontiere dell’apprendimento si stanno allargando hanno trasformato un avanzamento significativo del processo dell’entrata in truppe in un progresso epocale di proporzioni storiche.

Molti sanno che il Custode ha diviso le Età della Fede in epoche consecutive. La quinta epoca dell’Età formativa ha avuto inizio nel 2001. Meno noto è che egli ha parlato anche di epoche del Piano divino e di fasi all’interno di quelle epoche. Tenuto in sospeso per due decenni mentre gli organi locali e nazionali dell’Ordine amministrativo venivano alimentati e rafforzati, il Piano divino concepito da ‘Abdu’l-Bahá è stato formalmente inaugurato nel 1937 con l’inizio della prima fase della sua prima epoca, il Piano settennale che il Custode ha assegnato alla comunità bahá’í nordamericana. Questa prima epoca si è conclusa nel 1963 con la fine della Crociata decennale, che ha portato e issato il vessillo della Fede in tutto il mondo. Lo stadio iniziale della seconda epoca è stato il primo Piano novennale. al quale sono seguiti non meno di dieci piani, con una durata da dodici mesi a sette anni. All’alba di questa seconda epoca, il mondo bahá’í ha visto i primi barlumi di quell’entrata in truppe nella Fede che era stata prevista dall’Autore del Piano divino. Nei decenni successivi, varie generazioni di devoti credenti all’interno della comunità del Più Grande Nome hanno lavorato nella Vigna divina per creare le condizioni necessarie per una crescita sostenuta e su larga scala. E in questa gloriosa stagione di Riḍván, quanto sono abbondanti i frutti delle loro fatiche! Il fenomeno di consistenti numeri che espandono le attività della comunità, colgono la scintilla della fede e subito si apprestano a servire all’avanguardia del Piano è passato dalla condizione di una previsione sorretta dalla fede a una realtà ricorrente. Un progresso così pronunciato e dimostrabile deve essere registrato negli annali della Causa. Con cuori esultanti, annunciamo che ha ora inizio la terza epoca del Piano divino del Maestro. Tappa dopo tappa, epoca dopo epoca il Suo Piano si svolgerà, fino al momento in cui la Luce del Regno illuminerà tutti i cuori.

Amati amici, nessuna analisi dell’impresa quinquennale che ha concluso la seconda epoca del Piano divino sarebbe completa senza un cenno speciale agli sconvolgimenti che hanno accompagnato il suo ultimo anno e che persistono ancora. Le restrizioni delle interazioni personali che in questo periodo si sono inasprite e allentate nella maggior parte dei Paesi avrebbero potuto infliggere un duro colpo agli sforzi collettivi della comunità, il cui recupero avrebbe potuto richiedere anni, ma ci sono due ragioni per cui così non è stato. Una è la diffusa consapevolezza tra i bahá’í del dovere di servire l’umanità, tanto più nei tempi di pericoli e avversità. L’altra è lo straordinario incremento nel mondo bahá’í della capacità di dare espressione a questa consapevolezza. Abituati per molti anni ad adottare modelli di azione sistematica, gli amici si sono avvalsi della loro creatività e del loro senso di scopo per affrontare una crisi imprevista, facendo in modo che i nuovi approcci da loro elaborati fossero in linea con la struttura al cui perfezionamento avevano lavorato durante una serie di Piani successivi. Questo non significa ignorare le difficili contrarietà che i bahá’í e i loro compatrioti stanno sopportando in ogni Paese. Però durante queste gravi difficoltà, i credenti sono rimasti concentrati. Le risorse sono state convogliate verso le comunità bisognose, le elezioni si sono svolte ovunque fosse possibile e le istituzioni della Causa hanno continuato a svolgere i loro compiti indipendentemente dalle circostanze. Ci sono stati anche audaci passi avanti. L’Assemblea Spirituale Nazionale di São Tomé e Príncipe si riformerà a Riḍván e saranno erette due nuove colonne della Casa Universale di Giustizia: l’Assemblea Spirituale Nazionale della Croazia, con sede a Zagabria, e l’Assemblea Spirituale Nazionale di Timor-Leste, con sede a Dili.

E così ha inizio il Piano di un anno. Il suo scopo e i suoi requisiti sono già stati esposti nel messaggio che abbiamo inviato il Giorno del Patto. Esso, pur nella sua brevità, sarà sufficiente per preparare il mondo bahá’í al Piano novennale che lo seguirà. Un periodo di speciale potenza, che si è aperto cent’anni dopo la rivelazione delle Tavole del Piano divino, fra breve si chiuderà con il centenario dell’Ascensione di ‘Abdu’l-Bahá, che segna la fine del primo secolo dell’Età formativa e l’inizio del secondo. La compagnia dei fedeli entra in questo nuovo Piano in un momento in cui l’umanità, flagellata dall’esposizione della sua vulnerabilità, sembra più consapevole del fatto che per affrontare le sfide globali è necessario collaborare. Tuttavia, sebbene nella società siano sempre più numerosi coloro che dimostrano a parole e nei fatti che anche loro desiderano una maggiore accettazione dell’intrinseca unità del genere umano, le persistenti abitudini della competizione, dell’interesse personale, del pregiudizio e della chiusura mentale continuano a ostacolare il movimento verso l’unità. Preghiamo affinché la famiglia delle nazioni riesca a mettere da parte le differenze nell’interesse del bene comune. Malgrado le incertezze in cui i mesi a venire sono avvolti, supplichiamo Bahá’u’lláh di rendere ancora più abbondanti le confermazioni che hanno sostenuto i Suoi seguaci per così tanto tempo, sì che – la vostra compostezza indisturbata dalla turbolenza di un mondo il cui bisogno del Suo messaggio risanatore è sempre più impellente – possiate andare avanti nella vostra missione.

Il Piano divino entra in una nuova epoca e in una nuova fase. Si volta pagina.

le ultime parole di un capitolo memorabile della storia della Causa sono state scritte e si volta pagina. Questo Riḍván segna la fine di un anno straordinario, di un Piano quinquennale e di un’intera serie di Piani che hanno avuto inizio nel 1996. Si profila ora una nuova serie di Piani, con uno di dodici mesi che promette di essere l’epocale preludio di un’impresa novennale a partire dal prossimo Riḍván. Ve diamo davanti a noi una comunità che ha rapidamente preso forza ed è pronta a fare grandi passi avanti.

Ma non ci s’inganni sull’entità dell’impegno che è stato necessario per arrivare a questo punto e della fatica spesa per conquistare le idee acquisite in questo percorso: le lezioni apprese modelleranno il fu turo della comunità e il racconto di come sono state apprese fa luce su ciò che seguirà.

I decenni precedenti il 1996, così ricchi di progressi e intuizioni, non avevano lasciato dubbi sul fatto che un gran numero di persone in molte società era pronto a mettersi sotto le insegne della Fede. Tuttavia, i pur incoraggianti casi di arruolamenti su larga scala non costituivano un processo di crescita sostenibile che potesse essere coltivato in contesti diversi. La comunità si trovò di fronte a profondi in terrogativi ai quali, in quel tempo, non aveva esperienza sufficiente per rispondere adeguatamente. In quale modo l’impegno per l’espansione avrebbe potuto procedere di pari passo con il processo del con solidamento e vincere l’antica sfida, apparentemente insormontabile, di sostenere la crescita? Come si sarebbero potute formare persone, istituzioni e comunità in grado di tradurre in azione gli insegnamenti di Bahá’u’lláh? E in quale modo coloro che erano attratti dagli insegnamenti avrebbero potuto diventare protagonisti di un’impresa spirituale globale?

Fu così che, un quarto di secolo or sono, una comunità bahá’í che ancora poteva contare tre Mani della Causa di Dio nelle sue prime file intraprese un Piano quadriennale, che differiva da quelli che l’avevano preceduto per la sua attenzione concentrata su un unico obiettivo, un significativo progresso del processo dell’entrata in truppe, un obiettivo che ha poi definito la serie di Piani che lo hanno seguito. La comunità aveva già capito che questo processo non comportava solo l’ingresso nella Fede di gruppi consistenti e che non si sarebbe avviato spontaneamente. Esso esigeva un’espansione e un consolida mento mirati, sistematici e accelerati. Questo lavoro avrebbe richiesto la partecipazione informata di molte anime e nel 1996 il mondo bahá’í fu chiamato ad affrontare la grande sfida educativa che ciò comportava. Fu invitato a creare una rete di istituti di formazione incentrati sulla generazione di un flusso crescente di persone dotate delle capacità necessarie per sostenere il processo della crescita.

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Gli amici si dedicarono a questo compito consapevoli del fatto che, malgrado le precedenti vitto rie nel campo dell’insegnamento, c’era sicuramente molto da imparare sulle capacità da acquisire e, so prattutto, su come acquisirle. Per molti versi, la comunità imparò agendo e le lezioni apprese, dopo es sere state distillate e perfezionate applicandole in contesti diversi nel corso del tempo, furono infine in globate in un materiale educativo. Si capì che alcune attività erano una risposta naturale ai bisogni spiri tuali delle popolazioni. I circoli di studio, le classi per i bambini, gli incontri devozionali e in seguito i gruppi dei giovanissimi emersero come elementi d’importanza centrale per questo scopo e, quando s’in trecciarono con attività correlate, le dinamiche così generate dettero origine a un vibrante modello di vita comunitaria. E mentre il numero dei partecipanti a queste attività fondamentali cresceva, una nuova dimensione si aggiunse al loro scopo originario. Esse divennero portali attraverso i quali giovani, adulti e intere famiglie della società in senso lato ebbero la possibilità di venire a contatto con la Rivelazione di Bahá’u’lláh. Inoltre diventò evidente che era pratico prendere in considerazione le strategie del lavoro per la costruzione della comunità nel contesto di un’ “area”, ossia una zona geografica di dimensioni gestibili con caratteristiche sociali ed economiche specifiche. Si incominciò a coltivare la capacità di predisporre semplici piani a livello areale e da quei piani nacquero programmi per la crescita della Fede, organizzati in quelli che sarebbero poi diventati cicli trimestrali di attività. Una cosa fu quasi subito chiara: il movimento delle persone attraverso le sequenze dei corsi dava impulso al movimento delle aree lungo un continuum di sviluppo e ne veniva perpetuato. In tutto il mondo questa relazione comple mentare aiutò gli amici a valutare le dinamiche della crescita nel proprio contesto e a tracciare un per corso verso un progressivo rafforzamento. Con il passare del tempo, si constatò che era vantaggioso ve dere ciò che stava accadendo nelle aree sia dal punto di vista di tre imperativi educativi, al servizio dei bambini, dei giovanissimi, e dei giovani e degli adulti, sia dal punto di vista dei cicli di attività essen ziali per il ritmo della crescita. A metà di un’impresa durata venticinque anni, molte delle più note carat teristiche del processo della crescita che vediamo oggi stavano già consolidandosi.

Intensificandosi l’impegno degli amici, vari principi, concetti e strategie di rilevanza universale per il processo della crescita incominciarono a cristallizzarsi in una struttura per l’azione capace di mo dificarsi per accogliere nuovi elementi. Si vide che questa struttura era capace di sprigionare un’enorme vitalità. Essa aiutava gli amici a convogliare le energie in modi che, come l’esperienza aveva dimo strato, favorivano la crescita di comunità sane. Ma una struttura non è una formula. Tenendo conto dei suoi vari elementi nel valutare la realtà delle aree, delle località o semplicemente dei quartieri, fu possi bile sviluppare modelli di attività che si avvalevano di ciò che il resto del mondo bahá’í stava imparando pur restando risposte specifiche alle particolarità locali. Un’iniziale dicotomia tra requisiti rigidi da un lato e preferenze personali senza alcun limite dall’altro cedette il posto a una comprensione più sfumata della diversità degli strumenti con cui le persone potevano sostenere un processo che, in sostanza, era coerente e capace di continui affinamenti in base all’esperienza maturata. Non vi siano dubbi sul pro gresso che la comparsa di questa struttura ha comportato: le conseguenze di armonizzazione e unifica zione delle imprese dell’intero mondo bahá’í e di propulsione del suo avanzamento hanno avuto impor tantissime ripercussioni.

Mentre i Piani si susseguivano e l’impegno nell’opera di costruzione della comunità andava am pliandosi, anche i progressi a livello della cultura divennero più evidenti. Ad esempio, si capirono me glio e da più parti non solo l’importanza di educare le giovani generazioni ma anche lo straordinario po tenziale insito in particolare nei giovanissimi. L’aiuto e l’accompagnamento reciproco fra le anime che procedevano su un percorso condiviso, allargando costantemente la cerchia del reciproco sostegno, di vennero un modello verso il quale si orientarono tutti gli sforzi compiuti per sviluppare la capacità di

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servizio. Quando si comprese meglio che le conversazioni significative potevano accendere e infiam mare sentimenti spirituali, anche le interazioni degli amici tra loro e con coloro che gli vivevano accanto subirono un cambiamento. E, cosa ancor più significativa, le comunità bahá’í assunsero un orientamento rivolto sempre più verso l’esterno. Qualsiasi anima sensibile alla visione della Fede poteva partecipare attivamente alle attività educative, agli incontri devozionali e ad altri elementi dell’opera di costruzione della comunità, e perfino diventarne promotore e facilitatore. Tra queste anime, molte dichiararono la loro fede in Bahá’u’lláh. Così si fece strada una concezione del processo dell’entrata in truppe che non si basava tanto su teorie e supposizioni quanto sull’esperienza reale del fatto che moltissime persone po tevano trovare la Fede, imparare a conoscerla, adottarne gli obiettivi, unirsi alle sue attività e alle sue deliberazioni e in molti casi abbracciarla. E in effetti, mentre il processo dell’Istituto si rafforzava re gione dopo regione, il numero di coloro che presero parte ai lavori del Piano, inclusi anche quelli che avevano conosciuto la Fede da poco tempo, crebbe a vista d’occhio. Ma questo non dipese da un mero interesse numerico. La visione di una trasformazione personale e collettiva, fondate sullo studio della Parola di Dio, che andavano avanti di pari passo e la consapevolezza che ogni anima può diventare pro tagonista di un’intensa vicenda spirituale avevano dato origine a un senso di impegno condiviso.

Una delle caratteristiche più eclatanti e suggestive di questi venticinque anni è stato il servizio reso dai giovani bahá’í, i quali con fede e coraggio hanno preso il loro legittimo posto in prima linea nelle imprese della comunità. Nelle vesti di insegnanti della Causa ed educatori dei giovani, di facilita tori itineranti e pionieri sul fronte interno, di coordinatori delle aree e membri delle agenzie bahá’í, i giovani dei cinque continenti si sono messi al servizio delle loro comunità con devozione e sacrificio. La maturità da loro dimostrata nello svolgimento dei compiti dai quali dipende l’avanzamento del Dise gno divino è un chiaro segno della loro vitalità spirituale e del loro impegno nella tutela del futuro dell’umanità. In riconoscimento di questa maturità sempre più evidente, abbiamo deciso che, subito dopo questo Riḍván, l’età in cui un credente diventa idoneo a servire in un’Assemblea Spirituale rimarrà ventun anni, ma l’età in cui è possibile votare alle elezioni bahá’í sarà abbassata a diciotto. Non ab biamo dubbi sul fatto che i giovani bahá’í di tutto il mondo che rientrano in questa fascia di età saranno all’altezza della nostra fiducia nella loro capacità di adempiere «coscienziosamente e diligentemente» al «sacro dovere» al quale ogni elettore bahá’í è chiamato.

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Naturalmente, ci rendiamo conto che le realtà delle comunità sono molto diverse. Le varie comu nità nazionali e le molte località al loro interno hanno incominciato questa serie di Piani partendo da punti di sviluppo differenti. Inoltre, si sono successivamente sviluppate a velocità diverse e hanno rag giunto livelli di progresso differenti. Questo, di per sé, non è una novità. È sempre accaduto che le con dizioni dei luoghi fossero diverse, così come il grado di ricettività che vi si riscontra. Ma noi perce piamo anche un’insorgente ondata per cui la crescita delle capacità, della fiducia e dell’esperienza matu rata dalla maggior parte delle comunità viene sostenuta dal successo delle loro comunità consorelle vi cine e lontane. Ad esempio, nel 1996 le anime che andavano ad aprire nuove località non mancavano certo di coraggio, fede e devozione, ma oggi le loro controparti in tutto il mondo a quelle qualità aggiun gono conoscenze, idee e competenze che sono il frutto dei venticinque anni durante i quali tutto il mondo bahá’í si è impegnato per sistematizzare e perfezionare il lavoro dell’espansione e del consolida mento.

Indipendentemente dal punto di partenza, le comunità hanno portato avanti il processo della cre scita quando alle qualità della fede, della perseveranza e dell’impegno hanno aggiunto la disponibilità

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all’apprendimento. In effetti, un prezioso retaggio di questa serie di Piani è il diffuso riconoscimento che qualsiasi tentativo di avanzamento ha inizio con un orientamento verso l’apprendimento. La sempli cità di questa regola nasconde l’importanza delle sue ripercussioni. Non dubitiamo che tutte le aree, a loro tempo, progrediranno sul continuum dello sviluppo. Le comunità che sono andate avanti più rapi damente, rispetto a quelle che si trovavano in circostanze e avevano possibilità analoghe, hanno dimo strato di essere capaci di promuovere l’unità di pensiero e disposte a imparare ad agire efficacemente. E lo hanno fatto senza esitare ad agire.

Essere disposti a imparare significava anche essere pronti a commettere errori e ovviamente tal volta gli errori crearono disagi. Com’era prevedibile, all’inizio i nuovi metodi e approcci furono gestiti maldestramente per mancanza di esperienza. Talvolta, nuove capacità acquisite in un campo andarono perdute quando la comunità fu assorbita dallo sviluppo di altre. Avere le migliori intenzioni non è una garanzia contro i passi falsi e per superarli occorrono umiltà e distacco. Le comunità che rimasero salde nella determinazione di essere pazienti e di imparare dagli errori che naturalmente si commettono riusci rono sempre a progredire.

A metà strada nella serie dei Piani, la presenza della comunità nella vita della società incominciò ad essere oggetto di un’attenzione più diretta. In questo ambito i credenti furono incoraggiati a pensare in termini di due aree di impegno interconnesse: l’azione sociale e la partecipazione ai discorsi preva lenti della società. Ovviamente, le due aree non furono un’alternativa al lavoro dell’espansione e del consolidamento, tanto meno distrazioni da esso, ne furono parte intrinseca. Maggiori le risorse umane a disposizione delle comunità, maggiore la capacità di avvalersi della saggezza contenuta nella Rivela zione di Bahá’u’lláh per affrontare le sfide del giorno, cioè tradurre i Suoi insegnamenti in realtà. E sembrò che le travagliate vicende dell’umanità in quel periodo evidenziassero quanto disperatamente essa avesse bisogno del rimedio prescritto dal Medico divino. In tutto ciò era implicita una concezione della religione assai diversa da quelle predominanti nel mondo in generale: una concezione che nella religione riconosceva la potente forza che porta avanti una civiltà in continuo progresso. Si capì che quella civiltà non sarebbe nata spontaneamente, di sua propria iniziativa: lavorare per farla nascere era la missione dei seguaci di Bahá’u’lláh. Questa missione richiedeva che si applicasse al lavoro dell’azione sociale e alla partecipazione al discorso pubblico il medesimo processo di apprendimento sistematico.

Vista nella prospettiva degli ultimi venticinque anni, la capacità di intraprendere azioni sociali è molto cresciuta e questo ha comportato una straordinaria fioritura di attività. Rispetto al 1996, quando i regolari progetti di sviluppo sociale ed economico erano 250, ora ce ne sono 1.500 e le organizzazioni di ispirazione bahá’í, che attualmente sono oltre 160, sono quadruplicate. Ogni anno le iniziative di azione sociale di base di breve durata sono più di settantamila, con un incremento di cinquanta volte. Ci aspet tiamo che tutte queste iniziative continuino ad aumentare, grazie al sostegno e allo stimolo specifica mente ora offerti dall’Organizzazione internazionale bahá’í per lo sviluppo. Nel frattempo, anche la par tecipazione bahá’í ai discorsi prevalenti della società è cresciuta immensamente. Oltre alle molte occa sioni in cui gli amici scoprono di poter offrire una prospettiva bahá’í nelle conversazioni in atto in vari contesti lavorativi o personali, si è molto intensificata anche la partecipazione più formale ai discorsi. Ci vengono in mente non solo le attività molto più ampie e i contributi sempre più sofisticati della Bahá’í International Community, che in questo periodo ha aperto altri uffici in Africa, in Asia e in Europa, ma anche il lavoro di una rete estesamente ampliata di Uffici delle pubbliche relazioni, per i quali quest’area di attività è diventata il fulcro principale. Inoltre, alcuni credenti hanno personalmente offerto contributi intelligenti e rilevanti in alcuni campi specifici. Tutto ciò contribuisce in un modo o nell’altro

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a spiegare la stima, l’apprezzamento e l’ammirazione che alcuni leader del pensiero e altre figure di spicco a tutti i livelli della società hanno ripetutamente espresso verso la Fede, i suoi seguaci e le loro attività.

Nel riesaminare l’intero periodo di venticinque anni, siamo sbalorditi dai molti tipi di progresso che il mondo bahá’í ha compiuto simultaneamente. La sua vita intellettuale ha prosperato, come dimo strano non solo i suoi avanzamenti in tutti i campi già presi in esame, ma anche il volume della lettera tura di alta qualità pubblicata da autori bahá’í, lo sviluppo di spazi per lo studio di alcune discipline alla luce degli insegnamenti e l’impatto dei seminari per studenti universitari e laureati sistematicamente of ferti dall’Istituto per gli studi sulla prosperità globale, che, in collaborazione con le istituzioni della Causa, ora serve i giovani bahá’í di oltre cento Paesi. Le imprese di costruzione delle Case di culto hanno visibilmente accelerato il passo. L’ultimo Tempio madre è stato eretto a Santiago del Cile e sono stati avviati progetti per costruire due Mashriqu’l-Adhkár nazionali e cinque locali. Le Case di culto di Battambang, Cambogia, e Norte del Cauca, Colombia, hanno già aperto i battenti. I Templi bahá’í, di recente apertura e di vecchia data, stanno sempre più occupando una posizione centrale nella vita della comunità. Il sostegno materiale offerto dalla schiera dei credenti alla miriade di iniziative avviate dagli amici di Dio è stato assai munifico. Visti come indicatori della vitalità spirituale collettiva, la generosità e il sacrificio con cui, in un momento di notevoli sconvolgimenti economici, il vitale flusso dei fondi è stato mantenuto, anzi, rafforzato, sono molto significativi. Nell’ambito dell’amministrazione bahá’í, la capacità delle Assemblee Spirituali Nazionali di gestire gli affari delle comunità in tutta la loro cre scente complessità è notevolmente migliorata. Esse hanno tratto particolare beneficio dai nuovi livelli di collaborazione con i Consiglieri, i quali li hanno validamente aiutati a sistematizzare la raccolta delle idee dalle file dei credenti di tutto il mondo e ad assicurarne la diffusione. In questo periodo è nato an che il Consiglio regionale bahá’í, un’istituzione della Causa a pieno titolo, e ora in 230 regioni risulta che i Consigli e gli istituti di formazione cui essi sovrintendono sono indispensabili per far avanzare il processo della crescita. Nel 2005, per estendere nel futuro le funzioni del Fiduciario capo dell’Ḥuqúqu’lláh, la Mano della Causa di Dio ‘Alí-Muḥammad Varqá, è stato istituito il Corpo interna zionale dei Fiduciari dell’Ḥuqúqu’lláh. Oggi esso coordina le attività di trentatré Corpi nazionali e re gionali di Fiduciari presenti ora in tutto il globo, i quali a loro volta guidano il lavoro di oltre mille rap presentanti. Durante questo stesso periodo anche nel Centro mondiale bahá’í vi sono state molte novità. Si vedano il completamento delle Terrazze del Mausoleo del Báb e di due edifici sull’Arco e l’inizio della costruzione del Mausoleo di ‘Abdu’l-Bahá, per non parlare di una serie di progetti per rafforzare e preservare i preziosi Luoghi santi della Fede. Il Mausoleo di Bahá’u’lláh e quello del Báb sono stati ri conosciuti patrimonio mondiale dell’umanità, luoghi di altissimo significato per il genere umano. Centi naia di migliaia di persone affluiscono in questi sacri luoghi, sfiorando in alcuni anni il milione e mezzo, e nel frattempo il Centro mondiale ha regolarmente accolto centinaia di pellegrini, a volte più di cinque mila l’anno, oltre ad altrettanti visitatori bahá’í. Siamo felicissimi non solo per il numero elevato ma an che per le decine di popoli e nazioni diverse presenti tra coloro che partecipano al dono del pellegrinag gio. Anche la traduzione, la pubblicazione e la diffusione dei Testi sacri sono state notevolmente velo cizzate, parallelamente allo sviluppo della Biblioteca di riferimento bahá’í, uno degli elementi più im portanti della crescente famiglia di siti web associati a bahai.org, che a sua volta è ora disponibile in dieci lingue. Nel Centro Mondiale e altrove sono stati aperti diversi uffici e agenzie, incaricati di soste nere il processo di apprendimento che ha luogo in molteplici campi in tutto il mondo bahá’í. Tutto que sto, nostre sorelle e fratelli nella Fede, non è che una frazione del racconto che potremmo scrivere su ciò che la vostra devozione a Colui Che è stato il Vilipeso del mondo ha realizzato. Non possiamo che ripe tere le pregnanti parole pronunciate dall’amato Maestro quando, sopraffatto dall’emozione, esclamò: «O Bahá’u’lláh! Che cosa hai fatto?».

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Dal panorama di un cruciale quarto di secolo, passiamo ora al più recente Piano quinquennale, un Piano sotto molti aspetti assai diverso da ogni altro precedente. In questo Piano abbiamo esortato i bahá’í del mondo ad avvalersi di tutto quello che avevano imparato nei vent’anni precedenti e a metterlo in pratica. Siamo lieti che le nostre speranze al riguardo si siano più che realizzate, ma anche se ci aspet tavamo grandi cose dai seguaci della Bellezza Benedetta, la qualità di ciò che si è ottenuto grazie ai loro sforzi erculei è stata veramente strepitosa. È stata il coronamento di venticinque anni di vittorie in dive nire.

Il Piano è particolarmente memorabile per essere stato diviso in tre parti da due sacri bicentenari, che hanno entrambi galvanizzato le comunità locali di tutto il mondo. La compagnia dei fedeli ha dimo strato, in una misura mai vista prima e con relativa facilità, la capacità di coinvolgere persone di tutte le fasce della società nell’onorare la vita di una Manifestazione di Dio. Questo è stato un forte indizio di

qualcosa di più ampio: la capacità di convogliare verso l’avanzamento della Causa le enormi energie spirituali sprigionate. Così magnifica è stata la risposta che in molti luoghi la Fede è uscita dall’oscurità a livello nazionale. In ambienti in cui nessuno se l’aspettava e forse non la si cercava, si è evidenziata una marcata ricettività alla Fede. Migliaia su migliaia di migliaia di persone sono state trasportate dal loro incontro con uno spirito devozionale che oggi caratterizza le comunità bahá’í di tutto il mondo. L’idea di ciò che l’osservanza di un Giorno santo bahá’í rende possibile si è incommensurabilmente am pliata.

I risultati del Piano, in termini numerici, hanno rapidamente eclissato quelli di tutti i Piani che lo hanno preceduto a partire dal 1996. All’inizio di questo Piano era presente la capacità di condurre poco più di centomila attività fondamentali in un dato momento, una capacità che era stata il frutto di vent’anni di impegno collettivo. Ora, se ne sostengono contemporaneamente trecentomila. La partecipa zione a queste attività è aumentata di oltre due milioni, il che è anche vicino a una triplicazione. Sono in funzione 329 istituti di formazione nazionali e regionali e la loro capacità è testimoniata dal fatto che tre quarti di milione di persone hanno completato almeno un libro della sequenza. Ma soprattutto, i corsi superati da singoli individui sono ora due milioni, con un aumento di oltre un terzo in cinque anni.

La maggiore intensità con cui i programmi della crescita vengono perseguiti in tutto il mondo è già di per sé un fatto ragguardevole. In questo quinquennio, avevamo chiesto un’accelerazione della cre scita nelle cinquemila aree in cui essa era incominciata. Questo imperativo ha dato impulso a un co scienzioso impegno in tutto il mondo. Di conseguenza, i programmi intensivi di crescita sono più che raddoppiati e ora sono arrivati a circa quattromila. Le difficoltà di aprire alla Fede nuovi villaggi e quar tieri nel corso di questa crisi sanitaria globale o di espandere attività che erano in una fase iniziale quando è scoppiata la pandemia hanno impedito di raggiungere cifre ancora più alte nell’ultimo anno del Piano. Tuttavia, c’è molto altro da dire. All’inizio del Piano avevamo espresso l’auspicio che il nu mero delle aree nelle quali gli amici avevano superato la terza pietra miliare sul continuum della cre scita, dato che avevano imparato ad accogliere grandi numeri nell’abbraccio delle attività, aumentasse di altre centinaia. In quel momento quelle aree erano circa duecento, distribuite in circa quaranta Paesi. Cinque anni dopo esse erano, sorprendentemente, mille in un centinaio di Paesi, un quarto di tutti i pro grammi intensivi di crescita avviati nel mondo, un risultato di gran lunga superiore alle nostre aspetta tive. Ma neppure queste cifre rendono giustizia alle più alte vette alle quali la comunità si è innalzata. Oltre trenta sono le aree nelle quali le attività fondamentali regolari sono più di mille. In alcune di esse,

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queste attività sono diverse migliaia e in una vi partecipano oltre ventimila persone. Le Assemblee Spi rituali Locali che ora sovrintendono allo svolgimento di programmi educativi che si rivolgono pratica mente a tutti i bambini e i giovani di un villaggio sono in continuo aumento. La stessa cosa incomincia ad accadere anche all’interno di alcuni quartieri urbani. Vi sono notevoli esempi in cui il legame con la Rivelazione di Bahá’u’lláh ha trasceso le persone, le famiglie e i gruppi familiari: quello che si sta ve dendo è il movimento di varie popolazioni verso un centro comune. A volte, ostilità ancestrali tra gruppi opposti vengono superate e certe strutture e dinamiche sociali si trasformano alla luce degli insegna menti divini.

Non possiamo non essere più che felici per questi progressi così imponenti. La capacità di co struire società insita nella Fede di Bahá’u’lláh si sta manifestando sempre più chiaramente e questa è una solida base sulla quale il prossimo Piano novennale potrà costruire. Come si era sperato, le aree più forti hanno dimostrato di poter essere riserve di conoscenze e di risorse per quelle vicine. E le regioni, nelle quali queste aree sono più di una, hanno più facilmente elaborato gli strumenti per accelerare la crescita in tutte le proprie aree. Tuttavia, ci sentiamo in dovere di ripetere ancora una volta che il pro gresso è stato pressoché universale, le diversità del progresso tra un luogo e l’altro sono solo differenze di grado. La comprensione collettiva del processo dell’entrata in truppe acquisita dalla comunità e la fi ducia di poterla stimolare indipendentemente dalle circostanze sono arrivate a livelli inimmaginabili nei decenni passati. Il mondo bahá’í ha dato una risposta convincente ai profondi interrogativi rimasti così a lungo in sospeso e messi a fuoco nel 1996. C’è una generazione di credenti la cui vita porta per intero l’impronta del progresso della comunità. Le pure e semplici dimensioni di ciò che è accaduto in quelle numerose aree nelle quali le frontiere dell’apprendimento si stanno allargando hanno trasformato un avanzamento significativo del processo dell’entrata in truppe in un progresso epocale di proporzioni sto riche.

Molti sanno che il Custode ha diviso le Età della Fede in epoche consecutive. La quinta epoca dell’Età formativa ha avuto inizio nel 2001. Meno noto è che egli ha parlato anche di epoche del Piano divino e di fasi all’interno di quelle epoche. Tenuto in sospeso per due decenni mentre gli organi locali e nazionali dell’Ordine amministrativo venivano alimentati e rafforzati, il Piano divino concepito da ‘Abdu’l-Bahá è stato formalmente inaugurato nel 1937 con l’inizio della prima fase della sua prima epoca, il Piano settennale che il Custode ha assegnato alla comunità bahá’í nordamericana. Questa prima epoca si è conclusa nel 1963 con la fine della Crociata decennale, che ha portato e issato il ves sillo della Fede in tutto il mondo. Lo stadio iniziale della seconda epoca è stato il primo Piano noven nale. al quale sono seguiti non meno di dieci piani, con una durata da dodici mesi a sette anni. All’alba di questa seconda epoca, il mondo bahá’í ha visto i primi barlumi di quell’entrata in truppe nella Fede che era stata prevista dall’Autore del Piano divino. Nei decenni successivi, varie generazioni di devoti credenti all’interno della comunità del Più Grande Nome hanno lavorato nella Vigna divina per creare le condizioni necessarie per una crescita sostenuta e su larga scala. E in questa gloriosa stagione di Riḍván, quanto sono abbondanti i frutti delle loro fatiche! Il fenomeno di consistenti numeri che espandono le attività della comunità, colgono la scintilla della fede e subito si apprestano a servire all’avanguardia del Piano è passato dalla condizione di una previsione sorretta dalla fede a una realtà ricorrente. Un pro gresso così pronunciato e dimostrabile deve essere registrato negli annali della Causa. Con cuori esul tanti, annunciamo che ha ora inizio la terza epoca del Piano divino del Maestro. Tappa dopo tappa, epoca dopo epoca il Suo Piano si svolgerà, fino al momento in cui la Luce del Regno illuminerà tutti i cuori.

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Amati amici, nessuna analisi dell’impresa quinquennale che ha concluso la seconda epoca del Piano divino sarebbe completa senza un cenno speciale agli sconvolgimenti che hanno accompagnato il suo ultimo anno e che persistono ancora. Le restrizioni delle interazioni personali che in questo periodo si sono inasprite e allentate nella maggior parte dei Paesi avrebbero potuto infliggere un duro colpo agli sforzi collettivi della comunità, il cui recupero avrebbe potuto richiedere anni, ma ci sono due ragioni per cui così non è stato. Una è la diffusa consapevolezza tra i bahá’í del dovere di servire l’umanità, tanto più nei tempi di pericoli e avversità. L’altra è lo straordinario incremento nel mondo bahá’í della capacità di dare espressione a questa consapevolezza. Abituati per molti anni ad adottare modelli di azione sistematica, gli amici si sono avvalsi della loro creatività e del loro senso di scopo per affrontare una crisi imprevista, facendo in modo che i nuovi approcci da loro elaborati fossero in linea con la strut tura al cui perfezionamento avevano lavorato durante una serie di Piani successivi. Questo non significa ignorare i pesanti disagi che i bahá’í e i loro compatrioti stanno sopportando in ogni Paese. Però durante queste gravi difficoltà, i credenti sono rimasti concentrati. Le risorse sono state convogliate verso le co munità bisognose, le elezioni si sono svolte ovunque fosse possibile e le istituzioni della Causa hanno continuato a svolgere i loro compiti indipendentemente dalle circostanze. Ci sono stati anche audaci passi avanti. L’Assemblea Spirituale Nazionale di São Tomé e Príncipe si riformerà a Riḍván e saranno erette due nuove colonne della Casa Universale di Giustizia: l’Assemblea Spirituale Nazionale della Croazia, con sede a Zagabria, e l’Assemblea Spirituale Nazionale di Timor-Leste, con sede a Dili.

E così ha inizio il Piano di un anno. Il suo scopo e i suoi requisiti sono già stati esposti nel mes saggio che abbiamo inviato il Giorno del Patto. Esso, pur nella sua brevità, sarà sufficiente per preparare il mondo bahá’í al Piano novennale che lo seguirà. Un periodo di speciale potenza, che si è aperto cent’anni dopo la rivelazione delle Tavole del Piano divino, fra breve si chiuderà con il centenario dell’Ascensione di ‘Abdu’l-Bahá, che segna la fine del primo secolo dell’Età formativa e l’inizio del se condo. La compagnia dei fedeli entra in questo nuovo Piano in un momento in cui l’umanità, flagellata dall’esposizione della sua vulnerabilità, sembra più consapevole del fatto che per affrontare le sfide glo bali è necessario collaborare. Tuttavia, sebbene nella società siano sempre più numerosi coloro che di mostrano a parole e nei fatti che anche loro desiderano una maggiore accettazione dell’intrinseca unità del genere umano, le persistenti abitudini della competizione, dell’interesse personale, del pregiudizio e della chiusura mentale continuano a ostacolare il movimento verso l’unità. Preghiamo affinché la fami glia delle nazioni riesca a mettere da parte le differenze nell’interesse del bene comune. Malgrado le in certezze in cui i mesi a venire sono avvolti, supplichiamo Bahá’u’lláh di rendere ancora più abbondanti le confermazioni che hanno sostenuto i Suoi seguaci per così tanto tempo, sì che – la vostra compo stezza indisturbata dalla turbolenza di un mondo il cui bisogno del Suo messaggio risanatore è sempre più impellente – possiate andare avanti nella vostra missione.

Il Piano divino entra in una nuova epoca e in una nuova fase. Si volta pagina.

un anno di preparativi e riflessione, oltre che di grande fervore, contraddistinto dall’impegno degli amici di tutto il mondo nella celebrazione del centenario dell’Ascensione di ‘Abdu’l-Bahá, anche inviando rappresentanti a partecipare a un evento speciale in Suo onore in Terra Santa, si è concluso. Grazie a questi sforzi, innumerevoli anime, e non solo i bahá’í, hanno percepito l’ispirazione offerta dalla vita di ‘Abdu’l-Bahá. La Sua sollecitudine per ogni membro della famiglia umana, l’opera d’insegnamento da Lui svolta, la promozione di iniziative per l’educazione e il benessere sociale, i profondi contributi ai discorsi in Oriente e in Occidente, il sentito incoraggiamento ai progetti per la costruzione delle Case di culto, la formazione delle prime forme di amministrazione bahá’í, la cura per vari aspetti della vita comunitaria: tutti questi elementi concomitanti della Sua vita erano un riflesso della Sua costante e completa dedizione al servizio di Dio e al servizio dell’umanità. Oltre a essere una figura torreggiante di autorità morale e di sconfinata sensibilità spirituale, ‘Abdu’l-Bahá fu un canale puro attraverso il quale le forze sprigionate dalla Rivelazione di Bahá’u’lláh poterono agire sul mondo. Per comprendere il potere di costruzione della società insito nella Fede, basta guardare i risultati da Lui ottenuti durante il Suo ministero e gli effetti trasformanti della guida che fluiva incessantemente dalla Sua penna. Molti degli straordinari progressi compiuti dall’attuale comunità bahá’í, che sono stati esaminati nel nostro messaggio dell’ultimo Riḍván, hanno origine dalle azioni, dalle decisioni e dalle direttive di ‘Abdu’l-Bahá.

È più che giusto, quindi, che il tributo collettivo della comunità bahá’í al suo perfetto Esempio preluda all’inizio della sua grande impresa incentrata sullo sprigionamento di una crescente misura del potere di costruzione della società insito nella Fede. Le aree di impegno che rientrano nell’ambito del Piano novennale e dell’attuale serie di Piani sono orientate verso il conseguimento di questo obiettivo primario. Su di esso sono imperniati anche gli oltre diecimila convegni che si tengono in tutto il mondo per celebrare il lancio di questa grande impresa spirituale. Questi convegni, che accoglieranno un numero senza precedenti di partecipanti, stanno riunendo non solo i bahá’í, ma molti altri sostenitori dell’umanità che con loro condividono il desiderio di promuovere l’unità e di migliorare il mondo. La loro determinazione e il loro forte senso di scopo si riflettono nello spirito che si è generato negli incontri che hanno già avuto luogo, durante i quali i partecipanti sono stati galvanizzati tanto dalle consultazioni dinamiche a cui hanno contribuito quanto dalla visione collettiva presa in esame durante questi eventi gioiosi. Guardiamo con trepidante attesa a ciò che i prossimi mesi e anni porteranno.

Dal 30 dicembre 2021 quando abbiamo rivolto il nostro messaggio al Convegno dei Consiglieri, le Assemblee Spirituali Nazionali e i Consigli Regionali Bahá’í hanno valutato scrupolosamente le possibilità per intensificare nel corso del Piano novennale il processo della crescita nelle aree di loro competenza. Riteniamo che sarebbe utile, al fine di misurare i progressi compiuti nel corso del tempo, suddividere il Piano in corso in due fasi di quattro e cinque anni e abbiamo invitato le Assemblee Nazionali a esaminare i progressi che si aspettano di vedere nelle rispettive comunità entro Riḍván 2026 e poi entro Riḍván 2031. Questa disamina ha comportato anche una rivalutazione dei confini delle aree e il risultato di questi aggiustamenti è che il numero totale delle aree del mondo è aumentato di un quarto ed è ora giunto a oltre 22.000. A giudicare dalle previsioni ricevute, si stima che, entro la fine del Piano, esisterà un programma di crescita a vari livelli di sviluppo in circa 14.000 di queste aree. E il numero delle aree nelle quali il programma di crescita potrà essere considerato intensivo è destinato a salire a 11.000 nello stesso periodo di tempo. E tra queste aree, si prevede che quelle che avranno superato la terza pietra miliare saranno più di cinquemila entro il 2031. Senza dubbio, compiere un tale progresso comporterà uno sforzo colossale per l’intera durata del Piano. Eppure pensiamo che queste mete siano aspirazioni per cui valga la pena lottare, perché sono una valutazione ambiziosa ma seria di ciò che è raggiungibile.

Tutto ciò è significativo. Questi obiettivi non potrebbero essere realisticamente presi in considerazione se le istituzioni e le agenzie amministrative non si fossero notevolmente evolute, dotandosi di una capacità significativamente accresciuta di gestire gli affari di una comunità le cui attività si sono moltiplicate così rapidamente, abbracciando un vasto e crescente numero di anime affini. Non sarebbe possibile aspirare a una tale crescita se il desiderio di imparare – di agire, di riflettere, di cogliere le idee e di assimilare quelle che emergono altrove – non fosse stato coltivato a tutti i livelli, estendendosi fino alla base della comunità. E l’impresa richiesta da siffatte proiezioni sarebbe difficilmente fattibile se un approccio sistematico al lavoro di insegnamento e allo sviluppo delle risorse umane non fosse diventato sempre più evidente nel mondo bahá’í. Tutto ciò ha portato nella comunità bahá’í un approfondimento della consapevolezza della propria identità e del proprio scopo. La determinazione di guardare verso l’esterno nel processo di costruzione della comunità era già diventata un aspetto consolidato della cultura in molti, molti luoghi. Ora sono sempre più numerose le comunità nelle quali esso è sbocciato in un senso di reale responsabilità per il progresso spirituale e materiale di sempre più grandi gruppi all’interno della società, ben oltre l’appartenenza alla comunità bahá’í. Gli sforzi compiuti dagli amici per costruire comunità, impegnarsi in azioni sociali e contribuire ai discorsi prevalenti nella società si sono conglomerati in un’unica impresa globale, legata insieme da una comune struttura per l’azione, il cui perno è aiutare l’umanità a stabilire i suoi affari su un fondamento di principi spirituali. Giunti a questo punto, a cent’anni dall’inaugurazione dell’Ordine amministrativo, è impossibile non cogliere il significato degli sviluppi che abbiamo descritto. Nello straordinario aumento di capacità che si è verificato negli ultimi due decenni e che ha permesso al mondo bahá’í di vedere le sue imprese nei termini dello sprigionamento del potere di costruzione della società insito nella Fede vediamo una prova incontrovertibile del fatto che la Causa di Dio è entrata nella sesta epoca della sua Età formativa. Lo scorso Riḍván abbiamo annunciato che il diffuso fenomeno di un gran numero di persone che partecipano alle attività bahá’í, infiammati dalla fede e intente ad acquisire le competenze e la capacità necessarie per servire le loro comunità, segnalava l’inizio della terza epoca del Piano divino del Maestro. Così, il Piano di un anno, che allora aveva inizio e ora si conclude, ha segnato una serie di storici progressi compiuti dalla compagnia dei fedeli. E alle soglie di una nuova, possente impresa, questo corpo unito di credenti è pronto a cogliere le possibilità che gli si offrono.

Una caratteristica di spicco dell’epoca che ora si conclude è stata l’erezione dell’ultima delle Case di culto continentali e l’avvio di progetti per costruirne altre a livello nazionale e locale. Molto è stato imparato, dai bahá’í di tutto il mondo, sul concetto di Mashriqu’l-Adhkár e sulla combinazione di preghiera e di servizio che esso incarna. Durante la sesta epoca dell’Età formativa, si apprenderà molto di più sul percorso che porta, all’interno di una comunità, dallo sviluppo di una fiorente vita devozionale, e del servizio che essa ispira, all’apparizione di un Mashriqu’l-Adhkár. Si stanno avviando consultazioni con varie Assemblee Spirituali Nazionali e, man mano che esse procederanno, annunceremo periodicamente i luoghi nei quali una Casa di culto bahá’í dovrà essere eretta negli anni a venire.

La nostra gioia nel vedere la comunità del Più Grande Nome diventare sempre più forte è attutita dal nostro profondo dolore nel vedere persistere nel mondo condizioni e conflitti che creano drammi e sofferenze disperate, in particolare nell’osservare la recrudescenza delle forze distruttive che hanno scompaginato gli affari internazionali e riversato orrori sulle popolazioni. Sappiamo bene e siamo certi che, come le comunità bahá’í hanno ripetutamente dimostrato in molti contesti diversi, i seguaci di Bahá’u’lláh s’ingegnano per offrire sollievo e sostegno a coloro che li circondano, incuranti delle ristrettezze in cui a volte si trovano. Ma fino a quando l’umanità nel suo insieme non si impegnerà per stabilire i suoi affari su fondamenta di giustizia e verità, essa continuerà malauguratamente a trascinarsi da una crisi all’altra. Preghiamo che il recente scoppio della guerra in Europa, se mai potrà dare una lezione per il futuro, serva a ricordare l’urgenza della direzione che il mondo deve prendere se vuole raggiungere una pace autentica e duratura. I principi enunciati da Bahá’u’lláh ai monarchi e ai presidenti del Suo tempo e le pesanti responsabilità che Egli assegnò ai governanti del passato e del presente sono forse ancora più pertinenti e imperative oggi di quando per la prima volta la Sua Penna le mise per iscritto. Per i bahá’í, l’inarrestabile avanzamento del Grande Piano di Dio – che porta con sé prove e sconvolgimenti, ma alla fine spingerà l’umanità verso la giustizia, la pace e l’unità – è il contesto nel quale si sta svolgendo il Piano minore di Dio, di cui i credenti soprattutto si occupano. Le condizioni problematiche della società attuale rendono abbondantemente chiara e pressante la necessità di sprigionare il potere di costruzione della società insito nella Fede. Non possiamo non aspettarci che, per il momento, convulsioni e disordini continuino ad affliggere il mondo. Senza dubbio comprenderete, quindi, perché ogni nostra sincera supplica affinché tutti i figli di Dio siano liberati dallo smarrimento e dalle amare difficoltà è abbinata a una preghiera altrettanto sentita per il successo del servizio così necessario che voi state prestando alla Causa del Principe della pace.

In tutte le aree nelle quali le attività del Piano stanno prendendo slancio, vediamo svilupparsi comunità con le nobili caratteristiche da noi descritte nel messaggio del 30 dicembre 2021. Mentre le società sperimentano tensioni di vario tipo, i seguaci della Bellezza di Abhá devono distinguersi sempre più per qualità di resilienza e razionalità, per lo standard di comportamento e l’adesione ai principi, e per la compassione, il distacco e la tolleranza che dimostrano nella ricerca dell’unità. Più volte, le caratteristiche e gli atteggiamenti peculiari mostrati dai credenti nei periodi di acuta difficoltà hanno spinto la gente a rivolgersi ai bahá’í per chiedere spiegazioni, consigli e sostegno, specialmente quando la vita di una società è stata dissestata da pericoli e sconvolgimenti imprevisti. Nel trasmettervi queste osservazioni, siamo consapevoli che anche la comunità bahá’í subisce gli effetti delle forze di disintegrazione all’opera nel mondo. Inoltre, sappiamo che maggiore l’impegno dedicato dagli amici alla promozione della Parola di Dio, più forti saranno le forze contrapposte che, prima o poi, incontreranno da varie parti. Essi devono rafforzare le loro menti e il loro spirito contro le prove che sicuramente verranno, affinché esse non compromettano l’integrità del loro impegno. Ma i credenti sanno bene che qualunque tempesta ci attenda, l’arca della Causa le supererà tutte. Le successive fasi del suo viaggio l’hanno vista resistere agli elementi e cavalcare le onde. Ora è diretta verso un nuovo orizzonte. Le confermazioni dell’Onnipotente sono le raffiche che gonfiano le sue vele e la spingono verso la sua destinazione. E il Patto è la sua stella polare, che mantiene il sacro vascello stabile sul suo corso sicuro e certo. Possano le schiere del cielo inviare benedizioni su tutti coloro che navigano su di essa.

proviamo un’immensa gioia nel rivolgerci a una comunità i cui nobili sentimenti e la cui ferma determinazione si confanno alla sua alta vocazione. Grande, grande davvero è il nostro amore per voi e alato il nostro spirito quando vediamo il vostro sincero e devoto impegno di vivere una vita modellata dagli Insegnamenti di Bahá’u’lláh e di offrire le acque vivificanti della Sua Rivelazione a un mondo che ne ha tanta sete. Il vostro forte senso di scopo è evidente. L’espansione e il consolidamento, l’azione sociale e la partecipazione ai discorsi della società procedono rapidamente e la naturale coerenza di queste imprese a livello areale sta diventando sempre più visibile. In nessun luogo questo è tanto chiaro quanto là dove un numero crescente di persone sta dedicandosi a una serie di iniziative, ciascuna delle quali è uno strumento per sprigionare il potere di costruzione della società insito nella Fede.

Nei dodici mesi trascorsi dall’inizio del Piano novennale siamo stati lieti di vedere che questa impresa spirituale globale ha ispirato e galvanizzato gli amici e dato impulso a particolari linee d’azione. Un obiettivo immediato è stato la messa in atto di piani atti a garantire che, in ogni Paese e regione, emerga almeno un’area nella quale la terza pietra miliare sia stata superata: un luogo nel quale un gran numero di persone lavorano assieme e contribuiscono alla vita di una comunità vibrante. Consapevoli però che l’obiettivo di questo periodo venticinquennale è l’avvio di un programma intensivo di crescita in tutte le aree del mondo, i credenti hanno anche incominciato ad aprire alla Fede nuove aree e a intensificare il loro impegno in luoghi dove già esiste un programma di crescita. In tutte le parti del mondo vi è una maggiore consapevolezza delle opportunità di pionierismo: molte anime devote stanno pensando a come potrebbero cogliere questa opportunità e molti altri hanno già occupato diverse postazioni, soprattutto sul fronte interno ma sempre più anche in campo internazionale. Questo è uno dei tanti modi in cui, come avevamo sperato, gli amici di tutto il mondo stanno esprimendo uno spirito di sostegno reciproco. Le comunità nelle quali ne è stata costruita la forza si sono adoperate per sostenere i progressi compiuti altrove, in un’altra area, un’altra regione, un altro Paese o persino un altro continente, e si sono trovati mezzi creativi per offrire incoraggiamento da lontano e consentire di trasmettere direttamente un’esperienza. Nel frattempo, l’approccio fondamentale di cogliere quanto viene appreso in un’area, in modo da poterne permeare i piani elaborati localmente e altrove, è ampiamente praticato. Siamo stati gratificati dal vedere che una particolare attenzione viene dedicata all’apprendimento su come migliorare la qualità dell’esperienza educativa offerta dall’istituto. Quando il processo dell’istituto mette le radici in una comunità, gli effetti sono sensazionali. Ne sono testimoni, ad esempio, i centri di attività intensiva i cui abitanti sono giunti a considerare l’istituto di formazione un potente strumento che appartiene loro: uno strumento del cui sano sviluppo essi si sono assunti piena responsabilità. Ben sapendo che le porte della Fede sono sempre aperte, i credenti stanno imparando a incoraggiare coloro che sono pronti a entrare. Camminare con queste anime e aiutarle a varcare la soglia è un privilegio e una gioia speciale. In ogni contesto culturale c’è molto da imparare sulla dinamica di questo altisonante momento di riconoscimento e appartenenza. E non è tutto. Mentre in numerose aree l’impegno per contribuire alla trasformazione sociale è nelle prime fasi, le Assemblee Spirituali Nazionali, abilmente sostenute come sempre dai Consiglieri, stanno attivamente cercando di saperne di più su come queste imprese emergano dal processo di costruzione della comunità. Le discussioni sul benessere sociale e materiale delle popolazioni vengono coltivate all’interno di gruppi di famiglie e nelle comunità, mentre gli amici stanno anche trovando il modo di partecipare ai discorsi significativi che si svolgono nelle loro immediate vicinanze.

Accanto a tutto ciò che abbiamo descritto, le azioni dei giovani risplendono radiose. Lungi dall’essere semplici assorbitori passivi di influenze, più o meno benefiche, essi si sono dimostrati protagonisti audaci e perspicaci. Là dove la comunità li ha visti in questa luce e ha creato le condizioni per il loro progresso, i giovani hanno più che giustificato la fiducia riposta in loro. Insegnano la Fede ai loro amici e fanno del servizio una base di amicizie più significative. Spesso, questo servizio assume la forma di un’educazione impartita ai più giovani di loro, offrendo a costoro non solo un’educazione morale e spirituale, ma spesso anche assistenza negli studi. Incaricati della sacra responsabilità di rafforzare il processo dell’Istituto, i giovani bahá’í stanno dando corpo alle nostre più care speranze.

Lo sfondo di tutte queste imprese è un’epoca fortemente instabile. C’è un diffuso riconoscimento che le attuali strutture della società sono impreparate a rispondere ai bisogni dell’umanità nei suoi attuali travagli. Molto di quanto era largamente ritenuto certo e inamovibile viene messo in discussione e il fermento risultante sta producendo il desiderio di una visione unificante. Il coro di voci che si levano a sostegno dell’unità, della parità e della giustizia dimostra quante sono le persone che condividono queste aspirazioni per le loro società. Naturalmente, per i seguaci della Bellezza Benedetta non è una sorpresa che i cuori debbano desiderare gli ideali spirituali da Lui proposti. Tuttavia, troviamo sorprendente che, in un anno nel quale le prospettive di progresso collettivo dell’umanità sono sembrate più cupe che mai, la luce della Fede abbia brillato con sorprendente lucentezza in oltre diecimila convegni, ai quali hanno partecipato quasi un milione e mezzo di persone, focalizzati sui mezzi per promuovere proprio quegli ideali. La visione di Bahá’u’lláh e l’esortazione di lavorare unita per il miglioramento del mondo da Lui rivolta all’umanità sono state il centro attorno al quale diversi elementi della società si sono riuniti con entusiasmo e non c’è da meravigliarsi, perché, come ha spiegato ‘Abdu’l-Bahá, in questi Insegnamenti «ciascuna comunità del mondo trova la realizzazione delle sue più alte aspirazioni». Alcuni sostenitori dell’umanità potrebbero essere attratti dalla comunità bahá’í come luogo di rifugio, un rifugio da un mondo polarizzato e paralizzato. E tuttavia oltre a un rifugio, ciò che essi trovano sono anime affini che lavorano assieme per ricostruire il mondo.

Molto si potrebbe scrivere sulla disseminazione geografica dei convegni, sullo straordinario impulso che hanno dato al nuovo Piano, o sulle sentite espressioni di gioia ed entusiasmo che hanno evocato nei partecipanti. Ma in queste poche righe desideriamo attirare l’attenzione su ciò che essi hanno detto dello sviluppo della Causa. Sono stati il riflesso di una comunità bahá’í che non vede le differenze, ma le affinità. Data questa prospettiva è stato naturale esaminare il Piano novennale durante incontri nei quali tutti erano i benvenuti. Gli amici hanno considerato i vari riflessi del Piano sulle loro società in compagnia non solo di persone e famiglie, ma anche di leader locali e di figure autorevoli. L’incontro di così tante persone in un unico luogo ha creato le condizioni per una conversazione trasformativa sul progresso spirituale e sociale, che si sta svolgendo in tutto il mondo. Il contributo speciale che questi convegni, ad un tempo aperti, edificanti e propositivi, possono dare a uno sbocciante modello di sviluppo delle comunità nelle varie aree è una lezione preziosa che le istituzioni bahá’í possono tenere a mente per il futuro.

E così la compagnia dei fedeli entra nel secondo anno del Piano con una nuova prospettiva e una profonda comprensione del significato di ciò che essi stanno cercando di ottenere. Come appaiono diverse le azioni viste alla luce del potere di costruzione della società da esse sprigionato! Questa prospettiva espansiva consente di vedere un’attività sostenuta come molto più di un atto di servizio isolato o un puro e semplice punto dati. Luogo dopo luogo, le iniziative perseguite rivelano popolazioni che imparano sempre più ad assumersi la responsabilità di percorrere la via del proprio sviluppo. La trasformazione spirituale e sociale che ne deriva si manifesta nella vita di queste popolazioni in vari modi. Nella precedente serie di Piani, era più chiaramente visibile nella promozione dell’educazione spirituale e della preghiera collettiva. In questa nuova serie di Piani, è necessario prestare maggiore attenzione ad altri processi intesi a migliorare la vita delle comunità, ad esempio: migliorare la salute pubblica, proteggere l’ambiente o ricorrere in modo più efficace al potere delle arti. Naturalmente, perché tutti questi aspetti complementari del benessere delle comunità progrediscano occorre la capacità di impegnarsi in un apprendimento sistematico in tutti questi ambiti, una capacità che si avvale di idee che derivano dagli Insegnamenti e del bagaglio cumulativo di conoscenze umane generato grazie alla ricerca scientifica. Nei prossimi decenni, con la crescita di questa capacità, si realizzeranno molte cose.

Questa visione ampliata e capace di costruire società ha implicazioni di vasta portata. Ogni comunità percorre una propria strada per realizzarla. Ma spesso il progresso in un luogo ha caratteristiche in comune con il progresso altrove. Una delle caratteristiche è che, man mano che le capacità aumentano e le competenze di una comunità locale o nazionale si moltiplicano, allora, quando i tempi sono maturi, alla fine si realizzano le condizioni necessarie per la nascita di un Mashriqu’l-Adhkár, esposte nel nostro messaggio di Riḍván 2012. Come vi abbiamo indicato nel messaggio del Riḍván scorso, identificheremo periodicamente i luoghi nei quali si dovrà costruire un Tempio bahá’í. In questo momento, siamo lieti di chiedere di fondare una Casa di culto locale a Kanchanpur, Nepal, e a Mwinilunga, Zambia. Inoltre, chiediamo che una Casa di culto nazionale venga eretta nel Canada, nelle vicinanze della storica Hazíratu’l-Quds nazionale a Toronto. Questi progetti, e altri che saranno avviati in futuro, beneficeranno del sostegno fornito al Fondo per i Templi dagli amici di tutti i Paesi.

Copiose sono le benedizioni che il Signore benevolo ha deciso di concedere ai Suoi amati. Sublime è la vocazione, magnifica la prospettiva. Incalzanti sono i tempi in cui siamo stati tutti chiamati a servire. Appassionate sono, dunque, le preghiere con le quali supplichiamo dinanzi alla Soglia di Bahá’u’lláh per voi e per i vostri instancabili sforzi.

Amici amatissimi,due anni di un immane sforzo novennale sono trascorsi velocemente. Gli amici di Dio ne hanno preso molto a cuore gli obiettivi. In tutto il mondo bahá’í vi è una maggiore comprensione di ciò che occorre per ampliare ulteriormente il processo della costruzione di comunità e realizzare una profonda trasformazione sociale. Ma ogni giorno che passa, vediamo anche che le condizioni del mondo si deteriorano e le sue divisioni si aggravano. Le crescenti tensioni sociali e tra le nazioni colpiscono i popoli e i luoghi in una miriade di modi.

Questo impone a ogni anima coscienziosa di dare una risposta. Sappiamo fin troppo bene che la comunità del Più Grande Nome non può aspettarsi di evitare i travagli della società. Tuttavia, pur colpita da essi, non se ne lascia confondere. È rattristata dalle sofferenze dell’umanità, ma non se ne lascia paralizzare. Il suo sincero interesse deve spingerla a compiere uno sforzo protratto per costruire comunità che offrano speranza invece di disperazione, unità invece di conflitto.

Shoghi Effendi ha descritto chiaramente il processo di «progressivo deterioramento delle vicende umane» che si svolge parallelamente a un altro processo, un processo di integrazione, grazie il quale si sta costruendo «l’Arca della salvezza umana», l’«estremo rifugio» della società. Ci rallegriamo di vedere, in ogni Paese e regione, veri operatori di pace impegnati nella costruzione di questo rifugio. Lo vediamo in ciascun racconto di un cuore infiammato dall’amore di Dio, di una famiglia che apre la casa a nuovi amici, di collaboratori che si rifanno agli insegnamenti di Bahá’u’lláh per affrontare un problema sociale, di una comunità che rafforza la cultura del sostegno reciproco, di un quartiere o di un villaggio che impara ad avviare e sostenere le azioni necessarie per il proprio progresso spirituale e materiale, di una località benedetta dalla nascita di una nuova Assemblea Spirituale.

I metodi e gli strumenti del Piano permettono ad ogni anima di contribuire qualcosa di ciò di cui l’umanità ha bisogno in questo giorno. Lungi dall’offrire un balsamo temporaneo per i mali del momento, la prosecuzione del Piano è lo strumento che mette in moto in ogni società processi costruttivi a lungo termine, che proseguono nel corso delle generazioni. Tutto ciò porta a una conclusione urgente e ineluttabile: il numero di coloro che dedicano tempo, energia e concentrazione al successo di questo lavoro deve subire un aumento rapido e protratto.

In quale altro luogo il mondo può trovare una visione abbastanza ampia da unire tutti i suoi diversi elementi se non nel principio dell’unità del genere umano insegnata da Bahá’u’lláh? In quale altro modo il mondo può sanare le fratture sociali che lo dividono, se non traducendo questa visione in un ordine basato sull’unità nella diversità? Chi altri può essere il lievito che aiuti i popoli del mondo a scoprire un nuovo modo di vivere, una strada verso una pace duratura? E dunque porgete a chiunque la mano dell’amicizia, dell’impegno collegiale, del servizio condiviso, dell’apprendimento collettivo e andate avanti come una cosa sola.

Sappiamo quanta vitalità e quanta forza si sprigionino in ogni società quando i giovani si risvegliano alla visione di Bahá’u’lláh e diventano protagonisti del Piano. E così, con quale immensa gentilezza, coraggio e completa fiducia in Dio i giovani bahá’í devono decidere di tendere la mano ai loro coetanei e di portarli a partecipare a questo lavoro! Tutti devono muoversi, ma i giovani devono spiccare il volo.

L’urgenza dell’ora presente non offuschi la gioia speciale che deriva dal servizio. La chiamata al servizio è un invito edificante e onnicomprensivo. Attrae ogni anima fedele, anche quella oppressa da preoccupazioni e obblighi. Perché qualunque sia l’occupazione di quell’anima fedele vi si può scoprire una devozione profondamente radicata e un permanente interesse per il benessere degli altri. Queste qualità danno coerenza a una vita dalle molteplici esigenze. E per ogni cuore infiammato i momenti più dolci sono quelli trascorsi con sorelle e fratelli spirituali, nell’occuparsi di una società bisognosa di nutrimento spirituale.

Nei sacri Mausolei e con cuore traboccante, ringraziamo Bahá’u’lláh per avervi innalzato e addestrato nelle Sue vie e Lo supplichiamo di inviarvi la Sua benedizione

manca un solo anno alla fine della prima fase del Piano novennale e siamo lieti di esporvi i suoi progressi: grazie a esempi luminosi di nobile impegno, la visione offerta dalla Fede sta sempre più colmando i cuori di speranza.

Il processo della crescita continua ad avanzare. Si sono compiuti sorprendenti passi avanti in diverse zone nelle quali in precedenza non si erano visti progressi significativi e invece ora il seme della Fede ha prodotto nuovi germogli verdeggianti e ha incominciato a emergere la capacità di lavorare con molte anime contemporaneamente. Spesso questi avanzamenti sono stati resi possibili da pionieri devoti che, con il cuore ardente d’amore per il loro Signore, si sono recati con entusiasmo e in numeri impressionanti in località sul fronte interno ed esterno. Nelle aree che avevano già iniziato ad avere un programma di crescita, si è prestata maggiore attenzione, in modi creativi e ingegnosi, all’applicazione di strategie e linee d’azione consolidate che consentiranno agli amici di superare la seconda e la terza pietra miliare. E in aree di comprovata forza, stanno diventando più visibili i primi segnali del potere di costruire la società insito nella Fede, mentre una crescente schiera di anime infervorate sta abbracciando un modello di vita bahá’í vibrante e trasformativo.

Nel frattempo, l’interazione della base con la società ha fatto notevoli passi avanti. Le iniziative comunitarie di azione sociale che si sono moltiplicate più rapidamente sono state quelle incentrate sull’educazione, ma se ne sono sviluppate anche altre in campi come l’agricoltura, la salute, l’ambiente, la valorizzazione delle donne e le arti. Questo tipo di progresso è più evidente nelle aree più forti, nelle quali molti villaggi e quartieri, talvolta una sola strada o un grande condominio, ospitano popolazioni che stanno vivendo i miglioramenti che si ottengono traducendo in realtà tangibile i principi della Fede. In alcuni luoghi, leader civici e persone responsabili dell’educazione dei bambini e dello sviluppo sociale a livello locale non solo si rivolgono ai bahá’í per avere nuove idee, ma vogliono collaborare per trovare soluzioni pratiche. Inoltre, siamo lieti di vedere che il punto di vista bahá’í su certi importanti discorsi sta suscitando crescente considerazione e ammirazione a livello nazionale e internazionale.

Il Piano novennale si avvale di un vasto processo globale di apprendimento che funziona tanto sull’altopiano andino della Bolivia quanto nei sobborghi di Sydney. Questo processo di apprendimento ha dato vita a strategie e azioni che si possono adattare a ogni contesto. È sistematico. È organico. È onnicomprensivo. Crea legami che sbocciano in relazioni dinamiche tra famiglie, vicini, giovani e chiunque voglia essere protagonista di questa gloriosa impresa. Fa crescere comunità ricche di potenziale. Permette di realizzare alte aspirazioni condivise da persone che la geografia, la lingua, la cultura e vari condizionamenti avevano tenute separate, ma che ora hanno sentito l’appello universale di Bahá’u’lláh a «lottare incessantemente per il miglioramento della vita l’uno dell’altro» e hanno risposto. E si affida interamente alla potenza corroborante della Parola di Dio – quella «forza unificatrice», «il motore delle anime e il coordinatore e il regolatore nel mondo dell’umanità» – e all’azione prolungata che ispira.

Fra le tenebre di un cielo tempestoso, quale fulgida luce risplende dal vostro devoto impegno! Anche se nel mondo infuria una tempesta, in Paesi, regioni e aree si stanno costruendo i rifugi che daranno riparo all’umanità. Ma c’è molto da fare. Ogni comunità nazionale ha le proprie aspettative sui progressi da compiere durante questa prima fase del Piano. Il tempo vola. Amati amici, promulgatori degli insegnamenti divini e campioni della Bellezza Benedetta, il vostro impegno è necessario ora. Ogni passo avanti compiuto nei pochi mesi che precedono il prossimo Riḍván preparerà meglio la comunità del Più Grande Nome a ciò che dovrà realizzare nella seconda fase del Piano. Che vi sia concessa la vittoria. Per questo imploriamo il Signore sovrano, per questo invochiamo il Suo incessante aiuto, per questo Lo supplichiamo di mandare i Suoi angeli prediletti ad aiutare ciascuno di voi.